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Accessibilità, un diritto per tutti

Antonio Palmieri

Scritto da Antonio Palmieri | 27 maggio 2003 | RASSEGNA STAMPA

Forum P.A. del 27 maggio 2003

Intervista pubblicata sul Sito del Forum della Pubblica Amministrazione:

Antonio Palmieri,
firmatario della proposta di legge Campa-Palmieri sull’accesibilità dei servizi on line:

Servizi e informazioni offerti per via telematica dalla pubblica amministrazione. In sintesi, quali caratteristiche devono avere per essere davvero accessibili a tutti?

Per progettare i siti web accessibili è sufficiente attenersi agli standard mondiali del W3C (World Wide Web Consortium). Si tratta di regole facili da applicare e raccomandate anche dalla Comunità europea. I livelli di accessibilità sono tre A, AA, e AAA. Tutte le pubbliche amministrazioni possono puntare al raggiungimento dell’accessibilità che credono opportuno. Quanto meno al primo livello.

Talvolta si è in difficoltà anche di fronte siti web accessibili: i lettori vocali non funzionano bene; molti anziani non sanno come accedere ai servizi. On. Palmieri, è possibile superare questi ostacoli?

Il primo passo da compiere da parte delle pubbliche amministrazioni è quello di rendere accessibili i loro siti web. Il miglioramento dei supporti che le persone disabili usano per accedere ai servizi web è un problema che riguarda la tecnologia. E al momento non è contemplato dalle proposte di legge sull’accessibilità. Tuttavia si potrà pensare di aiutare economicamente le persone diversamente abili nell’acquisto dei suddetti supporti. È già qualcosa.

Con l’on. Campa e altri parlamentari lei ha firmato un disegno di legge sull’accesso ai servizi e alle risorse telematiche pubbliche e di pubblica utilità da parte dei cittadini diversamente abili. Basta una legge a garantire il diritto di eAccessibilità?

La legge da sola non è sufficiente. È chiaro. Basti pensare a quanto è stato lungo il processo di applicazione delle norme sull’abbattimento delle barriere architettoniche. La legge però è fondamentale. Perché crea una spinta al dibattito. Forma l’opinione pubblica. Esercita una pressione sugli attori politici e sulla burocrazia. E genera in tutti la consapevolezza di quanto sia importante l’accessibilità dei siti web istituzionali. La legge crea inoltre la condizione di diritto a cui i disabili potranno appellarsi. E anche questo è importante. Tutti questi aspetti presi insieme concorrono a determinare una mentalità positiva in merito al tema.

A che punto è la legge?

Sta per iniziare il suo iter parlamentare ed entro il 2003 potrebbe essere approvata. Stiamo lavorando d’intesa con il Ministro Stanca per contemplare tutti gli aspetti positivi delle varie proposte. Ce sono ben tredici. Tra cui quella governativa. L’obiettivo è arrivare in modo condiviso al testo definitivo. Il confronto è sereno perché in tutti c’è l’intenzione di lavorare insieme per fare una buona legge.

Secondo il 7^ rapporto sulle città digitali in Italia, recentemente realizzato dal Censis e dalla Rete unitaria delle rappresentanze, le PA locali non rispettano le raccomandazioni in tema di accessibilità dei siti web. Gli amministratori sono così insensibili? Oppure ci sono troppe criticità da superare?

Di criticità a mio avviso ce ne sono poche. Gli standard, come già detto ci sono. I costi sono sostenibili. E presto avremo la legge. Personalmente credo che la maggioranza dei siti internet istituzionali non siano accessibili per una questione di inconsapevolezza da parte degli amministratori. Che non ci pensano perché non vivono in prima persona il problema. Occorre sensibilizzarli.

Ma allora che tipo di interventi politici servono per sensibilizzare le pubbliche amministrazioni al tema dell’accessibilità?

Il dibattito creato dalle proposte di legge. Il Libro Bianco su tecnologie e disabilità, presentato lo scorso 5 marzo alla Camera dei deputati. L’evento di Villa Erba del 7 e 8 luglio prossimi, che inaugurerà il semestre europeo dedicato all’eGovernment e quindi anche all’accessibità. Il dibattito prima alla Camera dei deputati e poi al Senato sulla discussione della legge. Tutti questi momenti servono a sensibilizzare sia i politici sia gli amministratori pubblici sull’argomento. Approvata la legge però bisognerà lavorare sodo. Soprattutto saranno necessari interventi sul territorio per far conoscere i contenuti stessi della legge.

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