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Non sarà una chimera…

Antonio Palmieri

Scritto da Antonio Palmieri | 7 settembre 2007 | Prima Pagina

Il fine non giustifica i mezzi. E se poi il fine non è raggiungibile è anche inutile forzare i mezzi. Mi sembra che con la decisione inglese di dare il via libera alla creazione di un embrione 99,9% uomo e 0.01% siamo avviati su questo doppio crinale. In nome di un fine nobile (curare terribili malattie cerebrali) si forzano il limiti invalicabile, che consiste nel considerare l’essere umano un oggetto, una cosa manipolabile. E, in questo caso, ciò avviene per utilizzare una tecnica (la stesse della pecora clonata Dolly) che non ha dato risultati significativi fatta tra simili, figurarsi con l’incrocio uomo-animale. Insomma, come dice il professor Angelo Vescovi, che la chimera serva a curare le malattie è una chimera.

E allora? Allora restano due aspetti: 1) Fa un passo in avanti l’impostazione scientista per la quale la scienza non deve avere limiti e di conseguenza l’uomo è oggetto di essa come gli animali, senza alcuna differenza. 2) I media – vedi per esempio lo schema del Corriere della sera di ieri – presentano sempre queste tecniche come se già fossero in grado di garantire ciò che promettono. In questo modo il messaggio “massaggia” come serve a lor signori la coscienza della pubblica opinione.

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