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Processo breve: i dati oltre la polemica politica

Antonio Palmieri

Scritto da Antonio Palmieri | 13 aprile 2011 | Prima Pagina

Ecco la sintesi della risposta del ministro Alfano ad alcune obiezioni formulate nel corso del dibattito alla Camera sul cosiddetto “processo breve”:

 1. I dati

In Italia si prescrivono, in media, ogni anno circa 170.000 procedimenti penali, 466 al giorno.

Attualmente, in Italia i processi penali durano, in media, 317 giorni in primo grado, 738 giorni in Corte d’appello e 204 giorni in Cassazione: dunque, un processo attraversa i tre gradi di giudizio in 1.259 giorni, ossia in tre anni e cinque mesi.

A questi tempi processuali vanno sommati i tempi delle indagini che durano, sempre in media, circa 400 giorni. In primo grado, con il rito monocratico, il 46% dei processi viene celebrato in meno di sei mesi, il 19% tra sei mesi e un anno, il 18% tra un anno e due anni e, infine, il 17% in oltre due anni.
Con il rito collegiale, dove si trattano i processi più gravi, le classi di durata si rallentano leggermente con il 36% dei processi celebrati entro sei mesi ed il 23% in oltre due anni.

2. L’impatto della norma

Ai fini della corretta valutazione di impatto della norma in discussione, che modifica i termini della prescrizione, occorre tenere conto di due circostanze:
– essa riguarda solo i processi di primo grado. Le prescrizioni in primo grado sono state circa 125.000 nel 2009;
– il beneficio riguarda solo gli imputati incensurati, che in base ai dati del casellario giudiziario sono in media il 55% sul totale dei condannati.

Se si applicano queste considerazioni alla stima di impatto quantitativa che è circolata in questi giorni, allora è corretto dire che i processi penali a rischio diventano circa lo 0,2%, mentre ogni anno si prescrivono in media il 5% dei procedimenti totali aperti, che sono attualmente 3.290.000 in tutti i gradi di giudizio.

Sempre sul dato delle prescrizioni si osservi come circa 100.000 prescrizioni annuali avvengano già in fase di indagini preliminari con richiesta al GIP. La maggior parte delle prescrizioni si consuma già in fase di indagini, ancor prima del dibattimento, per una selezione di gravità dei reati operata dai pubblici ministeri. Sulla base di questa prassi sono i processi meno importanti che vengono lasciati indietro.

3. La vera questione

La domanda concreta dovrebbe essere un’altra: quanti, tra questi processi a rischio prescrizione, la quotidiana esperienza giudiziaria insegna che pochi di questi processi giungerebbero all’ultimo grado di giudizio. In realtà anche quei pochi che fossero riusciti a superare la barriera del primo grado, sarebbero andati incontro alla prescrizione nei successivi gradi di giudizio e questo anche in considerazione della durata media del processo di appello, che è più del doppio rispetto a quella di primo grado.
In questi giorni sono state diffuse informazioni terroristiche relative all’impatto di questa norma. Mi riferisco specificamente alla strage di Viareggio e de L’Aquila. Il disastro di Viareggio avvenne nel giugno 2009. L ‘autorità giudiziaria sta procedendo per reati gravissimi, come l’omicidio colposo plurimo e il disastro ferroviario, puniti con pene molto severe e che si prescriveranno in un tempo lontanissimo. Ebbene, se la norma all’esame del Parlamento fosse approvata, la prescrizione del disastro ferroviario di Viareggio maturerebbe in 23 anni e quattro mesi, quindi nel 2032, e la prescrizione dell’omicidio colposo plurimo addirittura dopo, fino a un massimo di 35 anni dai fatti, quindi nel 2044.
Analoghe considerazioni possono farsi sul disastro de L’Aquila, se è vero che il termine di prescrizione ordinaria è di 10 anni, aumentabile ad 11, anzi specificamente 11 anni ed otto mesi. A soli due anni dalla tragedia del sisma abruzzese credo vi sia tutto il tempo per definire il giudizio. Peraltro il termine di prescrizione si ridurrebbe di soli dieci mesi.
Poichè la norma tocca solo la posizione degli incensurati e non anche quella dei recidivi, non riguarda i termini di prescrizione dei reati, che restano invariati, ma riguarda il surplus di durata del processo determinato dai cosiddetti atti interruttivi della prescrizione, che si riduce mediamente di qualche mese.
Ad esempio per le truffe, per l’aggiotaggio e per il market abuse , si passerebbe dall’attuale tetto massimo di 7 anni e sei mesi a 7 anni; per reati più gravi, come la bancarotta fraudolenta, il furto pluriaggravato, la rapina semplice, l’usura e la violenza sessuale, si passerebbe dagli attuali 12 anni e sei mesi a poco più di 11 anni e sei mesi; per la bancarotta fraudolenta ed aggravata (il caso Parmalat) si passerebbe dai 18 anni e nove mesi a 17 anni e sei mesi; per le lesioni volontarie (il caso Clinica Santa Rita) si passerebbe da 8 anni e nove mesi a 8 anni e due mesi.

Anche per i reati contro la pubblica amministrazione il surplus di durata del processo nei confronti degli incensurati viene ridotto di pochi mesi: di sei mesi per il reato di corruzione (da 7 anni e sei mesi a 7 anni) e di otto mesi per la corruzione in atti giudiziari (da 10 anni a 9 anni e quattro mesi). Per reati di particolare allarme sociale, come l’omicidio colposo commesso in violazione di norme sulla circolazione stradale e sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro, si passerebbe da 17 anni e sei mesi a 16 anni e quattro mesi, che diventano addirittura 23 anni e quattro mesi, se il fatto è commesso da chi guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

In definitiva, il regime della prescrizione resta quello introdotto nel 2005. La nuova norma, dunque, si limita a completare la riforma del 2005 per differenziare la posizione dell’imputato incensurato da quella del recidivo.
Se poi il reato, invece di prescriversi in dieci anni – mi riferisco a quello cui ha più volte ha alluso l’opposizione – si prescriverà in nove anni e quattro mesi, occorrerebbe piuttosto domandarsi come mai in un tempo così lungo non si sia ancora arrivati nemmeno a una sentenza di primo grado.

Commenti

Commenti Commenti (6) |

6 Commenti »

  1. marcello scrive

    volevo prima di tutto salutarla che da tempo non ricevevo piu’ una sua email
    et riguardo il processo breve sono d’accordissimo con il ministro alfano che i procedimenti che verranno annullati saranno senza dubbio minori di quelli che oggi sono prescritti e quindi derubricati e venendo al mio esempio io da circa sei anni sono in causa civile per risarcimento danni con una grande societa’ assicuratrice italiana che diciamo se possibile approffita di tutto questo ambaradam sui processi civili in specialmodo nella mia citta’ e quindi cerca sempre di piu’ di allontanare la sentenza liquidatoria che emettera’ sicuramente il giudice spero a breve perche’ sono veramente esausto e certamente molto paziente un saluto affettuoso da marcello sica all’onrevole antonio palmieri e lei conosce bene come contattarmi e forza italia per un sicuro buon govenno dell’italia

    14 maggio 2011 | #

  2. Vincenza scrive

    Sono d’accordo sul processo breve (che poi tanto breve non è tutto questo chiasso per soli sei mesi) ma ancora più d’accordo sulla responsabilità penale dei magistrati ,tutti se sbagliano pagano loro no e questo non è giusto : Vorrei dire infine che queste riforna vanno in po’ alla lunga il governo vada avanti tanto si sà che tutto quello che viene da Belusconi per la sinistra e contestabile noi tutti siamo con lui

    10 maggio 2011 | #

  3. ambretta benvenuti scrive

    Dopo quindici giorni di telefonate in tutta Italia, forse sono riuscita a trovare un parente di una ditta di legnami la – IPLA – di Pavian del Prato – Treviso – che dopo una causa durata 30 ANNI, per il recupero di denaro da un fallimento – l’assegno che dovrò spedirgli, sta diventando un’impresa, il liquidatore è deceduto è la ditta non c’è più…….no comment!!!!!

    22 aprile 2011 | #

  4. riccardo scrive

    non solo sono perfettamente d’accordo sulle modifiche della magistratura, ma sarebbe cosa ottima se qualcuno cominciasse a pensare quanto danno è stato fatto dalla sinistra prendendo in considerazione la svendita dell’IRI, la distruzione delle nostre acciaierie, la svendita della lira.
    Mi auguro che le dicerie sulla candidatura di Montezemolo alla presidenza dell Governo sia solo un diceria, non va dimenticato che la FIAT dopo aver ottenuto quello che ha ottenuto lasci l’Italia pr andare in USA.

    22 aprile 2011 | #

  5. anna maria baldocchi scrive

    Prospettive politiche dei 3 schieramenti
    1 – CDX – PDL LEGA FN AS LA DESTRA
    Riforme in senso evolutivo e per la gente
    Obiettivo: migliorare – Positività
    2 – NUOVO POLO – FLI API UDC ITALIA FUTURA
    Riforme in senso inevolutivo e per le poltrone
    Obiettivo: acquistare poltrone. Nefasta
    3 – CSX – SEL PD IDV ANM
    Assente di riforme
    Obiettivo: acquistare voti di tutti per indebolire e sconfiggere Berlusconi e Bossi. Nefasta

    16 aprile 2011 | #

  6. Franco Faranda scrive

    Se le cose stanno come dice il Ministro – e io che non sono un tecnico non ho elementi per non credergli – resta una sola considerazione. Perché tanta urgenza e interesse per varare una norma dall’impatto insignificante sui processi? Perché presentarla come una rivoluzione per la giustizia italiana? Che abbiamo ragione quelli che pensano – e con essi anche Feltri – che è una legge ad personam fatta solo perché ci sono dei magistrati che operano contra personam?
    Se così fosse ci sarebbe di che preoccuparsi.

    16 aprile 2011 | #

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