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L’ultima frontiera della cyber-politica: “regalare” followers falsi al nemico

Antonio Palmieri

Scritto da Antonio Palmieri | 16 Gennaio 2013 | Prima Pagina

By Eugenio Cipolla on 16 gennaio 2013

Premessa: questo pezzo trae ispirazione da un bellissimo post del blogger Antonio Lupetti che potete leggere qui, sulla “avvilente deriva dei social network”.

Un esempio: lo sapevate che su Twitter si possono avere followers falsi a propria insaputa, senza che il beneficiario conosca l’identità del “generoso” mittente?

Vi spieghiamo com’è facile ledere la web-reputazione altrui.

Per farlo basta cercare su google la stringa “buy twitter followers” per veder spuntare ben 135 milioni di risultati. Il che non significa che esista un numero altrettanto uguale di siti che mettono a disposizione questo tipo di servizio, ma  offre uno spunto valido per comprendere l’ampiezza di un fenomeno capace di mantenere alta la reputazione dei grandi marchi anche sui social network.

A questo punto non vi basterà che scegliere il sito a voi più consono, più convincente o più simpatico, per usare un metro di giudizio ancor più semplicistico. Per portarvi la prova della probabile manovra tesa ad infangare la reputazione di Silvio Berlusconi, e del profilo twitter a lui erroneamente attribuito, abbiamo scelto devumi.com, uno dei siti più rinomati del settore.

Boost your Twitter Followers Tonight!. “Aumenta i tuoi followers stasera!”, recita con tono esortativo la loro home page.  A quel punto basta cliccare su Get Started Now per trovarsi di fronte un vero e proprio tariffario con tanto di sconto proporzionale al numero di “followers” acquistati. Per farla breve, più ne acquisti e meno li paghi.

E’ veloce e facile. It’s fast and easy, è il loro motto. Con appena 12 dollari, circa 9 euro, ti porti a casa 1000 followers, mentre se decidi di impiegare il doppio del denaro avrai 2000 followers più un gentile omaggio di 500 unità. Semplice no? E se vuoi proprio fare le cose in grande con 64 dollari, circa 48 euro, avrai 10000 followers e a quel punto la tua credibilità potrebbe aumentare, mentre quella di un nemico, magari con apposita “soffiata”, andare in malora.
La generosa donazione, infatti, può essere fatta anche in maniera anonima, senza una “sponsored @Mention”, del tutto opzionale e non di certo obbligatoria. Non resta che fare il check-out, che può avvenire anche senza registrarsi al sito, così, tanto per evitare di lasciare qualche traccia in più.

I metodi di pagamento sono i più svariati. Si può pagare con assegno (spedendolo all’indirizzo della Devumi LCC, con sede a Palm Beach, in Florida) con carta di Credito (Visa o Mastercard, quale preferite?) o, perché no, con Paypal (sistema di pagamento ancora più rapido, sicuro ed efficace). Un paio di click, nel qual caso sceglierete gli ultimi due metodi di pagamento, e il gioco è fatto. Non resta che aspettare solo 24 ore.

Vale per chiunque, specie in questa campagna elettorale nella quale i giornalisti hanno scelto twitter come luogo simbolo della campagna e di scontro polemico, come successo il primo giorno del 2013, quando il Corriere della Sera pubblica online un articolo dal titolo:“Berlusconi sbarca su Twitter e per magia in un solo giorno i follower diventano 70mila”. Si racconta della nascita e della crescita abnorme, almeno dal punto di vista dei followers, di un profilo vagamente riconducibile all’ex Presidente del Consiglio (il quale su Twitter ha sempre espresso pareri non proprio positivi, ndr), alludendo a una compravendita di followers finti, sistema molto utilizzato dalle grandi aziende per aumentare l’engagment dei propri profili social.

“Non è un account ufficiale di Berlusconi ma frutto dei nostri volontari digitali”, rettifica lo stesso giorno Antonio Palmieri, dal 1995 responsabile internet di Berlusconi.

“Resta la “magia” dei 60 mila follower in un solo giorno e il sospetto che siano stati acquistati”, scrive il Corriere.“Ma alla fine -continua l’articolo del quotidiano di Via Solferino- i responsabili del profilo, sono costretti ad ammettere l’anomalo numero di follower e gridano al complotto. «@berlusconi2013 -cinguettano- è stato violato abbiamo reimpostato la password è messo in sicurezza… c’è stata una violazione, per il meschino scopo di infangare il lavoro di giovani volontari digitali». Come commenta malizioso qualcuno sempre su twitter: «i follower sono stati dunque acquistati… ma ad insaputa di Berlusconi».

E sta proprio qui la chiave di volta della faccenda. Come abbiamo dimostrato sopra, i follower possono essere comprati davvero a propria insaputa. Dunque, meditate, gente, meditate…

 

Articolo pubblicato su: Il Quintuplo

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