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Israele in Europa. Solo un sogno?

Antonio Palmieri

Scritto da Antonio Palmieri | 2 febbraio 2010 | Prima Pagina

La proposta di Berlusconi, anzi il suo “sogno” di avere Israele nell’Unione Europea in nome delle comuni radici culturali della nostra civiltà mi sembra davvero importante. Spero che possa un giorno diventare realtà dappertutto.

Commenti

Commenti Commenti (4) |

4 Commenti »

  1. Armando scrive

    NO DEVE ESSERE PERSEGUITO, PERCHE’ IL MONDO CON QUEL PAZZO DI TEHERAN LO MINACCIA E NON DOBBIAMO DIMENTICARE LA STORIA COSA CI HA INSEGNATO NEL 1938 A MONACO, PER NON AVERRE AVUTO IL CORAGGIO DI FERMARE QUEL PAZZO DI HITLER. QUINDI ISRAELE DEVE ESSERE UN GIORNO NON LONTANO MEMBRO DELL’EUROPA, SENZA DIMENTICARE CHE ANCHE UNO STATO PALESTINESE LIBERO E DEMOCRATICO DEVE NASCERE E VIVERE IN PACE INNANZI TUTTO CON ISRAELE. BERLUSCONI HA CENTRATO IL VERO PROBLEMA DEL MEDIO ORIENTE, QUINDI DEVE ESSERE AIUTATO E APPOGGIATO PERCHE’ QUESTO SIA REALIZZATO. DI SILVIO l’HO SEMPRE DETTO, NE OCCORREREBBE UNO PER OGNI PROVINCIA D’ITALIA!.
    armando

    20 febbraio 2010 | #

  2. MAFALDA scrive

    ISRAELE il popolo di DIO di cui vuole salvare sempre perchè gli è un pò disubbidiente speriamo che il PRESIDENTE BERLUSCONI ci riesa a portarlo in EUROPA perhè ISRAELE HA TANTO BISOGNO DI AMRARE IL FIGLIO DI DIO “GESU” un abbraccio al PRESIDENTE

    11 febbraio 2010 | #

  3. Franco Faranda scrive

    Eppure la Turchia con tutti i suoi saraceni islamici, prima di essere Turchia e islamica, è stata Bisanzio con la sua altissima civiltà cristiana. Un pallido esempio di cos’era Bisanzio può darcelo Ravenna con le sue basiliche bizantine. Lavorare anche presso gli islamici per rimarcare queste radici e questa civiltà Bizantina che si è irradiata per l’intera Europa, potrebbe contribuire a superare gli immensi steccati che si sono creati. La Turchia è anche una ricchezza per l’Europa e a Bisanzio l’Europa deve tantissimo a cominciare dai crocifissi di Cimabue e Giunta Pisano.
    Oggi le differenze sembrano più evidenti di ciò che ci ha unito. Ma se riscopriamo la capacità di dialogare e lo facciamo attraverso la Cultura, coinvolgendo quanti, nella stessa Turchia, studiano e conoscono questa straordinaria civiltà fatta anche di compromessi, accordi politici, pagine più o meno luminose, non è detto che alle fine non arriveremo a conoscerci meglio e a fidarci di più.
    Se chiudiamo le nostre porte non lamentiamoci poi se i Turchi saranno sempre più Turchi, nell’accezione che il termine ha assunto presso i nostri popoli meridionali che hanno sperimentato sulla loro pelle le scorribande e gli atti di pirateria di questi formidabili marinai.

    6 febbraio 2010 | #

  4. aurim scrive

    Auguri ma speriamo che il Presidente Berlusconi non si auguri anche l’ingresso della Turchia con al seguito tutti i saraceni islamici.

    2 febbraio 2010 | #

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