Denigrare non basta

La Provincia di Como del 21 gennaio 2003
di on. Antonio Palmieri

Il commento “Ma i partiti di oggi sono scatole vuote” mi ha fatto male. Mi ha fatto male pensando alla mia storia personale e soprattutto a quella delle tante persone che sono in Forza Italia (ma questo vale per tutti i partiti) credendoci davvero.
E’ facile e piace alla gente scrivere che i partiti sono scatole vuote, ricettacolo di falliti senza arte né parte. Riproporre lo stereotipo del politico avido e arruffone “funziona” ed è semplice: esempi se ne trovano sempre.

E’ invece più difficile, per esempio, far riflettere i cittadini sul fatto che l’elezione diretta ha cambiato drasticamente il rapporto tra partiti, istituzioni e cittadini. Ragionare è complicato, denigrare è più facile. Perché invece non approfondire il modo in cui la personalizzazione della politica e la sua spettacolarizzazione operata da Tv e giornali hanno cambiato il ruolo dei partiti? Oppure perché non discutere di come recuperare alla partecipazione le energie migliori della società o su come cambiare le regole per fare in modo che la politica sia al passo dei tempi?

Invece nel corsivo di ieri ho ritrovato lo stesso insegnamento “di quieta disperazione” che molti soloni ci impartiscono dalle colonne dei principali quotidiani nazionali, con l’unico effetto di scoraggiare, di allontanare schifata la gente dalla politica e di non dire che l’alternativa resta sempre la stessa: o ci occupiamo di politica oppure sarà essa ad occuparsi di noi, nostro malgrado.

Come è noto, sono milanese e leggo questo giornale da un anno e mezzo, da quando sono stato eletto deputato del collegio di Cantù-Mariano. Credo che, invece di assecondare i luoghi comuni sui politici, “La Provincia” potrebbe promuovere una riflessione seria e allargata a tutti gli ambiti della società comasca su cosa significhi fare politica oggi. Caro direttore Brambilla, se è vero che anche nel 2003 “libertà è partecipazione” perché il suo giornale non si fa carico di aiutarci tutti a comprendere come si fa a essere liberi?

on. Antonio Palmieri, deputato Forza Italia


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