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Siti politici? Vince Forza Italia, poi Ds e Lega

Antonio Palmieri

Archivio del mese di giugno 2001

Siti politici? Vince Forza Italia, poi Ds e Lega

Scritto da Antonio Palmieri | 29 giugno 2001 | RASSEGNA STAMPA

Corriere della Sera del 29 giugno 2001

di Luca D’Alessio

Siti politici? Vince Forza Italia, poi Ds e Lega
Quattro i parametri di valutazione: grafica, fruibilità, contenuti e comunicazione

I risultati di una ricerca dell’ Università di Trieste sugli indirizzi dei partiti delle due coalizioni Siti politici? Vince Forza Italia, poi Ds e Lega Quattro i parametri di valutazione: grafica, fruibilità, contenuti e comunicazione.

La Casa delle libertà batte l’Ulivo anche su Internet. E pure stavolta a trainare la cybervittoria c’ è Forza Italia, con un website pieno zeppo di contenuti, facile da sfogliare e graficamente perfetto. Gli alleati? Vanno forte, con l’ unica eccezione del Cdu, bocciato per grafica, contenuti e interattività. Nel centrosinistra, invece, la palma del migliore se l’ aggiudica la home page dei Democratici di sinistra, inferiore a quella degli “azzurri”, ma ugualmente “cliccabile”, chiara e interattiva. Un po’ disordinate le sedi virtuali di Rinnovamento italiano, Socialisti democratici italiani e Udeur, anche se quest’ ultima è in rifacimento.

Coalizioni- Questi i risultati di una ricerca realizzata dall’ équipe del professor Francesco Pira, docente di Te oria e tecnica della comunicazione pubblica alla Facoltà di Scienze della Formazione dell’ Università di Trieste. Per alcuni mesi docenti, ricercatori e studenti all’ ultimo anno del corso di laurea in Scienze della Comunicazione hanno monitorato i s iti dei partiti delle due coalizioni.
Quattro i parametri di valutazione: la qualità della grafica, la fruibilità (cioè la facilità di navigazione e di accesso alle informazioni), i contenuti e la comunicazione interattiva. Le pagelle di ogni sito si concludono poi con un giudizio globale e i voti sono espressi in “chiocciole”: da un minimo di una a un massimo di cinque @. Per la Casa delle libertà, i ricercatori triestini hanno analizzato i website di Forza Italia, Alleanza nazionale, Ccd, Cdu, Pri, Lega Nord. Per l’ Ulivo lo screening è toccato a Democratici di sinistra, Comunisti italiani, Margherita, Democratici, Popolari, Girasole, Federazione dei Verdi e Socialisti democratici italiani.
Il giudizio finale? Tutto sommato positivo, perc hé anche i partiti italiani stanno imparando a comunicare su Internet. Dice il professor Francesco Pira: “I due partiti maggiori, Forza Italia e Democratici di sinistra, hanno realizzato siti molto moderni, sullo stile americano. Sembrano giornali e sono vincenti perché riescono a dialogare con gli elettori. Qualche problema invece nei partiti più piccoli che probabilmente non hanno giudicato importante la comunicazione nel cyberspazio.
Ci sono però delle eccezioni: buona infatti la comunicazion e multimediale di Rifondazione comunista e, tra i non allineati, che non sono compresi in questa ricerca, hanno realizzato ottimi siti la Lista Di Pietro e la Lista Bonino. Complessivamente mi sembra di poter dire che i politici comunicano meglio anche sul web e, oltre ad aver finalmente scartato termini tratti dal più bieco burocratese, hanno cercato, spesso con buoni risultati, di usare più codici di comunicazione”. Ma vediamo la ricerca da vicino. Forza Italia non ha rivali sia tra gli alleati che tra gli avversari politici. Il sito ottiene quasi il massimo dei voti (4 @ e mezzo).
Ottimo nei contenuti 5 @), il “micromondo” di Berlusconi & c. ha anche una buona grafica (4 @ e mezzo) e una più che soddisfacente (4 @) comunicazione interat iva. Buona valutazione anche per i siti della Lega (4 @), quasi al top per la fruibilità, e Ccd (4 @). Il sito del presidente della Camera sfiora l’ en plein nella comunicazione interattiva (4 @ e mezzo) anche se non è particolarmente efficace nella grafica. Al terzo posto Alleanza nazionale, che se guadagna un buon punteggio nella valutazione dei contenuti (3 @ e mezzo), difetta un po’ nella comunicazione interattiva e nella grafica. Mediocre (una @ e mezzo) il sito del partito di Rocco Bottigl ione, bocciato (una @) il website del Partito repubblicano. Nel centrosinistra a fare il pieno di voti ci sono i diesse (4 @) che ottengono un giudizio più che lusinghiero (sempre quattro @) in tutte e quattro i parametri di valutazione. Medaglia d’ argento per i Popolari (3 @ e mezzo), con un sito facile da consultare e innovativo. Seguono a pari merito (3 @) i Democratici e i Comunisti italiani, il Girasole (2 @ e mezzo), che ha gravi problemi di
comunicazione interattiva, e infine con due @ R innovamento e Socialisti democratici.
In via di allestimento, alla data del 13 maggio, il sito dell’Udeur. NON ALLINEATI – E i giudizi sui website dei partiti non allineati? “Li pubblicheremo al più presto – spiega Pira -. Questa è infatti soltanto una prima parte della ricerca dedicata ai siti dei due poli (abbiamo parlato anche di Rifondazione perché in alcuni casi si è alleata con l’ Ulivo). Stiamo studiando attentamente anche le formazioni minori e i cosiddetti non allineati e tra poco pubb licheremo una nuova ricerca più complessiva, fuori dal contesto delle elezioni.
Un’ anticipazione? Molto bello il sito dei radicali (www.radicali.it), moderno, ricco di contenuti e codici multimediali e facile da navigare. Come del resto quello della Lista Di Pietro, che ha una buona interattività”.


Forza Italia: non solo banner

Scritto da Antonio Palmieri | 20 giugno 2001 | RASSEGNA STAMPA

PuntoCom del 20 giugno 2001

Caro Direttore,

il titolo “Berlusconi al Governo anche grazie alla Rete”, dello scorso 12 giugno, è sicuramente azzeccato: tuttavia questo risultato non è dovuto unicamente alla nostra imponente campagna banner, perché essa è stata la ciliegina sulla torta, il completamento di una presenza on line che si è sviluppata da luglio 2000, con una polifonia di interventi che riassumo di seguito.

Fin dall’inizio della campagna affissioni, nel nostro sito (www.forza-italia.it) abbiamo proposto la versione virtuale dei poster 6×3 e relativo banner, scaricabile e diffondibile in Rete. Nella prima fase della campagna il nostro piano prevedeva di utilizzare Internet in modo complementare alla campagna off line: in quest’ottica abbiamo trasmesso in diretta on line le principali giornate evento della nostra campagna elettorale.

Dalla metà di settembre cominciarono ad arrivare via e-mail i primi manifesti taroccati. Abbiamo prontamente reagito nell’unico modo possibile: esponendoli nel nostro sito e organizzando un concorso (durato da ottobre 2000 a metà febbraio 2001) di cui hanno parlato tutti i media italiani e anche all’estero. Oggi nel nostro sito è possibile vedere i tre manifesti vincitori e la riproduzione del premio (la statuetta del Berluskaiser), consegnato dalla giuria di “tartassati dalla satira” (composta da Peppino Prisco, Emilio Fede e Adriano Galliani) e dal presidente Berlusconi sabato 28 aprile ad Arcore.

A partire da febbraio 2001, su tutti i nostri manifesti abbiamo messo l’indicazione del sito www.votaberlusconi.it. Non era un nuovo sito (l’indirizzo punta al nostro sito istituzionale) ma votaberlusconi.it manifestava un uso comunicativo e non burocratico del nome del sito; indicava che nel nostro sito si potevano trovare approfondimenti sui temi proposti dai manifesti; preannunciava il nuovo sito, che sarebbe andato on line il primo di marzo. In quella data siamo partiti con un sito totalmente nuovo, che sarebbe diventato il punto di riferimento in Internet per tutti i candidati della Casa della Libertà. Un portale verticale della politica di centrodestra italiana e nel mondo, un sito informativo, interattivo, mobilitante, nel quale – unendo insieme i principi del viral e del permission marketing – ogni visitatore trovava (e trova tuttora) numerose possibilità per diffondere i nostri documenti fuori dal sito, nella Rete.

Il piano della nostra campagna elettorale prevedeva di concentrare nell’ultima settimana una serie di grandi eventi on line e così è stato: domenica 6 maggio abbiamo pubblicato on line (ed era reperibile solo lì) il nostro Piano di governo per la legislatura. Mercoledì 9 maggio abbiamo pubblicato il Contratto con gli italiani firmato da Silvio Berlusconi a “Porta a porta” la sera precedente. Lunedì 7 maggio molti Tg hanno aperto con l’immagine della nostra homepage: il giorno dopo quasi tutti i quotidiani hanno fatto lo stesso. Per quattro giorni noi abbiamo avuto (tra le 8 e le 24.00) una media di 100 computer al secondo (36.000 all’ora) che si connettevano al sito, creando un traffico elevatissimo. Come testimonia anche la ricerca di Jupiter pubblicata da Il Sole 24 ore, nella settimana precedente le elezioni quasi il 25% dei naviganti che sono andati nei siti di politica sono venuti nel nostro sito.

In contemporanea a questi eventi “autoprodotti” è partita la nostra campagna banner e di newsletter sponsorizzate, che ha avuto le dimensioni ricordate nell’articolo del 12 giugno.
In conclusione, credo si possa dire che Silvio Berlusconi sia andato al Governo “anche grazie alla Rete” perché per la prima volta in Italia noi abbiamo fatto una campagna elettorale on line pienamente integrata con la campagna tradizionale e insieme una campagna che ha proposto iniziative peculiari per Internet, giovandosi del mirroring fatto dai media tradizionali.

Cordialmente,

on. Antonio Palmieri
Responsabile Internet Forza Italia


Intervista a “Il Giornale di Cantù”

Scritto da Antonio Palmieri | 16 giugno 2001 | RASSEGNA STAMPA

Il Giornale di Cantù del 16 giugno 2001

1- È soddisfatto di come il presidente del Consiglio ha disposto il nuovo Esecutivo?

Ovviamente sì. Ovviamente non solo in quanto deputato di Forza Italia ma soprattutto nel senso che mi aspettavo una squadra di governo di alto profilo (come peraltro i nomi dei ministri già annunciati in campagna elettorale dal presidente Berlusconi facevano presagire) e così è stato.

2- Ha ricevuto qualche incarico all’interno del Governo Berlusconi?

No. E credo sia giusto così per una “matricola”: ho molte cose, anzi ho ancora tutto da imparare del lavoro del parlamentare e spero di apprendere presto e bene, così da poter essere una risorsa utile per il prossimo futuro.

3- Si è trasferito a Roma o lo farà?

Almeno per il momento continuerò a fare il pendolare tra Milano, il collegio e Roma. Del resto non potrebbe essere diversamente visto che finora – a causa dei lunghi tempi “liturgici” delle nostre procedure istituzionali – abbiamo lavorato a scartamento ridotto poiché non sono ancora insediate le commissioni e quindi il vero lavoro parlamentare non può avere ancora inizio.

4- Ha avuto modo di parlare con Berlusconi e cosa le ha detto in merito alla sua elezione?

Per il mio lavoro di responsabile della campagna elettorale nazionale ho avuto modo di parlare con il Presidente nei giorni immediatamente seguenti al 13 maggio, anche perché eravamo impegnati nella campagna per i ballottaggi delle elezioni amministrative. Della mia elezione invece ne ha parlato lui alla Camera con un gruppo di nostri eletti, complimentandosi con me per il risultato numerico ottenuto nel collegio. Un complimento che condivido con gli elettori e con tutti coloro che mi hanno sostenuto in campagna elettorale.

5- Cosa farà per Cantù una volta a Roma, c’è una priorità di cui si occuperà?

Mi devo ripetere ma lo faccio volentieri. Sia in campagna elettorale sia negli incontri pubblici cui ho partecipato dopo le elezioni nel collegio e in Como ho avuto la conferma che il Piano di governo della Casa delle Libertà coincide perfettamente con le esigenze del mio territorio, dove l’aggettivo “mio”, indica non un possesso ma una appartenenza, sancita ufficialmente con il voto del 13 maggio. Questa coincidenza tra il progetto nazionale e le esigenze locali mi consentirà di adempiere in modo più semplice al mio mandato di parlamentare e di armonizzare il bene generale con quello particolare. Inoltre mi agevolerà il sostegno dei rappresentanti di Cantù di Forza Italia e della Casa delle Libertà, del coordinatore provinciale azzurro Roberto Zanetti e del consigliere regionale Giuliano Sala, dell’assessore regionale Giorgio Pozzi, dal mio collega Mario Alberto Taborelli.

6- In conlusione, c’è qualcosa che le preme dire ai canturini?

Se posso aggiungere un’ultima considerazione, sono consapevole che c’è molto da fare e intendo farlo senza partecipare al teatrino della politica: sarò presente sui media solo quando avrò veramente qualcosa di dire e da riferire in merito al lavoro fatto. Al tempo stesso confermo che sto allestendo alcuni strumenti che mi consentano di avere un contatto diretto e personale con gli elettori di Cantù e dell’intero collegio. Come è mia consuetudine, li annuncerò nel dettaglio mano a mano che cominceranno ad essere operativi: per ora posso dire che il primo di questi strumenti conto di presentarlo qui a Cantù prima delle vacanze estive.


Lettera del deputato di Cantù al Direttore de “La provincia di Como”

Scritto da Antonio Palmieri | 13 giugno 2001 | RASSEGNA STAMPA

La provincia di Como del 13 giugno 2001

Caro direttore,

“adozioni più semplici” era il titolo di uno dei primi grandi manifesti di programma con i quali abbiamo scandito i primi passi della campagna elettorale e chiesto agli elettori di avviare le pratiche per la mia “adozione” politica in un territorio a me inizialmente sconosciuto. Oggi è un mese esatto dal giorno in cui sono stato adottato, cioè eletto deputato di Cantù e degli altri 14 comuni del collegio 9. In questa ricorrenza – che tra l’altro coincide con il mio onomastico – approfitto dello spazio gentilmente concessomi per rendere conto di quanto è avvenuto in questo primo mese di mandato. Come dissi – assieme al senatore Maffioli – già tre giorni dopo le elezioni agli amici di Forza Italia di Cantù, impiegherò i mesi di giugno e luglio per capire in che cosa consiste questo mio nuovo lavoro e per organizzare la mia attività a Roma, nel mio collegio di elezione e, più in generale, nella provincia di Como. L’ho detto da subito perché siccome dovrò lavorare per loro per ben cinque anni è mia intenzione partire con il piede giusto ma senza affanno, anche perché, come ogni matricola del Parlamento, inevitabilmente devo superare il necessario periodo di rodaggio e di ambientamento.

Ho ribadito questo stesso concetto a tutti coloro con i quali ho avuto modo di parlare negli incontri pubblici e privati in Como cui ho partecipato dopo le elezioni: dall’assemblea della Compagnia delle Opere alla Festa della Repubblica e a quella di Forza Italia della provincia di Como, dall’assemblea degli artigiani a quella della piccola industria. Peraltro in questi incontri ho avuto la conferma che il Piano di governo della Casa delle Libertà coincide perfettamente con le esigenze del mio territorio, dove l’aggettivo “mio”, indica non un possesso ma una appartenenza, sancita ufficialmente con il voto del 13 maggio.
Questa coincidenza tra il progetto nazionale e le esigenze locali mi consentirà di essere facilitato nel mio lavoro di parlamentare e di armonizzare il bene generale con quello particolare, sostenuto in questo compito dai rappresentanti locali di Forza Italia e della Casa delle Libertà, dal coordinatore provinciale azzurro Roberto Zanetti e dal consigliere regionale Giuliano Sala, dall’assessore regionale Giorgio Pozzi, dal collega Mario Alberto Taborelli e da tutti gli altri parlamentari eletti nella provincia di Como.

C’è molto da fare e intendo farlo senza partecipare al teatrino della politica: sarò presente sui media solo quando avrò veramente qualcosa di dire e da riferire in merito al lavoro fatto. Al tempo stesso confermo che sto allestendo alcuni strumenti che mi consentano di avere un contatto diretto e personale con gli elettori ma, come è mia consuetudine, li annuncerò nel dettaglio mano a mano che cominceranno ad essere operativi. Caro direttore, mentre i suo lettori leggeranno questa lettera, sarò impegnato in aula nelle votazioni per completare l’elezione dei segretari della Presidenza della Camera dei Deputati. Dunque sarò lontano ma spero che da questa lettera si sia capito che la mia non intende essere una adozione a distanza ma semmai “di stanza”, cioè al servizio dei cittadini del mio collegio e della provincia di Como.

Cordialmente,

on. Antonio Palmieri



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