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Voglio salvare i soldi per il palababele”: il parlamentare Antonio Palmieri promette di dare battaglia per non perdere i finanziamenti statali

Antonio Palmieri

Scritto da Antonio Palmieri | 15 maggio 2005 | RASSEGNA STAMPA

La Provincia di Como del 15 maggio 2005

L’intervista. Nelle incertezze sull’ultimo anno della legislatura il deputato di Forza Italia presenta un primo bilancio.

Il prossimo, stringente obiettivo? Salvare il milione e 400 mila euro conquistato nel luglio 2003 a Roma per la causa del Palababele. Soldi che il sindaco Tiziana Sala e la sua giunta finora non hanno voluto o saputo utilizzare, e che adesso rischiano seriamente di ritornare nelle tasche di chi li ha sborsati: vale a dire lo Stato.
A quattro anni dalla sua elezione a deputato (era il 13 maggio 2001, per la precisione), l’onorevole di Forza Italia Antonio Palmieri è costretto a difendere quel patrimonio che già pensava di aver messo una volta per tutte nelle casseforti del municipio di via Roma. Lui non dispera di riuscire nell’impresa: gli sono di buon auspicio i risultati ottenuti finora per il suo collegio. Palmieri nelle ultime politiche ottenne 47.155 voti, pari al 58% delle preferenze.

Che cosa ricorda di quel successo?

Il merito di quel risultato è solo in parte mio. Il dato di partenza del collegio era già molto rassicurante, la vittoria della Casa delle Libertà era data praticamente per sicura fin dall’inizio. Eppure presi la mia campagna elettorale molto seriamente: alla mattina lavoravo a Milano per la campagna elettorale nazionale, il pomeriggio e la sera visitavo il mio collegio per farmi conoscere; anche perché io ero il famoso “paracadutato”. Quello che mi ha gratificato non è stato tanto un successo mio personale, quanto del progetto di rinnovamento che avevo il compito di rappresentare a Cantù.
Tra incontri e conferenze, le occasioni per conoscere meglio il suo collegio non le sono mancate. Che idea se ne è fatta?
Con il Convegno alla Cassa Rurale dedicato alla dipendenze dal gioco ho tagliato il traguardo delle 81 presenze pubbliche del territorio. Credo di aver potuto incontrare di persona almeno 2500-3000 cittadini. Prima ignoravo la storia e la realtà di Cantù. Ma in questi anni ho imparato a conoscere gente ricca di umanità, di semplicità e di voglia di fare.

Suvvia: nessun difetto?

Ho notato preoccupanti problematiche nell’ambito delle realtà giovanili. Ci sono episodi di devianza che ormai, purtroppo, nulla hanno da invidiare a quelli che si verificano nelle grandi metropoli. Ma in questo mondo globalizzato, le distanze e le differenze fra città e provincia si annullano. Fortunatamente, proprio per questo è anche possibile mettere a fattor comune le ipotesi di intervento.

Sono passati quattro anni dalla sua elezione: è già tempo di bilanci?

Avevo preso un impegno con me stesso: realizzare cinque interventi concreti sul territorio. e penso di avere raggiunto l’obiettivo: ho portato nel canturino 6 miliardi delle vecchie lire, o 3 milioni e 30 mila euro, se si vuole. Un milione e 400 mila euro per il Palazzetto di Cantù; altri 450 mila euro per la messa a norma delle strade e dei marciapiedi; 294 mila euro per il centro sportivo “Toto Caimi”; 186 mila euro per il rifacimento del sagrato della chiesa dei Santi Vito e Modesto a Cermenate, e 700 mila euro per la sistemazione di via Scalabrini, sempre a Cermenate.

Missione compiuta, dunque?

Sono ottimista: penso di riuscire a portare a casa un altro intervento prima dell’estate. Riguarderà un comune che finora non ero riuscito ad aiutare, ma preferisco non dire di più: non amo la politica degli annunci, parlerò quando avrò raggiunto l’obiettivo.

Torniamo a quel famoso milione e 400 mila euro del Palababele: c’è davvero il rischio che Roma si riprenda quello che ha concesso?

Non lo so con certezza, ma è mia ferma intenzione approfondire questo aspetto. C’è tempo senz’altro fino a tutto il 2005: fino all’anno prossimo, possiamo stare sicuri che nessuno ce li toccherà, questi soldi. Ma da settembre mi impegnerò a fondo per capire come stanno le cose. Farò di tutto per scongiurare il pericolo di perdere il contributo.

Nessun rammarico, finora?

Sì, uno, per questo ho delle scuse da porgere al signor Rutilo Canio di Capiago Intimiano. Mi ero impegnato a portare a compimento la proposta di legge per risarcire i militari italiani che, come lui, erano stati deportati nei campi di concentramento tedeschi. Ci lavoro dal 2002, ma purtroppo non sono ancora riuscito nel mio intento.

Si ricandiderà, nel 2006?

E’ mia intenzione personale. L’altra sera il presidente Berlusconi, incontrando i parlamentari di Forza Italia, ha manifestato la volontà di confermare i parlamentari eletti nei loro collegi. Quindi credo che ci siano i presupposti perché il mio proposito possa trovare attuazione. Un onorevole milanese che chiede voti a Cantù: mica semplice, in questi giorni di sfide infuocate sui parquet… Io sono anche un interista di Forza Italia. Quindi nei derby contro il Milan, in un certo senso, non perdo mai. La stessa cosa vale per il basket: tra Milano e Cantù non posso fare altro che augurarmi cinque bellissime partite.

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