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Manovra di crisi e di opportunità

Antonio Palmieri

Scritto da Antonio Palmieri | 8 giugno 2010 | Prima Pagina

L’Europa e il mondo hanno attraversato non una ma due crisi successive.

La prima, nel 2008, causata dal crollo dei mutui immobiliari americani e della fiducia verso i mercati finanziari, si è poi abbattuta sull’economia reale.

La seconda, nella primavera 2010, provocata dall’attacco della speculazione internazionale contro l’euro.

Per difendersi, l’Europa ai primi di maggio ha messo in campo uno scudo di 750 miliardi di euro e ha chiesto a ogni Paese di mettere in sicurezza i conti pubblici.

 

Poiché il nostro Governo in questi due anni è riuscito a mantenere in buona salute i conti dello Stato, la manovra necessaria per rispettare gli accordi europei vale solo 24,9 miliardi di euro in due anni. La stessa manovra ne costerà 100 in Francia, 80 suddivisi in sei anni in Germania, 50 già eseguiti in Spagna più altri 15 tra breve, eccetera.

 

Questa crisi è una formidabile opportunità per cambiare in meglio la struttura di funzionamento del nostro Stato, vincendo definitivamente le tante resistenze che in questi anni hanno impedito un cambiamento radicale.

Il nostro Stato costa troppo. Una spesa pubblica così ingente e deresponsabilizzata, si somma a una burocrazia che soffoca le imprese e la vita dei cittadini. Sono due costi non più sostenibili: meno spesa pubblica e meno burocrazia vuole dire ridurre il peso dello Stato nell’economia e nella società, è la migliore ricetta contro gli sprechi e la corruzione e per riattivare uno sviluppo solido e duraturo.

Questa è l’occasione che questa seconda crisi ci “regala”. Lavoriamo per non sprecarla.

Commenti

Commenti Commenti (5) |

5 Commenti »

  1. Francesco scrive

    Caro Antonio,l’occasione è importante e vale la pena di non sprecarla, ma in Sicilia abbiamo un governo misto col PD. Si possono fare tante cose, ma se si è d’accordo, altrimenti si fanno solo chiacchiere. Ad esempio si potrebbero chiudere alcuni uffici, assolutamente inutili, come le soprintendenze ai BBCC e sostituirle con un comitato di cittadini volontari per tutelare i monumenti.
    Certo che rispondere ai commenti precedenti sarà impegnativo e forse poco utile

    19 giugno 2010 | #

  2. italo scrive

    i militari ringraziano per il trattamento di favore:

    http://www.forzearmate.eu/dblog/articolo.asp?articolo=359

    buona lettura onorevole

    19 giugno 2010 | #

  3. Francesco Tarallo scrive

    sono d’accordo con Faranda e AURIM, dobbiamo colpire i privilegi della casta a partire dal finanziamento pubblico ai partiti, congelandoli per un periodo di almeno 3 anni. Basta con il finanziamento pubblico alle fondazioni politiche, chi vuole, metta mano al suo di portafoglio. Si governi con decreti legge per tagliare almeno del 50% tutti consigli d’amministrazione sia dello Stato che degli ENTI LOCALI, qui il governo potrebbe emanare la direttiva che non saranno più reintegrati con soldi pubblici. Privatizzare 2 reti RAI, visto che il solo costo del personale 16000 dipendenti è di oltre 1,6 miliardi di euro l’anno, e lo Stato porterebbe a casa tra 6/8 miliardi e finirebbe lo scempio della casta dei giornalisti in RAI (circa 1600 persone)CONGELAMENTO per un periodo di 3 anni al finanziamento pubblico ai partiti, stessa soluzione per quando riguarda il finanziamento alla stampa. Tassazione di almeno 3,5% alle banche, congelamento dei rimborsi per tutte le amministrazioni locali con bilanci in rosso da almeno 5 anni, abolizione dei privilegi fiscali a quelle cooperative che hanno fatturati con oltre 1 milione di euro. Siamo, oppure no in economia di guerra, allora mi chiedo, perchè solo agli statali e a quei poveri cristi che nell’anno 2011 dovrebbero andare in pensione dopo aver raggiunto i 65 anni? Sapete in questa fascia quanti nostri elettori abbiamo? Sapete che in questa fascia ci sono circa il 30% che negli ultimi anni sono stati espulsi dal lavoro. La crisi caro Presidente, facciamola pagare alla casta, ma lo faccia con decretazione d’urgenza e poi vediamo in quanti di questi sig, Fini si oppongono

    17 giugno 2010 | #

  4. Franco Faranda scrive

    La crisi potrebbe anche essere una “formidabile” occasione per cambiare in meglio la struttura dello Stato, ma – a quanto pare – al momento sta puntando sui soliti noti mantenendo intatti i privilegi di tanti. “Avremo” la lotta all’evasione, “forse” diminuiremo la province, “forse” ridurremo anche le regioni, “poi” razionalizzeremo le spese per consulenze, “poi” ridurremo le macchine blu, poi … ma intanto tagliamo sugli statali e sui “privilegi” degli invalidi al 75% che sono diventati “falsi” oppure sani. Da un anno il Ministro Brunetta ha raccontato indisturbato alla Nazione che gli impiegati dello Stato sono “fannulloni” e poi ha raccontato che ci sono tanti falsi invalidi. Risultato: blocchiamo gli stipendi di tutti gli statali e dichiariamo con una legge “sani” gli invalidi al 75% (cioè a dire persone a cui mancano le gambe o affetti da sindrome di Down). Non i falsi invalidi, ma invalidi veri al 75% di invalidità; cioè a dire persone amputate di arti e similari ai quali si nega la stratosferica cifra di 250 euro al mese. Per altro realizzando così il più grande miracolo di tutti i tempi: una guarigione di massa che potrebbe far invidia al Padre Eterno.
    Non le viene in mente che bisogna cominciare a vergonarsi?

    12 giugno 2010 | #

  5. AURIM scrive

    Caro Antonio – ma come facciamo a cambiare la struttura funzionale dello Stato Italiano se nemmeno all’interno della nostra coalizione di Governo siamo in accordo tra le anime che lo compongono? Ci vorrebbe una coalizione molto coesa e mai distratta da vari attacchi evidenti e subdoli che gli vengono fatti da più parti. Capisco che è difficile ma bisogna abbandonare tutti gli ascolti verso tutti quelli che attaccano la maggioran za (?) e tirare diritti lungo il cammino dettato dal programma di Governo e basta. Se poi c’è qualcuno che, oltre alle opposizioni, mette i bastoni tra le ruote che si faccia accomodare verso l’uscita perchè ormai non c’è più tempo da perdere. Le elezioni sembrano lontane, ma invece sono vicinissime e, se non corriamo ai ripari ripartendo e unificando dalla base FI ed AN in un vero unico partito radicato sul territorio, prepariamoci ad una eventuale sconfitta perchè a nulla varranno le alchimie del pur bravissimo Berlusconi.

    9 giugno 2010 | #

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