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Games Forum 2012: la via italiana al videogioco

Antonio Palmieri

Scritto da Antonio Palmieri | 27 settembre 2012 | EDITORIALE

Lunedì 1 ottobre, alla Camera, assieme a AESVI ho organizzato la quarta edizione di questa giornata annuale di riflessione sul sistema dei videogiochi in Italia.

So bene che di questi tempi può sembrare inutile e persino risibile fare queste cose.

Invece io ritengo che proprio in questi tempi un deputato debba lavorare di più e meglio nei settori che gli competono, per cercare di fare bene dove gli è possibile intervenire.

Di seguito puoi leggere la mia intervista sul Game Forum 2012, pubblicata da AESVI.

1. Onorevole Palmieri, quest’anno siamo arrivati alla quarta edizione del Games Forum. È una bella soddisfazione essere giunti fin qui e aver dato continuità nel tempo a questo evento.

La continuità è segno di serietà perché le cose vere si costruiscono nel tempo. Per questo sono molto contento di essere riuscito in questi anni, insieme ad AESVI, a proseguire e ad approfondire una riflessione su un settore sempre più importante per la vita culturale e anche economica del mondo e del nostro paese. Aspetto con piacere questa IV edizione, anche perché il tema scelto quest’anno è di grande concretezza, e soprattutto dà apertura a speranza e fiducia nel tempo in cui stiamo vivendo.

2. L’edizione di quest’anno verterà sull’agenda digitale, un tema di grande attualità nel dibattito politico istituzionale non solo in Italia ma anche in Europa. Secondo lei il settore dei videogiochi può avere un ruolo in questo contesto? Ed è veramente possibile parlare di una “via italiana al videogioco”?

Non solo è possibile, ma è anche doveroso costruire una via italiana al videogioco perchè solo in questo modo possiamo mettere a frutto i talenti riconosciuti degli italiani, come la creatività, la fantasia, l’amore per il bello e la capacità di inventare. Soprattutto in un momento difficile come questo pensare di favorire la nascita di nuove imprese italiane che operino nel settore videoludico e siano capaci di creare posti di lavoro destinati a durare nel tempo è una via da percorrere da parte delle istituzioni ad ogni livello, ovviamente in accordo con le aziende e con chi le rappresenta. Per questo ho voluto inserire e ho difeso con forza nella mia proposta di legge sull’agenda digitale l’introduzione di misure di defiscalizzazione degli utili investiti a favore delle imprese videoludiche italiane.
Confido che il Governo inserisca queste misure nell’imminente decreto Digitalia.

3. Venendo al cuore dell’evento, quale sarà il programma della giornata e più in generale cosa si aspetta dall’edizione di quest’anno?

Il programma di quest’anno prevede la presentazione del primo censimento dei game developer italiani, realizzato dal Centro ASK dell’Università Bocconi per conto di AESVI, da parte della Prof. Paola Dubini. Seguirà un dibattito moderato dal giornalista Enrico Pagliarini, che vedrà protagonisti, tra gli altri, alcuni ospiti illustri come l’On. Antonio Tajani – Vice Presidente della Commissione Europea, Responsabile Industria e Imprenditoria, l’On. Maurizio Lupi – Vice Presidente della Camera dei Deputati, l’On. Raffaello Vignali – Vice Presidente Commissione Attività Produttive, Camera dei Deputati, l’On. Paolo Gentiloni – Commissione Trasporti, Camera dei Deputati, la Sen. Marilena Adamo – Commissione Politiche dell’Unione Europea, Senato della Repubblica, Giuseppe Tripoli – Garante delle Pmi, Ministero dello Sviluppo Economico, e Massimo Vari – Sottosegretario allo Sviluppo Economico. Dall’edizione di quest’anno mi aspetto che cresca la consapevolezza di tutti gli attori in gioco che insieme si possa costruire qualcosa di importante e di utile e che anche da parte dei media più generalisti ci sia un’attenzione nei confronti del censimento che andremo a presentare al Games Forum. Se remiamo tutti dalla stessa parte, possiamo dare vita ad una via italiana al videogioco che produca sviluppo culturale ed economico come già successo in altri paesi.

4. Lei è, tra i politici italiani, la persona che sicuramente ha cercato di capire di più l’industria dei videogiochi, una sorta di “paladino dei videogiochi”. Ma qual’e’ la percezione generale che oggi le istituzioni hanno dell’industria e del mondo dei videogiochi?

Essendo da sempre attento allo sviluppo dell’economia digitale, mi è stato facile comprendere l’importanza del settore dei videogiochi sia per l’impatto che ha nella vita delle persone e delle famiglie sia per le sue ricadute economiche. Per questo motivo in questi anni ho continuato un lavoro di approfondimento coinvolgendo altri colleghi perché, pur in mezzo alla complessità della vita contemporanea dove tutti i settori sono meritevoli di attenzione da parte delle istituzioni, crescesse una consapevolezza più diffusa sul videogioco in coloro che hanno a che fare con l’industria e con la cultura. In realtà non sono però un “paladino dei videogiochi”, sono semplicemente un parlamentare che cerca di portare avanti nel modo migliore il compito che è stato chiamato a svolgere.

5. Guardando al futuro, quali sono i temi che le piacerebbe affrontare nel prossimo Games Forum?

Credo che sia inevitabile alternare l’attenzione a quelle che io considero le “due gambe” del sistema, ovvero l’impatto educativo nella vita dei giovani e delle famiglie e la crescita economica delle imprese italiane. Mi auguro quindi che nei prossimi anni si possa continuare nella strada iniziata. Prima però ci sono di mezzo le elezioni….

Commenti

Commenti Commenti (1) |

1 Commento »

  1. anna maria baldocchi scrive

    E’ un peccato che la gente comune non conosca, o non riconosca, i prodotti italiani in questo settore. Gli sforzi dovrebbero venire anche dal basso, ma vorremmo delle indicazioni dagli specialisti.

    28 settembre 2012 | #

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