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Il mio metodo di lavoro nel collegio

Antonio Palmieri

Scritto da Antonio Palmieri | 24 settembre 2005 | RASSEGNA STAMPA

Il Giornale di Cantù del 24 settembre 2005

Cantù è ben rappresentata a Roma? Da deputato di Cantù posso solamente dire COME ho cercato e cerco di rappresentare Cantù e l’intero collegio.

a) Nel 2001 ho chiesto il voto non per me, milanese paracadutato (e pure interista), ma per il progetto che rappresentavo e che ritenevo (e ritengo) essere l’unico in grado di rispondere anche a molte delle esigenze specifiche di questo territorio. Con il 98,83% di presenze al voto in aula e il 98% in Commissione cultura (la commissione di cui faccio parte) ho dato il mio piccolo contributo ad approvare importanti riforme, come quella del lavoro, delle pensioni, della scuola, la legge sul diritto societario e per le grandi opere, che sono di sicuro giovamento anche per il canturino. E anche numerose leggi ?più piccole? ma di grande significato: per esempio quella sulle deduzioni fiscali a favore delle società sportive di base e delle associazioni del non profit, quella sulle università ondine, quella per gli oratori e per gli insegnanti di religione, l?abolizione della leva militare obbligatoria.

b) Credo che compito di un parlamentare di maggioranza sia quello di portare ai cittadini le informazioni su ciò che il governo e il parlamento fanno per loro: per questo da ottobre 2001 ho attivato il mio sito internet www.antoniopalmieri.it,la relativa casella di posta elettronica e la newsletter telematica “Contattopalmieri”, per avere la possibilità di un dialogo costante con gli abitanti del collegio.

c) So che internet è utile ma non basta. Per questo ho organizzato a Cantù e in molti altri comuni del collegio i cicli di incontri “Governare il presente, progettare il futuro” (2001-2002), il “Riforma della scuola tour” (2003) e ho partecipato complessivamente a 86 incontri pubblici sul territorio dall’ottobre 2001 a oggi, aderendo a quasi tutti gli inviti che mi sono stati proposti da amministratori, associazioni, cittadini, parrocchie, scuole, partiti.

d) Ho cercato di dare attenzione al territorio prestando attenzione alle sollecitazioni giunte dagli amministratori locali e dai cittadini: è un lavoro a volte “evidente” – cito i 3.450.000 di euro di finanziamenti per otto interventi di riqualificazione sportivo, culturale o ambientale che finora ho potuto portare sul collegio – e a volte “nascosto”, per agevolare i cittadini e le amministrazioni locali nei rapporti con Roma, che se non è “ladrona” è invece sicuramente “lontana” e “oscura” per tutti.

e) Ho ritenuto giusto far capire con chiarezza ai cittadini che tipo è il loro deputato, cioè in quali valori crede e a quali principi ispira il suo lavoro in politica. L’ho scritto con chiarezza in articoli, l’ho detto in interviste, l’ho dimostrato con il mio comportamento in aula e, da ultimo, nella battaglia per far fallire il recente referendum sulla fecondazione assistita.

Questo in estrema sintesi il modo in cui ho cercato di tenere fede al mandato parlamentare di cui sono stato onorato dai cittadini nel 2001. Ma ci sono anche cose che non ho fatto.
a) Non mi sono sostituito agli amministratori locali. Non ritengo né utile né educativo fare il lavoro altrui e cerco di portare agli altri lo stesso rispetto che mi piacerebbe essi avessero nei miei confronti. Ciascuno ha il dovere di svolgere il mandato avuto dai cittadini in piena autonomia e senza interferenze.

b) Non mi sono mai autoinvitato sul territorio né ho avuto la smania di essere presente in inaugurazioni e incontri pubblici dove non fosse richiesta la mia presenza. Lo ritengo una forma di rispetto per il lavoro e le sensibilità altrui e penso che più di una foto sui giornali tagliando un nastro sia più utile per i cittadini dedicare giorni cercando di avere un patrocinio ministeriale per una iniziativa per il territorio o per favorire un incontro tra un sindaco e un esponente di governo.

In conclusione, una cosa mi è chiara: per gli addetti ai lavori (legittimamente) ciò che si fa non è mai abbastanza; per i cittadini, invece, il deputato resta comunque “lontano”. Infatti, grazie al federalismo, per la maggior parte delle cose che riguardano direttamente la loro vita – scuola, salute, servizi, urbanistica, autorizzazioni, ecc ? essi devono rivolgersi in Regione, in Provincia, in Comune, alla ASL. Tutte situazioni sulle quali il deputato non ha più alcun potere.

Concludo dicendo che non sono in grado di giudicare me stesso. Ho “approfittato” della polemica di queste settimane per esporre il metodo che ho seguito per il mio lavoro di questi anni. Avrei voluto fare di più e di meglio, ho compiuto errori e omissioni, talora non sono riuscito a rispondere a tutte le richieste che mi sono arrivate. Di questo mi scuso e mi impegno a completare nel migliore dei modi questo finale di legislatura. Se vorrai dialogare con me, scrivimi: palmieri_a@camera.it.

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