Vai direttamente a:

Corte Costituzionale: sacrifici per tutti ma non per giudici e burocrati?

Antonio Palmieri

Scritto da Antonio Palmieri | 12 ottobre 2012 | EDITORIALE, Prima Pagina

Aumento di un punto dell’Iva, tagli al Fondo Sanitario Nazionale, assoggettamento delle pensioni di guerra e d’invalidità all’irpef, riordino delle agevolazioni, razionalizzazione delle fonti d’illuminazione nei luoghi pubblici. Sono solo alcune delle misure inserite nel ddl stabilità varato dal Governo pochi giorni fa, che chiama gli italiani a compiere nuovi sacrifici.

Però ieri la Corte Costituzionale ha bocciato alcune norme del Dl 78/2010 sugli stipendi ai magistrati e ai manager della P.A. con un reddito superiore ai 90mila euro.

Le misure, varate del Governo Berlusconi due anni fa, prevedevano una riduzione del 10% dei compensi per i componenti della magistratura ordinaria, amministrativa, tributaria, contabile e militare. Così come per i dipendenti pubblici con una retribuzione superiore ai 90mila euro (-5%) e ai 150 mila euro (-10%).

Secondo i quindici giudici della Consulta l’intervento legislativo del Governo Berlusconi in quell’occasione fu discriminatorio: “l’introduzione di una imposta speciale, sia pure transitoria ed eccezionale, in relazione soltanto  ai redditi di lavoro dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione víola, infatti, il principio della parità di prelievo a parità di presupposto d’imposta economicamente rilevante”. Per la Corte, infatti, il legislatore avrebbe dovuto colpire con le medesime misure anche i dipendenti di aziende private e non solo il pubblico impiego.

Il Decreto legge 78/2010, inoltre, non sancì solo tagli alle due sopracitate categorie che secondo la Corte Costituzionale sono state discriminate. In quell’occasione, furono messi a punto anche alcuni tagli ai costi della politica, che sarebbero continuati anche nella manovra dell’anno successivo, come la riduzione dei compensi per Ministri, Sottosegretari, deputati, senatori, europarlamentari e consiglieri regionali (-10%), il tetto ai compensi per i consiglieri provinciali e comunali, la soppressione dello stipendio per i consiglieri circoscrizionali, la fine del cumulo dell’indennità di funzione per tutti i politici eletti in organi appartenenti a diversi livelli di governo.

La Corte ha dunque bocciato una riduzione del costo degli apparati amministrativi e politici pensato in un momento di grave crisi internazionale.

Commenti

Commenti Commenti (4) |

4 Commenti »

  1. Carlo Cervini scrive

    A noi poveracci degli Enti Locali, stipendio bloccato fino al 2015 dal 2011, forte riduzione del premio di produzione (- 30%) ribasso del buono pasto a 7,00 euro (solo panino o tostone + bibita) uguale perdita del 30/40% del potere d’acquisto, ma non si toccano i 600.000 dirigenti pubblici, i 320.000 consulenti e i circa 1 milione di amministratori nell’esercito di Enti derivati più o meno inutili, che costano un occhio anche in benefit e cotillon .

    Complimenti.

    15 febbraio 2013 | #

  2. Umberto scrive

    Non sono convinto che si stia procedendo nella giusta direzione. A mio avviso, il Presidente Berlusconi farebbe cosa saggia ad intervenire sì nella campagna elettorale, ma non come candidato Premier. In qualche modo ha anche lui subito le conseguenze di questa crisi e quindi sarebbe opportuno lanciare in campo, come candidato Premier, una figura, di rilievo pubblico e relativamente giovane.
    Non si dovrebbe offrire il fianco (nuovamente ), alla campagna diffamatoria “ad Personam”delle sinistre e della Magistratura, coalizzate, contro Berlusconi!
    Tutto sommato, la storia c’insegna che molti grandi personaggi, proprio per non essere attaccati, hanno operato da dietro le quinte, facendo del bene al Popolo ed al paese.

    31 dicembre 2012 | #

  3. Francesco scrive

    In effetti probabilmente era sbagliato il metodo, ma comunque i giudici della corte sono in palese conflitto di interessi e quindi avrebbero dovuto rimettere l’incarico a colleghi meno pagati, se ce ne fossero. Tuttavia, sarebbe stato più corretto e penso che sia sempre possibile, fare un taglio a questi salari pubblici, come stanno facendo in grecia anche per i semplici insegnanti. Non considerare quindi un’imposta transitoria, ma una semplice reazione alla crisi in atto ed una doverosa risposta a chi paga le tasse da fare con una vera e propria riduzione di stipendio.

    19 ottobre 2012 | #

  4. anna maria baldocchi scrive

    E’ qualcosa di vergognoso, di incredibile che Monti non voglia far abbassare gli stipendi dei giudici e dei manager della P.A. mentre pretende tasse, tasse dal popolo, da famiglie che già non arrivano a fine mese. Questo, purtroppo, è motivo di perdita di voti. Berlusconi deve decidere di tornare in campo con il suo programma, solo così possiamo recuperare ciò che abbiamo perduto.

    13 ottobre 2012 | #

Per fare in modo che la conversazione sia utile e proficua, tutti i commenti saranno letti ma saranno pubblicati quelli che porteranno un contributo effettivo al tema proposto dal post.

Feed RSS di questi commenti. | TrackBack URI

Tecnologia Solidale
Continua

Questo sito Web utilizza i cookie. Continuando a utilizzare questo sito Web, si presta il proprio consenso all'utilizzo dei cookie.
Per maggiori informazioni sulle modalità di utilizzo e di gestione dei cookie, è possibile leggere l'informativa sui cookies.