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Berlusconi-Fini. Fatto il punto

Antonio Palmieri

Scritto da Antonio Palmieri | 30 luglio 2010 | Prima Pagina

Il documento dell’ufficio di presidenza del PDL fa chiarezza e richiama tutti alle proprie responsabilità.

Vedremo cosa accadrà in Parlamento e se prevarrà il rispetto del patto con gli elettori oppure se avranno la meglio altre logiche “politiche”.

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Commenti

Commenti Commenti (3) |

3 Commenti »

  1. aurim scrive

    Caro Antonio conoscendo poco poco i nostri compatrioti c’è poco da stare allegri con l’indispensabile ” cacciata ” di chi ha tradito e dei suoi colon nelli. Il Premier ostenta ottimismo ma se i numeri sono così risicati o in questa camera o in quell’altra, c’è da aspettarsi il peggio. Ossia ELEZIONI
    e basta. A proposito del Presidente della Camera dei Deputati non hai notato come era gongolante durante la conferenza stampa da Lui tenuta subito dopo il divorzio? A me sembrava che Egli finalmente avesse ripreso i suoi panni di leader ed a questo che penso mirasse. Ma chi lo ha obbligato a confluire nel Piddielle per poi creare tutto questo sconquasso, tradire gli accordi sia con noi elettori che con i componenti del neonato partito? Comunque io sto con Silvio il vero leader della nuova destra moderna sdoganata dall’angolo e fatta giungere sia al Governo in Italia che addirittura, ripeto addiritura in Europa e nel Mondo.
    Mille ringraziamenti a Silvio e non a Gianfranco anche se in fondo mi dispiace di come è andata.

    1 agosto 2010 | #

  2. Marco scrive

    Temo che ora il governo sia in pericolo e stando ai numeri dei neo costituiti gruppi parlamentari dei finiani possa diventrane un loro ostaggio in grado di bloccarne l’approvazione di alcune leggi. Questa sarebbe una sciagura per il nostro paese ora che le riforme erano in dirittura d’arrivo!
    Speriamo bene per tutta l’Italia…

    30 luglio 2010 | #

  3. Franco Faranda scrive

    Le discutibili posizioni di Fini andavano discusse dentro il PDL. In Italia, che io ricordi, c’è solo un precedente analogo a questo: avvenne nel PCI quando si decise di buttare fuori dal partito un gruppo di persone che non erano in sintonia con la nomenclatura. Nacque il Manifesto e la crisi senza ritorno del PCI. È in ogni caso singolare che succeda qualche cosa di analogo, con metodo comunista, nel PDL ed ad opera di Silvio Berlusconi.
    Mi permetto di non condividere e spero per questo di non essere cancellato da questo sito e dall’altro “Forza Silvio”

    30 luglio 2010 | #

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