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Il disegno di legge sull’Istruzione in breve

Antonio Palmieri

Archivio del mese di febbraio 2003

Il disegno di legge sull’Istruzione in breve

Scritto da Antonio Palmieri | 19 febbraio 2003 | Attività 2003

del 19 febbraio 2003

Il disegno di legge in breve:

SCUOLA DELL’INFANZIA È il nuovo nome della materna. durata: 3 anni
– concorrere all’educazione e allo sviluppo affettivo, psicomotorio e sociale dei bambini.
– potranno iscriversi anche i bambini che compiono i tre anni entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento.

PRIMO CICLO scuola primaria durata: 5 anni
– iscrizione in 1ª classe: facoltativa a 5 anni e mezzo; obbligatoria a 6 anni;
– introduzione di una lingua europea dalla 1ª classe;
– uso del computer;
– abolizione esame di 5ª classe.

PRIMO CICLO scuola secondaria di 1° grado durata: 3 anni
– introduzione di una seconda lingua europea;
– uso di tecnologie informatiche;
– orientamento guidato per la scelta del percorso successivo;
– nuovo esame di stato a chiusura del primo ciclo.

SECONDO CICLO licei e istruzione – formazione professionale
– possibilità di scelta tra i due percorsi di studio: licei e istruzione – formazione professionale;
– possibilità di passare da un percorso all’altro e di cambiare indirizzo all’interno dello stesso percorso, attraverso adeguate iniziative didattiche offerte dalla scuola;
– formazione avanzata sulle tecnologie informatiche;
– dai 15 anni diverse modalità di apprendimento: studio a tempo pieno, alternanza scuola-lavoro con stage presso realtà culturali, sociali e produttive anche all’estero; apprendistato.
– nell’ultimo anno orientamento guidato per la scelta:
• del percorso superiore: università, accademie, formazione professionale superiore
• verso il lavoro e le professioni

LICEI durata: 5 anni
– i ragazzi possono scegliere il liceo artistico, classico, delle scienze umane, economico, linguistico, musicale, scientifico, tecnologico;
– articolazione didattica: 2 bienni più un 5° anno di approfondimento disciplinare e di orientamento agli studi superiori;
– nuovo esame di stato alla fine del 5° anno utile per iscriversi all’università e all’alta formazione artistica, musicale e coreutica.

ISTRUZIONE-FORMAZIONE PROFESSIONALE durata: variabile, minimo 3 anni
dopo 3 anni prima qualifica spendibile nel mondo del lavoro e riconosciuta a livello nazionale ed europeo;
– possibilità di conseguire ulteriori qualifiche spendibili nel mondo del lavoro e per l’accesso alla formazione professionale superiore;
– con una qualifica almeno quadriennale i ragazzi possono frequentare un anno di preparazione all’esame di stato, utile per iscriversi all’università e all’alta formazione artistica, musicale e coreutica.

FORMAZIONE DEGLI INSEGNANTI
per insegnare è necessaria una laurea specialistica con prevalente carattere disciplinare;
– la competenza disciplinare prevale sugli aspetti più professionali.(didattica, pedagogia ecc.);
– l’accesso alle facoltà è programmato sulla base dei posti effettivamente disponibili in ogni regione;
– la laurea è abilitante: ai fini dell’accesso ai ruoli, si prevedono periodi di tirocinio con contratti di formazione lavoro.

VALUTAZIONI
– ai fini della valutazione, vengono introdotti i bienni come periodi didattici. Si è promossi o si è respinti ogni due anni;
– la qualità dell’offerta formativa delle scuole e dei livelli di apprendimento dei ragazzi verrà controllata periodicamente e sistematicamente dall’Istituto nazionale di valutazione.


Argomenti a sostegno della Riforma della Scuola

Scritto da Antonio Palmieri | 19 febbraio 2003 | Attività 2003

del 19 febbraio 2003

Moltiplicare le offerte formative
La riforma ha come obiettivo quello di arricchire le offerte formative nei percorsi di studio, offrendo, tra l’altro, opportunità di alternanza tra studio e lavoro, lo studio e la pratica delle lingue e dell’informatica ed inoltre stage e tirocini in realtà culturali, sociali e produttive in Italia o all’estero, con l’acquisizione di titoli e certificazioni spendibili come crediti scolastici e formativi.

Formare persone e cittadini
Non si pensa soltanto a una scuola votata unicamente ad assolvere un ruolo “professionalizzante” per gli studenti.
Il progetto di riforma ha al centro, in senso molto più ampio, i bisogni, gli interessi, le aspirazioni dei giovani, delle loro famiglie, degli insegnanti.
È importante che gli studenti si formino come persone e come cittadini per realizzare i loro progetti di vita. Vogliamo progettare una scuola dei valori prima ancora che degli interessi professionali ed economici.
Solo una scuola che sappia educare ai fondamenti etici della vita – la solidarietà, il rispetto per gli altri, la giustizia, la responsabilità personale – potrà dare risposte ad un numero crescente di giovani sui quali pesa oggi un grande senso di difficoltà e di estraneità di rapporti col mondo degli adulti.

Dall’obbligo scolastico al diritto all’istruzione
La scelta di introdurre il concetto di diritto all’istruzione e alla formazione per almeno dodici anni rappresenta una forma più evoluta e moderna del tradizionale obbligo scolastico, in sintonia con lo sviluppo delle società contemporanee.
La positività di tale principio del resto sta anche nella sua capacità di coinvolgere appieno tutti i soggetti interessati al mondo della scuola, superando così il limite maggiore del vecchio concetto di obbligo che, privo di verifiche finali, comportava come conseguenza la deresponsabilizzazione del sistema nel suo insieme.

Il ruolo degli insegnanti
Gli insegnanti vengono chiamati a diventare dei veri e propri “tutor” capaci di aiutare i giovani nel loro processo di crescita e nello sviluppo della propria personalità; di sostenerli nei momenti delicati del loro percorso educativo e formativo, prima di un esame oppure quando si tratta di scegliere tra diversi indirizzi di studio.

Pari dignità del percorso scolastico e di formazione professionale
La prospettiva che si apre con la riforma è quella di valorizzare e qualificare la formazione professionale, che deve avere qualità e prestigio sociale pari a qualsiasi altro percorso.
La formazione passerà rapidamente dal campo dell’addestramento a quello della conoscenza scientifica e tecnologica. In tale prospettiva tutti i percorsi formativi garantiranno un’elevata cultura di base. Tutti i percorsi formativi secondari di tipo liceale o di istruzione e formazione professionale risponderanno a standard nazionali, secondo i principi e le finalità individuati nell’articolo 1 del disegno di legge delega.


PUNTO.IT e KEY4BIZ.IT lanciano la campagna a sostegno della piena accessibilità dei siti Internet

Scritto da Antonio Palmieri | 18 febbraio 2003 | RASSEGNA STAMPA

KEY4BIZ del 18 febbraio 2003

Intervista all’On. Antonio Palmieri, cofirmatario della Proposta di legge.

La campagna lanciata da Punto.it e da Key4biz.it a sostegno della Proposta di Legge sulla piena accessibilità dei siti internet della Pubblica Amministrazione e dei siti di pubblica utilità da parte dei disabili, presentata dagli onorevoli C. Campa e A. Palmieri sta creando grande interesse e partecipazione.
In Italia vi sono circa tre milioni di disabili e molti di essi sono anche utilizzatori di internet, nonostante le barriere che tendono alla esclusione. Consentire loro una piena utilizzazione delle risorse di rete rappresenta un obiettivo sociale di grande valore.
La Proposta di Legge Campa-Palmieri ha il merito innanzitutto di aver posto posto il problema come una priorità di fronte alla quale schieramenti e divisioni hanno scarso senso e su cui invece possiamo misurare la sensibilità ed il reale senso di civiltà del Paese.
Abbiamo posto alcune domande al cofirmatario della Proposta, On. Antonio Palmieri. Laurea in filosofia, 43 anni, membro della VII Commissione (Cultura, Scienza e Istruzione) Palmieri è anche responsabile di Forza Italia del settore dell’Innovazione tecnologica.

D. On. Palmieri come nasce il suo impegno per la Proposta di Legge in oggetto?
R. Nasce innanzitutto grazie al collega Campa, il quale ha avuto la sensibilità di centrare un problema così rilevante ed a lui devo il mio pieno coinvolgimento all’iniziativa, unitamente all’entusiasmo che da essa sta scaturendo. Forse dovremmo essere tutti un po’ più attenti e meno distratti.

D. La Proposta di legge che avete presentato il 16 dicembre 2002 è oggi in una fase più operativa, ci può dire cosa è accaduto nelle ultime settimane?
R. In queste settimane abbiamo fatto un lavoro di sensibilizzazione tra i colleghi parlamentari, per allargare con le sottoscrizioni la base di consenso intorno alla Proposta di Legge e giovedì 20 febbraio avremo una riunione alla Camera in cui comunicheremo il numero delle firme fino ad oggi raccolte.

D. Potrebbe anticiparci questo numero ad oggi?
R. Guardi, non ho sottomano il numero esatto, ma ad oggi credo che abbiamo superato i 100 parlamentari.

D. Solo di maggioranza o anche rappresentanti dell’opposizione?
R. Anche rappresentanti dell’opposizione, questo vuol dire, per esser chiari, che è nostro intendimento voler dialogare in modo compiuto su un tema così importante con i rappresentanti delle opposizioni.

D. Cosa vuol dire, che cercherete un’azione comune con le opposizioni?
R. Mi augurerei di sì. Peraltro il governo ha da sempre grande attenzione su questi temi. Noi abbiamo solo aperto una strada in una direzione particolare, una strada che guarda ai disabili e ai loro problemi, non consideriamo la nostra iniziativa un’ultima spiaggia ma certamente un’operazione che, con lo sforzo di tutti, può garantire delle cose concrete al mondo delle persone diversamente abili.

D. Come si salda l’iniziativa promossa da lei e Campa con l’annuncio fatto dal Ministro Stanca nei giorni scorsi a Bari?
R. Si salda compiutamente nel senso che le tematiche dell’innovazione figurano come ho detto anche negli obiettivi prioritari del Governo.

D. Cos’ha la vostra Proposta di Legge in più rispetto alla Circolare 3/2001 del Dipartimento della Funzione Pubblica?
R. E’ totalmente allineata ad essa. Naturalmente quella è una Circolare e ha i limiti che uno strumento del genere ha, una legge ha un potere cogente con tutto ciò che da questo ne deriva. Certo, sarebbe straordinariamente significativo se i siti della Pubblica Amministrazione e quelli di pubblica utilità manifestassero per conto proprio una tale sensibilità da tener conto dei problemi d’uso che pesano sui disabili. Per questo, però, ci vorrebbe un grande movimento dal basso, capace di far sentire la propria voce.

D. Avete già avuto dei contatti con le associazioni italiane che rappresentano i disabili?
R. Abbiamo sollecitato e chiesto pareri in giro per il Paese e ciò ha dato i suoi frutti. Abbiamo aperto un apposito Forum sul sito di Forza Italia e anche questo ha dato i suoi frutti. Abbiamo raccolto risposte, osservazioni, critiche ed il nostro obiettivo è oggi quello di migliorare il testo della Proposta di Legge. Ecco perché vogliamo coinvolgere quanti più colleghi è possibile, in modo aperto. Nel seminario di giovedì cui accennavo prima sappiamo già di raccogliere degli ottimi suggerimenti, ma nel frattempo continueremo a raccogliere altre opinioni e suggestioni. Naturalmente c’è un lavoro di valutazione che non può essere sottovalutato. Le faccio un caso concreto, uno di questi suggerimenti chiedeva di prevedere la sanzione penale per i trasgressori. Ci è sembrata una strada non percorribile e questo è uno dei ruoli fondamentali della politica. Per il resto, non avevamo e non abbiamo la presunzione di aver fatto un testo chiuso e finito, da qui una doppia apertura: la prima guarda all’iniziativa del Governo, l’altra guarda alle associazioni ed ai cittadini diversamente abili. Per il resto saremo ben lieti di impegnarci e le settimane che saranno necessarie alla Camera per la discussione del progetto di legge, saranno utili perché definiranno ancor meglio gli obbiettivi. Qui il ruolo partecipativo e migliorativo di tutti i colleghi parlamentari sarà importantissimo.

D. Onorevole Palmieri, nella vostra Proposta, citate gli standard internet internazionali del W3C e WAI. Ci pare un dato che allinea l’Italia alla sensibilità europea.
R. Non solo. La nostra Proposta si trova anche allineata ai contenuti del Piano e-Europe promosso dalla Commissione Europea. L’obiettivo primario è allargare la nostra proposta a tal punto da sostenere tutte le sollecitazioni possibili provenienti da altre iniziative europee che riguardino questo settore. Vorrei aggiungere ancora una cosa, la prima battaglia da vincere è quella contro la distrazione, e gli strumenti sono la sensibilizzazione e la conoscenza del problema. Ecco perché vorremmo organizzare nell’arco del 2003 altri eventi pubblici, come pure partecipare agli eventi pubblici che altri organizzeranno, proprio per dare conto di come stanno andando le cose e per rafforzare quest’idea di partecipazione, per dare corpo ad una mobilitazione senza la quale questa proposta di legge potrebbe restare lettera morta.
E questo non deve avvenire, nell’interesse del Paese.

D. Cosa farà da domani per coinvolgere maggiormente i parlamentari di maggioranza e opposizione?
R. Aspettiamo di completare una significativa raccolta di firme. Questo è un primo obiettivo a portata di mano. Renderemo partecipi i colleghi dei contenuti della proposta e dei contenuti dell’iniziativa del 5 marzo.

D. Perché, cosa ci sarà il 5 marzo?
R:Il 5 marzo ci sarà un grande appuntamento, un’iniziativa alla quale parteciperanno il Presidente della Camera Casini, il Ministro Stanca, il Ministro Maroni, e probabilmente anche il Ministro Sirchia. L’auspicio di tutti è che vi partecipi anche il Presidente del Consiglio Berlusconi. Verrà presentato il Libro Bianco su Innovazione tecnologica e Disabili. Si tratta di uno strumento senza precedenti che indica problemi e soluzioni sulle innovazioni tecnologiche che non rispondono al principio etico e sociale della usabilità e dell’inclusione. Naturalmente, siamo certi che anche da quella iniziativa scaturisca una ulteriore spinta alla Proposta di legge sull’usabilità dei siti della Pubblica Amministrazione a favore dei disabili.

D. Onorevole Palmieri, PUNTOIT e KEY4BIZ.IT sosterranno l’obiettivo da voi proposto…
R. La ringrazio molto. Il Paese ha bisogno, su un tema come questo, di una grande mobilitazione silenziosa ed efficace, contro le distrazioni che spesso ci fanno perdere di vista il senso delle cose.


Relazione Introduttiva Legge Libro

Scritto da Antonio Palmieri | 18 febbraio 2003 | Attività 2003

Relazione
del 18 febbraio 2003

Anche nel caso della discussione sui provvedimenti in esame (entrambi di iniziativa parlamentare, che dettano norme volte a promuovere il libro e la lettura), come già avviene con le proposte di legge relative alla musica e al cinema, la nostra commissione va ad affrontare alcuni nodi irrisolti della vita culturale del nostro Paese. Credo che questo sia un indubbio titolo di merito di questa commissione, specie su di una materia come la promozione del libro e della lettura, sulla cui importanza convergono i giudizi del governo, della maggioranza e dell’opposizione.

La mia relazione introduttiva avrà il seguente svolgimento:

1. Presentazione dei principali dati generali relativi alla lettura in Italia, al mercato editoriale e all’industria libraria, allo scopo di inquadrare il contesto nel quale vengono a collocarsi le pdl.

2. Il quadro normativo e le principali iniziative messe finora in atto dal governo a sostegno del libro e della lettura.

3. Presentazione delle pdl Melandri e Adornato

4. Considerazioni finali sul merito e sul metodo con cui proseguire il nostro lavoro.

1. IL CONTESTO

Per inquadrare il contesto in cui vengono a collocarsi le pdl in esame, farò riferimento ai dati forniti a ottobre 2002 (dati che coprono fino all’anno 2000 compreso) dall’Ufficio Studi dell’Associazione Italiana Editori, integrati con alcuni dati più recenti resi noti nelle scorse settimane.

A) LA LETTURA IN ITALIA
Nel 2000 si dichiara lettore di almeno un libro non scolastico il 38.3% della popolazione, pari a 21.073.000 persone superiori ai 6 anni d’età. Nel 1965 i lettori di almeno un libro erano 7.450.000, pari al 32,3% della popolazione. Alla crescita hanno concorso migliori livelli di scolarità, di reddito, maggiori consumi culturali e il miglioramento dei canali distributivi.
Tra costoro, c’è un nucleo di cosiddetti “lettori forti” (persone che leggono almeno 12 libri all’anno, un libro al mese) composto da circa 3 milioni di persone. Il 49,5% dei lettori sono lettori occasionali, che non leggono più di tre libri all’anno. Tra costoro non vengono contati i lettori cosiddetti morbidi, vale a dire lettori di gialli, romanzi rosa, guide turistiche, fantascienza da edicola.
L’indagine Censis (ottobre 2002) sul consumo dei media ci ricorda inoltre che tra i giovani compresi tra i 18 e i 30 anni, il 27,3% non legge alcun libro, mentre il 16,2% legge uno o due libri all’anno.

A parere degli editori, il principale e strutturale ostacolo all’allargamento del mercato della lettura deriva dalle scadenti competenze alfabetiche degli italiani. La scuola fatica a formare cittadini che sappiano accedere a contenuti editoriali nella loro vita adulta. Si pensi che il 65.5% della popolazione con più di 16 anni d’età possiede competenze alfabetiche molto modeste. E’ evidente, battuta ma non troppo, che questa stato di cose non può essere imputato all’attuale governo.

Il pubblico dei lettori mantiene da tempo un assetto strutturale così composto:

a) le donne leggono più degli uomini: ci sono 12 milioni di lettrici che hanno letto un libro nel 2000, contro meno di 9 milioni di uomini.

b) Leggono di più i bambini (6-10 anni) e i ragazzi (11-17 anni) rispetto ai giovani fino ai 24 anni.

c) Un fenomeno nuovo, anche se ancora non in grado di sconvolgere la situazione attuale, è dato dall’incremento della lettura tra la popolazione anziana: + 4,6% tra chi ha 65-74 anni, + 13,9% tra chi ha più di 75 anni. Migliorano le condizioni economiche, le competenze intellettuali e la disposizione di tempo per gli over 65.

d) Si legge di più nelle aree metropolitane e nei comuni superiori ai 50.000 abitanti, zone più provviste di librerie, catene e centri commerciali.

B) IL MERCATO EDITORIALE
In Italia si legge molto di più al Nord che non al Sud. Le cifre mostrano questo squilibrio territoriale del mercato editoriale italiano. Al Nord risiede il 67% degli acquirenti di libri con più di 14 anni d’età. Nel Sud e nelle isole risiede il 19% degli acquirenti.

La libreria (indipendente o di catena) continua a essere il principale canale dove si acquistano i libri. Lo confermano sia l’indagine ACNielsenCra sia quella Demoskopea. Secondo i dati divulgati dalla Società Editrice Bibliografica il 46,4% degli acquirenti di libri entra in un punto vendita per comprare un titolo preciso, il 29,3% decide sul momento, il 24,3% sceglie per curiosità e impulso. Inoltre il 40% degli acquirenti di libri dichiara di aver acquistato libri in occasione di prezzi agevolati. Del resto anche la ricerca Demoskopea per l’Aie afferma che per il 63% del pubblico il prezzo conveniente è il principale motivo di acquisto di libri allegati a quotidiani e periodici, il caso editoriale del 2002, sul quale torneremo più avanti.

C) L’INDUSTRIA LIBRARIA
Nel 1995 le novità editoriali erano il 63,5% del mercato. Nel 2000 si sono ridotte al 60,4%. Si sono pubblicati in tutto 52.288 titoli tra vecchi e nuovi, per un totale di 260.500.000 di copie. Nel 2001 i titoli sono stati 55.000, per un totale di 267.000.000 di copie stampate. La tiratura media per titolo si attesta sotto le 5.000 copie: erano 8.500 negli anni Ottanta.
Il mercato della lettura esclusi il mercato della narrativa e dei best seller si va sempre più caratterizzando come un mercato formato da un insieme di mercati sempre più ristretti.

D) LE BIBLIOTECHE IN ITALIA
Le biblioteche italiane sono 15.280. Lo dicono i dati 2002 dell’Iccu (Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche, facente capo al Ministero dei beni culturali). Le regioni con più biblioteche rispetto al numero di abitanti sono Val D’Aosta (49,8 biblioteche per 100.000 abitanti) e il Trentino Alto Adige (42,3 biblioteche per 100.000 abitanti). Quelle meno dotate sono la Campania (16,9 biblioteche per 100.000 abitanti) e la Pugllia (15,3 biblioteche per 100.000 abitanti).
Di queste biblioteche l’Iccu ne ha censite finora 13.000. Due sono le biblioteche nazionali, 2.145 quelle d’insegnamento superiore (specie universitarie), 3.422 quelle speciali dedicate ad un singolo settore, 1.297 non specializzate e 5.292 biblioteche pubbliche, di cui 4.843 gestite dagli enti locali. Queste biblioteche hanno un patrimonio di oltre 284 milioni di testi, dei quali 213 milioni sono libri.
I dati mostrano che solo il 7,5% degli italiani visita d’abitudine una biblioteca e il 26% vi entra una volta all’anno.

E) IL CASO 2002.
Il 2002 ha visto l’affermarsi di un fenomeno eccezionale: oltre 40 milioni di copie di libri venduti in abbinamento a quotidiani e periodici. Un fenomeno d’eccezione se paragonato alle 100 milioni di copie vendute in media in un anno da tutto il sistema editoriale italiano. Su questo fenomeno che peraltro prosegue anche nel 2003, il mondo del libro italiano si sta interrogando, considerando tutti i fattori in gioco, tra i quali segnalo:

a) i libri proposti non sono novità ma di solito classici

b) il prezzo di copertina è molto contenuto e quindi rende questi libri economicamente accessibili

c) la qualità del prodotto è elevata

Su questa iniziativa di marketing la riflessione all’interno del sistema ditoriale italiano è in corso e credo ce ne potremo avvantaggiare nel corso dell’esame delle proposte di legge in questione.

2. IL GOVERNO PER IL LIBRO

Nel corso della prima parte della legislatura il governo ha concentrato la propria azione su due principali direttive:
a) attuare quanto previsto dalla legge 62/2001 a favore dell’industria editoriale italiana
b) mettere in moto nella scuola dei processi atti a coltivare lettori.

A) LA NORMATIVA VIGENTE E GLI INTERVENTI A FAVORE DELL’EDITORIA

Le principali disposizioni volte, direttamente o indirettamente, alla promozione del libro e della lettura sono contenute in primo luogo, dalla legge 7 marzo 2001, n. 62 (Nuove norme sull’editoria e sui prodotti editoriali e modifiche alla legge 5 agosto 1981, n. 416).
Tale legge, in particolare, prevede:
– agevolazioni di credito per le imprese editoriali (artt.5-7);
– credito di imposta per le imprese editoriali (art.8);
– l’istituzione di un fondo per la promozione del libro (art.9);
– disposizioni sul prezzo dei libri (art. 11).

Premi per l’attività di promozione del libro della lettura sono erogati, inoltre, a istituti, associazioni, fondazioni e altri organismi senza scopo di lucro, mediante una circolare ministeriale a cadenza annuale a valere sui fondi che il Ministero per i beni e le attività culturali ripartisce annualmente, ai sensi dell’art.32, co.2 e 3, della legge n.448/2001 , a tali soggetti.
a circolare 4 luglio 2002, n.79 (Premi per l’attività di promozione del libro e della lettura da erogare a istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi senza scopo di lucro) prevede 5 premi (migliore manifestazione di promozione del libro, miglior progetto di diffusione del libro in aree carenti di biblioteche, miglio progetto di promozione della lettura per ragazzi e adolescenti, miglior progetto per la diffusione della poesia, migliore iniziativa tematica di promozione della lettura caratterizzata dall’originalità del programma) con uno stanziamento totale di 130.960 euro.

Per quanto concerne, specificamente, le misure previste dalla legge n.62/2001 si evidenzia quanto segue:

Agevolazioni di credito
Gli articoli 5-7 prevedono l’istituzione presso il Dipartimento dell’editoria di un Fondo per la concessione di contributi in conto interessi in favore delle imprese del settore editoriale, per un ammontare pari al 50% degli interessi sull’importo ammesso al contributo. Alla concessione dei contributi si provvede, a seconda dei casi, mediante procedura automatica o valutativa. La disciplina attuativa è stata adottata con D.P.R. n.142 del 2002.
DPR 30 maggio 2002, n.142, Regolamento concernente le agevolazioni di credito alle imprese operanti nel settore editoriale, previste dagli articoli 4, 5, 6 e 7 della legge 7 marzo 2001, n.62.

Credito d’imposta
L’articolo 8 riconosce un credito d’imposta, pari al 3% del costo sostenuto, alle imprese produttrici di prodotti editoriali che effettuino determinate tipologie di investimenti entro il 31 dicembre 2004. La disciplina attuativa è stata adottata con D.P.R. n.143 del 200.
DPR 30 maggio 2002, n.143, Regolamento concernente la disciplina del credito d’imposta in favore delle imprese produttrici di prodotti editoriali, ai sensi dell’articolo 8 della legge 7 marzo 2001, n.62.

Promozione del libro
L’articolo 9 ha istituito presso il Ministero per i beni e le attività culturali un fondo per la promozione del libro e dei prodotti editoriali di elevato valore culturale. Il fondo è volto a finanziare l’attività di editori e altri soggetti che commercializzano o esportano prodotti editoriali, nonché a favorire l’apertura di nuove librerie in comuni con offerta insufficiente e la ristrutturazione di librerie esistenti. Le risorse previste ammontano a 2 miliardi di lire annue a decorrere dal 2003 e sono state allocate nella unità previsionale di base del Ministero per l’anno in corso. Il Ministero sta definendo la disciplina attuativa prevista dall’articolo 7.

Prezzo fisso dei libri
L’articolo 11 ha introdotto nuove disposizioni sul prezzo fisso dei libri, finalizzate a regolare la concorrenza in materia tra i vari canali commerciali. Il nucleo della disciplina è contenuto nei primi due commi, a norma dei quali:
– ogni editore o importatore di libri stabilisce un prezzo di vendita al pubblico, che è tenuto a indicare su ciascuna copia;
– il prezzo effettivo di vendita al consumatore finale, da chiunque e comunque effettuata, non può contemplare sconti superiori al 15% del prezzo così fissato.
L’obbligo di rispetto del prezzo fisso non trova applicazione per le seguenti categorie di libri, elencate al co. 3:
– libri per bibliofili; libri d’arte; libri antichi e di edizioni esaurite; libri usati; libri fuori catalogo;
– opere prenotate prima della pubblicazione; edizioni destinate esclusivamente alla cessione nell’ambito di rapporti associativi;
– libri venduti mediante attività di commercio elettronico oppure ceduti a biblioteche archivi e musei;
– libri pubblicati da almeno venti mesi e rimasti invenduti in un determinato punto vendita per almeno sei mesi.
Nelle seguenti, ulteriori ipotesi (co. 4), lo sconto massimo può raggiungere il 20%:
– libri venduti in occasione di manifestazioni fieristiche;
– libri destinati a particolari categorie di consumatori ( ONLUS; scuole, centri di formazione, istituzioni educative ed università; istituti scientifici e di ricerca);
– libri venduti per corrispondenza.
I commi 7 e 8 prevedono l’irrogazione (da parte dei comuni) di sanzioni amministrative (mutuate dalla disciplina generale del commercio di cui al D.Lgs. 114/1998 ) in caso di infrazione degli obblighi recati dall’articolo.
Ai sensi del co. 9, infine, la misura massima degli sconti ammessi e la disciplina delle deroghe al regime di prezzo fisso potranno essere riviste, a decorrere dal secondo anno successivo all’entrata in vigore della legge, con decreto del ministro per i beni e le attività culturali, sentito il ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato e la Conferenza unificata Stato-regioni-città e autonomie locali.

La disciplina sul prezzo che inizialmente doveva valere sperimentalmente per un solo anno – è stata successivamente prorogata fino al 30 settembre 2003. Legge 27 dicembre 2002, n. 284 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 ottobre 2002, n. 236, recante disposizioni urgenti in materia di termini legislativi in scadenza ” Sull’esito di questa iniziativa vigila con il compito di formulare valutazioni e proposte in materia di disciplina del prezzo del libro e di redigere uno specifico rapporto sull’esito della sperimentazione il Comitato istituito con DPCM 8 marzo 2001 e presieduto dal capo del ipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del consiglio dei ministri e da rappresentanti dei ministeri interessati alla materia (istruzione, università e ricerca, beni e attività culturali, attività produttive) nonché da rappresentanti delle associazioni di categoria (editori, librai, distributori) e dei consumatori.
Presso la Presidenza del Consiglio è stato inoltre di recente istituito il “Comitato per il libro” (DPCM 27 novembre 2002), comitato interministeriale con il compito di procedere all’esame congiunto delle principali problematiche attinenti il settore dell’editoria libraria, attualmente suddivise tra diverse amministrazioni, al fine di favorire un organico sviluppo del settore.

B) INTERVENTI PER “COLTIVARE LETTORI”.

Il ministero dell’istruzione ha nello scorso anno iniziato a mettere in campo una serie di interventi volti a favorire la diffusione della lettura tra gli studenti. Nel suo intervento “Un nuovo rapporto tra scuola e lettura” (10 maggio 2002) il ministro Moratti conferma l’intenzione di costruire nelle scuole un ambiente orientato alla lettura, attraverso il potenziamento delle biblioteche scolastiche e della formazione e dell’aggiornamento dei docenti.
Sono state finanziate direttamente oltre 500 scuole per costruire moderne e attrezzate strutture per la lettura, che siano laboratori multimediali di cultura. A queste si aggiungono altre 300 scuole che, consorziate alle prime 500, costituiranno un network nazionale a sostegno dei tanti progetti lettura avviati nel Paese.
Parallelamente sono stati progettati e realizzati interventi di formazione per trasformare i docenti da “bibliotecari” a veri e propri mediatori culturali e partner didattici degli studenti, per avvicinarli alla lettura di libri e riviste.

Sarà interessante conoscere i risultati di queste iniziative e in che modo tali iniziative saranno continuate nel tempo.

3. ESAME DELLE PDL

L’AC 3084 (Melandri e altri), composto di 11 articoli, prevede, in particolare, la costituzione di una fondazione, denominata “Centro per la promozione del libro e della lettura”, a cui possono partecipare, oltre al Ministero per i beni e le attività culturali (MBAC), altri ministeri, enti territoriali e altri soggetti pubblici e privati (art.7). Il Centro è chiamato a svolgere la funzione di Osservatorio del libro e della lettura, nonché ad esercitare, sotto la vigilanza del MBAC, varie attività di promozione, quali:
– la promozione dei prodotti editoriali e della lettura, tramite l’organizzazione di manifestazione ed eventi, l’istituzione di giornate della lettura, la realizzazione di campagne informative e di sensibilizzazione (art.3);
– il sostegno alle biblioteche di pubblica lettura (art.4);
– il sostegno degli autori e dei traduttori, mediante la concessione di borse di lavoro e prestiti d’onore.

Il provvedimento prevede, inoltre, l’istituzione della figura professionale del bibliotecario scolastico (art.8), nonché l’istituzione, presso il Ministero dell’istruzione, di un Fondo, con una dotazione di 25 milioni di euro, per il credito agevolato e i prestiti d’onore per l’acquisto dei libri di testo (art.9).

La pdl AC 3084 (Melandri e altri) prevede i seguenti adempimenti normativi:

– l’articolo 4, comma 2, rinvia a un regolamento la definizione dei criteri e delle modalità di sostegno alle biblioteche di pubblica lettura, mentre il comma 4 rimette a un decreto del Ministro per i beni e le attività culturali la ripartizione delle risorse disponibili tra le regioni e le province autonome.

– l’articolo 6, comma 2, rinvia al regolamento di cui all’art.4, co.2, per la definizione dei criteri e delle modalità di attribuzione dei contributi a favore degli autori e dei traduttori.

– l’articolo 8, comma 1, rimette a un decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro per i beni e le attività culturali, l’adozione del regolamento per l’istituzione e il funzionamento delle biblioteche scolastiche;

– l’articolo 9, comma 2, rimette a un decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, l’adozione del regolamento per l’accesso al fondo per il credito agevolato e i prestiti d’onore per l’acquisto di libri di testo.

L’AC 3525 (Adornato), composto di 9 articoli, prevede l’istituzione presso il Ministero per i beni e le attività culturali (MBAC) del “Centro di coordinamento delle politiche di promozione del libro e della lettura” (art.1), composto di 13 membri (tra cui rappresentanti di vari ministeri, della Conferenza Stato-regioni e del settore editoriale) (art.2), con il compito di coordinare le iniziative finalizzate alla promozione del libro e della lettura (campagne pubblicitarie, convegni, mostre mercato, concorsi di recensione per studenti, sviluppo delle biblioteche scolastiche, diffusione dei prodotti italiani all’estero) (art.3) e, in particolare, le attività connesse alla festa nazionale del libro e della lettura, istituita per l’11 aprile (giorno di pubblicazione della prima edizione a stampa della Divina Commedia) (art.4).
Il provvedimento prevede, inoltre, la proroga fino al 31 dicembre 2005 del credito d’imposta per le imprese editoriali previsto dall’art.8 della legge n.62/2000 (art.5), misure per facilitare l’accesso al credito della piccola editoria indipendente (mediante la costituzione di un fondo per la concessione di contributi in conto interessi e la prestazione di garanzie fidejussorie) (art.7) e agevolazioni fiscali (deduzioni dal reddito) per l’acquisto di libri (art.8). Questo è il punto qualificante e innovativo di questa proposta, in quanto l’incentivo fiscale agisce direttamente sulla domanda e sul mercato, utilizzando la leva fiscale per rendere più “conveniente” l’acquisto dei libri. Va inoltre osservato che l’incentivo fiscale non ha limite nel caso di acquisto di libri per ragazzi, adeguatamente individuati come tali. Questo è un ulteriore incentivo a favore della diffusione del libro e della lettura, utile a “coltivare” il pubblico dei giovani lettori e a sgravare le famiglie da costi e spese, con particolare vantaggio per la diffusione della lettura (e quindi della cultura) tra le famiglie meno abbienti.

La copertura degli oneri è assicurata a valere sulle disponibilità connesse all’applicazione dell’articolo 60, comma 4, della legge finanziaria per il 2003 (art.9). Legge 27 dicembre 2002, n.289. L’art.60, comma 4, prevede che il 3% degli stanziamenti previsti per le infrastrutture venga destinato alla spesa per la tutela e gli interventi a favore dei beni e delle attività culturali. L’utilizzo e la destinazione di tale quota saranno definiti con apposito regolamento, da adottare d’intesa tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministero per i beni e le attività culturali.

La pdl AC 3525 (Adornato) prevede i seguenti adempimenti normativi:

– l’articolo 2, comma 5, rimette a un decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, la definizione delle risorse finanziarie e dei compensi da corrispondere ai componenti del Centro di coordinamento delle politiche di promozione del libro e della lettura;

– l’articolo 7, comma 5, rimette a un decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, la definizione delle modalità di istituzione e di funzionamento del Fondo di garanzia per le agevolazioni al credito delle piccole case editrici librarie e multimediali indipendenti;

– l’articolo 8, comma 2, rimette a un decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro per i beni e le attività culturali, la fissazione dei requisiti dei libri per ragazzi.

4. CONSIDERAZIONI FINALI

In conclusione ritengo di poter proporre le seguenti considerazioni:

1) L’importanza della lettura e del libro come “strumento insostituibile di conoscenza e di formazione culturale dei cittadini” (pdl Melandri) e la conseguente necessità di tentare di porre fine alla situazione di crisi del settore editoriale (pdl Adornato) credo sia riconosciuta da tutti: governo, maggioranza e minoranza. Mi auguro che su di un tema condiviso si possa lavorare concordemente in Commissione e raggiungere una ampia unità d’intenti tra la maggioranza e le forze di opposizione.

2) Ritengo sia utile anche nel caso di queste pdl avviare un ampio e ragionato ciclo di audizioni con i soggetti interessati alla materia (editori, autori, personalità della cultura e della comunicazione, compresi i responsabili delle principali Tv nazionali, con particolare riguardo per la RAI), allo scopo di recepire le loro osservazioni in merito alle pdl, eventuali integrazioni e proposte aggiuntive e, infine, per mettere all’ordine del giorno della pubblica opinione la lettura e tutte le tematiche a essa connesse.

3) Conformemente all’impostazione politico-culturale legate al tema della sussidiarietà, ritengo anche sia utile e proficuo mettere a fuoco le numerose iniziative di diffusione della lettura presenti nel territorio a opera di enti locali e di realtà del non profit o del mondo editoriale italiano. Si tratta di un patrimonio di esperienze che merita di essere conosciuto e divulgato. Ne cito qualcuno a titolo d’esempio: l’Assessorato alla diffusione del libro del Comune di Cosenza, i “Presìdi del libro”, iniziative quali “Nati per leggere” o “la Banca del tempo ritrovato” oppure “Libri in gioco”, torno di lettura tra le scuole elementari italiane. E’ mia convinzione che una campagna televisiva o radiofonica di invito alla lettura potrebbe avere più successo se fosse “ancorata” a iniziative come queste.


Una scuola per tutti e di ciascuno

Scritto da Antonio Palmieri | 13 febbraio 2003 | Attività 2003

Intervento in Aula durante le votazioni della legge di riforma della scuola
del 13 febbraio 2003

Nel corso del dibattito sulla riforma della scuola sono intervenuto in aula nel corso delle votazioni. Di seguito puoi leggere il resoconto stenografico del mio intervento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l’onorevole Palmieri. Ne ha facoltà.

ANTONIO PALMIERI. Rompiamo il voto del silenzio – come ha detto l’onorevole Sasso -, perché è giusta e doverosa, di fronte a queste continue osservazioni dei nostri colleghi della minoranza, una replica.

Vi è una canzone di Francesco Mussida, non molto nota, che dice: senza radici non si può tendere al cielo. La nostra impostazione, contenuta in questo disegno di legge, tende al recupero delle radici (della tradizione classica, cristiana e occidentale), perché senza questo recupero di radici, quindi senza un recupero della consapevolezza di un’identità, è impossibile tendere al cielo, che è composto dalla pluralità delle culture e dei comportamenti, alle quali vogliamo andare incontro e che vogliamo accogliere. Riteniamo però che ciò sia impossibile se non si è consapevoli di chi si è.

Nel merito di questo emendamento, il termine «anche» riferito alla Costituzione, in realtà vuole essere un riconoscimento dell’importanza della Costituzione, perché come sapete – questo, certo, ci distingue rispetto all’impostazione culturale di gran parte della sinistra (probabilmente non di parte del centro della sinistra) – per noi l’essere umano, la persona, viene prima dello Stato. Quindi, l’attenzione alla formazione spirituale e morale della singola persona, del singolo allievo viene prima e, comunque, all’interno dei principi della Costituzione.

In buona sostanza, il nostro sforzo è quello di costruire una scuola che, contrariamente a quanto ci dite da parecchie ore, possa essere per tutti e di ciascuno. Dunque, una scuola che non escluda, ma dia a ciascuno la possibilità di trovare il proprio percorso, riscoprendo le radici collettive e personali e potendo così tendere al cielo che ciascuno di noi ha quale obiettivo (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale e della Lega nord Padania).



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