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Palmieri, l’ape operaia di Forza Italia

Antonio Palmieri

Scritto da Antonio Palmieri | 20 dicembre 2004 | RASSEGNA STAMPA

Prima Comunicazione del 20 dicembre 2004
di Angela Bianchi

La sua vita è una continua campagna elettorale. Dal 1994 il suo tempo è scandito da slogan, manifesti, spot e newsletter, e lui si divide tra l’impegno parlamentare e quello di responsabile della comunicazione elettorale e del sito Internet di Forza Italia, che ha creato personalmente nel 1995. Antonio Palmieri è infatti il più longevo e il meno conosciuto dei collaboratori di Silvio Berlusconi nel delicato settore della comunicazione. Fa parte della squadra del primo ministro fin dai tempi della “discesa in campo”, nell’ottobre 1993, quando l’allora sondaggista personale di Berlusconi, Gianni Pilo, lo ingaggiò nel team del partito-azienda: da allora è lui a occuparsi della pianificazione elettorale, dalle affissioni agli spot.

All’epoca Palmieri, nato a Milano il 14 febbraio 1961, poteva vantare una laurea in filosofia alla Statale di Milano – seguita da una specializzazione triennale in comunicazione presso la Cattolica – e un curriculum in cui alternava l’attività in proprio come fondatore della società di comunicazione Promedia alla collaborazione con la Rai e poi con Mediaset nella veste di autore e di programmista. Nello staff di Silvio Berlusconi è entrato come vice di Alessio Gorla, in quei giorni capo della comunicazione di Forza Italia e oggi responsabile del coordinamento palinsesti Rai. E in seguito ha lavorato insieme a Sandro Bondi e ai tanti guru della comunicazione che negli anni si sono avvicendati: da Gianni Pilo a Luigi Crespi. Palmieri, che non è un guru né tanto meno un consigliere, da buona ape operaia in tutti questi anni si è limitato a mettere in pratica le intuizioni del Capo, al quale è devoto in tutto tranne che nella fede calcistica: era ed è rimasto interista. “Il segreto della mia longevità? Cerco di stare al mio posto e di lavorare soltanto per la causa evitando la visibilità personale”, afferma.

In Parlamento ci è arrivato buon ultimo neI 1994, spiega, la considerava una scelta prematura; nel 1996 ha preferito restare vicino alla famiglia e non sottoporsi allo stress del pendolare della politica; nel 2001 ha fatto il grande salto ed è stato eletto nel collegio di Cantù, dopo aver collezionato una trombatura alle regionali in Lombardia nel 1995 (prese pochi voti) e aver visto sfumare l’elezione nel 2000, perché i troppi voti presi da Roberto Formigoni non fecero scattare quelli del premio di maggioranza, e quindi della lista in cui era inserito. Nel frattempo, si è dedicato anima e corpo a quella traversata nel deserto che ha riportato Forza Italia al governo: dal ‘tax day’ al contratto con gli italiani, dalle mille manifestazioni, alla crociera azzurra, fino all’organizzazione del premio per i migliori manifesti taroccati d 2001, quelli del tipo ‘meno tasse per Totti’.

Con i giornalisti parla poco: discreto, gentile, sempre sorridente, è difficile estorcergli una dichiarazione, un’anticipazione, un commento. Anche in Parlamento non è tipo che si fa notare, sarà per questo che sul suo biglietto da visita è stampata pure la foto. Scrupoloso ed efficiente, cerca di non perdersi nemmeno una seduta. Bondiano nell’aspetto e nei modi, ha l’abitudine di scrivere tutto ciò che fa su Internet: nel suo sito personale di deputato si possono leggere l’agenda della settimana, gli appunta menti, gli impegni quotidiani fuori e dentro il Parlamento (compresa la messa del mattino), le riunioni politiche. Ma non solo: racconta anche della sua vita privata, delle esperienze professionali, del matrimonio con Elisabetta (che si occupa di formazione) e dei suoi hobby: si dedica quando può al tai chi chuan, quella disciplina orientale dai movimenti lenti che si vede praticare da vecchi e giovani nei parchi cinesi, e ha una passione per il calcio.

Prima di entrare in Forza Italia, racconta, non aveva mai fatto politica, anche se nei quartiere milanese dove è nato e dove tuttora abita, il Corvetto, si è sempre impegnato nelle varie attività della parrocchia, fondando nel 1989 con alcuni amici l’associazione culturale Il cortile, che si propone di divulgare i principi e i fonda menti della dottrina sociale della chiesa. E da questa esperienza, una volta approdato in Forza Italia, ha avuto l’idea di fon dare la Consulta cattolica. Quello che non scrive sul suo sito è che oggi non perde mai la riunione del martedì sera che il suo collega parlamentare, il ciellino Maurizio Lupi, organizza per studiare e discutere le opere di Don Giussani.

Palmieri dichiara di sentirsi “in piena sintonia” con Berlusconi e come lui considera “liberticida” la legge sulla par condicio: “Gli spot non hanno realmente il potere di plagiare la gente”, sostiene convinto. Intanto è già al lavoro per le prossime scadenze elettorali. “Il nostro è un partito che vive di comunicazione”, spiega. E se nel 2001 al centro della strategia elettorale di Forza Italia ci furono le promesse (dalla riduzione delle tasse, alla sicurezza e al lavoro) stampate a caratteri cubitali sui manifesti 6×3, nel 2006 — preannuncia — verranno raccontati i fatti e nella buca delle lettere dei cittadini arriverà un pieghevole con scritto tutto quello che il governo ha realizzato. Anche per questo Palmieti ha tirato un gran sospiro di sollievo quando Berlusconi l’ha spuntata sulle tasse: aveva infatti già messo in moto la macchina per la grande manifestazione di Venezia sulla legge finanziaria fissata per l’11 dicembre — data scelta per contrastare sui media la convention ulivista di Milano che segna il ritorno di Prodi nell’arena politica italiana — che ha potuto così trasformare in un nuovo ‘no tax day’. Alle elezioni europee non siamo stati capace di comunicare bene il primo taglio delle tasse realizzato”, ammette, “ma stavolta non commetteremo lo stesso errore”.

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