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In coma da 23 anni ma capiva tutto. Capiranno tutto tutti, ora?

Antonio Palmieri

Scritto da Antonio Palmieri | 24 novembre 2009 | Prima Pagina

Questa mattina ho ascoltato al Tg5 questa notizia apparentemente incredibile: in Belgio un uomo è stato in stato vegetativo dopo un incidente per 23 anni, ma in realtà capiva tutto ed era perfettamente lucido.
Questa notizia conferma il fatto che per le persone in stato vegetativo non possono comunicare con l’esterno ma “dentro” ci sono. In questo caso il progresso della scienza ha consentito di arrivare a capire che quest’uomo, Ron Houben, “c’era” ancora. 
C’è di che riflettere, dopo la vicenda di Eluana e alla vigilia della discussione alla Camera della legge sul fine vita. Molto…

Commenti

Commenti Commenti (5) |

5 Commenti »

  1. emilio cveccarelli scrive

    Sono stato sempre convinto che chi è in satto vegetativo od in coma ascolti e capisca ciò che ascolta, per questo ho raccomandato che se mi capitasse mi facciano ascoltare canti alpini e la voce di mia figlia e delle nipoti e, se possibile la marcia reale, sperando nel mantenimento della fonzione cerebrale e di un possibile risveglio in un inconscia volontà di ritornare alla “vita”.
    Forza PdL non pubblicare la mia e-mail

    27 novembre 2009 | #

  2. Elena Quidello scrive

    Non accettare una vita vegetativa e lasciare un testamento nel quale si dichiara cosa si intende fare in caso di coma persistente, (leggi commento di Pietro) è certamente un diritto. ma il problema , direi al sig. Pietro, è un altro. Il dramma è tutto racchiuso nellla prepotenza dei medici che calpestano il diritto alla vita di chi in coma temporaneo, potrebbe ancora salvarsi con un intervento immediato, e viene dichiarato clinicamente morto per potergli strappare gli organi ancora vivi e caldi da trapiantare ad altri ammalati in attesa. Ciò che fa ribrezzo è che gran parte della dichiarazioni di morte sono in realtà false. Chi dona gli organi passivamente è un paziente ancora vivo con un cuore che batte, una persona che reagisce quando un bisturi affonda nel suo corpo ancora vivo ma cerebralmente morto solo secondo i medici. E’ questo che fa orrore e che indigna ! Quando cioè, senza attendere i tempi dovuti e senza adoperarsi per salvare il paziente in coma con un intervento neurochirurgico immediato, si decide di espiantargli gli organi perchè troppe sono le richieste e troppi i pazienti in attesa . In quel caso il cosiddetto donatore sta in realtà, subendo la volontà di un genitore o di un parente al quale i medici hanno lavato il cervello dicendogli che non c’è più nulla da fare. E non solo! Quello che la stampa tace e quello che il ministero della salute nega è il diritto all’informazione , il diritto alla verità sugli espianti e sui trapianti.Alla luce di quest’ultima notizia venuta dal Belgio, pensate quanti pazienti in coma hanno dovuto essere macellati vivi impossibilitati a parlare perchè paralizzati da quel nervo che è stato parzialmente e che gli impedisce di muoversi, di comunicare, di aprire e chiudere gli occhi. E’ terribile che tutta questa verità venga nascosta per fare il gioco degli ospedali, dei medici , del Ministero Salute. Andate sul sito http://www.antipredazione.org e leggerete molto di più. Io prego Dio che la scienza trovi rapidamente alternative alla cura degli organi con le cellule staminali così da porre fine a questo scempio. . Una pratica quella dell’espianto, barbara e disumana soprattutto quando non è stata voluta dal paziente, chiamato per convenienza, donatore.
    grazie
    Elena Quidello

    26 novembre 2009 | #

  3. flaminio cozzaglio scrive

    per quel che ne so io , con preparazione quasi esclusivamente umanistica , ci sono tanti stati vegetativi per nulla simili .

    25 novembre 2009 | #

  4. Angelina De Bonis scrive

    Il pensiero ora non può che andare a Eluana Englaro. Chissà che effetto fa al padre questa notizia? Magari si renderà conto di aver ammazzato sua figlia!

    25 novembre 2009 | #

  5. pietro scrive

    Non è un grosso problema, la legge in discussione alla camera non mi impedirà certo di farmi ricoverare in una clinica svizzera in caso di bisogno e lì in base a chiare disposizioni che ho lascito a persone di mia fiducia farmi praticare un suicidio assistito, e chi non ha i soldi per permetterselo si arrangi.
    Il problema della legge è che i politici vogliono decidere quello che è più giusto per me, se io non voglio rimanere 20 anni bloccato su un letto chi si credono di essere questi politicanti da strapazzo per decidere al mio posto?

    24 novembre 2009 | #

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