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Passo d’addio

Antonio Palmieri

Scritto da Antonio Palmieri | 2 novembre 2010 | Prima Pagina

Oggi tutti dicono e scrivono che siamo vicini al passo d’addio di Berlusconi. Ma si vota in America o in Italia?

Commenti

Commenti Commenti (6) |

6 Commenti »

  1. Francesco Tarallo scrive

    si anch’io penso che è arrivato il momento che Silvio pensi anche a noi militanti ed elettori, se proprio vuole gozzovigliare, lo faccia lontano dall’Italia, magari in qualche villa fuori dai confini nazionali, se non europei. Per adesso abbiamo un problema molto serio ed è quello di eliminare dalla scena politica Fini e Casini e lo possiamo fare, se Berlusconi fa un passo indietro. Cosa voglio suggerire caro Antonio. Prima dell’approvazione del patto di stabilità, deve andare al Senato, parlare chiaro e forte e dire le cose come stanno, li chiedere la fiducia che credo possa raccogliere, dopo il passaggio alla Camera, dove credo che sarà difficile avere la fiducia, anzi sono certo che sarà sfiduciato. Il passo successivo, andare al Quirinale rassegnare le dimissioni e consigliare come Premier Tremonti o Letta. Fatto questo passo, deve suggerire ad uno dei due, di aprire al PD, ma solo al PD, d’accordo con la Lega, e andare alla formazione di un governo PDL-PD-Lega, facendo fuori tutti gli altri. Il regista di questa operazione, deve essere uno di gradimento delle due parti. Facendo un patto con gli stessi del PD che questo governo resterà in carico per i prossimi 2 anni e mezzo. Lui intanto potrebbe dedicarsi a tempo pieno per riorganizzare il partito e diventare arbitro della situazione. Fini e Casini nell’arco di questo tempo, sparirebbero e stessa cosa si potrebbe dire di Di Pietro e Vendola, con piena soddisfazione di ambo gli schieramenti. Suggerisco questo percorso,perchè lo ritengo il più percoribile. Questa strategia, dovrebbe partire da Bossi e anche con una certa fretta. Sono sicuro che una volta imboccata questa strada, Fini e Casini, sarebbero isolati. Ti prego, fallo presente al Presidente e l’unica strada in questo momento da percorrere.

    11 novembre 2010 | #

  2. aurim scrive

    Per Marcello e per AMaria Putroppo per tutti, chi svolge l’incarico che adesso ha in collo Silvio non permette a nessuno di fare come vuole o come se la carica istituzionale fosse una cosa scindibile dall’operato personale. Ennò c’è poco fare le feste con tutti gli accessori le andasse a fare lontano e le persone che accoglie nella sua casa debbono essere messe in condizioni di non nuocere: via i registratori, via i telefonini, docuimenti di identificazione controlloti etc. Un’occhiatina alla fedeltà della scorta non guasterebbe.

    3 novembre 2010 | #

  3. anna maria baldocchi scrive

    Berlusconi ha già chiarito tutto. Devono smetterla di attaccarlo, si può dire che ogni giorno c’è una novità che mira ad infangare il suo nome, senza potare mai a conoscenza di cosa ha fatto di buono e di cosa sta facendo per l’Italia.

    3 novembre 2010 | #

  4. Marcello scrive

    Aurim
    dimentica una cosa fondamentale la libertà di dire e di fare, che è valida per tutti SB compreso.
    Come ha detto oggi Guzzanti, prima cosa giusta che dice da molto tempo, meglio puttaniere che frocio.
    E sono convinto che la maggioranza del popolo italiano la pensi così
    saluti

    2 novembre 2010 | #

  5. LORY scrive

    Questa volta il mio voto il Presidente se lo deve guadagnare, non è scontato. Ma da che gente si circonda? Escort, ruffiani …….. bastaaaa!
    Ha tutto il diritto di gozzovigliare con chi gli pare, ovvio, ma la carica che orgogliosamente ha assunto ha pure dei doveri, se non vuole essere continuamente esposto alla lapidazione mediatica che si dimetta e si goda la vita come gli pare. Telefonare x aiutare una minorenne nei guai alla questura??????????? Ma è proprio fulminato!

    2 novembre 2010 | #

  6. aurim scrive

    Caro Antonio, Silvio questa volta l’ha fatta grossa ed i danni saranno irreparabili. Ma come si fa a non capire che un uomo come lui sempre sotto tiro da parte di tutti poteva far passare come un non nulla una patata bollente come il caso Ruby. Si doveva mettere in testa fin dall’ini zio che il Silvio Berlusconi di prima, l’imprenditore di successo, era finito con la sua elezione a Presidente del Consiglio di tutti gli italiani pur se votato non da tutti gli italiani. Una figura che doveva farci essere orgogliosi di lui, sopratutto se attaccato come è attaccato sia dalla opposizione di prevalenza di sinistra che dalla Magistratura anche se questo alto profilo gli sarebbe costato molto, e che invece non lo so più.

    2 novembre 2010 | #

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