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Libertà di stampa – Promemoria per chi scende in piazza

Antonio Palmieri

Scritto da Antonio Palmieri | 2 ottobre 2009 | Prima Pagina

“In questo paese la libertà di stampa e di informazione non è in nessun minuto della giornata messa minimamente a rischio”. Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, on. Paolo Bonaiuti, ha risposto in aula al Senato a un’interpellanza del Partito democratico sullo stato di salute della libertà di informazione in Italia.

“Quello che si percepisce nel centrosinistra – ha aggiunto Bonaiuti – è un reale stridio delle unghie sui vetri perchè non c’è nessun appiglio a ciò che il senatore Zanda (che ha illustrato l’interpellanza, ndr) dice. Basterebbe che domani mattina lei o altri colleghi scendesse all’edicola e comprasse un fascio di quotidiani e riviste. Sono disposto anche io a partecipare alla lettura per farvi rendere conto di come questo pericolo della libertà di stampa non esista. Se ritiene che questo pericolo si possa estendere alla tv o alla radio, possiamo metterci dalle 18,30 in poi a guardare i diversi tg, passando poi sui talk show e sull’informazione televisiva della prima e seconda serata per renderci conto in concreto di come stanno le cose”.

Bonaiuti ha snocciolato alcuni dati a sostegno del suo ragionamento: “Siamo intervenuti mettendo a disposizione, cosa che non è avvenuta per nessun altro settore, dieci milioni di euro per i giornalisti a sostegno della cassa integrazione. Lo stesso abbiamo fatto per i periodici. Poi è stato aperto un tavolo di trattative e abbiamo sollecitato gli editore a intervenire per frenare l’esodo di cronisti dalla carta stampata. Nel 2009 il dipartimento editoria ha erogato 206 milioni di euro per contributi diretti alla stampa.

Abbiamo sostenuto – ha aggiunto Bonaiuti – 450 testate, tra cui anche l’Unità con 6,3 milioni di euro, Il Manifesto con 4,3 milioni, Avvenire con 6 milioni, Europa con 3,5 milioni, Il Riformista con 2,5 milioni, Il Foglio con 3,5 milioni, Libero con 7 milioni. Sono stati erogati 21 milioni per contributi alle emittenti radiofoniche. Vogliamo aggiungere anche i rimborsi delle tariffe postali agevolate? Bene, abbiamo distribuito 273 milioni di euro. Anche a giornali che non sono ritenuti fiancheggiatori del governo”.

E ancora: “Voi state qui e protestate contro l’infrazione della libertà di stampa, mentre l’Agcom ci ha lodato per sensibilità istituzionale e trasparenza”.

Quindi ha proseguito con l’elenco delle attività messe in atto dal governo. “Il dipartimento per l’editoria ha speso 6 milioni di euro, più altre risorse (6-8 milioni) da altre amministrazioni centrali dello Stato. Il 15 luglio 2009 il Consiglio dei ministri ha promosso una giornata per la promozione della lettura ed è stato deciso di mandare in onda una serie di spot e di pubblicità per sostenere la lettura dei quotidiani, con una spesa di 2,4 milioni. Abbiamo in mente anche – ha aggiunto il sottosegretario -, e ne abbiamo parlato con Fnsi e Fieg, di distribuire gratis copie di giornali a un certo numero di giovani meritevoli sotto i 18 anni. Quindi lavoriamo per gli Stati generali dell’editoria”.

Insomma, “non abbiamo niente di cui ci dobbiamo rimproverare. Abbiamo sempre agito per il meglio come un governo deve fare. Mi stupisco – ha concluso Bonaiuti – che l’opposizione a corto di argomenti ricorra a questa panzana della mancanza della libertà di stampa, danneggiando il prestigio dell’Italia all’estero e ponendoci al livello di paesi che questa libertà non riconoscono”.
A proposito della polemica sulla libertà di stampa vorremmo invitare i giornalisti stranieri, che tanto ci criticano, ad andare in edicola e acquistare giornali e riviste. Dopodiché la sera, se avranno ancora pazienza, li invitiamo ad accendere la televisione e saltare da un programma all’altro per vedere se davvero non c’è libertà di informazione.

Commenti

Commenti Commenti (4) |

4 Commenti »

  1. Paolo Catalani scrive

    Sono d’accordo coni Emilio. D’altro canto, se la stampa va male la colpa non è nostra. di chi, da decenni, come me, non compra un quotidiano. Quando lavoravo non mi era concesso raccontare balle o fare fesserie, avrei pagato di persona un conto salato. Tempo fa avevo mandato su facebook quanto segue: La legge punisce i fabbricatori e spacciatori di banconote false. La legge non punisce i fabbricatori e spacciatori di notizie false. Pare ci sia bisogno di chi zappa la terra. Speriamo.

    20 ottobre 2009 | #

  2. emilio scrive

    non capisco perchè si devono spendere tanti soldi per sovvenzionare i giornai. non sarebbe meglio meglio darki ai pensionati questi soldi?

    18 ottobre 2009 | #

  3. flaminio cozzaglio scrive

    Governi e Giornali

    Martedì 13 il Corriere nasconde in 17ma pagina un’incredibile (per noi) notizia : criticato da mesi (!) Obama , nobel della pace e presidente Usa , tronca i rapporti ufficiali con la Tv di Murdoch Fox News ,
    “perché spaccia opinioni per fatti . Per questo motivo deve essere considerata un partito , non una Tv . E quindi basta interviste col presidente , limitate coi funzionari : li tratteremo come un partito d’opposizione , poiché stanno conducendo una guerra contro Barack Obama e non possiamo far finta di pensare che questo sia il comportamento legittimo di un organo d’informazione .”
    Fox News quando va bene raggiunge 1,2 milioni di spettatori su 300 milioni di abitanti , in Italia sarebbero 240 000 su 60 milioni !
    Ogni confronto con quanto scrivono Repubblica/Espresso soprattutto , e molti altri , nonché la televisione di Stato , su Berlusconi , è superfluo . Faccio solo tre considerazioni .
    Tutti i giornalisti italiani raccontano scientemente balle colossali quando ci traducono che B. è l’unico politico al mondo a lamentarsi della “cattiva” stampa .
    Tutti i giornalisti italiani raccontano scientemente balle colossali quando ci traducono che i loro principali confratelli esteri vedono come anormale il giudizio che B. dà sulla stampa di casa .
    Nessun giornalista italiano di conseguenza è credibile quando ci racconta che tutti i principali giornali stranieri condannano la politica di B.
    Mi compiaccio solo che abbiano smesso di scrivere che B. è malvisto e disprezzato dagli altri Capi di Stato : ma solo perché è più facile truccare le parole che l’evidente comportamento .
    .

    Cremona 14 10 2009 Flaminio Cozzaglio

    14 ottobre 2009 | #

  4. Max scrive

    Manca la liberta’ di informazione in Italia,mi viene da ridere.c’e’ stao annozero con la D’addario?punto c’e’ Fazio su rai3.bah lasciamoli perdere.
    Piuttosto la cosa preoccupante sono i 750 Mio EURO richiesti da un magistrato disinistra.Quindi rapida approvazione della legge sulla giustizia ,i magistrati diventano organo dello stato e chi sbaglia paga.Anche se emetti una sentenza ingiusta dopo 20 anni sul lodo mondadori.Punto e basta.Eppoi ci vuole subito una manifestazione di piazza da 3-4 milioni di presone.Slt Max Riccione

    4 ottobre 2009 | #

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