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I deputati comaschi si schierano compatti per l’invio di truppe al fianco degli Usa

Antonio Palmieri

Scritto da Antonio Palmieri | 7 novembre 2001 | RASSEGNA STAMPA

Corriere di Como del 7 novembre 2001
di Emanuele Caso

I parlamentari comaschi si schierano compatti per il “sì” all’intervento militare italiano a fianco dell’America. Una unanimità assoluta, che proprio oggi, a Roma, dovrebbe tradursi in un voto favorevole senza incrinature per sconfiggere Bin Laden e il terrorismo islamico.
«Il principio sul quale si basa l’intervento italiano é chiarissimo – ha affermato il deputato di Alleanza Nazionale, Alessio Butti – e consiste nel difendere la libertà e la civiltà del mondo occidentale dalla barbarie fondamentalista». Sul fine con cui nasce la missione dei corpi speciali italiani, Butti è esplicito. «Con l’appoggio all’America – ha detto – vogliamo riaffermare il principio di solidarietà attiva al popolo degli Stati Uniti, e sono certo che i nostri soldati ci renderanno orgogliosi con il loro operato. Anche per questo mi auguro che il Parlamento sia unito e non vittima di vergognose spaccature ideologiche».
Voterà sì anche Antonio Palmieri, di Forza Italia. «Il mio primo auspicio – ha detto – è che sul favore per il nostro intervento militare si ottenga una vastissima convergenza. E questo – ha proseguito Palmieri – perché i nostri soldati devono sentire la vicinanza del Paese in una missione tanto delicata destinata a ribadire il nostro ruolo nello scacchiere politico mondiale».
Dello stesso avviso l’altro onorevole di Forza Italia, Mario Alberto Taborelli. «La nostra partecipazione al conflitto sarà certamente impegnativa e forse dolorosa – ha detto – ma non potevamo proprio sottrarci a questo compito. Non credo – ha concluso Taborelli – che il rischio di attentati possa crescere per la nostra azione diretta, ma l’attenzione degli organi di difesa e prevenzione sarà al massimo».
Sostegno garantito alla missione italiana anche dalla Lega. «Voteremo tutti a favore – ha detto il parlamentare leghista Cesare Rizzi – e questo perché, per la prima volta, sono i nostri alleati ad avere bisogno del nostro contributo. I nostri mezzi sono stati limitati da politiche di tagli alla Difesa imponenti, ma in Afghanistan andrà il meglio». Oggi si vota soltanto alla Camera, ma anche i senatori lariani non hanno dubbi sulla scelta da fare.
«L’appoggio al nostro contingente militare è assoluto – ha affermato il senatore del Ccd, Graziano Maffioli – e bisogna sempre aver chiaro che rispondiamo ad una terribile attacco terroristico, non siamo aggressori». Sui timori che circondano la nostra azione diretta in Afghanistan, Maffioli è molto chiaro. «Non possiamo fare calcoli egoistici o rinchiuderci nella paura – ha commentato – ma dobbiamo essere soggetti attivi convinti della politica internazionale. Certo è – conclude il senatore della Casa delle Libertà – che se avessimo investito di più sulle nostre Forze Armate e non le avessimo ridotte all’osso, i timori sarebbero anche inferiori».
Dello stesso tenore le dichiarazioni del senatore leghista, Celestino Pedrazzini. «L’impegno preso dal nostro Paese di stare al fianco all’America va mantenuto fino in fondo: è una questione di credibilità e di coerenza».

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