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Italia, Italia…

Antonio Palmieri

EDITORIALE

Italia, Italia…

Scritto da Antonio Palmieri | 16 Gennaio 2008 | EDITORIALE

La scelta del Papa di rinunciare al suo intervento alla Sapienza ieri. Oggi le dimissioni di Mastella. La nostra attività alla Camera è stata stravolta. Mentre scrivo la seduta è sospesa e siamo in attesa dell’esito della riunione dei capigruppo.
La sola cosa certa è che l’Italia, cioè tutti noi, siamo nei tg del mondo intero con la monnezza, con l’impossibilità del vescovo di Roma di poter andare a parlare in una università romana, con le dimissioni del ministro della giustizia in quanto sua moglie sarebbe sul punto di essere messa agli arresti domiciliari. Non è una questione di immagine, ma di reputazione del nostro Paese, nei confronti del mondo intero.
Questi tre eventi sono tre carichi da undici calati pesantemente su una situazione già brutta e difficile, con un Paese che arranca, con una società che sembra non “tenere” più, con una sfiducia generale e generalizzata. Che fare? Credo che la cosa migliore, l’unica praticabile da me e da ciascuno sia continuare a svolgere il proprio compito, dove si è. con i mezzi che si hanno a disposizione…Ognuno per la propria responsabilità, piccola o grande che sia.


Ho aderito alla moratoria sull’aborto proposta da Giuliano Ferrara

Scritto da Antonio Palmieri | 1 Gennaio 2008 | EDITORIALE, RASSEGNA STAMPA

Ho interrotto il mio periodo di riposo per aderire formalmente alla moratoria sull’aborto proposta da Giuliano Ferrara su il Foglio.

Questo il testo della mia adesione, pubblicato sul Foglio il 31 dicembre:

Oltre all’evidenza morale, umana e scientifica, un’altra buona ragione per aderire alla moratoria sull’aborto la porta la demografia. L’invecchiamento della popolazione, con tutte le conseguenze sociali, lavorative, pensionistiche, fiscali che esso comporta, é uno dei principali problemi italiani. Far nascere ogni anno almeno altri 150.000 italiani sottratti all’aborto, costituirebbe un rimedio immediatamente efficace per contrastare il declino demografico.

Come fare, in concreto? Due piccole proposte. Le istituzioni, in modo particolare i comuni, dovrebbero rendere noto a tutti, in particolare nelle comunità extracomunitarie e nelle scuole, che è possibile far nascere il figlio e, in modo anonimo, renderlo immediatamente adottabile: una famiglia per tutti è garantita, oggi per le adozioni la domanda è di dieci volte superiore a quella dei bambini adottabili.
Un governo, una maggioranza, un Parlamento che si rispettino, vale a dire che rispettino se stessi, dovrebbero approvare nel minor tempo possibile una legge a favore delle famiglie numerose, quelle con tre o più figli, con una serie di misure fiscali, tariffarie, pensionistiche che rendano “conveniente” avere figli. Se è vero che molte donne abortiscono perché avendo già due figli non sono in grado di mantenerne un terzo, in questo modo forse daremmo loro la forza e il coraggio di accogliere il figlio “in più”.

Ultima considerazione. Ritengo che qualsiasi politico, al di là del partito di appartenenza, dovrebbe trovare insopportabile che la povertà, l’ignoranza e il lavoro nero impediscano ancora oggi a molte donne di poter vivere e scegliere in libertà.


Nuovo partito, nuovo nome…

Scritto da Antonio Palmieri | 11 Dicembre 2007 | EDITORIALE

HO RICEVUTO QUESTO SUGGERIMENTO: COSA NE PENSI?
Personalmente non trovo azzeccato nessuno dei due nomi proposti.
Partito della libertà, oltre che confondersi nell’acronimo PdL con PD, sa da “vecchio”; Popolo della libertà – se può magari piacere a Bossi – sa tanto di cultura marxista.
Perchè non “Italia della libertà” ? che avrebbe il vantaggio di mantenere al suo interno elementi di Forza Italia e della Casa delle libertà. Cordialmente. Angiola Martini


Fare la Confederazione della libertà? Mi scrive un lettore

Scritto da Antonio Palmieri | 30 Luglio 2007 | EDITORIALE

Spettabile onorevole Palmieri, da sempre seguo con interesse le newsletter che invia attraverso il sito di Forza Italia.Le scrivo perche’ mi domando se dopo che la sinistra ha formato il Partito Democratico non sarebbe il caso di fare a destra anche un partito unico. In considerazione di quanto detto negli ultimi giorni da Berlusconi a Fini, non potrebbe essere un alternativa valida fare una confederazione unica di partiti, come Forza Italia, Alleanza Nazionale e UDC, ecc che pero’ abbia un nome unico, come il partito democratico?

Cio’ consentirebbe di avere sempre la propria indipendenza ma al contempo di rapprresentare una novità nonche’ alternativa al pd.

CHE NE PENSA? saluti

Remo P., Messina


Intercettazioni: tre motivi per dire no

Scritto da Antonio Palmieri | 28 Luglio 2007 | EDITORIALE

“Noi voteremo contro l’utilizzo delle intercettazioni dei parlamentari. Lo faremmo chiunque fosse il parlamentare intercettato. Lo facciamo questa volta, quando i parlamentari intercettati sono personaggi di spicco della sinistra, perchè riteniamo che lo Stato non debba essere invasivo nella vita privata. Siamo sottoposti a un sistema di controllo dei telefoni che non ha pari in nessuna democrazia del mondo”. 

Con queste parole Silvio Berlusconi ha ribadito che Forza Italia voterà no all’utilizzo delle intercettazioni telefoniche sulla vicenda Unipol, che coinvolgono Fassino, D’Alema e Latorre.

E’ una posizione coraggiosa e controversa, che merita di essere seguita per almeno tre motivi:

  1. L’atteggiamento di Forza Italia marca ancora una volta la differenza tra noi e loro. Per noi alcuni principi e valori sono veri sempre, non solo quando tornano comodi. Se una cosa è sbagliata è sbagliata anche se la subiscono i tuoi avversari. Il corto circuito mediatico-giudiziario è sbagliato in quanto tale, perché non rispetta la vita delle persone e mette lo Stato in condizione di violare la loro libertà. Questo è il punto, questo il principio da salvaguardare.

  2. Dopo quello che è emerso nella vicenda Unipol, dopo la loro reazione alla pubblicazione dei testi delle telefonate e alla richiesta della pm Forleo, i DS hanno già perso definitivamente – e agli occhi di tutti, elettori di sinistra compresi – quel poco di “superiorità morale” che si ostinavano a ostentare. Come ha detto Sandro Bondi, ”tutto potevo immaginare nella mia vita fuorché vedere Berlusconi difendere i principi fondamentali della civiltà giuridica anche a nome e a tutela di una sinistra vittima degli stessi demoni che ha suscitato”.

  3. Anche in questa occasione Silvio Berlusconi si conferma un leader a tutto tondo, che non si limita a cercare il consenso dei propri sostenitori ma è capace di sostenere posizioni forti, anche in controtendenza rispetto a parte del proprio elettorato, come dimostrano i messaggi giunti (e pubblicati) in Spazio Azzurro, sul nostro sito nazionale


Ieri ho ricevuto questa e-mail…nel commento la mia risposta

Scritto da Antonio Palmieri | 27 Luglio 2007 | EDITORIALE

Salve, sono uno studente del terzo anno di scienze politiche: in vista della preparazione della mia tesi sto conducendo un’indagne campionaria tra i parlamentari per chiedere se sono o meno d’accordo a
ridurre il numero dei parlamentari e a separare le funzioni delle due camere. Se vuole oltre alla risposta può aggiungere anche un breve commento.
Grazie per la collaborazione
Paolo Maiocchi


E’ arrivato anche Enrico Letta. I “fantastici” quattro sono al completo. E Adinolfi?

Scritto da Antonio Palmieri | 25 Luglio 2007 | EDITORIALE

Enrico Letta ha annunciato la sua candidatura con un video on line. Ne hanno dato notizia tutti i media tradizionali, perchè anche questa è la convergenza…però si ostinano a ignorare la candidatura di Mario Adinolfi, il blogger candidato alla guida del nascente partito democratico. Parlano sempre e solo di Veltroni, Colombo, Bindi e Letta, come se fossero i Fantastici (si per dire, ovviamente) Quattro: Veltroni è l’uomo di gomma, Letta la Torcia, Colombo la Cosa e Bindi la donna (in)visibile. E il “povero” Adinolfi allora può essere Silver Surfer? Per intanto auguri per il tentativo, come ha fatto un gruppo di bloggers di centrodestra


Carisma e bagni di folla, l’effetto Berlusconi sul voto

Scritto da Antonio Palmieri | 24 Luglio 2007 | EDITORIALE, RASSEGNA STAMPA

Questo il titolo di una inchiesta pubblicata su Il Giornale sulla positiva situazione che sta vivendo Forza Italia. In questo pezzo è citata una mia affermazione: “Antonio Palmieri, responsabile comunicazione elettorale e Internet, rincara la dose. «Tanta gente oggi riflette e dice: stavamo molto meglio quando pensavamo di stare peggio. Un anno di Prodi è servito a
valorizzare cinque anni di governo più di quanto non siamo stati capaci di fare noi. C’è una quota di elettorato deluso, quella che aveva tentato con il voto alla Margherita e che ora si sta mordendo le mani, così come pezzi di establishment che avevano puntato su un cavallo rivelatosi zoppo. In molti hanno capito che l’unica possibilità di cambiare il Paese era continuare a dare fiducia a chi le riforme aveva iniziato a farle davvero».

Cosa ne pensi?


L’incredibile petizione per mettere all’indice il libro di Magdi Allam

Scritto da Antonio Palmieri | 20 Luglio 2007 | EDITORIALE

La rivista Reset ha lanciato una petizione contro l’ultimo libro di Magdi Allam, “Viva Israele“, sottoscritta da numerosi studiosi di vaglia tra i quali Paolo Branca e David Bidussa, Angelo d’Orsi e Ombretta Fumagalli Carulli, Patrizia Valduga ed Enzo Bianchi. Molti cattolici progressisti, come si vede…quelli che non sono con noi (e con Allam) a chiedere la fine delle persecuzioni contro i cristiani…

Come dice correttamente Pierluigi Battista sul Corriere, non c’è problema sul fatto che “un libro possa anche essere stroncato, demolito, fatto (intellettualmente) a pezzi, ma solo da chi porta la responsabilità intellettuale in un conflitto di idee modulato su argomenti che si contrappongano aspramente ad argomenti, tesi contro tesi, documenti contro documenti. I firmatari dell’appello contro Allam non fanno nulla di tutto questo. Bersagliano un libro per il solo fatto che esiste e il suo autore perché accusato di «tifare» per le ragioni di Israele (e se anche fosse, dov’è il reato, o il peccato?). Firmano in gruppo credendo di rafforzare la loro credibilità con il numero delle adesioni e non con la vis persuasiva di un argomento. Fossero state migliaia anziché centinaia, le firme, ci sarebbe forse qualche ragione in più per considerare ancor più negativamente il libro mandato simbolicamente al rogo? Da quando in qua la scientificità di un libro viene misurata così brutalmente sui diktat della «dittatura della maggioranza»?


Considerazioni sulle stupefacenti dischiarazioni di D’Alema su Hamas

Scritto da Antonio Palmieri | 18 Luglio 2007 | EDITORIALE

A proposito delle dichiarazioni di Massimo D’Alema sulla necessità di trattare con Hamas, giova ricordargli che:

  1. Anche il nazismo e il fascismo andarono al potere dopo elezioni democratiche. Le elezioni sono uno strumento non una garanzia di reale democrazia.
  2. Hamas è già con Al Qaida nei fatti: una volta al potere Hamas ha cercato di instaurare un regime totalitario islamico di natura fondamentalista, lo stesso obiettivo di Bin Laden. Inoltre Hamas già pratica il terrorismo contro Israele.  
  3. Hamas ha già strettissimi rapporti con l’Iran, da cui riceve denaro e armi.
  4. Riconoscere Hamas come interlocutore se prima non accetta di riconoscere il diritto di Israele ad esistere, significa indebolire la già debole posizione di Abu Mazen.


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