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Le proposte dei finiani…

Antonio Palmieri

Scritto da Antonio Palmieri | 20 ottobre 2009 | Prima Pagina

 Ho ricevuto molte mail sdegnate di nostri elettori, contro le proposte di Fini, Urso, Perina e altri in merito a cittadinanza agli immigrati, ora di religione islamici, voto agli stranieri per le amministrative.

Anch’io non sono d’accordo nel merito e nel metodo ma ti invito a riflettere sui seguenti punti:
  • Fini e Urso presentano idee e proposte legittimamente e come è nel loro pieno diritto. Esse però non sono le proposte del PDL, che è unito e vincolato dallla realizzazione del programma elettorale, quella che noi chiamiamo la “moralità del fare”.
  • Per il PDL parlano gli atti del governo e quelli in Parlamento: inasprimento della lotta contro i clandestini, reato di clandestinità, giro di vite contro il terrorismo islamico, ecc.
  • A differenza del PD, dove chi, vedi Paola Binetti, esprime opinioni divergenti viene emarginato e invitato ad andarsene, noi invece siamo per dare rispetto e cittadinanza a tutte le idee e le opinioni espresse con rispetto. Non dobbiamo spaventarci per la diversità di vedute, ma cogliere l’occasione per approfondirle e discuterle. Da noi la libertà di pensiero è sacra davvero.  Ovviamente da qui a farle diventare la proposte politica del PDL ce ne vuole…
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Commenti

Commenti Commenti (10) |

10 Commenti »

  1. Franco scrive

    La cantilena ricorrente del PD è che Il Governo Berlusconi non abbia prodotto ancora nulla per il bene del Paese. Per le sinistre l’Italia è ferma. So bene che non è così. Gli italiani che non seguono le vicende governative sono disorientati dal battage propagantistico orientato a sminuire l’azione governativa. Anche se il Governo facesse i miracoli – come ha già fatto – non avrà dalla cosiddeta opposizione nessun riconoscimento. Stando così le cose, propongo che Il PDL raggiunga anche le contrade più sperdute della penisola, non soltando con manifesti affissi sui muri, ma anche con filmati chiarificatori (alla TV – sulle piazze) che elenchino e dimostrino alla gente quanto di buono il Governo Berlusconi ha fatto e si accinge a fare a breve tempo. Se necessario mi renderò disponibile per impedire che la cagnara delle sinistre soffochi le voci e le iniziative del Governo.

    29 ottobre 2009 | #

  2. Alberto Bertoni scrive

    Chi mi conosce sa che la mia unica forma di razzismo è fra gente per bene e “il resto”; poi mi si può criticare su dove pongo la linea di demarcazione, ma questa è un’altra storia: ad esempio io sono favorevole ai lavori forzati per trent’anni per chi spaccia droga e certo molte “anime linde” mi sputerebbero in faccia, ma ho diritto alle mie opinioni e sono arciconvinto che le cose andrebbero meglio se invece di interessarsi di puttanate emerite, gli organi della giustizia (uso volutamente il minuscolo, per esprimere sfiducia) dovrebbero concentrarsi su cose ben più serie, ma questa è un’altra storia.

    Riguardo all’immigrazione io affermo quanto segue:

    1) IMMIGRAZIONE per MOTIVI ECONOMICI: c’è chi vuol guadagnare di più e viene in Italia con la speranza di realizzare questo sogno. Libero di farlo, però qui DEVE RISPETTARE LEGGI, USI e COSTUMI. Comunque vorrei poi che qualcuno facesse un semplice conto economico per capire cosa rende e cosa costa quel tipo di immigrazione che, vale la pena ricordarlo, quando va bene, ha come atto finale l’invio di notevoli somme di denaro all’estero e quindi qualcuno mi spieghi cosa ci guadagna l’Italia, tasse (quando le pagano) a parte. Naturalmente niente case, asili e quant’altro gratis: se io vado all’estero con la mia famiglia mi fanno pagare tutto, quindi questo deve valere anche qui. Poi vorrei capire se è proprio vero che certi lavori gli Italiani non li vogliono fare e mi chiedo se non è che certi imprenditori sono favorevoli a quell’immigrazione per “spendere meno”. Mah!
    2) IMMIGRAZIONE per ASILO: sono per le porte aperte anche se dovrebbe essere la EU ad accogliere e non solo l’Italia perché è più “a portata di barca”. Credo comunque che siano pochi gli immigrati seriamente in cerca d’asilo e, in ogni caso, occorrono regole perché se scoppia una guerra in Africa, ad esempio, non possiamo prendere tutti.
    3) IMMIGRAZIONE per MOTIVI FAMILIARI: un Italiano sposa una Messicana, ad esempio, e quindi la moglie deve entrare di diritto e, sempre di diritto, deve poter chiedere la cittadinanza dopo un ragionevole periodo che escluda trattarsi di un matrimonio di comodo. Io da vent’anni sono sposato con una donna di Singapore e non ci vedrei niente di male se chiedesse -come ancora non ha fatto- la cittadinanza Italiana: capisce il dialetto romagnolo oltre all’Italiano, sa fare la piadina, lavora e spende qui i soldi che guadagna. Peraltro sostiene che non è giusto concedere il diritto di voto agli immigrati e quindi , caro Fini, Urso, eccetera…pensateci un po’ prima di parlare!
    4) IMMIGRAZIONE per SCELTA di VITA: io ho viaggiato tutto il mondo e la mia originaria esterofilia si è trasformata in sano -pur se disincantato- nazionalismo perché in Italia si vive bene. Cultura, arte e quant’altro fanno sì che il nostro sia un grande Paese. Molti anni fa conobbi un ricco cittadino Sudafricano che si era acquistato -beato lui- una villa a Fiesole: beh, forse aveva capito tutto. Poi ho un amico Svedese che due volte all’anno viene in auto in Italia a godere dei nostri piccoli piaceri come bersi un cappuccino ad uno dei tavolini all’aperto di un bar in Piazza Navona a Roma. Potrei continuare a lungo. Intendo dire che qualcuno che possa permetterselo e che voglia venire a godere del nostro stile di vita (certo più godibile di quello di tanti altri Paesi) dovrebbe essere il benvenuto. Però niente cittadinanza. Poi se un cittadino straniero rende un grande servigio all’Italia, allora parliamone, ma sono casi rarissimi.

    Rimangono due punti fermi e cioè:

    Punto A) Il rispetto di LEGGI, USI e COSTUMI: nessuno può essere autorizzato a venire in Italia ed a voler vivere come se fosse al suo Paese…altrimenti che rimanga dov’è. Questo vuol dire che non si gettano i Crocifissi dalle finestre, che il menù per tutti in scuole e ospedali non va cambiato, che i veli li lasciano nel cassetto, eccetera. Chiaro? Volete stare in Italia? Bene, vestitevi e comportatevi da Italiani perché quello è l’inizio dell’integrazione! Chi gira per strada col sottanone e la papalina in testa non mi si dica che vuol farsi Italiano!
    Et capì, Fini?!

    Punto B) La Cittadinanza Italiana deve essere riservata agli Italiani nati da genitori Italiani e come tale il diritto di voto deve essere riservato a loro. Nell’antica Atene c’erano Ateniesi e Meteci: i primi erano tenuti a difendere la Polis in caso di guerra, i secondi no. In compenso i secondi non avevano i diritti dei cittadini Ateniesi ma potevano rimanere per lavorare. Così dovrebbe funzionare anche qui: ma ve lo immaginate Mustafa o Alì o Nonsochi “fatto Italiano” da un’eventuale insensatissima legge di Fini & C. che, se chiamato alle armi per difendere l’Italia da un eventuale attacco -ad esempio- Iraniano, punta il fucile contro i suoi cari correligionari? Beh, provi l’augusto Fini a rispondere a questa semplice domanda e ricordi che l’Inno d’Italia -pur sputtanato da un indegno produttore di calzini- dice, fra l’altro, “…siam pronti alla morte, l’Italia chiamò!”.

    Dai, Fini, cum c’us dis in Rumegna, daj un taj!

    Alberto Bertoni

    29 ottobre 2009 | #

  3. mirta scrive

    Per quanto riguarda il Presidente Fini… tanto di cappello per la velocità di trasformazione del pensiero attinente l’immigrazione e sui temi dell’integrazione; sconvolgente il cambio di direzione delle sue idee politiche sedendosi ugualmente sullo scranno della Camera e mantenendo tutti suoi poteri conferitigli dal SUO popolo sovrano che lo ha eletto democraticamente e che oggi non rappresenta più il suo pensiero.
    Sinceramente troverei coerenti le sue dimissioni poi sarei disposta ad ascoltare il suo libero pensiero, perché oggi avendo il vantaggio di parlare da Presidente, che inevitabilmente ha un canale di ascolto privilegiato, non avrebbe la stessa risonanza se fosse un semplice politico.
    Quindi questo privilegio di libertà di pensiero di idee ecc.ecc.., che tu gli concedi, io non glielo riconosco.
    Inoltre leggendo e ascoltando le sue ultime dichiarazioni ho la percezione che “l’integrazione” sia una problematica degli italiani che sono obbligati a integrarsi e adattarsi ad una cultura e ad una società straniera e non il contrario, cioè alla fine noi siamo ospiti nel nostro territorio……è inammissibile!
    Queste riflessioni arrivano al Presidente della Camera?

    21 ottobre 2009 | #

  4. Tramontano scrive

    Io penso che senza discriminare nessuno sia giusto che “paese che vai ambiente che trovi”. Non si può dare liberta a vanvera a gente che comunque non rispetta la nostra libertà. Se noi andiamo nei paesi islamici in ferie ci velano subito per poter transitare in strada. Per contro, loro da noi restano velate anche se la nostra cultura è diversa. Io dico che non si può cauzionare da noi la loro religgione se loro non accettano la nostra. Nel nostro paese sono le nostre idée e leggi che primano, non le loro.. le loro le rispettiamo in casa loro non è giusto ?
    Non bisogna cacciare via gli stranieri dal nostro paese, basta solo dare più importanza ai nostri concitadini.
    Stiamo ben attenti,,, più lasciamo campo libero all’Islam più l’Islam ci invdera, credettemi è complicata la situazione ma è così. Nell’era dove il razzismo e la differenza sarebbe dovuta scomparire per dare spazio all’amore del prossimo stiamo andando indietro.

    20 ottobre 2009 | #

  5. Sabatelli Giovambattista scrive

    Che Fini e famiglia abbiano libertà di pensiero, non lo metto in dubbio. Non riesco a comprendere, però, le motivazioni che li portano a fare certe affermazioni atte solo a distogliere l’attenzione dalle operazioni in corso del governo. Agendo in questa maniera, si mettono i bastoni fra le ruote e si aiuta l’opposizione, ovvero si lavora per il re di Prussia. A chi giova?
    GB Sabatelli

    20 ottobre 2009 | #

  6. Paolo scrive

    E’ giusto e comprensibile che all’interno di un partito vi siano opinioni e diverse, anzi è auspicabile.
    Però certi atteggiamenti, ripetuti e continui finiscono, in primis, per dare argomenti all’opposizione, ma soprattutto, quando gli argomenti messi in campo non hanno ne capo ne coda, danno la sensazione che siano studiati solo per farsi notate.
    Quando il carisma non lo si ha! Non ce lo possiamo inventare!

    20 ottobre 2009 | #

  7. aurim scrive

    Non è possibile che i nostri eletti ove collocati possano fare fughe in avanti, ed anche di lato, per quello che riguarda il programma delle coalizione stella polare per l’indirizzo del voto degli elettori. Se qualche Onorevole vuole fare delle proposte divergenti o in aggiunta al program ma esistono solo due strade: far fare un dibattimento in periferia a partire dai circoli di base e applicare il risultato oppure indire referendum popolari. E’ ora di smetterla che una volta per uno i nostri eletti dicono in pubblico cose diverse da quelle previste dalla coalizione. Se Essi non sono più d’accordo con questo nessuno li trattiene a forza sulla poltrona, e alle brutte sotto un altro. Questo non vuol dire caserma ma soltanto essere coerenti con se stessi. A proposito con l’occasione abolirei anche il gruppo misto parlamentare rifugio ed approdo da transfughi da ogni Partito. La POLITICA deve essere ricondotta e governata dalla base.

    20 ottobre 2009 | #

  8. Franco scrive

    Mi piacerebbe si riflettesse sul diverso approccio alla cittadinanza proposta da Fini e company. Solo su quella perché per l’ora di religione islamica non credo sia il caso di discuterne. Anzi bisognerebbe discuterne anche a lungo, ma il discorso è così articolato che non mi sento di affrontarlo. Viceversa spostare l’attenzione per gli aspiranti cittadini dal numero di anni ad un esame della loro integrazione, mi sembra opportuno.
    All’interno della parola “immigrati” è ricompreso un mondo assai variegato che necessita di risposte differenziate. Ma vorrei sottolinearne una soltanto e proporre quasi una “cittadinanza obbligatoria”. Conosco ragazzi – conosco perché li frequento e li ho seguiti in un percorso formativo e di integrazione – nati in Italia da genitori africani, che hanno studiato in Italia, hanno terminato di frequentare la scuole dell’obbligo, parlano e scrivono correttamente italiano , francese e inglese, sono di religione cattolica e frequentano la parrocchia. In questi casi credo che la cittadinanza italiana dovrebbe essere quasi un obbligo. E’ evidente che uso una parola “forte”, intendendo che dovrebbe essere quasi automatica. Dietro presentazione del certificato di studio, la si dovrebbe ottenere in 24 ore, più o meno come la carta d’identità. Del resto questi ragazzi sono italiani. Non conoscono più i loro dialetti e le loro tradizioni, ma giocano con i nostri figli, vanno assieme al cinema, in parrocchia, in vacanza. Ce ne sono tanti. Perché non pensare ad un percorso davvero agevolato per chi ha dimostrato, attraverso un normale percorso di studio, il suo inserimento nella società e nella vita italiana?

    20 ottobre 2009 | #

  9. giuseppe scrive

    a Bologna gli stranieri hanno usufruito di tutti i vantaggi costruiti dalla nostra democrazia per la casa, scuola, lavoro, assistenza sanitaria, assistenza sociale, pranzi scolastici divisi tra occ/musulmani, moschee, libertà d’azione, in cambio abbiamo avuto violenze/stupri su minori, minacce, accoltellamenti (l’ultimo in via Irnerio tre notti fa con 1 morto), richiesta di moschea più grande d’Europa, le donne girono col burka, altre sono picchiate e si rifugiano al pronto soccorso, spaccio di droga, occupazione di svariati negozi tutti frutta/verdura, pizzerie d’asporto, (mentre sono spariti elettricisti, ciabattini, mercerie, macellerie, cartolerie, panifici); abbiamo quartieri occupati da etnie: cinesi alla Bolognina, pakistani quartiere S. Vitale, tunisini e marocchini zona universitaria e stazione, rom/zingari vivono con 1000 espedienti all’interno dell’osp. S. Orsola tanto che ieri il mobility/manager della direzione sanitaria sul Resto del Carlino ha affermato: non sappiamo più come mandarli via!Faccia un giro a Bologna e chieda nei negozi gestiti da italiani cosa ne pensano.
    Ecco l’integrazione avviata da Prodi e Compagni imposta agli italiani una convivenza impossibile, nessuno di loro è “una ricchezza e ci pagano la pensione” come diceva lo sprovveduto Prodi Romano sostenuto dall’Ulivo e sinistra estrema.
    Ora ci parlano di gay, problemi etici, eutanasia e libertà su tutto.
    No on. Antonio Palmieri, fate politica italiana e lasciate stare i riconoscimenti istituzionali dei gay, l’eutanasia, l’integrazione che non vogliono ecc ecc; chi delinque fuori dall’Italia, chi non lavora fuori dall’Italia, la cittadinanza fra 20anni ne riparliamo e il voto amministrativo non sia concesso con tanta faciloneria come il sig. Fini auspica per apportare vantaggi ai suoi secondi fini.
    E’ vero c’è libertà d’opinione, ma quando si calpestano i diritti e i nostri sacrifici fatti per questa democrazia, resta non solo l’amaro in bocca a vedere lo scempio di una politica di sinistra che ha prodotto un disastro sociale di cui non si sono mai accorti e non si ricordano più che anche il muro di Berlino è caduto.
    Siamo in una padella con tutta questa gente, non voglio finire sulla brace!

    20 ottobre 2009 | #

  10. flaminio cozzaglio scrive

    da noi la libertà di pensiero è sacra : difetta un poco la libertà di espressione del pensiero

    20 ottobre 2009 | #

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