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A proposito della pubblicità atea sui bus

Antonio Palmieri

Scritto da Antonio Palmieri | 15 gennaio 2009 | Prima Pagina

Mia moglie, donna intelligente, mi ha detto: “Quale è il problema? Con questa pubblicità molta gente si è almeno posta la quesione dell’esistenza di Dio”…in questa società dove le domande sul senso ultimo della vita tendono a essere censurate o eluse o ritenute inutili dalla cultura imperante, trovo che lei, come sempre :-), abbia ragione.

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Commenti

Commenti Commenti (4) |

4 Commenti »

  1. Gabriele Rivera scrive

    E se sui pulman fossero state riportate frasi che negano l’esistenza dell’islamico Allah? Di certo i credenti non sarebbero stati a tacere e non avrebbero accettato un tale oltraggio alla loro cultura. Il principale problema della nostra società è il fatto che stiamo dimenticando chi siamo,da dove veniamo,quali siano le nostre radici,stiamo assistendo ad un vero e proprio disprezzo della nostra cultura,che ci sta portando alla rovina. Ed il fatto che nessuno si sia preoccupato(anzi lo ha ritenuto legittimo) di ciò che è avvenuto a Genova ne è la dimostrazione.

    18 gennaio 2009 | #

  2. aurim scrive

    Certo che l’uso sconsiderato della pubblicità ha finalmente raggiunto il suo acme, perchè credenti o no tutti conoscono almeno il significato della parola DIO e sanno a chi ci si rivolge quando lo si nomina in qualsiasi maniera riguardosa o no, per non dire blasfema. Nonostante la meravi glia lo sdegno ed il biasimo per chi ci crede, purtroppo in nome della pubblicità si attaccano tutte le possibili cose e persone e ora che si è arrivati all’Essere Supremo speriamo che siano finalmente esausti. Ma non ci illudiamo. Se chi si occupa delle pubblicità ha terminato le idee che cambiasse mestiere.

    16 gennaio 2009 | #

  3. Andrea Cevasco scrive

    Caro Palmieri, sua moglie donna intelligiente ha sicuramente ragione.
    Ma le premesse dell’UAAR che qui sotto riporto fanno sorgere alcune domande che riporto subito dopo:
    «La campagna è una specie di sfida atea in casa di Bagnasco», ha dichiarato Raffaele Carcano, segretario generale Uaar: «Dopo le polemiche sul gay pride di Genova, reo di essere stato fissato per il 13 giugno, giorno del Corpus Domini, e dopo le parole di Bagnasco per ostacolare lo svolgimento della manifestazione, dopo le frequenti uscite del cardinale in materia di scienza, diritti, riproduzione, l`Uaar ha deciso di riprendersi un po` di par condicio. E di fare pubblicità all`incredulità».
    Domande:
    Perché il Signor Raffaele Carcano non prende certe iniziative senza far uso propagandistico del nome del nostro Presidente della CEI Cardinale Bagnasco?
    E perché se è ateo convinto vuole sfidare un rappresentante ecclesiastico della Chiesa Cattolica?
    E perché non vuole sfidare l’Iman genovese?
    A me
    sembra chiaro che voglia solo fare pubblicità, ma non all’incredulità, ma alla sua associazione che sicuramente non sarà senza fini …………….

    Andrea Cevasco.

    16 gennaio 2009 | #

  4. Pietro Brunori scrive

    Da dove veniamo “noi” e da dove viene tutto quello che ci circonda? Quando sarà trovata una risposta plausibile anche scientifica a questa domanda ci accorgeremo che Dio esiste veramente!

    15 gennaio 2009 | #

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