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Pronto al bis: “Berlusconi ci ha comunicato che tutti i parlamentari sono confermati

Antonio Palmieri

Scritto da Antonio Palmieri | 21 maggio 2005 | RASSEGNA STAMPA

Il Giornale di Cantù del 21 maggio 2005

L’onorevole Antonio Palmieri, 44 anni, è pronto al bis. Nei giorni scorsi, infatti, il presidente Silvio Berlusconi ha confermato che tutti i parlamentari uscenti sono confermati. Pertanto il deputato canturino d’adozione – come ama definirsi – è già proiettato sulla campagna elettorale per riconquistare il collegio di Cantù e di Mariano.

Di cosa si occupa attualmente in Forza Italia e quali gli impegni più recenti alla Camera?

In Forza Italia continuo nel ruolo che ho dal 1994: essere nella ristretta squadra che lavora con il presidente Berlusconi alle campagne elettorali nazionali e avere la responsabilità del sito internet nazionale www.forzaitalia.it, e dei siti www.menosprechi.it e www.menotassepertutti.it.
Alla Camera sono stato nominato da pochi giorni componente della Commissione di vigilanza RAI.
Ma per gli abitanti del collegio credo sia importante sapere che mantengo la mia presenza ai lavori: sono al 98,89% delle presenze alle votazioni in aula e lo stesso ai lavori della commissione cultura, la mia commissione parlamentare di appartenenza.

Crisi di Governo e Berlusconi bis. Quali saranno le priorità di questo anno, anche per recuperare la distanza dal centro sinistra?

Le priorità di quest’ultimo anno di legislatura saranno due: portare a compimento la maggior parte del programma proposto nel 2001, perché lo riteniamo un segno di serietà nei confronti degli elettori; affrontare con nuova forza le emergenze economiche dovute all’euro e alla situazione internazionale. Sono situazioni che non erano prevedibili nel 2001 ma che sono una priorità per gli italiani e di conseguenza anche per il governo. Poi gli italiani giudicheranno…

Ha avuto modo di avere in questo periodo contatti diretti con Berlusconi?

Oltre ai consueti contatti operativi, ho avuto modo di avere un colloquio approfondito con il presidente Berlusconi nella sua abitazione di Macherio. Abbiamo esaminato in un piccolo gruppo di lavoro gli esiti delle recenti elezioni e cercato di comprendere le “indicazioni” che ci hanno voluto dare gli elettori.
Uno degli esiti di questo colloquio è il rinnovato vigore nel chiedere all’Europa interventi contro l’attacco cinese ai nostri mercati, che tanto sta danneggiando le imprese italiane e in particolare quelle del canturino e del comasco.

È di questi giorni la nomina della Giunta regionale: con la perdita dell¹assessore Giorgio Pozzi, Cantù e in genere il nostro territorio non ha più un referente diretto al Pirellone. Questo fatto può essere penalizzante soprattutto per il settore economico?

Pozzi ha lavorato al suo meglio per il territorio per dieci anni e la gente lo sa. Ora dobbiamo affrontare la nuova situazione e confido nel dinamismo del consigliere regionale Rinaldin per non lasciare “solo” il territorio. Credo che il sistema economico potrà giovarsi delle tante iniziative approvate da Pozzi come assessore all’artigianato e che Rinaldin oggi debba dare continuità a questo lavoro soprattutto informando le imprese delle possibilità previste per loro dalla Regione. Lo stesso intendo fare io con le nuove misure che il governo metterà in campo in queste settimane e nei prossimi mesi a favore delle imprese e delle famiglie.

Il prossimo 12 giugno siamo chiamati ad esprimere un voto sui quattro referendum relativi alla procreazione: sappiamo che è un argomento che la appassiona molto, quali sono il suo impegno e il suo contributo in questa
delicata e complessa problematica?

Io mi sto spendendo girando tutta l’Italia e vado a incontri nel collegio ovunque vengo chiamato perché in questo referendum c’è in gioco molto: innanzi tutto una legge che oggi è la migliore legge possibile per aiutare le coppie che non possono avere figli in modo naturale e che andrebbe valutata (ed eventualmente corretta) dopo averne valutato il funzionamento per almeno due o tre anni. Ma dietro questa legge c’è una concezione dell’uomo e della società: la libertà e i desideri dei singoli e della scienza non possono essere onnipotenti. C’è un limite e questo limite è il rispetto della vita umana in ogni sua forma e condizione. Sotto questo aspetto è evidente che l’embrione umano è “uno di noi”, per il semplice motivo che tutti – lei, io, chi ci sta leggendo – siamo “cominciati” così e per questo l’inizio della vita umana va rispettato, come fa questa legge, pur con tutti i suoi limiti.
Se il desiderio dei singoli e la potenza della scienza non si fermano davanti al rispetto della vita, che società costruiremo? Credo che i cittadini devono sapere che il loro parlamentare è per una società dove non solo chi è bello e sano ha diritto di vivere ma anche chi è malato, anziano, disabile, debole, una società dove non è la scienza a decidere cosa è bene e cosa è male, una democrazia che non è la soddisfazione illimitata dei desideri ma la tutela di tutti, a cominciare dai più deboli.

Secondo lei la gente cosa sta percependo? Sarà un flop?

La materia è molto complicata e non la si può risolvere con gli appelli emotivi e falsanti che stanno facendo i fautori del referendum e tanto meno con un sì o con un no sulla scheda. Anche per questi motivi è giusto far fallire i referendum: perciò mi sto battendo per l’astensione consapevole e ho formato con numerosi altri parlamentari il comitato “Non votare!”, perché il non voto è il modo migliore per difendere la legge, impedendo ai referendum di raggiungere il quorum del 50 per cento più uno dei votanti che li rende validi. Per approfondire vi invito venerdì 27 maggio alle 21 alla sala polifunzionale di Cadorago oppure a consultare il sito www.referendumfecondazione.it, dove ho preparato materiali utili a capire di più la questione.

Un anno fa ci ha detto che stava seguendo da vicino il caso del Palazzetto di Cantù: a che punto siamo? Secondo lei c¹è la volontà di chiudere questa pratica?

Tra i cinque interventi economici che sono riuscito a portare nel collegio, il primo è stato un contributo di 1,4 milioni di euro per il completamento del Palababele. Ma, come è noto, il mio metodo è quello di non fare invasioni di campo: il parlamentare deve fare il parlamentare, non il consigliere comunale o provinciale. E’ il comune di Cantù che deve decidere il modo migliore di usare questi denari e sono certo che così accadrà.

In questi anni cosa ha apprezzato di Cantù e del territorio di cui è rappresentante alla Camera dei Deputati?

In questi anni ho potuto apprezzarne le qualità: qui c’è gente semplice, che ha voglia di fare e che deve essere messa nelle condizioni di farlo. Le grandi riforme del governo – scuola, lavoro, fisco, pensioni, immigrazione, diritto societario, leva militare, ecc. – vanno nella direzione di liberare le energie dei canturini e ho cercato di spiegarlo nei miei incontri pubblici. Questo è il primo governo dal tempo di De Gasperi che cerca di lavorare per il presente dei cittadini senza “mangiare” il loro futuro e per questo ha messo in campo tante importanti riforme che necessitano di tempo, specie in una situazione economica difficile, per far percepire direttamente a tutti i cittadini la loro efficacia e positività.

Cosa invece non ha gradito?

Vedo che, come dappertutto, ci sono problemi legati alle “devianze” giovanili e alla microcriminalità. Sono purtroppo alcune delle grandi questioni del nostro tempo e con esse tutti, istituzioni nazionali e locali, agenzie educative, associazioni, famiglie, dobbiamo fare i conti. Bisogna imparare a lavorare tutti assieme.

In vista delle prossime elezioni politiche, vorrebbe fare il bis? Sempre nel Collegio di Cantù?

Pochi giorni fa il presidente Berlusconi ci ha comunicato che tutti i parlamentari uscenti sono confermati nei collegi dove sono stati eletti. Per questo, con il mio collega Taborelli, stiamo valutando come preparare nel modo migliore la campagna elettorale 2006. Per me è un onore – da canturino di adozione – aver l’occasione di potermi battere per continuare a rappresentare questo territorio a Roma e, al tempo stesso, portare a questo territorio gli esiti delle riforme importanti che questo governo ha avviato e che vedranno il loro compimento nella prossima legislatura.

I numeri e le opere di quattro anni di mandato.

Da quando è in carica, Antonio Palmieri hapartecipato a 81 incontri pubblici sul territorio. “Il mio obiettivo è di arrivare a cento – spiega il deputato di Cantù e di Mariano – entro l’inizio della prossima campagna elettorale. Ho voluto il mio sito internet, www.antoniopalmieri.it, per essere controllabile nella mia attività e sempre raggiungibile 24 ore su 24 tramite la posta elettronica, palmieri_a@camera.it.
Attualmente sono 1.430 gli iscritti alla mia newsletter telematica “ContattoPalmieri”, la maggioranza dei quali cittadini del collegio.
Sono riuscito finora a realizzare cinque interventi di finanziamento a necessità del canturino, per un totale di 3.030.000 euro: oltre al contributo per il Palababele, l’intervento per le strade di Cantù e per il rifacimento del Toto Caimi, e due altri interventi a Cermenate. Per essere una matricola del Parlamento e per aver lavorato in tempi difficili sono abbastanza contento, ma non appagato. Per questo intendo continuare a lavorare a fondo anche in quest’ultimo anno di mandato, conclude Palmieri.

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