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Dalla posta per me/Herrera, Mourinho e il tempo pieno

Antonio Palmieri

Scritto da Antonio Palmieri | 6 novembre 2008 | Prima Pagina

Mi scusi ma paragonare il posto in classifica della scuola di oggi con quella di vent’anni fa (se non di più) sarebbe come paragonare Herrera a Murinho, oppure l’Inter di Angelo Moratti a quella di Massimo. Il calcio è cambiato, e anche il mondo è cambiato, e senz’altro lei se n’è accorto, quindi mi sembra che anche questo continuo paragone lasci un po’ il tempo che trova. Essere passati dal terzo all’ottavo non vuole dire che per forza siamo peggiorati, può anche significare che altri sono migliorati più di noi. Poi andrebbe detto anche se le due ricerche erano fatte con gli stessi criteri, se consideravano gli stessi parametri e come si differenziavano i risultati a seconda della regione, e poi visto che parla di ottavo posto per il “modulo” andrebbe detto come è piazzato il “tempo pieno”.
Voglio contribuire a dare un po’ di obiettività e chiarezza al suo commento, un po’ confuso visto che non mi ha chiarito le idee. Infatti le chiedo: lei dice che gli insegnanti “sfilati” dal modulo (tre su due classi) rinforzeranno il tempo pieno, ma nella legge il tempo pieno (due insegnanti presenti 40 ore settimanali) viene cambiato in “tempo scuola” di 24 ore con un insegnante unico. Ma allora sto “tempo pieno” c’è o non c’è? A me sembra di no. Mi può quindi dire con chiarezza cosa cambierà in termini pratici in una scuola dove adesso c’è il “tempo pieno”?
Grazie per l’attenzione e per il chiarimento pubblico che certamente seguirà.

Claudio

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Commenti

Commenti Commenti (6) |

6 Commenti »

  1. graziana bernabei scrive

    Io lavoro in un tempo pieno a 40 ore ed ho capito perfettamente che per me e la mia collega non cambierà niente, però noi abbiamo 3 ore di compresenza ciascuna. Dove andranno queste ore? Noi ora pratichiamo ciascuna 19 ore frontali, più 3 ore ciascuna di compresenza, più le due ore di programmazione per team settimanali. Rimarra così? Se le ore di compresenza verrannno eliminate dove effettueremo le tre ore restanti per raggiungere le 20 che dobbiamo svolgere?. Se la compresenza non serve( e sono anche d’accordo, xchè l’ho vista spesso sprecata a favore degli insegnanti, che la utilizzano per riposarsi o prepararsi le attività da svolgere il giorno seguente) dovrebbe essere tolta anche al tempo pieno. ( non mi risponda che nel tempo pieno non cambierà nulla, perchè queste 3+ 3 ore sono ore che potrebbero essere utilizzate in un modo più proficuo anche nel tempo pieno

    17 novembre 2008 | #

  2. Silvia scrive

    Caro on. Palmieri, non ho contatti diretti con il mondo della scuola ma da quello che sento in giro c’è molta disinformazione, che ovviamente fa comodo a chi ha interesse a fomentare le proteste. La questione del tempo pieno ad esempio mi sembra molto sentita, non avete un modo per dire chiaramente come stanno le cose, magari arrivando all’interno delle scuole?
    Grazie e complimenti per il suo impegno.
    Silvia

    17 novembre 2008 | #

  3. Antonio Palmieri scrive

    Claudio,
    il testo del decreto, che lei legge integralmente, conferma quanto le dico per il semplice motivo che non parla, dunque non cambia, le leggi e i regolamenti precedenti che regolano l’autonomia delle scuole, il tempo pieno e le altre tipologie di orario disponibili per le famiglie.
    Inoltre proprio il fatto di cominciare dall’anno prossimo “libera” i maestri dalla compresenza, rendendoli disponibili per aumentare il tempo pieno.
    Ripeto. Il maestro unico o prevalente che sia aggiunge insegnanti da destinare al tempo pieno per farlo dove ora non c’è. A maggior ragione dove c’è già non cambia nulla.

    7 novembre 2008 | #

  4. claudio scrive

    Caro onorevole Palmieri, lei è stato chiarissimo, ma io sono ancora confuso, mi perdoni. Non capisco come si incontri la sua affermazione “In una scuola dove ora c’è il tempo pieno dunque non cambia nulla.” con l’articolo 4 che recita “La disciplina entra in vigore dall’anno scolastico 2009/2010 nelle prime classi del ciclo scolastico.” Secondo quello che leggo non cambia nulla nelle classi già formate, mentre con le prime dell’anno 2009/2010 cambia, senza distinzioni. Quindi sembra che tempo cinque anni non esisterà più una classe con l’attuale modello di tempo pieno (40 ore con due insegnanti che hanno 4 ore settimanali di compresenza), e ciò è in apparente contraddizione con la sua chiarissima spiegazione “In una scuola dove ora c’è il tempo pieno dunque non cambia nulla.” Forse ha dimenticato “per ora.”
    Sto cercando di capire ma purtroppo nel testo di legge non trovo un riscontro alle sue parole, forse sono io che ho letto un testo “modificato” dalla sinistra, la pregherei di evidenziarmi quello che lei dice traendolo direttamente dal testo di legge.
    Grazie ancora per il tempo che mi ha dedicato

    Claudio

    7 novembre 2008 | #

  5. Andrea Cevasco scrive

    Carissimo Onorevole Palmieri: Parlando con la mia segretaria, mamma di un bimbo che frequenta la quinta elementare Comunale ( nella scuola del mio paese dove vi sono dai sei agli otto alunni per classe) ho appreso alcune informazioni che però mi hanno alquanto confuso le idee.
    1) i rientri obbligatori in una settimana sono tre per i bimbi della prima e seconda, e due per i bimbi della terza, quarta e quinta.
    Quindi 34 ore per i bimbi di prima e seconda e 31 ore per i bimbi di terza quarta e quinta.
    Questo garantito dal personale scolastico.
    2) A richiesta si può fare il tempo pieno di 40 ore settimanali ma si deve pagare a parte a la Coperativa il girasole, che garantisce il presidio con personale suo.
    E’ questo il metodo nazionale o è solo un’usanza genovese e della sua scuola Comunale???
    Andrea Cevasco.

    6 novembre 2008 | #

  6. Antonio Palmieri scrive

    Claudio,
    vediamo un po’ se riesco a essere più chiaro.

    1. Oggi ci sono tre insegananti per classe. Ciò genera la cosiddetta “compresenza”: due insegnanti (a turno) insieme in classe. Con il maestro prevalente, vengono meno le compresenze e questo libera inseganti da dedicare al tempo pieno. Per questo il ministro Gelmini dice che il tempo pieno sarà incrementato.

    2. Le 24 ore settimanali sono una possibilità in più di scelta che viene data alle famiglie. Punto. Ma questa nuova possibilità non annulla le altre possibili scelte di orario: 27. 30 ore, tempo pieno di 40 ore.

    3. In una scuola dove ora c’è il tempo pieno dunque non cambia nulla. Uno degli obiettivi del maestro prevalente (in quanto affiancato dall’insegnante di inglese e di religione) è proprio quello di dare più tempo pieno, non di toglierlo.

    Spero di essere stato più chiaro, Claudio. Una cosa è certa, anzi due: a) la sinistra usa oggi le stesse falsità usate contro la Moratti (tempo pieno abolito, oppure a pagamento, insegnanti di sostegno aboliti, ecc.) ma rimangono sempre falsità.
    b) Non dica a Mourinho che in Italia stiamo potenziando il tempo pieno, altrimenti lo applica subito ai nostri ragazzi in nerazzurro.

    Buona giornata,
    Antonio Palmieri

    6 novembre 2008 | #

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