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L’espresso blog :”Berlusconi 2.0: parla Palmieri”

Antonio Palmieri

Scritto da Antonio Palmieri | 13 aprile 2010 | RASSEGNA STAMPA

E’ ufficiale: Berlusconi si è buttato in internet. E dopo il videomessaggio sulla pagina Facebook del Giornale, ha passato il sabato sera a farsi spiegare da Antonio Palmieri (responsabile web del Pdl) che cosa sono i social network e come utilizzarli per il marketing politico.

E’ uno svoltone interessante, da qualunque parte lo si guardi. Fino poco tempo fa il Cavaliere diceva, quasi orgoglioso, di non aver mai messo le mani su un pc e di non essere nemmeno capace di spedire una mail. Adesso pare aver cambiato idea.

Carlo Formenti, qualche giorno fa, sul Corriere ha addirittura scritto che «è caduto il luogo comune secondo cui internet avrebbe una vocazione di sinistra: semmai a sinistra si vede la rete come un’agorà in cui tutti combattono alla pari, mentre a destra viene semplicemente usato come un nuovo canale di comunicazione e propaganda».

Quella che viene messa in discussione insomma è un po’ la natura stessa della rete politica: da un lato c’è chi, come Luca Annunziata, pensa che il web non sia e non possa essere un semplice “strumento di consenso” come la televisione, per le sue dinamiche di dialogo in cui l’utente vuole essere attivo e non solo ricevente; dall’altro chi (come Formenti) ritiene superata questa illusione e ritiene che anche internet vada assumendo aspetti televisivi e che quindi costituisca per i leader carismatici come Berlusconi un’ennesima tribuna.

Anticipo per i lettori di Piovonorane alcuni brani dell’intervista che ho fatto (per un libro in uscita dopo l’estate) ad Antonio Palmieri, l’uomo che appunto sta “digitalizzando” il premier.

Iniziamo parlando dei siti del Pdl, quello ufficiale e quelli limitrofi come Forzasilvio.it. Che cosa sono? Chi li cura?

«Il sito ufficiale del Pdl nasce durante la campagna elettorale per le politiche 2008, come evoluzione del sito di Forza Italia. L’attuale versione è on line dal 27 marzo 2009, giorno del congresso fondativo del Pdl. Poi c’è Governoberlusconi.it, on line da luglio 2008, e Forzasilvio.it, on line dal 6 maggio 2009. La loro azione è sinergica: il sito Pdl segue la vita del partito e il dibattito politico giorno per giorno; Governoberlusconi.it spiega le realizzazioni del governo, come e perché; Forzasilvio.it è la casa dei sostenitori di Berlusconi, il loro luogo di ritrovo e di mobilitazione. L’ideazione dei siti e della nostra presenza on line è in capo a me, dall’oramai lontano ottobre 1995. Lavora al mio fianco un piccolo ma agguerrito gruppo di redattori ed esperti di contenuti, che mi assiste, sprona e incoraggia nell’inventare nuove iniziative e nell’alimentare quelle che abbiamo in campo: Antonio Amoruso, Giorgio Gibertini, Giorgio Giorgini, Lodovico Ronza, Roberto Zannini, più Manuela Tommasini e Marianna Pantaleone che si alternano per alimentare alcune sezioni, come l’agenda del sito e di Forzasilvio.it. Tutte queste persone lavorano con me da molti anni. E siamo ovviamente aperti anche ai suggerimenti che ci arrivano dai nostri simpatizzanti».

In apparenza quella del Pdl on line è una comunicazione di pura propaganda, poco aperta al dialogo e al confronto di idee, unidirezionale e monocratica, che s’ispira al modello televisivo proprio del berlusconismo…

«Comunicare con chiarezza, mettendo a fuoco in modo immediato i temi caldi del giorno è un pregio, non un limite. Il sito del Pdl è il primo hub della nostra presenza on line. E’ la via che porta alla nostra presenza nei social network e agli altri siti ufficiali, Governoberlusconi.it e Forzasilvio.it. E’ soprattutto quello che serve a noi: un punto di riferimento per i nostri militanti, per i nostri dirigenti locali e per i nostri eletti, che offre il nostro punto di vista sui temi caldi della politica, giorno per giorno. E, comunque, il sito Pdl non è solo la copertina della home (forma di comunicazione comune a molti siti in Europa e negli Usa) ma è anche Spazio Azzurro, il nostro forum in 168 caratteri. E’ la carta d’identità del Pdl, con lo Statuto, la Carta dei Valori, gli incarichi, le adesioni on line. E’ informazione, documentazione e mobilitazione».

A me sembra di vedere solo pubblicità molto basica e superficale, tipo i megamanifesti elettorali…

«Non è così. Certo, gli elementi comuni della nostra presenza on line sono gli stessi della comunicazione berlusconiana, situazione favorita anche dal fatto che io sono tra i facitori delle campagne elettorali nazionali. Il nostro linguaggio punta sempre a essere chiaro, semplice, diretto e concreto. Per questo motivo, per esempio, sui nostri siti è tutto a portata di mano con pochi click e i temi caldi sono segnalati con immediatezza. Non siamo “belli”, siamo pratici. Cerchiamo sempre di favorire la viralità: da anni ogni documento inserito è spedibile a un amico e condivisibile nei social network e nelle pagine speciali elettorali ci sono sempre elementi per la mobilitazione on line.
Ci tengo a dire che dal 2003 tutti i nostri siti sono accessibili».

C’è un modello – straniero o italiano – a cui vi siete ispirati?

«Monitoriamo costantemente cosa accade nelle comunicazione politica on line negli Usa e nei Paesi G7 e le tendenze del marketing on line, sotto ogni aspetto: contenuti, grafica, multimedia, ecc. Adattiamo le novità alle nostre esigenze di comunicazione e alla realtà italiana. Per Forzasilvio.it ci siamo ispirati a Mybarackobama ma i contenuti sono ovviamente totalmente “all’italiana”. “Fare gli americani” on line in modo acritico non paga. L’idea di un network on line del leader è uno degli aspetti di Obama che trovo interessanti, assieme alla organizzazione dei militanti on line per mobilitarli in internet ma soprattutto e off line. Il terzo aspetto, il fund rising, credo sia ancora troppo estraneo alla nostra cultura.Facciamo costantemente piccoli aggiustamenti grafici e di contenuto e in media ogni 14-16 mesi cambiamo radicalmente home e secondi livelli, a seconda delle tendenze e delle novità che vediamo on line o di qualche nostra idea o necessità particolare. Ci inventiamo continuamente pagine speciali o minisiti tematici e questo mantiene sempre “fresco” il sito. Governoberlusconi.it si è arricchito di contenuti nel corso di questo anno e mezzo. Cerchiamo di mantenerli sintetici e chiari ma non è semplice spiegare in modo esauriente le tante cose fatte, le motivazioni delle scelte e dare le risposte alle principali obiezioni degli avversari. Forzasilvio.it lo stiamo di mese in mese riempiendo di contenuti e di possibilità di azione e di interazione, per fare sì che la casa dei sostenitori di Berlusconi sia sempre più confortevole. E’ un esperimento che ci sta dando buone soddisfazioni e ci sta insegnando molto.

Quali sono i numeri, in termini di traffico?

«Fuori dalla campagna elettorale la media è di 300.000 visitatori unici al mese nei nostri siti istituzionali. In campagna elettorale i numeri si moltiplicano almeno per cinque, a volte anche di più. Il giorno delle elezioni 2008, per esempio, abbiamo avuto oltre 200.000 visitatori unici. I numeri hanno un’importanza relativa. Non è calcolabile quanti siano realmente raggiunti dai nostri messaggi grazie a chi riceve i nostri feed rss, o a chi rimanda ad altri i nostri documenti o li posta nel proprio blog. Forzasilvio.it dopo 10 mesi on line conta più di 233.000 utenti registrati. Il nostro obiettivo era di 215.000 in un anno e mezzo, cifra ottenuta parametrando i numeri di Mybarackobama dopo 18 mesi di campagna elettorale con il numero di italiani e di americani on line. Siamo in vantaggio sulla tabella di marcia».

Che tipo di strategie ha il Pdl per la diffusione della sua comunicazione digitale nei social network, da Facebook a Twitter?

«Al momento siamo presenti in Facebook, Youtube, Twitter e Slideshare con Governoberlusconi.it. In Flickr come sito nazionale. La nostra strategia è semplice: vogliamo aprire nuovi spazi di dialogo, di ascolto, di mobilitazione, di documentazione, allargando il lavoro che facciamo con la squadra dei siti ufficiali e completandolo. Qui siamo all’inizio di un cammino che sarà lungo».

Ci sono poi diversi siti più o meno del Pdl, alcuni dei quali abbastanza noti come il Predellino di Stracquadanio e il Giulivo di Colombo. Sono questi secondo lei i più importanti, significativi e trafficati o ce ne sono altri?

«Preciso che il Giulivo non è un sito del Pdl ma una spiritosa e gustosa iniziativa che è on line dal lontano maggio 2004. Ci sono molte altre presenze on line alimentate da parlamentari, come i Club della Libertà di Mario Valducci, oppure da nostri simpatizzanti. Ci sono poi tanti parlamentari attivissimi on line, come Cassinelli, Pili, Murgia e molti altri e ministri in pole position come Brunetta, Gelmini e Frattini. Fare una classifica è per me impossibile e sarebbe anche ingiusto».

Come giudica la comunicazione on line di Berlusconi, che voto le daresti da uno a dieci e che margini di miglioramento può avere?

«Se guardiamo ai “dogmi” della comunicazione on line la nostra comunicazione è da 6,5. Se guardiamo all’uso della rete in Italia e alle nostre esigenze di comunicazione siamo da 7,5. Se poi penso ai “colpi” che abbiamo fatto on line, con iniziative (dal concorso dei manifesti taroccati del 2001 al messaggio di Berlusconi dal San Raffaele dello scorso dicembre) che nate nei nostri siti sono diventati eventi mediatici a tutto tondo, siamo da 8,5.I margini di miglioramento sono ovviamente notevoli, perché la rete si evolve continuamente. Però a mio avviso due sono i punti fondamentali: a) in internet, ma anche nei gli altri media, esisti se consisti non solo se sei bravo a comunicare. Berlusconi sta governando bene in tempi difficili e questo fa premio a prescindere dal mezzo usato per comunicare. Obama ha vinto non perché ha usato internet ma perché la sua proposta era giusta per quel momento e lui la incarnava bene. Prima viene la sostanza, poi la forma, cioè la comunicazione. Anche on line. Noi la sostanza ce l’abbiamo, dal 1994. b) non esiste un solo modo di essere on line. Noi abbiamo l’esigenza di comunicare direttamente, di informare i nostri, di mobilitarli e di schivare l’occhio non proprio benevolo dei media che tutti i giorni ci scrutano per coglierci in errore e ci comportiamo di conseguenza. La comunicazione ufficiale di un grande partito è cosa ben diversa dal blog di un cittadino o anche di un singolo parlamentare».

Perché secondo lei in Italia (al contrario di quanto avviene ad esempio negli Usa) i blog di destra sono così pochi e mai tra i primi nelle diverse classifiche specializzate? Ha un senso dire che la blogosfera italiana è tendenzialmente di sinistra?

«In Italia ancora oggi chi si espone come supporter della destra non gode di buona stampa, in senso lato e nel senso specifico. Sovente i blogger di sinistra godono dell’appoggio dei media della loro parte e questo li rende più popolari, anche nelle classifiche. Ciò premesso, non so se la blogosfera italiana sia di sinistra. Mi limito a rilevare che dalle elezioni politiche 2006 nei forum e negli spazi di dibattito on line siamo pari: chi commenta i post o le notizie è al 50% dalla nostra parte. Questo è il dato rilevante».

Una volta in un’intervista lei ha detto:  «Barack Obama ha 25 anni in meno del nostro premier. Questo ha un suo peso in termini di approccio culturale al tema della Rete». Pensa che che il problema dello scarso interesse con cui Berlusconi si è fino a ieri rapportato alla Rete sia frutto della sua età, o ritiene che ci possa essere anche una certa lontananza dalla rete dovuta ad altri fattori: ad esempio, il fatto che Berlusconi sia un tycoon televisivo (quindi abbia una cultura più legata alla piattaforma tv che a quella web) e anche il fatto che la rete finora ha prodotto e diffuso più che altro personaggi (Grillo e di Pietro) ed eventi (No B. day) tutt’altro che favorevoli a Berlusconi?

«Certamente la storia personale e mediatica di Berlusconi incide, ma solamente per quanto riguarda il suo uso personale della rete. Io ho detto anche che “internet è un bambino che ha sempre fame” e una persona super impegnata come il premier non avrebbe davvero il tempo di stare personalmente on line in modo adeguato. ?Berlusconi è talmente “lontano” dalla rete che noi siamo on line dalla preistoria di internet, da febbraio 1995, secondi dopo i Radicali. Il premier aveva intuito che internet poteva essere un utile strumento di comunicazione e di organizzazione. E ha deciso di affidarla a persone di cui si fida e che avessero tempo ed energie per far crescere in modo adeguato alle nostre esigenze la presenza on line sua e del partito.E l’attenzione alla rete di Berlusconi è confermata dalla sua scelta dell’anno scorso di dare il via a Forzasilvio.it, la cosa più simile a Mybarackobama.com che ci sia in Italia e, direi, in Europa».

Secondo lei oggi, in Italia, quanto incide la comunicazione in rete nella creazione del consenso sia sul breve termine (elezioni) sia su un termine più lungo?

«Internet è una relazione, un rapporto. Funziona dunque per accumulo, crea e consolida relazioni, conoscenza, fiducia. Per la sua immediatezza ed economicità è anche il luogo ideale della campagna elettorale permanente, intesa soprattutto come informazione diretta, dialogo e confronto con sostenitori, militanti, strutture territoriali, cittadini. Internet è per maratoneti, non per centometristi. Funziona a lungo termine. In campagna elettorale raccogli ciò che hai seminato in precedenza.
C’è poi un pubblico più vasto di cittadini che seguono la politica solo in occasione delle campagne elettorali. Per costoro devi essere bravo a dare informazioni chiare e precise, a inventare iniziative accattivanti per coinvolgerli. Devi cambiare passo e lo puoi fare meglio se hai alle spalle una esperienza di lungo corso».

Sposta voti?

«E’ la realtà che sposta voti, è la credibilità dei leader che sposta voti. Ciò premesso, la tv è ancora la regina della comunicazione in Italia. Credo che internet e i giornali se la battano alla pari, oramai. Nello specifico Internet serve a dare consapevolezza ai tuoi e a mobilitarli meglio, e consente di dare ascolto e interazione ai cittadini che non fanno politica in modo militante. Tutto in internet funziona ed è utile a questo scopo, senza trascurare l’antica killer application della rete: la posta elettronica. Ovviamente bisogna essere consapevoli che il moltiplicarsi delle possibilità offerte dalla rete comporta di conseguenza un moltiplicarsi del lavoro necessario per tenere dietro a tutte le nuove possibilità di comunicazione on line».

FareFuturo – che è pur sempre Pdl – il 9 novembre scorso ha organizzato un barcamp sulla libertà della Rete e ha un sito che – in termini di confronto e riflessione – sembra un po’ lontano da quello puramente propagandistico dei tre siti del Cavaliere. Pensa che la comunicazione dei berlusconiani possa un giorno andare somigliano di più a quella dei finiani o no?

«Nel merito paragonare il sito di una fondazione cultural-politica a un sito ufficiale di un partito è come paragonare la dama con gli scacchi: il campo di gioco è lo stesso ma le finalità e le modalità del gioco sono ben diverse tra loro. Dal punto di vista concettuale, aggiungo una considerazione: se è vero che internet è luogo di libertà, e lo è, allora non ci può essere un unico modo di essere on line, uguale per tutti. Ognuno sceglie il tipo di presenza on line più consono a se stesso e alle proprie esigenze e alle proprie capacità».

13 Aprile 2010

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