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Forza Italia alla guerra sul web per il presepe

Antonio Palmieri

Scritto da Antonio Palmieri | 14 dicembre 2006 | RASSEGNA STAMPA

L’Unità on line del 14 dicembre 2006

di Paolo Zanca

Tutto è iniziato con un blitz. La mattina del 4 dicembre alcune mamme dell´asilo di via Seprio 9, a Milano, armate di bue, asinello e pastori, si sono presentate nella scuola dei loro figli e hanno
allestito un presepe. Racconta la cronaca de Il Giornale che le mamme, dopo il disappunto della dirigente per il metodo del´iniziativa, si sono giustificate spiegando che «ogni Natale è una tristezza. Non è la prima volta che ci viene bocciata la proposta del presepe, l´anno
scorso alla recita natalizia i bambini hanno cantato addirittura in tedesco, neanche un motivo tradizionale».

E così, la polemica innescata dalla scelta di alcuni grandi magazzini di togliere dal commercio la tradizionale capanna di Natale perché invenduta, ha preso una nuova boccata di ossigeno. E la risposta non si è fatta attendere.
L´onorevole Antonio Palmieri, Forza Italia, ha raccolto l’appello e ha ideato il sito www.natalesiamonoi.it, che pubblicizza la sua crociata contro quella che giudica la fine di una millenaria usanza. Responsabile della comunicazione elettorale e Internet di Forza
Italia, Palmieri è il creatore nel 1995 del sito ufficiale del partito e il fondatore, nello stesso anno, della Consulta Cattolica, un organismo che organizza incontri, dibattiti e corsi di formazione sul «pensiero cattolico-liberale».

Dalle sue passioni, le nuove tecnologie
e il cattolicesimo liberale, nasce l´idea di questo sito interattivo, dove gli utenti possono non solo firmare l´appello rivolto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, intitolato «Non
vogliamo vergognarci di dire Buon Natale», ma anche inviare le proprie segnalazioni sul Natale negato e sul Natale celebrato. Nella prima
sezione, è possibile “denunciare” le scuole che non celebrano più il Natale, mentre al contrario, nella seconda, l´utente può mandare
notizie, foto, testi su come la propria scuola festeggia il 25 dicembre.

Da natalesiamonoi.it, è possibile anche scaricare un banner da pubblicare sulle pagine web personali e dei siti amici. Un piccolo gesto di testimonianza e condivisione della mission dell´onorevole Palmieri: «Il presepe – spiega il deputato di Forza Italia – è un segno religioso e un simbolo culturale. In molte scuole da anni i
laicisti ne chiedono (e in molti casi praticano) l’abolizione, usando l’integrazione come pretesto per continuare la loro antica lotta contro la religione cattolica e la cultura che da essa ne deriva. E’ ora di dire basta. Questo sito e l’appello alle istituzioni in esso contenuto – conclude Palmieri – sono un’occasione per combattere
questa battaglia culturale e per aiutarci a capire che abolire il presepe equivale a cancellare un pezzo di noi stessi. Perché davvero Natale siamo noi».

L´idea di Palmieri ha già fatto proseliti. L´appello a Napolitano al momento risulta firmato da 1842 persone, mentre sul forum de ilgiulivo.com, il sito della satira delle libertà, si leggono commenti
entusiasti per l´iniziativa del deputato milanese: «Io ho un’agenzia viaggi a Milano – racconta Maxmax, questo il nickname usato nel blog – Ho esposto un piccolo Presepe in vetrina. Le lucine del Presepe sono accese anche di notte e chi passa, vedendolo, può scaldarsi un po’ il cuore». Altri, meno romantici, se la prendono con i grandi magazzini che non vendono le capanne di Betlemme: «Boicottiamo quei postacci lì che fanno a meno di metterlo in vendita!», si infervora Pippuzzo:
«L’altro giorno ho disdetto una cena organizzata con una trentina di miei amici per farla in un altro locale: se loro non vogliono il presepe, noi non vogliamo loro!». E c´è chi ricorda che il presepe non è l´unica vittima del «comunismo», come lo chiamano loro: «La scelta di non vendere i presepi – spiega uno degli amministratori del forum che si fa chiamare Nocoop – fa il paio con quella di non vendere nessuna bibita della Coca Cola company nei loro magazzini, perché
simbolo occidentale, americano, borghese. Io – chiude la polemica il blogger – con la Coca-Cola voglio farmi pure l’ idromassaggio».

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