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Veronesi, Eluana, la vita e la differenza

Antonio Palmieri

Scritto da Antonio Palmieri | 16 novembre 2008 | Biopolitica

Sul Foglio di ieri, nelle lettere al direttore, c’era questa di Francesco Agnoli: “Pensando a Eluana il sangue ribolle, soprattutto perchè dietro di lei si muove un mondo intero che rivendica l’animalità e la morte della carità verso il prossimo, come una legge di natura, di cui non si può fare a meno.
Basi questa citazione da Umberto Veronesi (Il diritto di morire, Mondadori, 2005): “Forse molti ricordano un libro affascinante di Hans Ruesch, “Il pane delle ombre lunghe”, che racconta la vita degli eschimesi.
Quando la vecchia madre, ormai priva di denti, capisce che non può più nemmeno essere utile per ammorbidire le pelli di foca masticandole e che rappresenta la classica bocca in più (sic!) nel gruppo di poverissimi cacciatori…accetta per tacita intesa di farsi lasciare indietro sulla sterminata distesa di neve, e accoglie con riconoscenza e senza amarezza le poche provviste che i giovani possono lasciarle.
Nella scena c’è tutta l’accettazione delle leggi di natura, che sono più forti dei sentimenti e cui occorre obbedire se non si vuol perire” (pp.28-29).
Muoiono così millenni di civiltà: speriamo che ci siano alcuni che invece di guardare i barbari che invadono l’impero urlino il loro sdegno con la massima forza.”

Commenti

Commenti Commenti (7) |

7 Commenti »

  1. Andrea Cevasco scrive

    la nostra società ha trascurato ” volutamente o non” il significato odierno della parola morte. Non è cosa da poco, e lo dimostra il fatto che tutte le religioni si sono sempre create per definire e/o svelare l’arcano problema. Sembra che la società moderna sia disinteressata a ciò, con un materialismo talmente accentuato e con un’attaccamento alla vita a volte sfrenato.Forse la scienza ha dato la certezza della non esistenza dell’aldilà? e/o del paradiso? e/o dell’eden? No, non è così. La scienza continua a insegnarci che nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si evolve. Quindi? Non si capisce il perchè la Morte nel nostro secolo sia vista come un male assoluto come una sventura come una sofferenza. Gesù ha scelto di morire per espiare le colpe dei suoi figli ed a promesso a tutti la vita eterna. Per rimanere confinati alla nostra tradizione giudaica cristiana. Il Papa Carol Woytila, sofferente e morente, chiese di lasciarlo andare dal padre che lo chiamava.Una dolce Morte penso sia possibile……..

    18 novembre 2008 | #

  2. pietro scrive

    In questi giorni ho riflettuto molto sul caso in questione,e se da una parte
    pensavo che forse non era tutto sbagliato far cessare un tipo di Vita come questo, dall’altra parte RIFLETTEVO SUL PERCHE’ MOLTI ALTRI CHE VIVONO IN STATO VEGETATIVO SU DELLE CARROZZINE (CHE SONO IMPOSSIBILITATI ANCHE A NUTRIRSI DA SOLI,”IO NE HO VISTI QUALCUNO”), NON DOVREBBERO FARE LA STESSA FINE DI EULANIA,ED ALLORA COSA FACCIAMO COME A “SPARTA” QUELLI CHE NON SONO SANI LI “UCCIDIAMO”?NON VOGLIO ENTRARE NEL MERITO DI QUELLO CHE UN CATTOLICO CRISTIANO O CHE SI RITIENE TALE DOVREBBE ACCETTARE O MENO,MI FERMO AL FATTO CHE CON QUESTA SENTENZA SI PERMETTE CHE IN TEORIA SI POSSANO “UCCIDERE” TUTTI QUELLI CHE NON SONO AUTOSUFFICIENTI AL 100% perche’ si pensa che una vita spesa cosi’ non vale la pena di VIVERLA,mi sembrerebbe più CRISTIANO PENSARLA diversamente,ed IO IN COSCIENZA LA PENSO DIVERSAMENTE.

    18 novembre 2008 | #

  3. alfredo scrive

    su questo argomento sono d’accordo con altri esponenti di Forza Italia, quale ad es. il Presidente della regione Friuli. Il caso di Eluana NON è un caso di eutanasia, è la sospensione di una alimentazione forzata che dura da 17 anni! per me è al pari di un accanimento terapeutico. su questo tema, dunque, non seguirò il partito, mi sento laico e la morale NON DEVE essere imposta per legge. non siamo talebani.

    18 novembre 2008 | #

  4. ubaldo scrive

    LASCIATELA LIBERA DI MORIRE!
    40 Anni fa tutto questo rumore intorno ad un caso simile non ci sarebbe
    stato, mancavano i mezzi tecnici.
    Oggi per colpa di una macchina non siamo piu’ liberi neanche di morire in
    pace.
    Capisco le posizioni della Chiesa, se si parte da certi presuposti le conclusioni non possono essere che quelle.
    Ma cerchiamo di usare il buon senso. Io sono cattolico ma pretendo che
    non sia una macchina a sostenermi in vita se non c’e’ futuro.
    Cordiali saluti.

    18 novembre 2008 | #

  5. Antonio scrive

    Prima di esprimere la mia opinione, gradirei sapere per quale motivo viceversa, la legge acconsente, giustamente, l’espianto di organi per i trapianti in soggetti che ancora “vivono” nel senso lato della parola come “vive” Eluana Englaro.
    Grazie per l’eventuale risposta.
    Antono

    18 novembre 2008 | #

  6. Rosa scrive

    Sono credente, è proprio perchè credo In Dio ed in una vita dopo la morte, penso che la “non vita” di un corpo in coma sopratutto se in reversibile mi sembra in accettabile, credo che in tal modo l’anima resti legata ad un corpo senza poter liberarsene, e se vedesse la famosa “luce”, senza poterla raggirngere? Sarebbe una, anzi sicuramente è, una cosa crudele, peggio della morte di un corpo ormai “morto”. Sento dire la vita è un dono di Dio e non abbiamo il diritto di toglierla ma mi domando se la medicina non fosse in grado di mantewnere quel corpo in vioto esoo sarebbe morto e allora dov’è il volere di Dio? Non è piuttosto l’uomo che in questo caso si ostina oltre ogni ragionevole possibilità di vita? Intendiamoci ognuno può decidere di vivere come vuole, ma io sò cvhe non vorrei “vivere dea morta”, non lo trovo ne dignitoso ne umano.
    Le cure servono se possono garantirmi una vita DIGNITOSA, ma quando si traduce in una vita senza speranza o inerme beh forse dovrebbero essere sospese affinchè sia la vita a trionfare seguendo il normale corso delle cose,. anche se è doloroso, ingiusto. Vita è anche morte, perchè non esiste l’una senz’altra, e prima o poi tutto ciò che nasce muore, anche se non vorremmo mai capitasse a noi, sono sempre dell’idsa che è più umano lasciar morire chi ormai non ha più speranze che costringerlo ad una vita da morti.

    17 novembre 2008 | #

  7. Roberto Corsani scrive

    Il problema dall’eutanansia noin è ne di carattere morale ne religioso in quanto il Taoismo, da età preristiana , ci insegnava e ci insegna che ogni volta si vuole agire contro l’ordine costituito delle cose (vedi la Natura) noi sbagliamo, creiamo sofferenza in noi stessi e negli altri come conseguenza universale del nostro agire sbagliato. Il cercare di tenere in vita un corpo ormai in condizioni vegetative da molti anni per me è un andare contro natura per cui, qualcosa di profondamente sbagliato. Chi vi scrive è affetto di carcinoma pancreatico (denominato il grande killer) con poca vita ancorada vivere che, se un giorno si trovasse in una situazione di insopportabilità di vivere, chiederebbe senza dubbio alcuno di essere lasciato morire.

    17 novembre 2008 | #

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