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Manovra correttiva “ottimistica”

Antonio Palmieri

Scritto da Antonio Palmieri | 1 giugno 2010 | Prima Pagina

Ora che il testo definito della manovra c’è, comincia il lavoro parlamentare, dal Senato. Al di là delle polemiche resta acquisito che: nessuna nuova tassa, tagli agli sprechi, rinnovata lotta all’evasione fiscale, riduzione della burocrazia per le imprese. E, ovviamente, conti pubblici in ordine contro eventuali attacchi speculativi.

Riflessione finale: questa manovra di correzione è contro una nuova crisi, quella generata un mese fa dall’attacco della speculazione contro i debiti pubblici degli Stati, a partire dalla Grecia. La crisi innescata dai mutui americani due anni fa era un’altra cosa, che è stata affrontata dal governo mettendo al sicuro i risparmi dei cittadini, allargando le protezioni sociali ai lavoratori che ne erano privi, con incentivi mirati ai settori più deboli, il tutto mantenendo in sicurezza i conti pubblici. Oggi affrontiamo una vicenda nuova.

Esortare all’ottimismo, ieri come oggi, non significa negare l’evidenza ma ha due scopi, uno di “metodo” e uno di merito. Metodo: se ci si demoralizza, si rinuncia a fare, progettare, investire. Merito: se chi non ha subito diminuzioni del reddito – dipendenti pubblici, pensionati, ecc. – si spaventa e smette di “consumare”, la domanda interna crolla e dunque l’economia reale salta.

Commenti

Commenti Commenti (6) |

6 Commenti »

  1. Francesco Tarallo scrive

    nella manovra correttiva c’è una sola cosa giusta da fare subito, eliminare questa barbaria della finestra sulle pensioni, perchè Maurizio, ha perfettamente ragione, coloro che dovrebbero andare in pensione nel 2011 sono circa 1 milione di persone, di cui il 70% ancora al lavoro e quindi con lo stipendio più o meno garantito, mentre il 30% sono quelli che essendo stati espulsi in questo periodo di crisi, si troveranno senza pensione e senza stipendio. Questa la chiamata giustizia sociale? Posso capire per quelli che hanno ancora il lavoro e quindi possono aspettare ancora un anno (saremo in piena ripresa) ma quelli che sono ormai tagliati fuori come sopravviveranno? Perchè il governo non congela per almeno 3 anni il finanziamento pubblico ai partiti, perchè non congela per almeno 3 anni il contributo ai quotidiani che sono altri 500 milioni di euro recuperabili? Possibile che il PDL vuole perdere le prossime elezioni? La gente non dimentica chi gli fa del male. Possibile che non c’è una soluzione per tagliare il costo della politica, possibile che non si può mandare a casa almeno il 50% dei consiglieri d’amministrazione negli Enti Pubblici e regionalei e comunali. Questa manovra è iniqua solo per questo.

    19 giugno 2010 | #

  2. claudio scrive

    A me invece da’ fastidio che siano messe certe misure di controllo sull’evasione fiscale che Bersani al tempo di mortadella introdusse e poi vennero subito tolte da questo governo. Mi riferisco alla tracciabilità dei pagamenti. Non accetto l’idea che Tremonti si abbassi così.

    7 giugno 2010 | #

  3. Franco Faranda scrive

    “se chi non ha subito diminuzioni del reddito – dipendenti pubblici, pensionati, ecc. -”

    Mi scusi, ma sapere che per i prossimi tre anni il reddito è bloccato, quando l’aspettativa era di un modesto aumento, non è una diminuzione del reddito?
    In ogni caso debbo ragionevolmente aspettarmi servizi di minor qualità ai quali dovrò sopperire con il mio reddito bloccato. Questo significa che debbo prepararmi a stornare una quota dei miei modesti introiti per far fronte a questi possibili disservizi. Magari non ci saranno, ma un padre di famiglia attento prova a prevenire per non essere costretto ad indebitarsi.
    È evidente che se l’ingresso in tangenziale sarà a pagamento, se l’aumento della benzina non sarà in qualche modo compensato da quel modesto aumento contrattuale, dovrò razionalizzare la mia spesa, ed eventualmente usare la macchina di meno. Questo non è allarmismo, ma sanissima economia familiare. Probabilmente un parlamentare non riesce a percepire questa realtà perché malgrado abbia molte spese, ha altrettanti privilegi che gli consentono un alto tenore di vita anche se chiamato a contribuire con una decurtazione del 10% (nessuno mi ha ancora spiegato la reale entità di questo “contributo” rispetto ai privilegi che continuano a mantenere). Per una famiglia monoreddito e con uno stipendio “sicuro” di 1300 euro, la mancanza di quei 50 euro al mese per i prossimi tre anni, costituiscono un problema molto più elevato della decurtazione del 10% a chi di euro al mese ne incassa 10 o 15 mila.
    Allora per favore non minimizzate. Nessun si oppone al rigore, siamo pronti a fare la nostra parte. Spiace che chi sta meglio di noi è restio a rinunciare ai tanti privilegi quotidiani (e non riesco a stilare una lista perché non li conosco tutti).

    2 giugno 2010 | #

  4. AURIM scrive

    Sapere subito quello che succederà con questa manovra nemmeno con
    la palla di vetro si potrebbe sapere, non avendo altre alternative conviene
    pensare al meglio nel peggio, ma non ci sono segni marcati di una vera equità ovvero che le categorie meno abbienti(ossia quelle al disotto dei mille euro)siano in qualche modo salvate. Ma che fine ha fatto tanto per esempio la no tax area?

    1 giugno 2010 | #

  5. Maurizio scrive

    Non direi “nessuna nuova tassa” io ne pagherò una di ben 20800 euro,(ovvero la mancata corresponsione della pensione) la tassa piu cara in assoluto nella mia vita, sono in mobilità e raggiungero i 40 anni di contribuzione a novembre 2011 quindi andando in pensione un’anno dopo aver raggiunto i requisiti e non avendo un lavoro (chi ti assume a 50 anni?), dovro tirare la cinghia e dare fondo ai risparmi per sopravvivere, che dire aprirò la “finestra” e butterò il certificato elettorale.

    1 giugno 2010 | #

  6. flaminio cozzaglio scrive

    secondo me è sbagliato instillare OGGI il dubbio : se puoi consuma come prima sennò falliamo . E’ da sempre così l’economia occidentale .

    1 giugno 2010 | #

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