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Interrogazione: liberiamo le foto online dei monumenti

Antonio Palmieri

Scritto da Antonio Palmieri | 27 giugno 2012 | Prima Pagina

Mi ero impegnato ad approfondire quanto segnalato qui.

Come primo passo, ho deciso di presentare questa interrogazione in Commissione Cultura rivolta al Ministro dei beni culturali.

 

Camera dei deputati

VII Commissione Cultura, scienza e istruzione

INTERROGAZIONE A RISPOSTA  IN COMMISSIONE

 

Al Ministro dei beni culturali

Per sapere

Premesso che

  • il Codice dei beni culturali e del paesaggio attribuisce al MiBaC la tutela, la conservazione e la valorizzazione del nostro patrimonio culturale. Esso prevede il pagamento di un canone nel caso in cui siano scattate foto dei monumenti italiani – edifici, siti archeologici, sculture, ecc. – che non siano per uso personale;
  • l’art. 108, comma 3. del Codice prevede che “nessun canone è dovuto per le riproduzioni richieste da privati per uso personale o per motivi di studio, ovvero da soggetti pubblici per finalità di valorizzazione. I richiedenti sono comunque tenuti al rimborso delle spese sostenute dall’amministrazione concedente.”;
  • il canone viene stabilito dall’autorità che ha in consegna i beni: il Ministero (tramite le soprintendenze e le direzioni regionali), le regioni, i comuni, le città metropolitane e le province. Tuttavia non esiste un elenco che attribuisca i singoli beni alle singole autorità che li hanno in consegna, situazione che rende complicato il rispetto della normativa;
  • l’impetuoso sviluppo di internet in tutte le sua varie modalità consente oggi molteplici forme di valorizzazione dei monumenti italiani, anche sotto forma di pubblicazione on line di foto degli stessi, ovviamente senza scopo di lucro;
  • l’attuale normativa impedisce questo tipo di attività e di conseguenza priva il nostro Paese di una importante forma di valorizzazione dei nostri monumenti, utile, tra l’altro, a promuovere la venuta in Italia di turisti stranieri;

se il Ministro intenda assumere le necessarie iniziative per modificare il codice dei beni culturali e rendere possibile la pubblicazione on line delle foto dei monumenti, ovviamente sempre in contesti non a scopo di lucro.

Roma, 26 giugno 2012

Commenti

Commenti Commenti (8) |

8 Commenti »

  1. Edoardo L. scrive

    Concordo per l’eliminazione di questo ennesimo balzello e vincolo burocratico che è il milionesimo che impedisce lo sviluppo di questo Paese.

    11 luglio 2012 | #

  2. Antonio Palmieri scrive

    Grazie per i commenti. Comprendo le obiezioni, ma non posso modificare il testo dell’interrogazione depositata. Attendiamo la risposta del ministero e relative deduzioni.

    6 luglio 2012 | #

  3. Andrea Zanni scrive

    Gentile on. Palmieri, faccio mie le parole di Elitre e vorrei sottolineare ancora una volta come proibire “lo scopo commerciale” sia, troppo spesso, solo un retaggio e un’abitudine che poco ha a che fare con le modalità della rete. Wikipedia e i progetti Wikimedia “donano” il loro materiale nella maniera più libera possibile: come, d’altronde, uno potrebbe guadagnare vendendo prodotti che sono accessibili gratuitamente e liberamente sulla rete? Fare foto del proprio patrimonio culturale, e regalarle anche per un eventuale (ma rarissimo, mi creda) scopo commerciale dovrebbe essere un diritto di ogni cittadino. A noi “wikimediani” sta molto a cuore la libertà di ognuno di accedere alla conoscenza, e crediamo fermamente che questa passi, anche, nella documentazione di un patrimonio artistico e culturale. Cordiali saluti e grazie per il suo impegno.

    29 giugno 2012 | #

  4. Federico Morando scrive

    On. Palmieri,

    come accennato sopra da Elitre, la frase “ovviamente sempre in contesti non a scopo di lucro” inserita nell’interrogazione rischia di essere fuorviante, rispetto allo stato di questo dibattito.

    Mettendomi a disposizione per ulteriori chiarimenti (i miei contatti sono sul sito web indicato in questo form), segnalo un’interrogazione dell’On. Grillini, e relativa risposta, disponibili qui:
    http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_15/showXhtml.Asp?idAtto=16782&stile=6&highLight=1&paroleContenute=%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+SCRITTA%27
    In quel contesto, si riconosceva già che “la libertà di panorama ossia il diritto spettante a chiunque di fotografare soggetti visibili, in particolare monumenti ed opere dell’architettura contemporanea, è riconosciuta in Italia” e “deve ritenersi lecito e quindi possibile fotografare liberamente tutte le opere visibili, dal nuovo edificio dell’Ara Pacis al Colosseo”. L’eccezione era solo il “pagamento dei diritti agli autori delle opere contemporanee”, oppure il caso dei soli beni culturali “che si trovano in consegna nei musei o negli altri luoghi della cultura”.

    Quindi, se è necessario chiedere ancora chiarimenti al ministero, chiediamo (banalizzando il linguaggio): “è vero che nel 2007/2008 non vi siete sbagliati e che è già possibile e lecito fare foto a qualunque bene culturale non protetto dal diritto d’autore e visibile dalla pubblica via, per cui le foto di chiese, castelli, monumenti precedenti al XX secolo, etc. sono libere e liberamente pubblicabili con qualsiasi licenza anche sul Web”. E la risposta dovrebbe essere: “Certo che sì, il Ministero l’ha già chiarito in occasione dell’interrogazione parlamentare di cui sopra; a scanso di equivoci, si possono dunque fare foto di monumenti e pubblicarle su Wikipedia (rectius, Wikimedia Commons)”.

    Cordiali saluti,

    Federico Morando

    29 giugno 2012 | #

  5. anna maria baldocchi scrive

    Anch’io sono perfettamente d’accordo, è giustissimo liberare le foto online dei monumenti. Come sempre è grande e lodevole l’iniziativa dell’On. Palmieri.

    27 giugno 2012 | #

  6. Inenascio Padidio scrive

    Lodevole iniziativa è questa INTERROGAZIONE dell’on. Antonio Palmieri. È cosa buona e giusta la liberazione delle foto online dei monumenti.

    27 giugno 2012 | #

  7. Giancarlo scrive

    Cado letteralmente dalle nuvole.
    OCCORRE PAGARE PER FOTOGRAFARE MONUMENTI??

    Ma chi è stato a creare questa norma? Se volessi mettere sul mio blog la fotografia dei Bronzi di Riace devo pagare qualcuno che magari non li ha mai visti da vicino.

    Sono stupito

    Giancarlo
    http://ilmosta.blogspot.com

    27 giugno 2012 | #

  8. Elitre scrive

    Gentile sig. Palmieri,
    come altri miei “colleghi” wikimediani e wikipediani potranno meglio spiegarle, è proprio nel rifiuto del concetto di lucro il “problema”. A noi interessa avere immagini che siano liberamente utilizzabili e ridistribuibili, anche a scopo commerciale, perché questa è la vera libertà e il messaggio che passa tramite i 13 milioni di file liberi del nostro Wikimedia Commons. Per dirla con Frieda Brioschi, “potremmo affossare il business delle cartoline”? Sono queste le nostre preoccupazioni? Ottusi gestori dei beni culturali che pensano che una riproduzione digitale, nella maggior parte dei casi nemmeno professionale, possa in qualsiasi modo diminuire il numero di ingressi nei musei o di acquisti nello shop, quando tutte le nostre collaborazioni con istituzioni culturali dimostrano esattamente il contrario? Noi promuoviamo le libertà garantite dalla licenza CC-BY-SA, la stessa dei nostri testi. Senza di queste, Wiki Loves Monuments è un concorso come un altro. E un concorso fotografico “ordinario” è già fattibile oggi senza modifiche ad alcuna legge. La ringrazieremmo comunque per qualsiasi iniziativa possa smuovere un po’ le acque tra i suoi colleghi e che porti almeno ad un po’ di chiarezza sui famosi elenchi difficilissimi da trovare di chi gestisce cosa. Buona giornata.

    27 giugno 2012 | #

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