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Antiberlusconismo e drammatizzare la crisi: la tattica elettorale di Franceschini

Antonio Palmieri

Scritto da Antonio Palmieri | 4 marzo 2009 | Prima Pagina

Quanto ho letto ieri in alcuni commenti politici mi ha confermato nella mia idea. Per limitare i danni alle elezioni europee la linea di comunicazione di Franceschini è chiara: antiberlusconismo come antico richiamo della foresta e in aggiunta drammatizzazione della crisi e dei suoi effetti sulla società italiana (ovviamente nessuno sottovaluta la crisi ma la sua enfatizzazione è ben altra cosa) con conseguente accusa al governo di non fare nulla per tutelare quanti ne sono colpiti.
Tattica condivisibile, ma quanto responsabile verso il bene comune?

Commenti

Commenti Commenti (3) |

3 Commenti »

  1. Emiliano Renna scrive

    Credo che in nessun paese del mondo ci sia questa continua riproposizione dell’attacco selvaggio verso l’avversario politico. Si rinnovano nel look ma sono sempre vetusti ed anacronistici nella forma. Franceschini è il candidato ideale per questo teatrino. E’ una versione geneticamente modificata di Veltroni. Una sorta di soggetto dalle parvenze gentili ma con momenti di nervosismo fuori luogo.

    18 marzo 2009 | #

  2. Fabrizio Gavini scrive

    ‘Antiberlusconismo come antico richiamo della foresta’
    Già nelle precedenti campagne elettorali del 2001 e del 2006 il centro- sinistra ha adottato una strategia di attacco nei confronti dell’avversario politico di tipo personale – attraverso la demonizzazione della pesrona di Silvio Berlusconi. Il centro-destra ha privilegiato – come sempre – attacchi di tipo ideologico.
    La comunicazione negativa contro i singoli politici dell’opposto schieramento non produce effetti positivi verso chi la utlizza, ma anzi causa analoghi effetti all’autore del messaggio negativo. Il gruppo tenderà ad isolarlo nel tentativo di evitare la progressiva perdita di consensi.
    I messaggi di tipo ideologici invece, non fanno correre analoghi rischi a chi li utlizza, ma anzi hanno un effetto positivo sulla valutazione della fonte. In sintesi, cioè, l’uso di strategie comunicative negative dirette alla persona antagonista può portare più danno alla fonte degli attacchi che non ai destinatari. E’ quello che viene definito ‘effetto pecora nera’.
    Così sta avvenendo nella sinistra: sempre meno consensi da parte dell’elettorato .

    5 marzo 2009 | #

  3. Daniele Gamberini scrive

    Il Pd avrà una debacle peggiore di quella che già si aspettano. La sinistra si riprenderà i voti prestati per le politiche, ma almeno riusciranno a fermare l’emorragia di voti verso Di Pietro.

    Ma in tutto questo si dimenticano dei voti che usciranno dall’altra parte, con Casini pronto a prenderli, grazie anche agli occhiolini fatti al Pd in questi giorni.

    E gli italiani? Al Pd gliene frega poco, tanto sanno che il governo non lo rivedranno per un bel pò. Ora, grazie a Dio, abbiamo un governo presente e che lavora, ed è questo che il voto confermerà.

    4 marzo 2009 | #

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