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Legittimo impedimento. Alcune considerazioni

Antonio Palmieri

Scritto da Antonio Palmieri | 3 febbraio 2010 | Prima Pagina

Legittimo impedimento: alcune considerazioni dopo il dibattito alla Camera.

1.      Un tempo nella cultura della sinistra non vi era spazio per il giustizialismo. Nell’Assemblea costituente Lussu e Terracini sostennero la necessità dell’immunità parlamentare, perché se la magistratura deve essere indipendente dal potere politico, anche il potere politico deve essere tutelato da possibili atti persecutori della magistratura. 

2.      Oggi il PD persegue con tenacia la via giudiziaria, alla ricerca disperata di uno strumento per minare la stabilità del Governo, continuando a ricorrere a quei magistrati che da quindici anni cercano di ribaltare il voto popolare.

3.      La proposta di legge sul “legittimo impedimento” è una norma transitoria, che costituisce un ponte verso la futura riforma costituzionale per la sospensione dei processi per le alte cariche. Sarebbe irragionevole lasciare che nel frattempo continuino processi iniziati o proseguiti durante l’iter della riforma.
Questa norma è costituzionale perché anche la Corte costituzionale ha posto l’accento «sull’ampia discrezionalità di cui gode il legislatore nel regolare in via transitoria il passaggio tra sistemi normativi anche processuali».

4.      Anche oggi gli impegni istituzionali e politici del Presidente del Consiglio costituiscono un legittimo impedimento riconosciuto in molti tribunali italiani. La legge introduce una regola certa rispetto agli impedimenti del Presidente del Consiglio, a causa di talune decisioni della magistratura, secondo le quali sta al giudice valutare, caso per caso, la rilevanza dell’impegno del Capo del Governo. Così si è determinato una vera e propria interferenza della magistratura sull’attività dell’Esecutivo e sulle sue capacità operative.
Nel conflitto tra funzionalità dell’Esecutivo e tempi del processo il giudice dovrà, da ora in poi, dare la prevalenza alla prima.

5.      Spetta soltanto al popolo decidere chi deve governare, e non a qualche magistrato o a quella parte della magistratura che, ancora pochi giorni fa, ha dimostrato con un atto politico la propria radicata inimicizia nei confronti del Governo e del Presidente del Consiglio.

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Commenti

Commenti Commenti (8) |

8 Commenti »

  1. MAFALDA scrive

    le leggi le fa il governo non i magistrati se qualche legge non va bene si ricorre al decreto legislativo un emendamento di cui va discusso ,ritengo che l!immunità parlamentare venga applicato solo a quei reati di di cui si può apettare dopo il mandato istituzionale (evasori fiscali ecc…..) mentre quelli gravi come ,sfruttamento,violenze ,omicidi,maltrattamenti,corruzione, un un politico che deve rappresentare il bene del popolo non può dare cattivi esempi ,deve subbito dimettersi dall!incarico ,non potrei capire ,che esempio può dare.Sia ben chiare io non giustifico nessun reato però si può aspettare per punire quei reati che richiedono tempo

    11 febbraio 2010 | #

  2. claudio scrive

    Io pongo un’altra questione: purtroppo c’è un processo (Mills) che va avanti senza il premier ed è ormai giunto in cassazione. Nel caso di di condanna definitiva a Mills (il corrotto) ci sarebbe un problema nell’avere un Presidente del Consiglio moralmente corruttore, anche se formalmente non condannato. Penso in molti riterrebbero insostenibile la permanenza di una alta carica dello Stato con questa condanna “morale”, anche di fronte all’opinione internazionale. Sarebbe poco sostenibile la tesi che Berlusconi non è stato condannato e quindi è innocente. Certo si può parlare di toghe rosse, però tre gradi di giudizio non sono uno scherzetto. Speriamo che Mills venga assolto con formula piena…

    Io se mi ritenessi innocente e perseguitato preferirei andare a difendermi in tribunale, magari proporrei una legge per dare la precedenza assoluta ai procedimenti giudiziari nei miei confronti in modo di poter fare chiarezza in modo celere ed incassare la stima di tutti gli Italiani, perchè di fronte a un Presidente del Consiglio che si difende in tribunale e poi pienamente assolto tutti si toglierebbero il cappello, opposizione compresa, e forse sì che potremmo superare il 50%! E poi nessuno potrebbe dire che Berlusconi non si fa processare, anzi dovrebbero dire il contrario e rimangiarsi tutto. Sarebbe la spallata finale. (che poi se le danno da sole quelli…)

    Non so se in caso di condanna definitiva a Mills riuscirei invece a dargli ancora il mio voto, senz’altro mi porrei una questione morale.
    Non è meglio correre ai ripari prima?

    Saluti.

    6 febbraio 2010 | #

  3. aurim scrive

    Adesso bisognerebbe saperne di più per poter entrare nel merito e saper cercare nelle pieghe delle leggi- non crede sig. LEOGAN? Sempre modestamente e senza offesa.

    È quindi consentito: sottoporre ad indagini i parlamentari senza richiedere l’autorizzazione della Camera di appartenenza, arrestare il parlamentare in presenza di una sentenza irrevocabile di condanna e mettere in arresto il parlamentare nel caso in cui sia colto nell’atto di commettere un reato per cui è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza.

    Mentre non è consentito all’autorità giudiziaria, senza la preventiva autorizzazione della Camera: sottoporre a perquisizione personale o domiciliare il parlamentare, arrestare o privare della libertà personale il membro del Parlamento ad eccezione di una sentenza irrevocabile o della flagranza, e procedere ad intercettazioni delle conversazioni o comunicazioni e a sequestro della corrispondenza.

    4 febbraio 2010 | #

  4. aurim scrive

    Caro Antonio
    Forse non si è molto bene spiegato, e lo si dovrà fare, che non per tutti i crimini i processi possono essere sospesi, anche per le personalità interessate dal legittimo impedimento, quindi io penso che il caso prospettato dal sig. Leogan non sia attuabile e, non è che se la Personalità in questione se rieletta si possa rimandare sine die il processo. Per correttezza bisognerebbe leggere il contenuto del DDL- dimenticavo però che tu hai detto che questa norma sarà transitoria (per quanto) nelle more di una nuova legge che faccia giustizia nella Giustizia.

    4 febbraio 2010 | #

  5. Leogan scrive

    Insisto su un punto:
    finito il mandato il processo si tiene IN OGNI CASO?
    Oppure la legge e’ di nuovo applicabile in caso di nuova nomina a Ministro o Presidente del Consiglio?
    E in ogni caso, cosa accade alla formazione delle prove nel frattempo?
    Si puo’ consentire l’incidente probatorio?

    4 febbraio 2010 | #

  6. Antonio Palmieri scrive

    Chiarisco che la legge non cancella il reato nè lo prescrive. Semplicemente rinvia a dopo il mandato il processo. In Francia avviene così: Chirac, terminatoil mandato presidenziale, è ora sotto processo.

    4 febbraio 2010 | #

  7. Leogan scrive

    Vorrei sommessamente far notare che si sta introducendo un concetto pericolosissimo in una democrazia:
    se una persona e’ accusata di aver commesso un reato (esempio estremo: ammazzare un’altra persona)
    e poi diventa Ministro o Presidente del Consiglio, chiunque esso sia, se continua a venire eletto o designato, il processo non si fara’ mai.
    Che fine fa’ il diritto dei danneggiati a vedersi riconosciuta giustizia?
    Considerate che nel processo penale la prova si forma durante il dibattimento.
    Per cui se il processo viene sospeso magari i testimoni possono morire di morte naturale (taccio di altre ipotesi), alcune prove documentali svaniranno….
    A voi sembra sensato?
    E poi secondo me e’ anche incostituzionale proprio perche’ nega perpetuamente (come eventualità) la capacità di dare giustizia ai danneggiati.

    Se in quel caso il parente di un morto decidesse di fare da solo?
    E poi si facesse eleggere in Parlamento?

    La china della giustizia negata e’ sempre molto pericolosa una volta intrapresa…

    3 febbraio 2010 | #

  8. aurim scrive

    E’ una materia difficile da trattare sopratutto a forza di cambiare qualche frammento degli ordinamenti si arriva a non raccapezzarcisi più. Comunque secondo me e molto modestamente, i famosi padri costituenti che conoscevano già i loro polli ossia noi italiani, hanno posto dei limiti alle due più importanti caste dello Stato Italiano ossia i Parlamentari e i Giudici. Perchè è stata modificata al norma che prevedeva l’immunità parlamentare ed ora ci si accorge che andava bene anzi benissimo ed al suo posto si vuol far passare il Lodo bla bla bla o altro? Il parlamento deve seguitare a leggiferare ed i Giudici ad applicare le leggi senza interpretazione di sorta. Se le leggi non vanno bene si presenta un istanza ad una commissione apposita che se serve e se il Parlamento è d’accordo si passa alla modifica. Nessuna legge deve essere immodificabile ed intoccabile, persino l’innominabile Costituzione Italiana che sembra sempre meno aggiornata man mano che passa il tempo e la società cambia. Il discorso è lungo ma per giusta modestia è bene che mi fermi quì.

    3 febbraio 2010 | #

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