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Referendum e regole

Antonio Palmieri

Scritto da Antonio Palmieri | 14 giugno 2011 | Prima Pagina

Stanotte ho riletto la Costituzione. Non dice che un premier si deve dimettere se un referendum boccia le leggi votate dal suo governo, nemmeno se il partito del premier dà libertà di voto…e nemmeno se il partito del premier perde alcune città. Le regole dicono che il premier si dimette se non ha più maggioranza parlamentare.

Commenti

Commenti Commenti (10) |

10 Commenti »

  1. Luciano Baroni scrive

    Gualtiero, non ce l’ho con te, ovvio.

    Così come non saprei cosa vorrei perdere per poi vincere.

    Di sicuro questa notizia NON mi soddisfa.

    http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Cronache_e_politica/Rifiuti-Berlusconi-dovro-pensare/22-06-2011/1-A_000190983.shtml

    Guai, Presidente, guai.

    22 giugno 2011 | #

  2. gualtiero scotti scrive

    Luciano, non ti arrabbiare con me. HAI PERFETTAMENTE RAGIONE!!! in altri commenti precedenti, in particolare sulle amministrative a Milano dove vivo (e figurati come sono contento dei risultati), che:
    1) i dirigenti locale dovrebbero curare il territorio non solo nel periodo elettorale ma SEMPRE e non aspettarsi che le castagne del fuoco siano cavate dal solito Berlusconi.
    2) che la comunicazione lascia a desiderare, per questo ho reso onore al merito a Antonio Palmieri che, nel campo della comunicazione, ha dovuto assumere lo stesso ruolo citato al punto 1 relativamente a Berlusconi.
    In realtà sinché sul territorio, almeno in questo primo mese post sconfitta non é cambiato alcunché; a Milano al consiglio comunale abbiamo un ticket di due capogruppo; una soluzioneal limite del ridicolo; probabilmente per calmierare le lotte correntizie, il che sinificherebbe che la sconfitta nulla ha insegnato!
    Purtroppo i personalismi esasperati non hanno mai giovato.. e da ex aderente ad AN che ho lasciato qualche anno fà perché ritenevo che il presidente (e la minuscola é voluta) stesse iniziando a dare i numeri (come poi i fatti hanno dimostrato) ti assicuro ne sò qualcosa.
    Comunque mai perdere la voglia di lottare; prima o poi, parafrasando me stesso in un articolo di anni orsono sul foglio informativo del circolo di cui facevo parte, “mi piacerebbe vincere per la nostra bravura e non per gli errori degli avversari”.
    Ad Annamaria, i cui commenti mi piacciono sempre ricordo che, per fortuna, ciò che é prevedibile viene a volte sconfessato dagli accadimenti reali, soprattutto se il Padre Eterrno, Re della Storia, da cui dipendiamo, ci mette lo zampino.
    Non praevalebunt!

    22 giugno 2011 | #

  3. Anita Roeckel scrive

    Gentile Palmieri, vado fuori tema, ma ho appena sentito Berlusconi al Senato, si riparla di una legge costituzionale per l’alleggerimento degli organi di stato – senato federale, meno deputati ecc . Non ha accennato all’abolizione delle Province ma immagino che tra poco ricomincerà questa assurda richiesta. Perché per me abolire le Province è una cosa assurda, molto meglio abolire le Regioni. Mi spiego: le Province sono già agganciate alla vita quotidiana degli Italiani, l’istruzione, la sanità, la sicurezza – carabinieri, polizia, vigili del fuoco, protezione civile, guardia di finanza… – tutto si svolge a livello provinciale. Un sindaco che fa progetti per la sua città è in relazione con la sua provincia di riferimento, non con la Regione. Eliminare la Provincia vuole dire obbligare un cittadino di Cosenza a fare circa 200 km per trovare un ufficio regionale, a meno di lasciare un ufficio di rappresentanza in ogni provincia. Assurdo anche questo. Inoltre eliminando le Regioni si potrebbe agganciare la proposta (o il ricatto ?) di Bossi di una rappresentanza dei ministeri, basterebbe dividere l’Italia in tre macro-regioni e crearvi uffici ministeriali operativi. Non tutti i ministeri, solo Interni, Sanità, Industria. Per tutto il resto ogni provincia fa direttamente riferimento a Roma. Il Senato sarà poi formato di rappresentanti delle Province, scelti non dagli elettori ma per esempio da tutti i sindaci della provincia di riferimento e con un compito diverso dei deputati. Abolire le Regioni vuol dire tornare indietro agli anni 1970 o giù di lì, ma è palese che la loro creazione è artificiale, inutile, un doppione, che non è riuscito a unificare gli Italiani, anzi non rispetta il loro naturale “provincialismo”. Ecco, se vorrà dire la sua su questa mia opinione gliene sarei grata, oltre ai blogger, ovvio

    21 giugno 2011 | #

  4. Maria Venera scrive

    Visto che si parla di referendum io vorrei lanciare una proposta: non si possono lasciare materie tecniche al giudizio della gente comune pertanto propongo che venga stabilito per legge che su determinate materie (un esempio lampante è il nucleare) possano decidere solo i governi che a loro volta ovviamente consultano personale tecnicamente preparato e che, se proprio si vuole sentire il polso della gente, l’eventuale referendum debba avere solamente valore consultivo.
    A questo proposito sarebbe opportuno sentire le risposte della gente all’uscita dal seggio: nessuno sapeva spiegare per cosa aveva votato !
    Referendum: Claudio Dominech (OutNoW) si chiede cos’abbia capito la gente dei 4 quesiti

    http://www.youtube.com/watch?v=Oq7hgR8OENI&feature=share

    15 giugno 2011 | #

  5. anna maria baldocchi scrive

    Nell’attuale scenario della politica italiana, si vanno a configurare due scenari differenti per le coalizioni interessate di natura antitetica e divergente. Il CDX: probabile rottura tra Lega e PDL con particolare attenzione al federalismo (accordo con il PDL) e voti al nord (accordo con la Lega). CSX Il PD deve decidere se: allearsi con UDC ritorno al grande centro, allearsi con FLI uguale a IDV dittatura procure e Sel dittatura comunista, allearsi con API: PD decede. Se il PD vuole dignitosamente stare a galla l’unica chance che detiene è il ritorno al grande centro (1° Repubblica) alleandosi all’UDC (Casini) con eventuali ripercussioni sulla parte UDC – PDL (Giovanardi). Se il PD si allea con l’UDC è vero che sopravvive però l’UDC decede ergo decede il PD. Al termine lo scenario è più arduo per il CSX in area PD che per il CDX.

    15 giugno 2011 | #

  6. Luciano Baroni scrive

    Gualtiero, in Giappone avevano detto da subito, confermato mentre passavano le settimane che il Nucleare NON l’avrebbero lasciato : addirittura hanno fatto un comunicato, il giorno dopo del risultato dei Referendum qui da noi, in cui dicevano “capiamo la paura degli italiani, ma noi confermiamo altre nuove Centrali”.

    Nei giorni precedenti al voto, i “giornaloni” ne hanno scritte di cotte e crude per far passare il sì, specie su Paesi che “lasciano e chiudono le Centrali Nucleari” e oggi, anzi, ieri, ci sono le notizie che arrivano dagli stessi Paesi indicati come “mortiferi di chiusura”, che NE APRONO DI ALTRE, Svizzera compresa.

    E’ in quella situazione che NON si è difeso ciò che si era fatto, sia per il Nucleare che per l’Acqua : niente comunicazione VERA, niente partecipazione ai dibattiti in TV, da parte di TECNICI come Franco Battaglia ma solo politici che abbisognavano “di visibilità mediatica”.

    Perchè NON si è utilizzato come un mantra discorsivo, il dato che per il terremoto NON si è rotta e fermata NESSUNA delle Centrali del Giappone e che NESSUN OPERAIO O TECNICO della Centrale E’ MORTO ?

    Perchè NON si è utilizzato come un mantra discorsivo e informativo, che il grosso dei morti è stato a causa della caduta di una Centrale Idroelettrica che non ha retto ed ha spazzato via una intera città ?

    Perchè NON si è usato come un mantra discorsivo il fatto che la Centrale in difficoltà, c’è andata per una ONDA ANOMALA alta oltre 6 metri nello Tsunami, che la stessa era costruita troppo vicino all’Oceano e che avevano pensato a difenderla con un MURO CONTRO ONDE ANOMALE alto poco più di 2 metri ?

    Perchè tutte queste cose sul Nucleare, non sono state utilizzate mediaticamente per far capire alla gente, a partire dai nostri elettori che NON avrebbero potuto MAI avvenire nel nostro Paese che ONDE ANOMALE NON PUO’ AVERNE ?

    Perchè NON si è utilizzato come un pantra discorsivo e continuativo, quanto si sapeva sul problema dell’acqua ?
    Perchè non ho sentito e letto da nessuna parte che l’attuale REMUNERAZIONE è del 6% sul capitale investito ?
    Abbiamo fatto l’ulteriore casino per un 1% ?

    Perchè non si è utilizzato come un mantra discorsivo, quanto si sapeva dall’interno delle Aziende e dei Comuni sul tema delle dtrutture in perdita, dell’ncazzatura e della preoccupazione che avevano ed hanno acora di più, oggi, che passasse il Si?

    I Comuni non hanno sildi da investire, le Aziende di gestione come l’Hera l’anno scorso hanno “distribuito ai Comuni che fanno aprte della stessa, qualcosa come 179 mln di euro di utile” : ma lo sapete che oggi, a Referendum passato, pensano di andare in deficit e per evitarlo, altro che diminuire come truffaldinamente è stato inculcato ai cittadini, DOVRANNO AUMENTARE I PREZZI.

    Per queste cose e questi fatti SI DOVEVA FARE BATTAGLIA E CHIEDERE ALMENO AI NOSTRI ELETTORIA DI NON ANDARE AI SEGGI, come venne fatto per il Referendum di qualche anno fa sulla Fecondazione assistita.

    Altro che “lasciare libertà di coscienza” e autocastrarsi.

    15 giugno 2011 | #

  7. Luciano Baroni scrive

    Renata, ciò che ho scritto NON proviene “dalla pancia” per la sconfitta, è quanto ho cercato di scrivere da ogni parte dal momento che sono stati approvati dalla Corte, i Referendum.

    Ho, delle due, “appesantito” in ogni dove la richiesta, specie quando ho visto e letto alcune anticipazioni sulla possibile decisione di “lasciare libertà di coscienza”, prevedendo ciò che è avvenuto sul Quorum.

    Nessuna medaglietta da mettere sulla mostrina, ma è successo la stessa cosa del 2002 quando anticipai cosa sarebbe avvenuto nelle elezioni alla Priovincia di Roma, rispetto alla posizione presa per accettare da parte di FI, la candidatura di uno di AN : avevamo la Provincia e l’abbiamo persa.

    Dato che il sottoscritto non è Otelma ma ragiona ( o cerca di farlo ) sulle conoscenze e sui fatti, posso evere il DIRITTO di essere incazzato per vedere questi risultati ?

    Posso incazzarmi se a Bologna, dove vivo, si combina sempre di tutto per NON trovare i giusti accordi politici da parte del cdx per candidare una persona di valore ( anche se sul candidato della Lega non dico niente sul piano personale ) per evitare di candidare in una città come questa, un leghista che non ha portato e non porterà, stante la “chiusura d’intreccio dei poteri”, capacità e possibilità di portare via il Sindaco alla sinistra ?

    VI/CI vogliamo rendere conto che è passato un avvinazzato e un non bolognese, uno di apparato del Partito al primo turno per qualcosa come lo 0,46% ?

    15 giugno 2011 | #

  8. GUALTIERO SCOTTI scrive

    dipenderà forse dal fatto che, almeno per ora, i commenti sono pochi ma mi sembra strano che nessuno sottolinei anche alcuni aspetti piuttosto importanti che portano a porre alcune domande:
    1) il Popolo Della Libertà avrebbe dovuto fare come le facce di palta della sinistra che annoverano tra i promotori del referendum sulla cosiddetta privatizzazione dell’acqua IDV e tra i sostenitori del sì il Pd, due partiti che erano nella maggioranza del governo Prodi CHE HA INTRODOTTO TALI NORME????!!!!
    2) gli affaristi esistono solo al nostro interno? basterebbe vedere la sfilza di inquisiti ad esempio in Puglia e nella recentissima inchiesta sugli immobiliaristi di Roma e vedere quanti di esi sembrino legati a un grosso personaggio del PD
    Purtroppo opportunisti (legati alla domanda 1) come Visco ( il condono edilizio é una porcheria!…. e poi ne ha usufruito) e De magistris (la immunità parlamentare é una porcheria! solo quella italiana, assodato che ha sfruttato quella europea) e affaristi (legati alla domanda 2 e di cui alcuni esempi sono già stati citati) sono presenti ovunque ed in ogni partito. Temo anzi che la loro presenza sia fisiologica e legata alla composizione della nostra società, che comprende coloro che, per esempio, avendo conoscenze … pagano raramente le multe che altri invece pagano (la mentalità é la stessa, cambiano solo le “unità di misura.
    Comunque, al di là di questo fatto, ora gli affaristi veleggeranno verso altri lidi… e forse riusciremo ad evitare che rientrino in futuro.
    Sui referendum il PDL ha lasciato libertà ai propri elettori… giusto anche se rischioso, soprattutto dopo i fatti giapponesi (a proposito é poi esplosa la maxi centrale? … nessuno ne parla più)per il nucleare e dopo il “terrorismo” sulla “proprietà dell’acqua”.
    Su legittimo impedimento e servizi pubblici non faccio alcuna citazione perché il primo dovrebbe colpire (Pm permettendo) in egual misura qualsiasi maggioranza sia al governo, mentre il secondo colpirà nelle tasche tutti gli elettori di destra e di sinistra.
    Alcune considerazioni al di fuori di questi argomenti:
    La prima:onore al merito al creatore del sito su cui sto postando questo commento per due principali ragioni
    1) pubblica anche commenti decisamente critici; Libertà (di pensiero) applicata nella pratica
    2) ha accettato di occuparsi della comunicazione per il Comune di Milano a pochi mesi dalle elezioni CONSCIO DELLE DIFFICOLTA’; ho letto una sua intervista a proposito che mi è molto piaciuta, anche se ho pensato “ma chi te lo ha fatto fare?”; recuperare la scarsità di comunicazione di quasi 5 anni sarebbe stata un’operazione da più che Superman.
    la seconda: vedendo i primi passi della giunta milanese, ho la forte speranza che la vittoria della sinistra sia stata una vittoria di Pirro; riesumare Tabacci é stato il primo passo falso, credo che seguiranno quelli su ecopass e temo anche su Pgt e Expo col rischio di perdere il treno per una ripresa di Milano, che si sta lentamente spopolando (n. elettori elezioni comunali 2011 996400 – precedenti 1030616 – 3,3%)
    Su le maniche e trasformiamo la scoppola in un’ opportunità di miglioramento
    Un cordialissimo saluto a tutti

    15 giugno 2011 | #

  9. renata pastori scrive

    Ora è il momento delle tante parole “potevamo dire, potevamo fare, io glielo avevo detto, perchè non hai fatto cosi, perchè non hai fatto cosà” Palle!!! Caro Antonio problema centrato REGOLE, da che veniamo al mondo le regole ci insegnano la vita. I referendum erano i più popolari possibili, impossibile pensare che passasse il no. Troppa diffamazione, hanno costruito i casi e ora i casi sono il problema del Presidente, tutto fumo, aria fritta, resta il fatto che il popolo ci ha creduto e lo ha detto. Diabolico questo gioco. La “missione impossibile” smontare i casi, fare riforme popolari e poi defenestrare gli imbroglioni e affaristi di partito; attenzione, si potrebbe rimanere senza rappresentanti sia locali che nazionali. Un caro saluto.
    Renata.

    15 giugno 2011 | #

  10. Luciano Baroni scrive

    Allora, mi pare di capire che tutti…

    …ma proprio tutti i sondaggisti sono concordi nel dire che la vittoria del sì è grazie agli elettori del cdx che sono andati a votare, molti di questi contro le Leggi fatte dal Governo che avevano eletto.

    La mia opinione NON cambia : se lasci allo sbando la gente, può fare qualsiasi cosa : astenersi o votare sì all’Abrogazione delle Leggi ovvero votare no, ma solamente quelli che hanno avuto l’intelligenza, perchè lasciati allo sbando, di leggere al massimo possibile TUTTE le opinioni che sono state espresse, sui temi in discussione.

    Allo sbando perchè sia i Partiti che il Governo NON hanno difeso le scelte fatte e votate in Parlamento, mettendo così in “corto circuito” gli elettori che si sono sentiti “orfani” anche di una Linea Politica.

    E che ancora ora, i maggiorenti dei Partiti siano su posizioni estremamente ambigue e arroccati sul dire che il Governo non trema, a mio parere è ancora una volta una CAZZATA.

    Basta vedere l’atteggiamento dei Ministri e dei Governatori o dei Sindaci di cdx che sono andati a votare e quasi tutti per i SI’, manco fossero dell’opposizione.

    Credo di essere uno che ha seguito, discusso e portato avanti le decisioni prese dal ’94 ad oggi, ma comincio ad avere qualche problema a mantenere una posizione che possa ritenere credibile l’atteggiamento ed il modo di fare di questo ultimo anno, sia dal Partito che dal Governo, anche se non arrivo a dire, come fa Giusy ad esempio, che non voterò più per non ritrovarmi un qualche motivo d’insoddisfazione e soprattutto di incazzatura.

    Certo che pensare, come sto facendo da qualche tempo, e ritenere che chi abbiamo eletto con fiducia si stia “bevendo il cervello e non sappia o non abbia più il coraggio necessario per fare battaglie”, non è certamente cosa buona e giusta, ma è quanto riscontro in continuazione anche ora a sentire le dichiarazioni in radio e tv.

    Antonio, svegliatevi perchè non potete andare avanti così, o vi fanno il ribaltone e a differenza della sinistra, non sarete in grado di difendervi/ci nemmeno chiamandoci in piazza, ovvero Silvio si dimette e va tutto a ramengo.

    Ciao.

    Luciano, Bologna

    14 giugno 2011 | #

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