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Palmieri: “Donare il proprio sangue è un dono di Natale che si può fare tutto l’anno.”

Antonio Palmieri

Archivio del mese di dicembre 2004

Palmieri: “Donare il proprio sangue è un dono di Natale che si può fare tutto l’anno.”

Scritto da Antonio Palmieri | 23 dicembre 2004 | RASSEGNA STAMPA

Comunicato stampa del 23 dicembre 2004

Il 23 dicembre, dalle 8.00 alle 11.00, presso l’infermeria di Palazzo San Macuto, palazzo storico sede di alcuni uffici della Camera dei Deputati, si è svolta la semestrale donazione di sangue dei deputati, con la partecipazione del presidente della Camera e alla presenza del presidente nazionale dell’AVIS.
Questa è la sesta donazione di sangue dei deputati, una iniziativa nata in questa legislatura e che si ripete a luglio e dicembre di ogni anno, perché sono i periodi in cui c’è maggior richiesta di trasfusioni.
Come di consueto, anche l’on. Antonio Palmieri, deputato del collegio di Cantù, ha partecipato a questo gesto, donando il suo sangue.
“Sono grato al collega Gianni Mancuso – ha dichiarato l’on. Palmieri – che ogni sei mesi organizza questa possibilità di fare una azione così buona e utile. Credo sia molto importante diffondere la cultura della donazione del sangue a ogni livello. Fino a 60 anni il sangue si può donare senza problemi: spero che siano soprattutto i giovani ad avvicinarsi a questa “bella cosa” e mi auguro che questa nostra iniziativa possa, nel suo piccolo, contribuire a ciò.
Donare il proprio sangue è un gesto che ha evidenti benefici per gli altri ma anche molteplici effetti positivi anche per sé. E’ un dono particolare perché si dà una parte di noi stessi, non un oggetto: allo stesso tempo è un dono che ti fa uscire da te e ti fa sentire più responsabile verso gli altri, cosa che non fa mai male, anzi.
Infine, è un dono anche verso se stessi, perché permette di far analizzare periodicamente il proprio sangue e quindi di prevenire per tempo tante pericolose malattie, dannose per noi stessi e che poi ricadono sull’intero sistema sanitario.
Poiché si avvicina il Santo Natale – conclude Palmieri – è bello ricordare che donare il proprio sangue è un dono di Natale che si può fare tutto l’anno.”


Proposta di legge Disposizioni in materia di testi scolastici e norme per la conservazione dei beni culturali. Contributo al Museo della Shoah.

Scritto da Antonio Palmieri | 22 dicembre 2004 | Attività 2004

Seduta in commissione
del 22 dicembre 2004

Ecco la sintesi del mio intervento in commissione cultura:
“Prima di entrare nel merito del provvedimento del quale sono relatore, voglio fare tanti auguri alla collega Franca Chiaromonte, auspicandone il sollecito ritorno all’attività parlamentare nel corso del 2005.

Per quanto riguarda la prposta di legge, propongo di adottare, per il seguito dell’esame, un nuovo testo da me elaborato. Il testo, al di là dell’individuazione della necessaria copertura finanziaria per il contributo al Museo della Shoah, si caratterizza per il fatto di proporre la soppressione dell’articolo relativo ai cosiddetti libri scolastici on line.
Infatti lo svolgimento delle audizioni e il dibattito fin qui svolto hanno fatto maturare la condivisa opinione che un intervento legislativo in tale ambito sia sostanzialmente superfluo, perché la sua reale finalità – quella di favorire la diffusione nelle scuole di nuovi strumenti informatici, ad integrazione e non in sostituzione dei libri di testo tradizionali – può essere efficacemente in via
amministrativa: infatti, in tal senso, sono già stati siglati appositi accordi tra Ministero e editori volti alla sperimentazione relativa all’utilizzo degli oggetti di apprendimento informatici all’interno delle scuole, per l’anno scolastico 2005-2006.
Nel proporre la soppressione dell’articolo, annuncio che presenterò nel seguito dell’esame un ordine del giorno che impegni il Governo a garantire la più ampia applicazione di tale attività sperimentale, stante il suo indubbio rilievo ai fini del miglioramento dell’offerta formativa scolastica.

Mi auguro inoltre che la Commissione proceda, d’intesa con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, ad apposite attività di approfondimento e di monitoraggio in ordine all’utilizzo degli oggeti di apprendimento informatici, quali mezzi di supporto della didattica, da parte delle scuole italiane. Inoltre prospetto l’opportunità di svolgere un’indagine conoscitiva sul costo dei libri di testo, che permetta, acquisito un esaustivo panorama informativo, di contemperare le diverse esigenze in materia della comunità docente, degli studenti e delle famiglie, nonché dei soggetti imprenditoriali operanti nel settore.

Nel ribadire infine che né la maggioranza né il Governo hanno mai ritenuto che i nuovi strumenti informatici possano sostituire o ridurre l’essenziale ruolo educativo e formativo svolto dai libri di testo tradizionali, esprimo l’auspicio che sul nuovo testo da me proposto si possa registrare un ampio consenso da parte di tutti i gruppi parlamentari, in modo da assicurare la sollecita approvazione delle altre norme contenute nel provvedimento, la cui importanza è da tutti riconosciuta.


Palmieri, l’ape operaia di Forza Italia

Scritto da Antonio Palmieri | 20 dicembre 2004 | RASSEGNA STAMPA

Prima Comunicazione del 20 dicembre 2004
di Angela Bianchi

La sua vita è una continua campagna elettorale. Dal 1994 il suo tempo è scandito da slogan, manifesti, spot e newsletter, e lui si divide tra l’impegno parlamentare e quello di responsabile della comunicazione elettorale e del sito Internet di Forza Italia, che ha creato personalmente nel 1995. Antonio Palmieri è infatti il più longevo e il meno conosciuto dei collaboratori di Silvio Berlusconi nel delicato settore della comunicazione. Fa parte della squadra del primo ministro fin dai tempi della “discesa in campo”, nell’ottobre 1993, quando l’allora sondaggista personale di Berlusconi, Gianni Pilo, lo ingaggiò nel team del partito-azienda: da allora è lui a occuparsi della pianificazione elettorale, dalle affissioni agli spot.

All’epoca Palmieri, nato a Milano il 14 febbraio 1961, poteva vantare una laurea in filosofia alla Statale di Milano – seguita da una specializzazione triennale in comunicazione presso la Cattolica – e un curriculum in cui alternava l’attività in proprio come fondatore della società di comunicazione Promedia alla collaborazione con la Rai e poi con Mediaset nella veste di autore e di programmista. Nello staff di Silvio Berlusconi è entrato come vice di Alessio Gorla, in quei giorni capo della comunicazione di Forza Italia e oggi responsabile del coordinamento palinsesti Rai. E in seguito ha lavorato insieme a Sandro Bondi e ai tanti guru della comunicazione che negli anni si sono avvicendati: da Gianni Pilo a Luigi Crespi. Palmieri, che non è un guru né tanto meno un consigliere, da buona ape operaia in tutti questi anni si è limitato a mettere in pratica le intuizioni del Capo, al quale è devoto in tutto tranne che nella fede calcistica: era ed è rimasto interista. “Il segreto della mia longevità? Cerco di stare al mio posto e di lavorare soltanto per la causa evitando la visibilità personale”, afferma.

In Parlamento ci è arrivato buon ultimo neI 1994, spiega, la considerava una scelta prematura; nel 1996 ha preferito restare vicino alla famiglia e non sottoporsi allo stress del pendolare della politica; nel 2001 ha fatto il grande salto ed è stato eletto nel collegio di Cantù, dopo aver collezionato una trombatura alle regionali in Lombardia nel 1995 (prese pochi voti) e aver visto sfumare l’elezione nel 2000, perché i troppi voti presi da Roberto Formigoni non fecero scattare quelli del premio di maggioranza, e quindi della lista in cui era inserito. Nel frattempo, si è dedicato anima e corpo a quella traversata nel deserto che ha riportato Forza Italia al governo: dal ‘tax day’ al contratto con gli italiani, dalle mille manifestazioni, alla crociera azzurra, fino all’organizzazione del premio per i migliori manifesti taroccati d 2001, quelli del tipo ‘meno tasse per Totti’.

Con i giornalisti parla poco: discreto, gentile, sempre sorridente, è difficile estorcergli una dichiarazione, un’anticipazione, un commento. Anche in Parlamento non è tipo che si fa notare, sarà per questo che sul suo biglietto da visita è stampata pure la foto. Scrupoloso ed efficiente, cerca di non perdersi nemmeno una seduta. Bondiano nell’aspetto e nei modi, ha l’abitudine di scrivere tutto ciò che fa su Internet: nel suo sito personale di deputato si possono leggere l’agenda della settimana, gli appunta menti, gli impegni quotidiani fuori e dentro il Parlamento (compresa la messa del mattino), le riunioni politiche. Ma non solo: racconta anche della sua vita privata, delle esperienze professionali, del matrimonio con Elisabetta (che si occupa di formazione) e dei suoi hobby: si dedica quando può al tai chi chuan, quella disciplina orientale dai movimenti lenti che si vede praticare da vecchi e giovani nei parchi cinesi, e ha una passione per il calcio.

Prima di entrare in Forza Italia, racconta, non aveva mai fatto politica, anche se nei quartiere milanese dove è nato e dove tuttora abita, il Corvetto, si è sempre impegnato nelle varie attività della parrocchia, fondando nel 1989 con alcuni amici l’associazione culturale Il cortile, che si propone di divulgare i principi e i fonda menti della dottrina sociale della chiesa. E da questa esperienza, una volta approdato in Forza Italia, ha avuto l’idea di fon dare la Consulta cattolica. Quello che non scrive sul suo sito è che oggi non perde mai la riunione del martedì sera che il suo collega parlamentare, il ciellino Maurizio Lupi, organizza per studiare e discutere le opere di Don Giussani.

Palmieri dichiara di sentirsi “in piena sintonia” con Berlusconi e come lui considera “liberticida” la legge sulla par condicio: “Gli spot non hanno realmente il potere di plagiare la gente”, sostiene convinto. Intanto è già al lavoro per le prossime scadenze elettorali. “Il nostro è un partito che vive di comunicazione”, spiega. E se nel 2001 al centro della strategia elettorale di Forza Italia ci furono le promesse (dalla riduzione delle tasse, alla sicurezza e al lavoro) stampate a caratteri cubitali sui manifesti 6×3, nel 2006 — preannuncia — verranno raccontati i fatti e nella buca delle lettere dei cittadini arriverà un pieghevole con scritto tutto quello che il governo ha realizzato. Anche per questo Palmieti ha tirato un gran sospiro di sollievo quando Berlusconi l’ha spuntata sulle tasse: aveva infatti già messo in moto la macchina per la grande manifestazione di Venezia sulla legge finanziaria fissata per l’11 dicembre — data scelta per contrastare sui media la convention ulivista di Milano che segna il ritorno di Prodi nell’arena politica italiana — che ha potuto così trasformare in un nuovo ‘no tax day’. Alle elezioni europee non siamo stati capace di comunicare bene il primo taglio delle tasse realizzato”, ammette, “ma stavolta non commetteremo lo stesso errore”.


Rispettare la cultura italiana nelle scuole

Scritto da Antonio Palmieri | 16 dicembre 2004 | Attività 2004

Risoluzione al governo in Commissione cultura
del 16 dicembre 2004

La VII Commissione, premesso che:

in riferimento alla discussione dei provvedimenti connessi alla riforma della scuola, si ritiene doveroso esprimere alcune valutazioni sulla situazione della medesima, con particolare attenzione al processo di integrazione fra culture diverse che sta caratterizzando il nostro paese per effetto della massiccia immigrazione extracomunitaria;

in particolare si giudica con preoccupazione l’atteggiamento abbastanza diffuso nelle scuole volto a penalizzare l’insegnamento della «cultura italiana» per come si è costituita nel corso dei secoli sotto l’aspetto giuridico, storico e sociale, in nome di un presunto rispetto delle altre etnie presenti nel nostro Paese. Sono infatti numerosi i casi di estromissione dai programmi di letteratura di autori come Dante e Manzoni, per non parlare della visione faziosa con cui è insegnata in molti casi la storia del nostro Paese e dell’Europa intera all’insegna della demonizzazione totale di vicende complesse che meriterebbero interpretazioni più articolate e non ideologizzate;

occorre, inoltre, riflettere sulla scarsa attenzione data all’insegnamento dell’educazione civica e conseguentemente dell’ordinamento giuridico italiano, la cui conoscenza è essenziale per una reale integrazione degli immigrati, i quali debbono essere consapevoli dei doveri connessi alla permanenza nel nostro Paese e debbono pertanto conoscerne la storia e le tradizioni;

il necessario dialogo con altre culture e fedi diverse dalla nostra non può prescindere dalla valorizzazione della identità del popolo italiano, che si basa prevalentemente sulla tradizione giudaico-cristiana fondamento della civiltà europea così come si è costituita nell’ultimo millennio. Così come si è consolidata nell’ultimo millennio. L’articolo 2, comma b), delle «Norme generali di istruzione», afferma che «sono favorite la formazione spirituale e morale, lo sviluppo della coscienza storica e di appartenenza alla comunità locale, nazionale e alla civiltà europea». Da questo assunto si evince chiaramente che il legame con le nostre tradizioni va salvaguardato nella convinzione che solamente la consapevolezza della «propria identità» aiuta il confronto con chi proviene da realtà diverse;

in considerazione di quanto suesposto,

impegna il Governo

ad attivarsi, per quanto di competenza, perché nelle scuole venga valorizzato il patrimonio culturale che è fondamento della identità del popolo italiano e sia rispettato a tutti gli effetti lo spirito della legislazione scolastica vigente.
on. Garagnani, Butti, Emerenzio Barbieri, Bianchi Clerici, Orsini, Carlucci, Spina Diana, Palmieri, Santulli, Angela Napoli.


Proposta di legge Disposizioni in materia di testi scolastici e norme per la conservazione dei beni culturali. Contributo al Museo della Shoah.

Scritto da Antonio Palmieri | 15 dicembre 2004 | Attività 2004

Intervento in commissione
del 15 dicembre 2004

Mercoledì 15 dicembre abbiamo ripreso in Commissione cultura l’esame di questa legge, della quale sono relatore. Ecco la sintesi dei miei interventi in commissione durante il dibattito.

“Credo che le audizioni delle scorse settimane abbiano dato un prezioso contributo apportato dai ai lavori della Commissione sul testo in esame.
Le audizioni, che si sono concentrate sulla questione dei libri scolastici on line, hanno consentito l’acquisizione di un panorama informativo completo sul contesto in cui si inserisce l’intervento in materia.
E’ stato sgombrato il campo dagli equivoci inizialmente sorti sulle intenzioni del governo.
E’ emerso come la reale ratio cui si ispirano le disposizioni in oggetto sia quella di garantire un significativo supporto all’insegnamento, assicurando un arricchimento del materiale didattico a disposizione degli alunni e dei docenti, attraverso oggetti di apprendimento multimediale.
Essi, affiancandosi ai libri di testo tradizionali, consentiranno inoltre la diffusione delle potenzialità positive delle innovazioni tecnologiche.

Né la maggioranza né il Governo hanno mai pensato che i nuovi strumenti didattici informatizzati possano in alcun modo sostituire l’utilizzo degli strumenti tradizionali di studio, in primo luogo il libro di testo.
Inoltre non vi è alcuna intenzione di portare avanti interventi che possano risultare dannosi per i soggetti operanti nel campo dell’editoria scolastica: gli unici interventi possibili in questo campo, sulla cui opportunità hanno d’altronde concordato anche i rappresentanti del settore editoriale, sono quelli volti a rafforzare l’utilizzo dei nuovi strumenti accanto a quelli tradizionali, in modo da assicurare un innalzamento del livello qualitativo dell’offerta formativa scolastica.

Sono totalmente disponibile a valutare le proposte e i contributi di tutti i gruppi parlamentari: auspico che si instauri un proficuo e costruttivo clima di collaborazione tra maggioranza e opposizione al fine di pervenire ad una migliore definizione del testo, anche in considerazione dell’ampia condivisione che si registra sulle altre disposizioni contenute nel provvedimento.

Nella prossima seduta formalizzerò una proposta di nuovo testo, che tenga conto delle esigenze segnalate e di quelle che gli saranno sottoposte, anche in via informale, dagli esponenti dei diversi gruppi.

Dopo l’intervento dell’on. Colasio (Margherita) sono intervenuto per ribadire che non c’è alcuna intenzione da parte della maggioranza e del Governo di prefigurare una sostituzione dei libri di testo tradizionali con quelli on line.
In secondo luogo proprio le audizioni svolte su questo provvedimento hanno dimostrato come non corrisponda al vero l’affermazione che l’Italia sia in gravi condizioni di arretratezza tecnologica: al contrario, i dati comparativi forniti dai soggetti auditi dimostrano un significativo livello di diffusione delle nuove tecnologie, sia in ambito scolastico sia in quello familiare.


Schema di regolamento di attuazione della legge per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici.

Scritto da Antonio Palmieri | 14 dicembre 2004 | Attività 2004

Approvato in commissione Trasporti e telecomunicazioni
del 14 dicembre 2004

La Commissione trasporti ha approvato lo schema di regolamento della legge sull’accessiblità alle persone diversamente abili dei siti internet della pubblica amministrazione, completando un percorso parlamentare avviato nel dicembre 2002 con la proposta di legge Campa-Palmieri.

Lo schema di regolamento rappresenta il primo passo nell’attuazione della legge n. 4 del 2004, che intende favorire l’accesso dei soggetti disabili alle nuove tecnologie informatiche e prevenire in questo modo il rischio di emarginazione dalla società dell’informazione. Il percorso virtuoso intrapreso con l’approvazione della legge n. 4, si concluderà a breve con l’emanazione delle linee guida recanti i requisiti tecnici e i diversi livelli per l’accessibilità.

Questo regolamento è stato predisposto previa consultazione delle associazioni maggiormente rappresentative delle persone disabili, nonché di quelle degli sviluppatori competenti in materia di accessibilità e dei produttori di hardware e software.

Nello schema di regolamento, viene innanzitutto definito il concetto di accessibilità, intesa come capacità dei sistemi informatici di erogare servizi fruibili anche da parte di quanti, a motivo di una disabilità, necessitino di tecnologie assistive o di particolari configurazioni, in particolare per accedere ai servizi erogati dai sistemi informatici.

I sistemi informatici devono necessariamente rispondere ai requisiti indicati secondo un preciso meccanismo di verifica tecnica, effettuata da esperti, o di verifica soggettiva, effettuata dal destinatario del servizio. I soggetti che procedono alla valutazione dell’accessibilità dei servizi sono iscritti in un apposito elenco, istituito presso il CNIPA, che è preposto anche a fissare le modalità tecniche per la tenuta dell’elenco stesso, soprattutto in ragione dell’alta specificità tecnica degli accertamenti e dell’elevato numero dei soggetti interessati a richiedere la valutazione.

È inoltre demandato al ministro per l’innovazione e le tecnologie il compito di adottare un decreto di natura tecnica, alla definizione del cui contenuto parteciperanno anche le associazioni di categoria già consultate per lo schema di regolamento.

Pochi Paesi al mondo possono vantare
una legislazione in materia di accessibilità agli strumenti informatici da parte dei soggetti disabili quale quella che ha l’Italia. Si tratta di un segno di progresso e di civiltà, tanto più importante in quanto, secondo le stime del Governo, i disabili in Italia, se si comprendono anche le persone anziane che per esempio hanno la vista indebolita e necessitano quindi di pagine internet con caratteri ingranditi, sono addirittura circa 3 milioni.


Stanziati dal governo 294 mila euro per raddoppiare il «Toto Caimi»

Scritto da Antonio Palmieri | 6 dicembre 2004 | RASSEGNA STAMPA

La Provincia di Como del 6 dicembre 2004
di Enrico Romanò

Troppo facile classificarlo sotto la voce: «Regali di Natale». Ma è impossibile sottrarsi alla tentazione. Sta di fatto che i ragazzi dell’Ac Mirabello e dell’Gso Castello sotto le feste hanno un motivo in più per sorridere.
Da Roma sono in arrivo 294 mila euro per realizzare un nuovo campo di calcio al centro sportivo «Toto Caimi» di via San Giuseppe. Anzi, i soldi sono già arrivati. Per adesso sono custoditi nelle casse della Regione Lombardia, ma non aspettano altro che il Comune di Cantù li vada a prendere.

Il finanziamento è stato ottenuto grazie ai buoni uffici del deputato Antonio Palmieri (Forza Italia). Si tratta di una somma ritagliata all’interno della legge 128/2004; una norma che, come dice il suo titolo, è stata creata per «contrastare la diffusione telematica abusiva di materiale audiovisivo, nonché a sostegno delle attività cinematografiche e dello spettacolo». A prima vista, il «Toto Caimi» c’entra come i canonici cavoli a merenda; ma la stessa legge, all’articolo 4 comma 1, enumera anche una serie di interventi nel settore dei beni e delle attività culturali e dello sport: si parla, complessivamente, di 31 milioni di euro per l’anno 2004, di 16 milioni di euro per l’anno 2005 e di 25 milioni di euro per l’anno 2006.

Di questo fiume di quattrini, Palmieri è riuscito a dirottarne un torrentello in direzione Cantù, con una portata da 98 mila euro all’anno per tre anni. «E’ da marzo, che ci stavo lavorando – dice il deputato, che è anche membro della commissione Cultura, scienza e istruzione della Camera (con competenza pure sullo sport) – sono andato avanti in silenzio, senza fare anticipazioni: come è mio costume, prima di dire gatto, ho voluto averlo ben chiuso dentro al sacco. Ma adesso il mio lavoro si è concluso felicemente, posso finalmente dare la notizia».

«Il centro “Toto Caimi” è un impianto che merita di essere adeguato alle esigenze di chi lo utilizza – spiega l’onorevole – so che sono molte le squadre che giocano al suo interno, e so che il campo esistente non basta più. Questo aiuto permetterà di praticare più sport a più ragazzi».

Lo stanziamento adesso attende con impazienza di essere intascato. Esattamente proprio come quello, a favore del Palababele e pari a un milione e 400 mila euro, recuperato sempre da Palmieri nel luglio 2003. Peccato che quei denari, in via Roma, non siano ancora arrivati. «Il finanziamento è disponibile – precisa Palmieri – però deve essere l’ente beneficiario ad attivarsi per ritirarlo. Perché il Comune non l’ha ancora fatto? Non lo so, non voglio interferire in questioni che non sono di mia competenza».


«I tagli al fisco? Sono chiari, da calcolare caso per caso»

Scritto da Antonio Palmieri | 2 dicembre 2004 | RASSEGNA STAMPA

La Provincia di Como del 2 dicembre 2004
di Pier Carlo Batté

«Presentare caso per caso gli effetti della riforma fiscale sarebbe complesso: la cosa certa è che le aliquote sono state ridotte, così come è stata ampliata la “no tax area”»: così il deputato canturino Antonio Palmieri, responsabile nazionale della comunicazione elettorale di Forza Italia, giustifica le diverse valutazioni comparse sui media in questi giorni a proposito dei risparmi fiscali varati dal governo.

Onorevole Palmieri, i contribuenti sono alle prese con valutazioni diverse degli sconti fiscali: non ritiene che il governo avrebbe dovuto essere più chiaro sull’argomento e diffondere dati certi? Il fatto è che non si possono produrre delle tabelle uniformi; i risparmi fiscali vanno calcolati caso per caso: c’è chi ha diritto a deduzioni per coniuge e figli, chi può avere sconti perché ha una badante, chi altre agevolazioni perché sta pagando mutui… Non pensa comunque che la comunicazione da parte del governo sia stata un po’ carente? Assolutamente no: la riduzione delle aliquote e l’ampliamento della “no tax area” sono fatti innegabili. Al primo posto l’esecutivo ha voluto garantire l’approvazione della legge. Ora possiamo partire a spiegarne nel dettaglio tutti i contenuti, ma la cosa essenziale era varare questa nuova tranche della riforma fiscale.

Quindi le tabelle pubblicate in questi giorni danno soltanto dei dati parziali? Come tutti i modelli statistici, si riferiscono a situazioni-tipo che possono adattarsi più o meno bene alle diverse realtà personali. Ogni tabella di per sé è corretta, perché applica i nuovi parametri stabiliti dal governo. Sta poi ai singoli contribuenti valutare le proprie caratteristiche: dalla situazione patrimoniale a quella familiare le combinazioni possibili sono plurime. Comunque gradualmente tutti capiranno i benefici arrivati da questa riforma. I modelli per i nuovi calcoli sono lì, approvati e confermati: questa era l’esigenza primaria anche perché per i calcoli famiglia per famiglia c’è tempo. L’importante era dare una mano al ceto medio.

C’è chi contesta anche questo aspetto della riforma, parlando di risparmi irrisori per la maggior parte della famiglie e di «regalie» ai ceti abbienti… Si tratta di pessima contropropaganda: ampliare la «no tax area» non mi pare sia un favore ai ricchi, così come aiutare i nuclei familiari monoreddito con figli. L’opposizione sa benissimo che questa riforma è efficace, sennò non l’attaccherebbe così tanto e non seminerebbe confusione. In più chi critica ignora il fatto che questa è solo una delle tappe per un alleggerimento globale della pressione fiscale che si realizzerà anche nei prossimi anni. Insomma, ora informerete meglio i cittadini? Senza dubbio. Come responsabile della comunicazione elettorale di Forza Italia sto curando di persona l’elaborazione del materiale informativo che inizieremo a distribuire nei prossimi giorni, un’opera di informazione che sfocerà nel «No tax day» che abbiamo organizzato l’11 dicembre a Venezia, durante il quale interverrà lo stesso presidente Silvio Berlusconi a illustrare i contenuti della riforma e gli impegni per le ulteriori riduzioni future.



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