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Noi di Forza Italia, protagonisti del marketing

Antonio Palmieri

Scritto da Antonio Palmieri | 7 giugno 2004 | RASSEGNA STAMPA

Il Riformista del 7 giugno 2004

La campagna elettorale per le elezioni europee 2004 è la prima nella quale Forza Italia ha comunicato come partito di governo. Una situazione inedita per una forza che era sempre partita dalla condizione di “sfidante”.

In questo nuovo contesto, la campagna di Forza Italia è stata coerente con gli elementi caratterizzanti il proprio modo di comunicare. Negli anni passati la campagna azzurra si era fondata su un programma articolato e completo, un leader che ne era il garante per storia personale e professionale, un linguaggio chiaro, diretto, concreto. Di conseguenza nel 2004 la campagna si è basata sul rendiconto del lavoro fatto dal governo Berlusconi per realizzare il programma scelto dagli elettori, sempre utilizzando un linguaggio semplice e di contenuto.
Ancora una volta l’approccio di Forza Italia è innovativo e probabilmente destinato a segnare una nuova strada: è la prima volta che una forza politica italiana in una campagna fa riferimento agli impegni assunti con gli elettori nelle precedente elezioni nazionali. Nel 2001, dopo cinque anni di governo, quattro governi, tre presidenti del consiglio, l’Ulivo non disse una parola sulla realizzazione delle promesse fatte agli elettori nel 1996.

La campagna per le europee 2004 – data l’impossibilità di utilizzare liberamente gli spot sulle televisioni nazionali per comunicare direttamente con i cittadini – ha usato il consueto mix di strumenti: grandi affissioni, direct marketing, grandi eventi, spot sulle tv locali, Internet. Dal format dei manifesti a www.votaberlusconi.it, dallo svolgimento del congresso alla “Caccia alle bufale online” e alla lettera con fascicolo inviata da Silvio Berlusconi, Forza Italia ha innovato le modalità d’uso di questi strumenti di comunicazione. Uno sforzo anche questa volta incomprensibile se Berlusconi controllasse davvero tutti i media italiani. Infatti se così fosse gli basterebbe sfruttare il suo potere di controllo sulla informazione e non avrebbe bisogno di impegnarsi in una vera campagna elettorale.

Oltre a questi elementi, nell’analisi della campagna elettorale 2004 si dovrà riflettere su alcuni punti: 1) Questa campagna ha messo fine a quasi tre anni di “silenzio” di Forza Italia: un silenzio operoso perché dedito all’attività di governo ma forse troppo lungo per una forza politica il cui elettorato per buona parte “vive” di comunicazione e non può essere lasciato in balia della faziosa propaganda degli avversari.

2) Questa campagna è stata la prima tenutasi nel corso della guerra al terrorismo fondamentalista islamico: una circostanza che modifica profondamente il contesto della comunicazione politica e inserisce nella campagna elementi esterni non controllabili dai campaign manager .

3) Questa campagna ha dimostrato che tutti i principali partiti italiani hanno definitivamente accettato lo sdoganamento del marketing politico che Forza Italia ha “imposto” alla comunicazione politica in Italia.

4) Più i partiti allungano i tempi della campagna elettorale, più i cittadini che non seguono la politica (la maggioranza, dunque) sembrano restringere gli spazi della loro attenzione, concentrandola negli ultimi giorni prima del voto.

On. Antonio Palmieri
Responsabile comunicazione elettorale e Internet Forza Italia

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