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Le auto blu sono 90.000

Antonio Palmieri

Scritto da Antonio Palmieri | 14 luglio 2010 | Prima Pagina

Sono 90.000 le auto blu in Italia. Questi i dati del censimento operato dal ministro Brunetta.
Molto meno delle 500.000 indicate dai giornali per mesi, comunque un numero sufficiente a costare 4 miliardi di euro all’anno.
Il costo principale non sono le auto, ma gli autisti, perchè il costo del personale incide per il 75%: un miliardo di euro va per consumi, manutenzioni e assicurazioni; tre miliardi di euro costa invece il personale addetto (40 mila autisti in senso proprio, più 20 mila addetti amministrativi e generici).

«Sessantamila autisti su 3 milioni e mezzo di dipendenti pubblici sono troppi», ha affermato il ministro. «In molti casi si tratta di personale assunto con altre mansioni che io vorrei si dedicasse a produrre beni e servizi. Anche perché un’auto a noleggio costerebbe 95 mila euro, con un risparmio di 55 mila euro. La strada da seguire è questa».

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Commenti

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4 Commenti »

  1. Franco Faranda scrive

    In attesa di vedere ridimensionato il parco auto blu intanto si impedisce l’uso della propria macchina per recarsi in località non raggiungibili con i mezzi di trasporto pubblici. La norma colpisce soprattutto il Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Colpisce in particolar modo quella tutela diffusa che non interessa il “mostrificio” ministeriale che, con a capo il Direttore Resca, sembra impegnato solo a inventare un modo per portare a passeggio per il mondo i soliti noti capolavori.

    A chi potrà mai interessare se in una campagna di Sarsina,( dove nacque pure Plauto, ma è roba vecchia che non “tira”), a 700 metri sul livello del mare, dopo una serie di tornanti che ti portano da 100 a 700 metri nello spazio di 8 chilometri, su un altopiano di sasso, al centro di un verdissimo prato, c’è una chiesa isolata al cui interno è stato ritrovato un affresco?

    Già l’intonaco ha custodito e celato un’abside affrescata agli inizi del XVI secolo, con una Madonna e quattro Santi, due dei quali del tutto recuperabili. Il Ministero ha pure finanziato il restauro e sono in corso i lavori. In perizia è stata pure prevista una somma a disposizione della direzione lavori per potersi recare a ispezionare i lavori. Ma adesso non si può più. I lavori in corso non potranno più essere seguiti dal responsabile del procedimento semplicemente perché una norma impedisce di usare la propria macchina. E parliamo di uffici che non hanno una macchina di Stato. Non hanno la macchina blu e da oggi non possono usare nemmeno la propria.

    Lo Stato, in attesa di tagliare le macchine che scorazzano per Roma trasportando Ministri, sottosegretari, onorevoli, portaborse, magistrati (di ogni ordine e grado), questori ecc.. ecc.. impedisce ai propri funzionari di tutelare il patrimonio che per legge va tutelato.

    Resta da capire se la norma che azzera ogni spostamento sul territorio, che impedisce di visitare le zone archeologiche periferiche – le più a rischio -; che lascia alla mercé delle imprese la realizzazione di lavori che non potranno più essere seguiti dai funzionari dello Stato, sia solo frutto di incompetenza degli estensori o sia la consapevole soluzione per consentire il saccheggio di aree archeologiche e l’esecuzione di lavori al massimo guadagno invece che nell’interesse della tutela.

    Che tristezza questo Governo incapace di promuovere e gestire la Cultura e il Patrimonio Culturale più amato e apprezzato nel mondo!

    Continuate pure a fare mostre con i soliti capolavori. Intanto l’Italia, quella dei mille campanili, muore. Complimenti al Ministro Bondi, complimenti al Governo tutto!

    3 agosto 2010 | #

  2. Francesco Tarallo scrive

    siamo alle solite chiacchiere, se il governo lo vuole fare, lo può fare in via amministrativa e inviare a tutti gli enti in questioni, una semplice comunicazione tipo; la informiamo che da domani, ogni eventuale spesa riguardante……….non sarà più sostenuta dall’amministrazione centrale dello Stato. Cordiali saluti

    3 agosto 2010 | #

  3. aurim scrive

    Si la strada da seguire è risparmiare ma è un pezzo che si vuol ridurre il numero delle auto blù. Io personalmente mi ricordo che sembrava imminente la sua realizzazione quattordici anni fa e invece niente adesso si relizzerà?

    16 luglio 2010 | #

  4. Franco Faranda scrive

    A proposito di auto blu. Come al solito è sbagliato fare di tutta un’erba un fascio. Ci sono comunque situazioni davvero incresciose e quella degli autisti è addirittura tragi-comica. Molte macchine sono state ormai dismesse da tempo … ma non gli autisti che per una serie di lacci e laccetti sindacal-protettivi, se non fanno gli autisti non possono fare altro. Così si assiste – alle volte – a figure “professionali” che timbrano il cartellino e non fanno altro in attesa che finisca il proprio orario di “lavoro”. Alle volte, per loro benevolenza, possono venire incontro alle esigenze dell’ufficio, magari recapitando una lettera ad altro ufficio, ma se non vogliono nessuno può obbligarli. Questa pare sia la legge.
    Per contro ecco una bella recentissima alzata d’ingegno che fa parte dell’attuale manovra: è proibito l’uso del mezzo proprio per recarsi in località disagiate. Cioè a dire in località che non sono facilmente raggiungibili con i mezzi pubblici o perché la necessità di trasportare delle attrezzature ingombranti rende il mezzo pubblico quanto mai difficoltoso. Classico è l’esempio di un cantiere di scavo archeologico che quasi mai è nel centro di Milano e che, spesso, costringe gli archeologi a recarsi sul luogo di lavoro accompagnati da macchine fotografiche, cavalletti, computer e altro. Questi istituti hanno ormai da tempo dismesso le auto blu (a differenza dei politici) e praticamente, da adesso, i funzionari si muovo se sono disposti a pagare di tasca propria benzina e autostrada.
    Garantisco che in molti lo faranno perché malgrado i “fannulloni” che conosce Brunetta ci sono molti altri “lavoratori” – che Brunetta non conosce – che hanno da sempre supplito alle inefficienze e incompetenze ministeriali con il loro entusiasmo e che continuano a far funzionare la farraginosa macchina statale.
    Mi chiedo comunque se non possono esserci altre più eque soluzioni. Capisco la crisi e concordo sulla necessità di tagliare le auto. Io le taglierei tutte e le sostituirei con un fondo destinato ad ogni singola amministrazione, da usare per le proprie esigenze. Intendo che se ogni ufficio periferico avesse a disposizione non la macchina, ma la metà di quanto costerebbe la macchina in dotazione, e il dirigente avesse la possibilità di disporre di quella cifra annuale come meglio crede (uso di taxi, mezzo proprio ecc..), avremmo un risparmio del 50% e la possibilità di continuare ad operare. Con altra legge ad hoc si potrebbe poi stabilire che gli autisti possono essere impiegati per altre analoghe mansioni recuperando così del personale utile.
    Capisco che non deve essere facile per come l’ho descritto io. Ho però la percezione che spesso il Parlamento che legifera non abbia consapevolezza completa del funzionamento della cosa che dice di governare e trova più facile “tagliare” contribuendo però allo sbando della Pubblica Amministrazione.

    15 luglio 2010 | #

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