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Contrasto all’evasione fiscale: linee strategiche per il 2010

Antonio Palmieri

Scritto da Antonio Palmieri | 30 aprile 2010 | Prima Pagina

L’Agenzia delle entrate ha dettato gli indirizzi operativi per la prevenzione ed il contrasto all’evasione fiscale per l’anno 2010. L’obiettivo è di migliorare, oltre alla capacità repressiva, anche la capacità dissuasiva dei controlli, cercando di aumentare il livello di adempimento spontaneo degli obblighi fiscali.

Punto di partenza, i buoni risultati ottenuti nel 2009: sono stati infatti incassati 9,1 miliardi di euro, con un incremento del 32% rispetto al 2008. Nel 2009, come illustrato il 2 marzo 2010 in conferenza stampa dal direttore dell’Agenzia Befera,  l’azione si è incentrata nell’individuazione di diverse macro- tipologie di contribuenti, come grandi e medie imprese, piccole imprese, lavoro autonomo, persone fisiche, enti non commerciali e nell’adozione di  varie tipologie di intervento, differenziate anche in base al rischio di evasione e alle peculiarità dei contribuenti.

Tra gli obiettivi qualificanti l’azione di contrasto per il 2010: 

  • grandi contribuenti: tutoraggio (il contribuente riceve il beneficio dell’assistenza fiscale gratuita da parte di un tutor dell’ufficio, con conseguente riduzione del rischio di errori) esteso alle imprese che nel 2008 hanno conseguito un volume d’affari o ricavi non inferiori a duecento milioni di euro;
  • imprese di medie dimensioni: incremento delle attività di controllo con selezioni più mirate mediante specifiche analisi del rischio di evasione o elusione;
  • imprese di minori dimensioni e professionisti: valorizzazione degli studi di settore e delle situazioni di non congruità, ma anche controlli sulla platea dei “congrui”, con circa diecimila interventi previsti per verificare la veridicità dei dati dichiarati ai fini dell’applicazione degli studi di settore;
  •  partite Iva: intensificazione del contrasto del fenomeno delle compensazioni con crediti inesistenti;
  • persone fisiche: incremento degli accertamenti rispetto alla discrepanza tra stile di vita e reddito dichiarato, nonché contrasto dei fenomeni di residenza fittizia all’estero;
  • enti non commerciali e onlus: individuazione degli abusi nell’utilizzo dei regimi agevolativi.    

Inoltre, per la prima volta Agenzia delle Entrate, Inps ed Equitalia definiscono obiettivi comuni per la lotta all’evasione, e fissano per il 2010 il raggiungimento di incassi per 16,6 miliardi di euro da riscuotere tra imposte, tasse e contributi non pagati, il 20% in più rispetto ai risultati conseguiti separatamente.

Commenti

Commenti Commenti (4) |

4 Commenti »

  1. Pietro Nasoni scrive

    Egr. dott. l’unica vera soluzione per risolvere l’evasione fiscale in Italia è una rivoluzione copernicana e radicale del sistema : Diamo a tutti dico tutti i cittadini la possibilità di detrarre dal reddito imponibile qualunque tipo di spesa documentabile attraverso presentazione di ricevuta fiscale diventerebbe interesse di tutti conservarle e denunciarle per mezzo della dichiarazione dei redditi e la cosa fungerebbe da stimoli anche per l’economia poichè aumenterebbero i consumi e le entrate dello stato nella misura in cui converrebbe consumare o se si vuole risparmiare e crearsi una rendita finanziaria, già oggi esente da tassazione, lo si può fare pagando le tasse e poi investendo in beni mobili. La nominabilità di questi ultimi emergerebbe poichè sarebbe interesse dichiarare che parte del reddito deriva da rendite finanziarie e non deve essere assoggettato ad altre tasse se non in misura ridotta quello reinvestito e non reintrodotto nel cirvcolo virtuoso dell’economia reale e non di carta che rischia sempre di diventare carta straccia, vedi Cirio Parmalat Bounds Argentini BOT grechi e Lheman Brothers che finiscono con incidere pesantemente sulle tasche degl’italiani poichè i primi a farsi prendere in giro sono i finanzieri e i banchieri che si ritrovano in portafoglio aria fritta e chiedono all’economia reale di sostenerli con mille nuovi balzelli inventati ogni giorno. Io le banche le aiuterei solo nel caso i consigli d’amministrazione fossero condannati ad essere interdetti dalla gestione di attività finanziarie per almeno 10 anni e la Bocconi la brucerei dato i brillanti risultati prodotti nei secoli Mi scusi lo sfogo un abbraccio e Forza Italia Pietro Nasoni

    21 maggio 2010 | #

  2. aurim scrive

    La strada intrapresa sembra buona ma siccome è una vita che si aspetta l’equità nella tassazione dei redditi noi tutti vorremmo che si tirasse fuori magari la famosa bacchetta magica ma………. non siamo in una fiaba e così ci vorrà del tempo per ottenere dei risultati apprezzabili. Pazienza speranza e fiducia eventuali – fini – a parte.

    8 maggio 2010 | #

  3. Antonio Palmieri scrive

    Caro Salandin, buona parte delle cose che lei chiede sono state messe in campo dall’anno scorso, a partire dall’incrocio tra stile di vta e reddito dichiarato. Legga i dettagli qui: http://www.governoberlusconi.it/page.php?idf=512&ids=467
    C’è ancora molto da fare ovviamente, ma un cambio di passo c’è stato. E prosegue nel 2010.

    3 maggio 2010 | #

  4. Gian Paolo Salandin scrive

    Quando la pubblicazione dei redditi dichiarati? quando istruzioni a Uffici Imposte di chiedere come si acquista sub da 90 mila euro con reddito di 15 mila? Non facciamo ridere (sono dei vostri… ma state stufando) Salandin

    2 maggio 2010 | #

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