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Palmieri: “Io paracadutato, non lascio Como”

Antonio Palmieri

Scritto da Antonio Palmieri | 22 ottobre 2002 | RASSEGNA STAMPA

La Provincia di Como del 22 ottobre 2002
di Giuseppe Guin

Come si sta con addosso il marchio del paracadutato?

Credo e spero che dopo un anno e mezzo i canturini si siano resi conto che si può essere “stranieri”, ma non estranei.

Risposta da dottor sottile, onorevole Palmieri.

E perché? io mi sento di rappresentare la gente che mi ha votato e quella che non mi ha votato e ho attivato molteplici iniziative per avere un contatto diretto e costante con il territorio. per esempio, sul mio sito internet (www.antoniopalmieri.it) ricevo una quindicina di messaggi al giorno proprio dalla gente del mio collegio e rispondo a tutti personalmente.

Ci risiamo! dopo il partito virtuale adesso c’è anche l’onorevole on line

Le e-mail sono uno strumento che ritengo molto importante per essere raggiungibile dai miei elettori. ed è un contatto reale, che mi consente di conoscere i problemi del territorio e di attivarmi per cercare di risolverli, quando sono di mia competenza.

Come è lontana però la politica fatta nelle piazze e nei circoli!

Credo che internet e la posta elettronica siano una grande occasione di contatto interpersonale per uno come me che fa il pendolare tra Milano Cantù e Roma. E comunque ho organizzato e partecipato a numerose iniziative nel collegio.

Forza Italia è ancora un partito virtuale?

Direi proprio di no! Forza Italia è da anni una realtà presente ad ogni livello delle istituzioni, ma siamo ancora giovani e abbiamo un grande lavoro da compiere per fare in modo che il partito continui a crescere…

Ma lei, per questo territorio che l’ha votata cosa ha fatto finora?

Il deputato, una risorsa a disposizione per affrontare i problemi di questa zona che sono risolvibili a Roma. Non posso né voglio sostituirmi ai sindaci e agli amministratori locali.

Ma secondo lei perché i canturini hanno votato un illustre sconosciuto paracadutato da Berlusconi?

Perché hanno capito che io non chiedevo il voto per me, Antonio Palmieri, ma per un progetto.

Significa che hanno dunque votato una bandiera!

Significa che hanno creduto nel progetto e nel leader che lo ha proposto, sicuri che gli uomini che fanno parte di questo progetto fanno del loro meglio per esserne all’altezza.

I cattivi dicono che in questi anni se un criceto avesse messo il distintivo di Forza Italia, la gente avrebbe votato anche il criceto!

La gente ha votato un progetto incarnato da uomini.

In Forza Italia non ci sono uomini che tradiscono questo progetto?

Le vicende di cinque anni di opposizione hanno permesso di “depurarci” di taluni opportunisti.

Cosa ha cominciato ad apprezzare di questi canturini sconosciuti?

L’attaccamento alle radici cristiane e al lavoro. La voglia di non sedersi mai e il darsi da fare senza aspettare un aiuto esterno.

Lei esperto di internet e comunicazione globale come si concilia con i canturini “legnameè”?

I canturini volevano un deputato moderno, e del resto anche nei settori più tradizionali occorre essere innovativi.

Sta dicendo che senza internet non si fanno nemmeno i mobili?

Internet e la tecnologia sono diventati utili e importanti in tutti i settori anche per fare e vendere mobili di pregio.

Ce l’ha una medaglia dopo questi mesi in parlamento?

No, solo qualche dato: il 98,40 % di presenze in aula, il 99% abbondante di presenze in commissione. Non sarò canturino, ma lavoro anche per Cantù. Del resto anche nelle squadre di calcio ci sono gli stranieri: l’importante che siano dei buoni calciatori e sappiano fare gioco di squadra.

E lei pensa di essere un buon calciatore?

Mi applico…

l’ha piazzata in un collegio strasicuro per essere certo di portarselo a Roma?

Perché sono interista…

Ce ne sono tanti di interisti in giro…

Dal 1993 ho acquisito una certa competenza nel campo della comunicazione politica. Berlusconi ha avuto occasione di apprezzare il mio lavoro e, credo, anche la mia personalità.

È lei allora l’artefice della costruzione del partito Forza Italia dal nulla?

No, no, Forza Italia l’ha fatta Berlusconi, noi l’abbiamo solo aiutato a realizzare il suo progetto.

Però è sua l’invenzione del concorso sui “manifesti taroccati”, le parodie elettorali diventate persino un concorso nazionale.

Si. la premessa è che Berlusconi si divertiva moltissimo per le parodie dei nostri manifesti. io ho capito che sarebbe stato dannoso opporsi a questa controcampagna. Era meglio assecondarla e così tramutare un fatto potenzialmente negativo in positivo per noi.

Qualche vignetta era piuttosto pesante…

Le abbiamo accettate tutte, abbiamo escluso solo quelle che contenevano insulti.

Berlusconi non si è mai arrabbiato?

Al contrario, faceva a sua volta la parodia alla parodia.

Insomma il miracolo è anche merito suo…

No, il miracolo è di Berlusconi. io ho solo collaborato, Anzi il miracolo vero l’ha fatto il popolo italiano.

Non pensa che la prima campagna di Forza Italia abbia un po’ ingannato il popolo italiano?

Si può turlupinare una persona o un gruppo di persone, ma non un’intera nazione. E poi dal 1994 ad oggi abbiamo affrontato tante elezioni e Forza Italia è sempre cresciuta. Ciò dimostra che dietro c’era e c’è una sostanza.

Una campagna spot, comunque, giocata sul potere persuasivo dell’immagine…

Nel 1994 avevamo solo due mesi di tempo e ovviamente abbiamo dovuto puntare molto sulla comunicazione diretta ai cittadini. Io credo peraltro che oggi la comunicazione sia parte integrante della politica. Prima delle elezioni per chiedere il consenso motivato e dopo per rendere conto alla gente di come si stanno realizzando le cose promesse.

E’ vero che un grammo di immagine vale più di una tonnellata di fatti. non è il nostro caso. lo dimostra la seconda campagna elettorale di Albertini a Milano. Il sindaco non ha fatto campagna, eppure ha vinto grazie alla forza delle cose realizzate. I fatti hanno parlato per lui.

L’opposizione dice che alla fine si capirà che Berlusconi è solo una grande illusione.

La sinistra non ha ancora capito la differenza tra il fare opposizione e il fare propaganda. Continua a fare solo propaganda.

La preoccupa l’autunno caldo?

Mi preoccupano le strumentalizzazioni. ho paura, ad esempio che venga usato il tema scuola come argomento pretestuoso di lotta politica, usando come “carne da macello politico” tanti studenti ignari.

Secondo Umberto Eco, l’industria della comunicazione di massa è una massiccia operazione di appiattimento delle persone. Nel caso della campagna elettorale di Forza Italia questo può essere avvenuto?

No, il nostro programma é teso ad esaltare l’individuo. Noi diciamo che il nostro progetto può migliorare la vita del singolo e della società. E’ una comunicazione che parla al singolo non alla massa.

Lei che conosce così bene il cavaliere, ha un lato nascosto che…

Berlusconi è proprio così come appare.

A volte sembra la maschera di se stesso…

Perchè siamo abituati ai vecchi politici. Berlusconi è davvero così come appare e ha il pregio di saper spiegare le cose in maniera semplice e comprensibile da tutti.

Una democrazia non può esistere fin quando non verrà messa sotto controllo la televisione. Lo dice Popper, non Bertinotti.

Popper ha ragione. Ma attenzione, una cosa è l’essere proprietario di una televisione, un’altra averne il controllo. Berlusconi non ha il “controllo” delle televisioni. La storia di Mediaset dal 1994 ad oggi lo dimostra. Le trasmissioni di satira politica più corrosive, dichiaratamente di sinistra e di maggior successo non a caso sono nate proprio sulle reti Mediaset. E poi Costanzo, Mentana ecc. non sono certo schierati con noi. Il successo di una televisione è il pluralismo, una televisione schierata non è mai vincente e Berlusconi lo sa benissimo.

La televisione può condizionare un’intera nazione?

Se fosse così avremmo dovuto perdere le elezioni. Avevamo una Rai pesantemente e palesemente schierata a sinistra e Mediaset con la rete ammiraglia guidata da persone di sinistra. Le persone, soprattutto nelle scelte politiche sono molto meno condizionabili di quanto propagandi la sinistra.

E’ più la politica che condiziona l’informazione o l’informazione che condiziona la politica?

C’e’ una gara a cercare di condizionarsi reciprocamente. io penso che la informazione debba raccontare i fatti e non limitarsi a scavare sempre nei retroscena, sullo stile del bar sport: il risultato è che i cittadini non capiscono e non colgono le cose importanti.

Non le fanno un po’ paura le concentrazioni editoriali?

Il mercato, in tutto il mondo, si muove nel senso delle concentrazioni, però sempre nel segno del pluralismo. Anche in questo settore il mercato si conferma un regolatore. E’ interesse dei padroni dei media che ci sia il pluralismo.

C’è un giornale che la irrita, che non riesce a leggere?

Mi danno fastidio certe prese di posizioni di certi presunti maestri di pensiero che scrivono su Repubblica e anche sul Corriere della sera.

Facciamo i nomi di questi giornalisti che la irritano.

Biagi. Al di là della posizione politica personale, che non discuto, credo sia un maestro “di quieta disperazione”: vede tutto nero, per lui va tutto male e alla fine il messaggio che ne esce è che non vale la pena di impegnarsi per cambiare le cose.

Un altro editorialista che non sopporta?

Non ho apprezzato qualche presa di posizione di Michele Serra, quella ad esempio che diceva che noi non siamo nemmeno suoi concittadini, che tra noi e loro c’è addirittura una estraneità antropologica: mi sembra l’anticamera del razzismo.

Dunque scelta giusta togliere Biagi da Rai Uno?

La televisione pubblica… deve essere un palcoscenico pubblico e… non il teatro dove una persona possa esprimere… posizioni puramente personali… e’ una domanda complessa!

Ha tutto il tempo per pensarci; onorevole…

In sintesi dico che l’uso dello spazio pubblico televisivo che Biagi ha fatto anche nell’ultima campagna elettorale è stato un uso non corretto.

L’uso della televisione che invece fa Fede le sembra perfettamente regolare?

Emilio Fede non lavora in una televisione di stato pagata con i soldi di tutti e inoltre il suo messaggio è talmente esplicito e chiaro nelle sue prese di posizione che nessuno corre il rischio di essere plagiato.

Cosa rende la stampa indipendente, obiettiva?

Separare i fatti dalle opinioni nel modo più netto possibile.

Lei sa che non esiste l’oggettività dei fatti, ogni cosa veicolata è necessariamente interpretata…
C’è modo e modo. Al Tg3, oppure da Santoro le opinioni sono insinuate dentro i fatti e lo spettatore rischia di essere raggirato.

C’è un politico che non sopporta?

Quelli che usano un doppio linguaggio, uno pubblico pieno di belle parole e poi uno privato totalmente imperniato sul cinismo e sul disprezzo della gente. Anche per questo piace Berlusconi, perché la gente percepisce che non ha doppie facce: è quello che appare, in pubblico e in privato.

Ma ce l’avrà pure un difetto il cavaliere!

Certo, è milanista!

E allora mi arrendo. cinque righe per i pregi, poi non se ne parli più.

Uno solo, il principale: Berlusconi non ha bisogno di farsi una carriera con la politica, non ha il problema di durare in carica ma quello di realizzare, portando a compimento una vita nella quale ha avuto già tantissime soddisfazioni.

Lei, a differenza di Taborelli, a cena ad Arcore ci è andato!

Berlusconi mi ha invitato perché, a differenza del mio amico Taborelli, non ho la villa a Santa Margherita. E io ci sono andato con la mia polo del ’91, la macchina di famiglia.

Ma non potrebbe permettersi qualcosa di meglio che una polo?

Non faccio il parlamentare per cambiare la macchina.

Ma per lei adesso la politica è una carriera o, appunto, una missione?

Credo sia un lavoro serio e duro, non una carriera. soprattutto oggi penso che sia chiesto un “di più” a chi si impegna in politica, e il di più sta nel saper dare un esempio, una testimonianza di serietà, di impegno, di rispetto per le persone.

Lei pensa che Berlusconi sia perseguitato dai giudici?

Credo che i fatti diano luogo ad un legittimo sospetto, anzi un sospetto molto legittimo.

Questa mania di portare gli imprenditori in politica, non le sembra stia facendo tornare la nostalgia dei politici puri, con una scuola politica alle spalle?

Nella situazione in cui siamo non ci si può più permettere di tirare a campare, come dicevano e purtroppo facevano i politici di una volta. E quindi avere in politica delle persone che hanno la mentalità orientata alla soluzione concreta dei problemi può solo migliorare la politica e di conseguenza la vita di tutti. Un motto americano dice: “learn, earn and serve”: impara, guadagna e poi mettiti al servizio.

Quelli che non hanno alle spalle la scuola della politica qualche problema lo danno, soprattutto perché non sanno come muoversi nei labirinti complessi della politica.

Questa è una abilità che si apprende nel tempo, l’importante è la mentalità del fare, la voglia di risolvere i problemi.

E’ vero che nel suo passato c’è l’oratorio?

Sono cresciuto in oratorio, certo. e sono ancora attivo in parrocchia.

E che fine stanno facendo quegli oratori?

Sono strutture che hanno formato ed educato generazioni intere, adesso si devono attrezzare per stare al passo con i tempi e non avere vergogna di fare una chiara proposta educativa cristiana.

Non le pare che nella chiesa oggi abbiano molta più importanza i diversi movimenti, piuttosto che le vecchie realtà parrocchiali?

La varietà dei movimenti sono un esempio della inesauribile vitalità della chiesa. Ma il tessuto territoriale delle realtà parrocchiali è imprescindibile, specie per i piccoli e per gli anziani.

E’ difficile la convivenza tra l’area cattolica e l’area laica, dentro il partito?

Secondo me no, perché ci unisce la stessa concezione culturale liberale: prima viene la persona e la società, poi lo stato. I problemi sono solo di tipo personale.

E’ vero che la crescita della componente cattolica sta mettendo in allarme Berlusconi?

In Forza Italia c’e’ spazio per tutti coloro che condividono la nostra posizione culturale e il nostro progetto.

La convivenza con gli ex dc? Non passa giorno che ci siano frizioni dentro la Casa delle libertà.

Non da parte nostra!

Forse anche perché siete voi i nuovi democristiani.

Noi siamo Forza Italia. Un soggetto politico nuovo che ha unito il meglio delle forze moderate del paese.

La Dc è definitivamente una balena morta oppure…

L’esperienza della Dc ha fatto la storia del paese, ma adesso c’è bisogno di altro.

Lei ci sta bene in questa maggioranza dove c’è un po’ di tutto?

A differenza dello schieramento avversario, qui c’è di tutto, ma anche qualcosa di più. Un leader riconosciuto e un programma condiviso da tutte le componenti.

Ma la Lega l’avete tirata dentro per paura di perdere?

Perché dice questo?

Se la lasciavate sola a quest’ora non esisteva più.

La Lega ha svolto e continua a svolgere un ruolo importante, è il motore del cambiamento e per noi è un alleato fondamentale.

Ma avete imbarcato dei personaggi spesso difficilmente controllabili….

Tutti conosciamo le caratteristiche degli uomini della Lega. E’ il loro pregio, a volte il loro limite.

Secondo lei in Italia è stato più deleterio il consociativismo o l’ideologismo?

L’ideologismo sopravvive ancora, ma privo di un progetto positivo: c’è solo una posizione “contro”: contro Berlusconi, contro l’occidente, contro gli americani, contro il libero mercato… il consociativismo ha fatto danno perché ha impedito di portare a compimento le opere di cui l’Italia aveva bisogno.

Chi sarà il leader dell’opposizione che potrà sfidare Berlusconi?

Potrebbe essere prodi…

E prodi vi darà dei problemi?

Credo proprio di no. Se avremo completato il contratto con gli italiani, gli italiani avranno ancora fiducia in noi.

E il patto lo manterrete?

Lo stiamo già mantenendo e andremo avanti. Molto è già stato fatto e il resto lo faremo entro la legislatura.

E sarà proprio Formigoni il successore di Berlusconi?

Dio solo lo sa…

Per cui… Berlusconi lo sa.

Anche questa non è male!

E allora finiamo così!

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