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Intercettazioni: tre motivi per dire no

Antonio Palmieri

Scritto da Antonio Palmieri | 28 Luglio 2007 | EDITORIALE

“Noi voteremo contro l’utilizzo delle intercettazioni dei parlamentari. Lo faremmo chiunque fosse il parlamentare intercettato. Lo facciamo questa volta, quando i parlamentari intercettati sono personaggi di spicco della sinistra, perchè riteniamo che lo Stato non debba essere invasivo nella vita privata. Siamo sottoposti a un sistema di controllo dei telefoni che non ha pari in nessuna democrazia del mondo”. 

Con queste parole Silvio Berlusconi ha ribadito che Forza Italia voterà no all’utilizzo delle intercettazioni telefoniche sulla vicenda Unipol, che coinvolgono Fassino, D’Alema e Latorre.

E’ una posizione coraggiosa e controversa, che merita di essere seguita per almeno tre motivi:

  1. L’atteggiamento di Forza Italia marca ancora una volta la differenza tra noi e loro. Per noi alcuni principi e valori sono veri sempre, non solo quando tornano comodi. Se una cosa è sbagliata è sbagliata anche se la subiscono i tuoi avversari. Il corto circuito mediatico-giudiziario è sbagliato in quanto tale, perché non rispetta la vita delle persone e mette lo Stato in condizione di violare la loro libertà. Questo è il punto, questo il principio da salvaguardare.

  2. Dopo quello che è emerso nella vicenda Unipol, dopo la loro reazione alla pubblicazione dei testi delle telefonate e alla richiesta della pm Forleo, i DS hanno già perso definitivamente – e agli occhi di tutti, elettori di sinistra compresi – quel poco di “superiorità morale” che si ostinavano a ostentare. Come ha detto Sandro Bondi, ”tutto potevo immaginare nella mia vita fuorché vedere Berlusconi difendere i principi fondamentali della civiltà giuridica anche a nome e a tutela di una sinistra vittima degli stessi demoni che ha suscitato”.

  3. Anche in questa occasione Silvio Berlusconi si conferma un leader a tutto tondo, che non si limita a cercare il consenso dei propri sostenitori ma è capace di sostenere posizioni forti, anche in controtendenza rispetto a parte del proprio elettorato, come dimostrano i messaggi giunti (e pubblicati) in Spazio Azzurro, sul nostro sito nazionale

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