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Cittadinanza agli immigrati: positivo il ritorno in commissione

Antonio Palmieri

Scritto da Antonio Palmieri | 13 gennaio 2010 | Prima Pagina

Ieri sera abbiamo votato per rimandare in commissione la legge sulla cittadinanza agli immigrati. Un’ottima decisione, condivisa da tutta la maggioranza. Bisogna approfondire il tema. La cittadinanza non può essere “facile” ma deve essere il punto di arrivo della scelta e di un cammino di integrazione.

Commenti

Commenti Commenti (3) |

3 Commenti »

  1. aurim scrive

    Ha scritto tamente bene Nessie che sembrerebbe che non ci sia nulla da aggiungere ma aggiungerei un fatto : si è mai chiesto alla gente cosa ne pensa veramente magari con un referendum. Col cavolo che i politici lo farebbero perchè hanno paura di essere smentiti e che si dovrebbe ricorrere ai provvedimenti enunciati dal quel lombardo di BOSSI. Basta parlare di immigrazione anche se ormai per non sembrare razzisti abbiamo usato troppo il famoso “sibemolle”.

    21 gennaio 2010 | #

  2. Nessie scrive

    C’è poco da discutere, visto che eliminare lo ius sanguinis a favore dello ius soli sarebbe uccidere l’Italia. Ecco almeno 8 punti e ragioni per mantenerlo com’è:

    1) Non è vero che gli immigrati fanno crescere il PIL, è dimostrato perfino nei paesi scandinavi, dove i pensionati autoctoni si sono visti decurtare il welfare per favorire l’assistenzialismo alle new entries.
    2) Non è vero che i tentativi di integrazione siano destinati al successo.
    3) L’integrazione per poter essere tale dev’essere altamente selettiva sia sul piano quantitativo che qualitativo.
    4) Le società multietniche, multiculturali e multiconfessionali sono delle “società liquide” (melting pot) destinate allo sfilacciamento del tessuto connettivo interno e a ospitare clan ed enclaves separate. Non di rado diventano delle autentiche bombe a orologeria (vedi la ex Jugoslavia o il Libano).
    5) Cresce l’insicurezza, la sporcizia, le sacche di malavita e il degrado nelle nostre città e nei nostri borghi, un tempo apprezzati in tutto il mondo per essere i luoghi dell’Anima, della Bellezza, dell’Arte e della Cultura
    6) Aumentano stupri, rapine, furti, aggressioni, crimini e altri misfatti ad opera di stranieri che campano di espedienti.
    7) E’ illusorio pensare di rimpolpare il proprio elettorato con questi numeri di “nuovi elettori”. Ogni enclave cercherà quanto prima di costituire partiti a carattere etnico-confessionale immettendo propri candidati e non voterà più nemmeno per quella sinistra (o per quella pseudodestra finiana) che ora rincorre disperatamente quei voti e quel consenso, perdendo quello degli Italiani
    8) Peggiorerà il welfare, la qualità dei servizi sempre più sovraffollati, e nasceranno guerre tra poveri per l’accaparramento dei pochi posti di lavoro che già ci sono.

    Conclusione: l’Italia che perde lo ius sanguinis sarà un’Italia senza più linfa identitaria, destinata a far sentire alieni e insicuri i suoi cittadini autoctoni, mentre viceversa i “nuovi italiani” si allargheranno facendola da padroni. (effetto Olanda e GB).

    14 gennaio 2010 | #

  3. Marilena Rahe scrive

    Non deve essere facile…altrimenti tanto valeva votare per il Pd…

    13 gennaio 2010 | #

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