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Scioperi per sabotare la protesta anti-manovra

Antonio Palmieri

Scritto da Antonio Palmieri | 14 novembre 2006 | RASSEGNA STAMPA

Il Giornale del 14 novembre 2006

di Fabrizio De Feo

Il giorno della protesta si avvicina. E Forza Italia, Alleanza nazionale e Lega alzano i giri dei propri motori per sensibilizzare i propri militanti – ma anche i semplici cittadini colpiti al portafoglio dalla manovra economica – e convincerli che è arrivato il momento di reagire e far sentire la propria voce. Due nuvole nere, però, si addensano sull’orizzonte della manifestazione anti-Finanziaria del 2 dicembre.
La prima è di ordine logistico. Il primo sabato dell’ultimo mese dell’anno, infatti, alcune sigle sindacali invitano il personale delle Ferrovie dello Stato a incrociare le braccia per 24 ore a partire dalle 21. Una circostanza che, certo, non faciliterà il rientro serale di molti dei partecipanti. La seconda potrebbe essere di ordine «comunicativo». I giornalisti sono, infatti, da tempo sul piede di guerra per il mancato rinnovo contrattuale e dicembre si annuncia come un mese caldissimo. Il rischio che proprio nel weekend del grande corteo per le strade di Roma possa scattare lo stop informativo è concreto e la beffa dell’oscuramento mediatico è dietro l’angolo.
«La manifestazione è stata annunciata per tempo, ci sono tanti giorni in cui indire la sciopero dei giornalisti» suggerisce l’azzurro Antonio Palmieri. «Se decidessero di fissarlo proprio in quella data lo sciopero avrebbe inevitabilmente una caratterizzazione politica e cesserebbe di averne una solo contrattuale».
Una minore preoccupazione sembra sollevare la possibile agitazione dei ferrovieri. «Per ora l’agitazione riguarda solo una parte dei macchinisti» continua Palmieri, uno dei parlamentari più impegnati sul fronte organizzativo con Fabrizio Cicchitto, Aldo Brancher, Roberto Calderoli e Roberto Menia (ma anche lo stesso Silvio Berlusconi ha telefonato a tutti i coordinatori regionali di Forza Italia invitandoli a concentrarsi in pieno sull’evento). «Aspettiamo di valutare se lo sciopero ci sarà davvero e quale adesione avrà» dice Palmieri. «Mi auguro che per i treni speciali venga reperito personale. In ogni caso tutte queste difficoltà non potranno fermare una manifestazione che è nel cuore degli italiani. In ogni caso ci stiamo attrezzando con i pullman per poter essere pronti a ogni evenienza e comunque molti verranno con mezzi propri.
Le risposte che stanno arrivando dal territorio sono importanti e tutti i partiti della coalizione stanno profondendo il massimo impegno».
Ci sarà, come è noto, una «eccezione» rispetto all’auspicato carattere unitario dell’evento. L’Udc si è, infatti, defilata scegliendo di manifestare in splendida solitudine a Palermo. L’assenza dei centristi viene, però, minimizzata dagli alleati. La scenografia, in ogni caso, non prevederà i simboli dei partiti della Cdl e sarà caratterizzata da slogan contro Prodi e contro l’overdose di tasse.
Prosegue, nel frattempo, anche la raccolta fondi. I parlamentari di Forza Italia sono stati chiamati a versare «cash» 2.000 euro a testa, così come i consiglieri regionali. La cifra complessiva, alla fine, dovrebbe aggirarsi sul milione di euro. I parlamentari poi dovranno provvedere a portare almeno 50 persone ciascuno. Forza Italia conta di arrivare a duemila pullman. Il resto sarà affidato alla partecipazione spontanea e alla rabbia degli italiani a cui si cercherà di far arrivare il messaggio attraverso una fitta campagna di volantinaggio e affissioni.

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