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Antonio Palmieri, uno dei responsabili della comunicazione, spiega la strategia di Forza Italia: «I miei segreti per far vincere il Cavaliere»

Antonio Palmieri

Scritto da Antonio Palmieri | 3 aprile 2004 | RASSEGNA STAMPA

La Provincia di Como del 3 aprile 2004
di Umberto Montin

Le diatribe politiche sono importanti, il loro peso nella campagna elettorale è consistente, ma alla fine, nel mondo d’oggi, il valore aggiunto arriva da ciò che un tempo si definiva propaganda. «Comunicazione, prego». A parlare è in pratica il responsabile, appunto, della comunicazione di Forza Italia, il parlamentare comasco Antonio Palmieri. «Non si dice più propaganda, bensì comunicazione» corregge. «Si parte domani, domani in tutta Italia debutteranno insieme otto tipi di grandi manifesti della campagna dedicata al resoconto di quanto ha fatto finora il governo». Quali sono i temi dei maxiposter? Tutti quelli del contratto firmato da Silvio Berlusconi con gli italiani. Ovvero l’abbattimento della pressione fiscale, il piano di difesa dei cittadini e la lotta alla criminalità, l’innalzamento a 516 euro delle pensioni minime, l’abbattimento del tasso di disoccupazione e la creazione di almeno un milione e mezzo di nuovi posti di lavoro, l’apertura dei cantieri delle grandi opere. E oltre a questo anche un manifesto dedicato alla riforma della scuola. Sarà l’unico modo con cui spiegherete le vostre idee? No, perché ad ogni uscita dei manifesti, questo che è il mezzo più antico verrà abbinato al più moderno, a Internet. Debutteremo con un sito che si chiamerà «www.votaberlusconi.it» sul quale ciascuno potrà trovare spiegati in maniera dettagliata i concetti espressi sui manifesti. Ma in rete, dal sito di Forza Italia, abbiamo avviato una operazione verità che invita a scoprire le “bufale” dei nostri avversari. Un modo anche per sdrammatizzare il confronto politico. Perché la preferenza a questi due strumenti di comunicazione? In primo luogo perché la televisione ci è preclusa, a causa della par condicio e poi perché non va dimenticato che l’Ulivo, dopo quattro governi, non riuscì a illustrare nulla di quanto avrebbe fatto. D’accordo parlare del governo e dei suoi risultati. Ma questa è una competizione elettorale per il voto europeo… Questo fa parte della seconda parte della campagna: altri otto tipi di manifesti 6×3 (sei metri per tre metri, ndr), tutti dedicati ai temi europei, alle idee e alle proposte di Forza Italia. Negli ultimi trenta giorni prima del voto, durante i quali non si potranno effettuare affissioni, inoltre, daremo vita a una serie di appuntamenti, fra i quali spicca a fine maggio il congresso del partito, a Milano. Bilanci, proposte, ma nessun attacco, nessuna contestazione agli avversari? La linea decisa è stata quella di puntare sulla verità di quanto realizzato, visto che abbiamo scoperto come molto di tutto questo era sconosciuto anche ai nostri elettori, e di usare un tono sobrio. Per questo lanciamo un appello all’Ulivo, affinché anche loro usino toni moderati, puntino sugli approfondimenti e sulle proposte piuttosto che sulla polemica. Polemiche? In dieci anni da noi è sempre arrivata una comunicazione positiva. Anche negli Stati Uniti si è visto che gli spot in negativo di Bush contro Kerry non sono stati utili La nostra strategia è impostata sul “voi dite la vostra, noi la nostra, poi decideranno gli elettori”. Se poi, una volta in campo, ci sarà chi fa fallo… La televisione, dunque la trascurerete? Useremo gli spazi degli altri, le tribune politiche, i messaggi autogestiti. Ma se avessimo tutto questo controllo della tv come si dice, pensate che ricorreremmo a questa massiccia campagna d’informazione attraverso i manifesti stradali? Siamo contrari a questa par condicio, non la si è rivista prima di questa tornata, ma resta la volontà di cambiarla in futuro. Userete anche i sondaggi, come nelle altre campagne, e i gruppi di esperti? Noi siamo stati i primi a usare i sondaggi ma soprattutto a parlarne. Anche gli altri li facevano, ma li tenevano nascosti perchè pensavano di passare per manipolatori. Noi invece vogliamo raccogliere le indicazioni, le sensazioni dell’elettorato, capire ciò che pensa la gente. I nostri sondaggi si muovono sia su un versante qualitativo che quantitativo. Una campagna costosa, sembra di capire. Quanto? Sui costi potremmo essere precisi solo alla fine, al momento del bilancio. Si parla che abbiate affittato il 40% degli spazi pubblicitari di grandi dimensioni disponibili… Assolutamente no, si tratta di una percentuale molto inferiore. Queste sono le notizie che danno i nostri avversari, che peraltro hanno affittato anche loro gli spazi per i manifesti 6×3. Fra l’altro non sarebbe possibile aver occupato tutti questi spazi, visto che in primavera riparte alla grande la pubblicità commerciale. Per il finanziamento, quindi ricorrerete ancora alle cene del tipo di quella organizzata con Berlusconi circa un mese fa a Milano? Per la campagna di comunicazione impegneremo il contributo statale. Quanto alle cene è uno strumento utile, trasparente e gradevole. Non credo che sarà ripetuto a Milano, in altre parti d’Italia sì.

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