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Continueremo a sorvegliare lo sviluppo di www.italia.it

Antonio Palmieri

Sintesi attività parlamentare XV legislatura

Continueremo a sorvegliare lo sviluppo di www.italia.it

Scritto da Antonio Palmieri | 8 Marzo 2007 | Sintesi attività parlamentare XV legislatura

Verbale stenografico del Question time dell’8 marzo 2007

Stenografico Aula in corso di seduta

Seduta n. 121 del 7/3/2007

(Mancato rispetto dei requisiti di accessibilità per i soggetti disabili nella realizzazione del portale del turismo italiano www.italia.it – n. 3-00704)
PRESIDENTE. L’onorevole Campa ha facoltà di illustrare l’interrogazione Leone ed altri n. 3-00704, di cui è cofirmatario (vedi l’allegato A –
Interrogazioni a risposta immediata sezione).

CESARE CAMPA. Signor Presidente, ministro Chiti, il ministro Rutelli ha finalmente presentato il portale del turismo italiano. Da più parti ci viene segnalato che detto portale, pur in presenza dei 45 milioni di euro di spesa prevista per la sua realizzazione, risulta non accessibile. Insieme al
collega Palmieri, nel corso della passata legislatura, avevo presentato una proposta sull’accessibilità dei siti della pubblica amministrazione, più nota come legge Campa-Palmieri o come legge Stanca. Per questi motivi sono molto preoccupato e chiedo come il Governo intenda porre mano e risolvere i problemi di accessibilità, ora peraltro prevista per legge.
L’inaccessibilità dei siti della pubblica amministrazione, in questo caso
del sito del Ministero del turismo, infatti, preclude a molti cittadini, e soprattutto al vasto mondo della disabilità, di beneficiare di tale opportunità e crea di fatto una grande e negativa discriminazione. Inoltre, priva l’azienda Italia di potenziali turisti italiani ed esteri.
Come già dicevo prima, tutto ciò ci preoccupa molto, sia per le opportunità negate che per le potenzialità perse.

PRESIDENTE. Onorevole Campa, dovrebbe concludere.

CESARE CAMPA. Signor Presidente, concludo chiedendo assieme al collega Palmieri come il Governo intenda risolvere questa spiacevole questione.

PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti, ha facoltà di rispondere.

VANNINO CHITI, Ministro per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali.

Signor Presidente, in merito alla logo Italia, citato nelle premesse della vostra interrogazione, faccio presente la sua scelta è avvenuta attraverso una gara svoltasi secondo le modalità previste dal Codice degli appalti, approvato nel 2005. La commissione interministeriale ha valutato gli elaborati provenienti da 59 agenzie. Il progetto risultato vincitore è stato proposto dall’agenzia Landor di Milano.

Per quanto concerne il portale, in particolare per la previsione del rispetto dei requisiti di accessibilità di cui alla legge n. 4 del 2004,
faccio presente che, nell’ambito delle convenzioni stipulate per la realizzazione del portale del turismo italiano, non è necessario che tale
previsione sia espressamente e formalmente contenuta perché essa è già contemplata dalla legge del 2004. Tale legge, avendo natura di fonte primaria, non è derogabile da alcun strumento convenzionale. Il dipartimento per l’innovazione e le tecnologie ha informato che il portale stato sviluppato secondo le direttive del protocollo internazionalmente denominato W3C, al fine di perseguire i massimi livelli di accessibilità che la tecnologia in questo momento consente.

Con riferimento al secondo punto dell’interrogazione, relativo alle iniziative che il Governo intende assumere in merito alla questione dell’accessibilità del portale, si fa presente che in questo momento è in corso un processo di ottimizzazione del portale stesso.
È intenzione del Governo condurre questa azione in completa sinergia con le regioni: ciò nel rispetto dell’articolo 117 della Costituzione, che attribuisce la materia del turismo alla competenza esclusiva regionale.
Tuttavia, occorre rilevare che per quanto riguarda l’attività di cosiddetto
popolamento del sito, cioè di validazione dei contenuti informativi, a fronte della consegna delle credenziali di accesso alle regioni che è
avvenuta a metà ottobre 2006, ad oggi solo sei regioni (Toscana, Umbria, Lombardia, Abruzzo, Campania e Piemonte) hanno assicurato l’attività di loro competenza. Quindi, è questo il percorso che deve essere rapidamente concluso e portato a termine.
Nell’ambito di questa ottimizzazione, il Governo intende garantire – lo ribadisco a lei e a tutti – che il portale risponda ai requisiti di accessibilità previsti dalla legge n. 4 del 2004 e quindi, in quanto fruibile anche dai soggetti disabili, sia uno strumento fondamentale per il superamento delle barriere virtuali. Questo al fine di dare anche in questo caso una concreta ed effettiva attuazione di quel principio di eguaglianza previsto nell’articolo 3 della nostra Costituzione, che per tutti noi deve essere un punto di riferimento non variabile, ma coerentemente da seguire.

PRESIDENTE. L’onorevole Palmieri, cofirmatario dell’interrogazione, ha facoltà di replicare per due minuti.

ANTONIO PALMIERI. Signor ministro, lei ha colto lo spirito della nostra interrogazione, che non voleva essere strumentale, bensì nasceva, come ha ricordato il collega Campa, da una vera preoccupazione da parte dell’intero
gruppo di Forza Italia, che su questo tema aveva nella scorsa legislatura fatto molto, dando avvio a quel processo legislativo, che ha portato all’approvazione da parte dell’intero Parlamento della cosiddetta legge Stanca.
Noi ci eravamo molto preoccupati, perché siamo attenti al tema dell’accessibilità e siamo attenti anche al portale del turismo in quanto tale. Riteniamo infatti che esso sia un’occasione per recuperare del tempo perso, che non va sprecata. Quando avevamo letto nelle settimane e nei giorni scorsi, sia in vari blog sia nei siti Internet sia su molti quotidiani italiani, una serie di critiche molto pesanti contro questo portale, non solo per quanto riguarda l’accessibilità ma anche per quanto riguarda l’usabilità – si attendeva un minuto per scaricare la prima pagina del sito, cosa che francamente non era sopportabile; c’erano inoltre svariati errori nelle traduzioni nelle parti in multilingua del sito ed ancora non erano attivi molti dei servizi previsti dal progetto originario, che, lo ricordo, era un progetto iniziato nel 2004 dal Governo Berlusconi e dal ministro Stanca -, ci eravamo molto preoccupati e per questo il nostro gruppo ha presentato l’interrogazione in oggetto.
Devo dire quindi che siamo lieti delle sue parole. Le prendiamo per buone.
Ci facciamo però il nodo al fazzoletto, perché non vogliamo che www.Italia.it diventi, come purtroppo spesso succede nel nostro paese, l’ennesima occasione perduta; vedo accanto a lei il ministro Bersani che un po’ sorride sotto i baffi che non ha, ma al tempo stesso è consapevole di quanto…

PIER LUIGI BERSANI, Ministro dello sviluppo economico. Sotto i capelli!

ANTONIO PALMIERI. Siamo uguali come chioma, ministro! Dicevo, di quanto sia importante questo portale, per portare in Italia turisti.

Concludo, Presidente, ricordando che il nostro riferimento al logo che promuove il nostro paese nel mondo, era dovuto al fatto che “straordinariamente” questo logo è del tutto simile al logo di Izquierda unida, che come tutti sapete è un partito spagnolo di estrema sinistra
(Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia).


Il Portale del Turismo www.italia.it non rispetta la Legge Stanca sull’accessibilità ai disabili: perché?

Scritto da Antonio Palmieri | 7 Marzo 2007 | Sintesi attività parlamentare XV legislatura

Question time in aula del 7 marzo 2007

Premesso che

Il 21 febbraio il ministro Rutelli ha presentato il portale del turismo italiano, www.italia.it, realizzato in attuazione dell’articolo 12 della legge 14 marzo 2005, n. 80 (Conversione in legge del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35 “Disposizioni urgenti nell’ambito del Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale”), che ne prevedeva la realizzazione attraverso la stipula di “opportune convenzioni”.

Il portale – per la realizzazione del quale sono previsti finanziamenti per un importo totale di 45 milioni di euro – si caratterizza per numerosi errori tecnici che contraddicono le regole dell’usabilità, insieme di criteri che rendono facilmente fruibile un sito internet.

Il logo che rappresenta in tutto il mondo il nostro Paese è quasi identico a quello di un partito spagnolo di estrema sinistra (Izquierda Unida).

Il portale non rispetta i dettami della legge Stanca, (legge 9 gennaio 2004, n. 4, votata all’unanimità dall’intero Parlamento) che ha il fine di favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici rendendo loro fruibili i siti internet della pubblica amministrazione, attraverso il rispetto dei requisiti di accessibilità stabiliti dal consorzio internazionale W3C e validi per tutto il mondo.

Per moltissime persone con disabilità anche gravissime l’accessibilità dei siti internet è uno strumento fondamentale perché abbatte le barriere virtuali e consente loro di interagire con il mondo esterno senza difficoltà grazie ai moderni strumenti telematici.

Secondo la legge Stanca, la Presidenza del Consiglio dei Ministri rientra tra i soggetti erogatori che hanno il compito di provvedere alla realizzazione di siti internet accessibili alle persone disabili.

Per sapere:

Se nelle “opportune convenzioni” che la Presidenza del Consiglio dei Ministri, attraverso il Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie, ha stipulato per la realizzazione del portale Italia.it, è previsto il rispetto dei requisiti di accessibilità.

Cosa intende fare il governo per rimediare a questa situazione che mortifica in tutto il mondo l’immagine del nostro Paese, contraddice la volontà dell’intero Parlamento espressa dalla legge Stanca e impedisce a milioni di cittadini italiani e stranieri di poter usare in libertà e autonomia il portale.


Legge Finanziaria: i miei emendamenti in aula a favore delle famiglie numerose

Scritto da Antonio Palmieri | 9 Novembre 2006 | Sintesi attività parlamentare XV legislatura

PRESIDENTE BERTINOTTI: Passiamo alla votazione dell’emendamento Palmieri 3.2.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Palmieri. Ne ha facoltà.


ANTONIO PALMIERI. Signor deputato Presidente, questo emendamento va nella direzione della riduzione del danno che questo disegno di legge finanziaria opera contro la famiglia italiana. In particolare questo emendamento, a firma mia e dell’onorevole Gardini, vuole puntare l’accento sulla situazione delle famiglie numerose, vale a dire quelle con più di quattro figli.
Credo che il dato della denatalità sia un problema che tutti dobbiamo fare nostro in quanto è evidente che, se non si fanno più figli, siamo inesorabilmente avviati al declino. Vogliamo pertanto riconoscere la tutela per le famiglie con un numero di figli superiore a quattro. Questo numero di famiglie, che 35 anni fa erano qualche milione, oggi sono ridotte ad essere non più di 125 mila.
È evidente che con l’impianto del vostro emendamento avete distrutto e sfaldato completamente la riforma Tremonti; avete ribaltato completamente – come ha ricordato eloquentemente anche l’onorevole Santolini – il principio della deduzione a favore dei figli che avevamo introdotto nelle precedenti leggi finanziarie; avete soppresso la libertà per le famiglie di decidere cosa fare dei propri denari senza prima doverli consegnare in mano allo Stato.
Allora, l’invito è di considerare l’emendamento Palmieri 3.2 ed esprimere su di esso un voto favorevole per tutelare almeno queste famiglie, che hanno un numero di figli che oggi è ormai una rarità. Invece di parlare di politiche a sostegno della famiglia, credo che sia più opportuno cominciare a sostenere le famiglie che hanno i figli. Costoro hanno già compiuto un atto di coraggio, rischiando – perché questo è il termine – di mettere al mondo i figli nel nostro paese oggi, e meritano il nostro sostegno attraverso gli interventi di politica fiscale contenuti nell’emendamento al nostro esame.
Per tale motivo, mi auguro che i settori dell’attuale e temporanea maggioranza – i quali nel loro programma elettorale e nelle polemiche di questi giorni hanno avanzato a grande voce il loro ruolo di difensori della famiglia in particolare di quelle numerose – abbiano il coraggio di votare questo emendamento e quello successivo a mia firma (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Di Virgilio. Ne ha facoltà.

DOMENICO DI VIRGILIO. Signor Presidente, desidero aggiungere la mia firma a questo emendamento, e vorrei rilevare che le considerazioni testè svolte dall’onorevole Palmieri rappresentano una realtà incontestabile. L’Italia è il paese al mondo con maggiore denatalità e questo non perché gli italiani non vogliono i figli, ma perché la situazione economica non aiuta i giovani e le famiglie più povere. Quindi, venire incontro alle famiglie numerose, che diminuiscono sempre di più proprio per questo fattore, significa compiere un atto di giustizia e di solidarietà. Altrimenti, nel prossimo futuro pagheremo amaramente, in quanto le famiglie italiane saranno sempre più destinate ad essere superate dall’immigrazione, verso la quale non abbiamo nulla in contrario, ma la nostra italianità e civiltà verrà sicuramente mescolata con altre civiltà in maniera non soddisfacente.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Delfino. Ne ha facoltà.

TERESIO DELFINO. Signor Presidente, intervengo solo per sottoscrivere l’emendamento Palmieri 3.2 e per confermare che una vera politica della famiglia non può non portare ad una politica fiscale che tenda ad introdurre nel nostro paese, così come in altri paesi europei, il quoziente familiare. Torno a ribadire la domanda: come possiamo trattare in modo equo situazioni profondamente diverse? Nel nostro paese le famiglie con quattro o più figli sono circa 300 mila e rappresentano un capitale sociale sul quale la responsabilità del Governo, della maggioranza e di tutto il Parlamento dovrebbe essere attenta, sostenendo con maggiore efficacia gli sforzi e i sacrifici sostenuti da queste famiglie.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Marinello. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE FRANCESCO MARIA MARINELLO. Signor Presidente, intervengo anch’io per sottoscrivere questo emendamento assolutamente di buon senso. Tra l’altro, è rivolto in favore della maggior parte delle famiglie italiane, caratterizzate da un quoziente familiare elevato, cioè proprio quelle famiglie, per intenderci, che l’estate non vanno a Pantelleria.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Lisi. Ne ha facoltà.

UGO LISI. Intervengo per dichiarare, anche a nome del collega Consolo, di aggiungere la firma all’emendamento Palmieri 3.2 e per ricordare ancora una volta a questo Governo e a quest’Assemblea che nella prossima settimana audiremo presso la Commissione affari sociali l’associazione Famiglie numerose. Anche questo è un buon segnale (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Nazionale)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la deputata Capitanio Santolini. Ne ha facoltà. Le ricordo che ha un minuto di tempo a sua disposizione.

LUISA CAPITANIO SANTOLINI. Sarò breve, signor Presidente. Mi associo a questo emendamento che mi sembra qualificante rispetto all’obiettivo, che dovrebbe essere perseguito nel corso dell’intera legislatura, di riconoscere il valore sociale delle famiglie che hanno tanti figli, figli che pagheranno domani le tasse anche per coloro che non li hanno avuti, e che pagheranno la sanità e le pensioni. Si parla tanto delle pensioni che questi figli non avranno, ma che saranno obbligati a pagare anche a coloro che i figli non li hanno fatti.
Mi sembrano misure di buon senso, di equità e di giustizia: le famiglie italiane chiedono non l’elemosina, né trattamenti assistenziali, bensì chiedono trattamenti di promozione, di riconoscimento e di giustizia.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Galletti. Ne ha facoltà. Le ricordo che ha un minuto di tempo a sua disposizione.

GIAN LUCA GALLETTI. Vorrei aggiungere la mia firma all’emendamento in votazione e ricordare soltanto una cosa molto semplice. Abbiamo svolto una discussione sui 40 mila euro di reddito che costituiscono una buona somma se non si hanno 4 figli. Se invece si hanno quattro figli, 40 mila euro di reddito lordo diventano poca cosa e ci vuole molto poco per arrivare sotto la soglia di povertà.
Ritengo che si tratti di una osservazione da tenere in considerazione e che, anche se non verrà approvato (io, però spero che verrà votato dalla maggioranza), l’emendamento Palmieri 3.2 ponga all’attenzione di questo Parlamento un problema di discriminazione che oggi esiste.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull’emendamento Palmieri 3.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 523
Votanti 522
Astenuti 1
Maggioranza 262
Hanno votato sì 239
Hanno votato no 283).

Passiamo alla votazione dell’emendamento Palmieri 3.21.
Prendo atto che i presentatori non accettano l’invito al ritiro formulato dal relatore.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Palmieri. Ne ha facoltà.

ANTONIO PALMIERI. Siamo alle solite Calimero… Anche questo emendamento, come il precedente 3.2 a mia firma, riguarda le famiglie numerose. Vi invito, essendo il testo molto breve, a leggerlo, anzi, se non vi offendete o non vi rubo troppo tempo, lo leggerò io: «I contribuenti con quattro o più figli a carico in sede di dichiarazione dei redditi possono detrarre dal reddito familiare complessivo le bollette inerenti i consumi di acqua, corrente elettrica e gas relativi all’anno cui si riferisce la dichiarazione dei redditi.»
Come abbiamo detto a più voci in quest’aula, e purtroppo soltanto dalla parte dell’attuale e temporanea minoranza, si tratta di una serie di emendamenti che vanno a tutelare, e questi in particolare, coloro che hanno avuto il coraggio e, raccogliendo il suggerimento di un collega, l’incoscienza di mettere al mondo tanti figli.
È noto che in Italia se più persone compongono la famiglia consumano evidentemente di più e finiscono per pagare di più. È evidente a tutti – dovrebbe esserlo in modo particolare alla sinistra – che questa misura colpisce soprattutto le famiglie numerose, che hanno meno mezzi. Abbiamo già detto che in Italia le famiglie numerose sono quelle che più delle altre cadono nelle fasce di povertà. Mi sembra quindi veramente un elemento di civiltà, oltre che di buonsenso, votare questo emendamento.
Mi rivolgo questa volta non più alla componente della maggioranza cosiddetta moderata, ma, appunto, alla componente di sinistra, perché dovrebbe stare a cuore a voi più che ad altri l’elementare elemento di giustizia sociale contenuto in questo emendamento.
Per questo motivo, rinnovo l’invito ad approvare questo emendamento, mettendovi non solo la mano sulla coscienza, ma anche una mano sul portafogli, per aiutare le famiglie numerose (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia).

PRESIDENTE. Solo ai fini di evitare fraintendimenti all’Assemblea, faccio notare che lei ha illustrato un altro emendamento, che invece è stato ritirato. Non ha letto infatti il testo dell’emendamento ora in esame. (N.B. ERO COSI’ STANCO CHE IN EFFETTI HO PARLATO DI UN ALTRO EMENDAMENTO. MA L’IMPEGNO A FAVORE DELLE FAMIGLIE NUMEROSE E, PIU’ IN GENERALE DELLA FAMIGLIA, RESTA IMMUTATO…)
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull’emendamento Palmieri 3.21, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 521
Maggioranza 261
Hanno votato sì 239
Hanno votato no 282).


Due piccoli successi quasi personali

Scritto da Antonio Palmieri | 27 Ottobre 2006 | Sintesi attività parlamentare XV legislatura

Con due emendamenti al decreto fiscale collegato alla finanziaria 2007 del 27 ottobre 2006

Avevo presentato due emendamenti al decreto fiscale collegato alla finanziaria approvato oggi alla Camera ed entrambi sono andati a buon fine.

Il primo era un emendamento che cancellava l’art. 32 del decreto, che voleva imporre di pagare una somma (da specificarsi) agli editori a chiunque citasse integralmente o parzialmente un articolo di stampa. Ciò avrebbe comportato la chiusura delle rassegne stampa on line e non e l’impossiblità di citare liberamente articoli interessanti, alla faccia della libera circolazione del sapere che è una delle bandiere della sinistra, specie on line.

Il secondo riguardava la tassa sui suv, che colpiva le famiglie numerose, le quali per esigenze di spazio dovute la numero dei componenti della famiglia comprano auto di questo tipo.

In commissione l’art. 32 è stato soppresso con voto unanime. E sono stati esclusi dal pagamento della tassa sui suv i mezzi di famiglie composte da più di quattro persone.


Basta con le bugie sulla scuola

Scritto da Antonio Palmieri | 4 Luglio 2006 | Sintesi attività parlamentare XV legislatura

Intervento in aula durante le votazioni del decreto legge Disposizioni finanziarie urgenti in materia di pubblica istruzione del 4 luglio 2006

PRESIDENTE. Constato l’assenza del deputato Martusciello, che aveva chiesto di parlare: s’intende che vi abbia rinunziato.
Ha chiesto di parlare il deputato Palmieri. Ne ha facoltà.

ANTONIO PALMIERI. Signor deputato Presidente, mi può indicare, per cortesia, di quanto tempo dispongo esattamente?

PRESIDENTE. Di quindici minuti.

ANTONIO PALMIERI. Visto che oggi presiede i lavori dell’Assemblea con una certa concitazione – anche legittima -, non vorrei ostacolarla prolungando il mio intervento oltre il dovuto.

PRESIDENTE. Non si preoccupi!

ANTONIO PALMIERI. La ringrazio.
Il gruppo di Forza Italia ha già espresso il proprio orientamento favorevole sul provvedimento in esame. E poiché gli onorevoli Aprea, Garagnani e Carlucci hanno sufficientemente argomentato sulla materia oggetto del decreto-legge, anche per dare modo al rappresentante del Governo di aggiungere ai propri appunti notazioni diverse da quelle relative alle modalità della copertura – reperita assorbendo le risorse destinate all’importante figura del tutor -, mi limito a sottolineare un aspetto che ho colto sia nel dibattito svoltosi in sede referente sia nell’intervento del ministro Fioroni nel corso dell’audizione presso la VII Commissione sia negli articoli pubblicati dalla stampa.
Nei confronti del centrodestra e, in particolare, della riforma Moratti, il centrosinistra continua ad attribuirsi una moralità superiore: come se i nostri provvedimenti relativi alla scuola avessero avuto come finalità quella di distruggere la scuola pubblica – che, per noi, è la scuola di tutti – e di deprezzare e deprimere la figura degli insegnanti, mentre un periodo di rivalutazione di tale figura prenderebbe finalmente le mosse con l’avvio di questa legislatura.
Trovo tale atteggiamento assolutamente insopportabile, oltre che non vero: se dalle parole, dalla facile demagogia si passa ai fatti, dovremmo rilevare, esaminando gli

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atti concreti del Governo Berlusconi e del ministro Moratti, che, nel corso della passata legislatura, per quanto riguarda la rivalutazione della figura degli insegnanti di ogni ordine e grado, sono state adottate alcune misure. Dai banchi del gruppo di Forza Italia vogliamo rinnovare ancora una volta il nostro ringraziamento a tutti coloro i quali, donne e uomini, sono impegnati a lavorare con dedizione per il presente ed il futuro delle nostre nuove generazioni, dei nostri figli, applicando la normativa, senza boicottare le leggi dello Stato. Ad esempio, in tema di stipendi (il ministro Fioroni ha anche recentemente ricordato che la retribuzione del corpo insegnante è un problema della scuola italiana), nel corso del tanto vituperato Governo Berlusconi e dell’attività del ministro Moratti, due rinnovi dei contratti degli insegnanti hanno portato ad un aumento medio per gli insegnanti di 247 euro a testa, avvicinando notevolmente la retribuzione dei nostri docenti al livello della media europea.
Vorrei aggiungere un altro elemento di concretezza e di verità che sfata il mito propagandistico di un centrodestra che si porrebbe l’obiettivo di deprimere gli insegnanti, la scuola pubblica italiana: noi abbiamo proposto che, nell’ambito del rinnovo dei contratti, fosse finalmente distinta la figura del docente dal personale ATA. Mi sembra che le responsabilità ed i compiti di un docente rispetto a quelli del personale amministrativo siano di natura completamente diversa. Pertanto, abbiamo tentato, ma siamo stati sconfitti, di prevedere una diversa definizione contrattuale che distinguesse i diversi compiti e le diverse responsabilità, rivalutando e valutando prepotentemente la figura degli insegnanti.
Mi aspetto che il nuovo Governo si faccia carico di queste istanze, se veramente ha a cuore il destino del corpo insegnante italiano, orientandosi verso una definizione contrattualistica che lo distingua dal resto del personale della scuola.
Un altro elemento di concretezza e di verità, a fronte della vostra propaganda, attiene alla questione della precarietà.
Il ministro Fioroni in Commissione si è dilungato su tale tema, affermando che la problematica rientra tra le priorità del Governo. Tale questione era tra le priorità anche del nostro Governo il quale – lo ricordo – ha assunto 130 mila insegnanti, senza contare l’inserimento del personale amministrativo. Ricordo che nei provvedimenti che ci accingeremo ad esaminare sono previste altre immissioni in ruolo stabilite dal nostro Governo.
Quindi, anche per quanto riguarda la lotta alla precarietà, se si analizza quanto è avvenuto nei cinque anni del Governo Berlusconi, confrontandolo con le misure adottate nei cinque anni precedenti, scopriamo che, passando dalle parole ai fatti, dalla propaganda alla realtà, si è quasi dimezzato il tasso di precarietà del corpo docente in Italia, il cosiddetto precariato storico. Siamo curiosi di vedere come si comporterà l’attuale Governo in tal senso.
Infine, ma non in fine, nella riforma Moratti – legge n. 53 del 2003 – è previsto un nuovo metodo di formazione e reclutamento del corpo insegnante che ha il duplice scopo di evitare lo sviluppo di un nuovo precariato e, al tempo stesso, di dare agli insegnanti la preparazione specifica approfondita, posto che – non lo dimentichiamo mai – il ruolo degli insegnanti è talmente prezioso perché si pone al servizio degli studenti e degli allievi. Pertanto, avere insegnanti ben preparati e motivati è una delle missioni che la scuola ed il ministero devono avere a cuore.
Da questo punto di vista, l’articolo 5 della legge n. 53 del 2003 si muove in tale direzione. Anche in questo settore, stiamo vedendo con preoccupazione che i vostri intendimenti sono di ben altra natura: tornare indietro! È, quindi, è una situazione che provoca precariato, anziché diminuirlo od eliminarlo.
Aggiungo un’ulteriore considerazione, l’ultima, anche per rispettare il tempo a mia disposizione. Nel complesso della nostra riforma, la figura dell’insegnante e la sua autonomia, personale e come corpo docente presente in un istituto scolastico, è stata posta al centro dell’attenzione. Ciò è avvenuto perché al centro di quella

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riforma vi era il desiderio e l’obiettivo di creare una scuola per tutti e di ciascuno e di fare sì che coloro che, con sacrificio e dedizione, lavorano nella scuola siano apprezzati da chi frequenta la scuola, cioè dagli allievi e dai loro genitori. In questa direzione si è mossa, e si può vedere traccia di ciò in tutti i suoi articoli, la legge n. 53 del 2003 (la cosiddetta riforma Moratti). In questa direzione noi intendiamo proseguire anche dai banchi dell’opposizione.
Chiediamo, e mi accingo a concludere, al Governo e ai colleghi dell’attuale maggioranza di smetterla con questo atteggiamento di discriminazione immotivata nei nostri confronti, di divisione tra buoni, che vogliono il bene della scuola, e cattivi, cioè coloro che per cinque anni avrebbero lavorato scientemente per distruggerla: noi siamo la Casa delle libertà, non siamo la casa di Erode, pertanto abbiamo a cuore il futuro e il destino delle nuove generazioni. Poiché è finita la campagna elettorale e, soprattutto, è finito temporaneamente, sebbene per poco, il vostro stare all’opposizione, vi chiediamo di smetterla con questo atteggiamento!
Voi avete scelto, coscientemente e scientemente, di trasformare per cinque anni la scuola nel terreno principale dell’opposizione al Governo Berlusconi. Voi avete utilizzato la scuola sia per mobilitare coloro che in essa lavorano, sia per aizzare studenti e famiglie contro il Governo. E ciò è avvenuto con la complice connivenza degli organi di informazione e delle televisioni, comprese quelle Mediaset. Poiché ora voi siete temporaneamente al Governo – la guerra, da questo punto di vista, per voi è finita -, noi riteniamo che vi siano le condizioni per riconoscere dignità alle posizioni dell’attuale minoranza e, soprattutto, per riconoscere la verità delle cose buone da noi fatte, che sono molte, nonché per lavorare insieme al fine di correggere le cose che ci sono da correggere.
Grazie, signor deputato Presidente, per la sua cortesia (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).


Intervento in Commissione Cultura sul portale www.italia.it e la pirateria informatica

Scritto da Antonio Palmieri | 28 Giugno 2006 | Sintesi attività parlamentare XV legislatura

Testo integrale del mio intervento in Commissione cultura durante l’audizione del ministro per i beni e le attività culturali, Francesco Rutelli, sulle linee programmatiche del suo dicastero e risposta del ministro Rutelli. del 28 giugno 2006

ANTONIO PALMIERI. Signor ministro, mi scuso con lei ma l’altra volta non ero presente, perché impegnato nella campagna referendaria. Ho letto, però, la sua dichiarazione e mi associo alla considerazione che forse non le si poteva chiedere di più; nel senso che inevitabilmente c’è molto vacuum in quello che lei ha detto, ma le facciamo sconto di questo, perché da pochi giorni ha preso in mano questo ministero così importante e delicato, in un Governo che non è ancora in condizione di lavorare pienamente, a motivo delle sue profonde divisioni. Mi rendo conto che non sia facile prendere in mano la situazione e venire qui a proporci progetti già pronti da attuare. Di questo le diamo sicuramente atto.
In secondo luogo, vorrei esortarla a non cedere alla tentazione – uso un neologismo – del «cancellazionismo» rispetto a quanto fatto dal Governo precedente, solo perché fatto da quel Governo. È una tentazione molto seduttiva, da un certo punto di vista, pericolosa per un altro. Lo dico con riferimento al codice dei beni culturali, che è stato ed è un tentativo (sicuramente perfettibile) per ridare ordine alla materia e per facilitare il lavoro degli operatori pubblici e privati, e riprendo anche l’esortazione finale dell’onorevole Rositani sul discorso delle «teste»; anche oggi abbiamo letto sui giornali alcune dichiarazioni con riferimento ad Arcus: bisogna avere un minimo di cautela e ricordarsi della necessità di rendere conto a noi, come Commissione parlamentare, del funzionamento reale di questo tipo di strumenti, il cui carattere di novità comporta pregi, ma evidentemente anche limiti.
Le rivolgo ora tre richieste precise seguite da una precisazione. La prima riguarda il portale nazionale del turismo, www.italia.it, voluto dal precedente Governo, in particolare dai ministri Stanca e Buttiglione (bando pubblicato, gara espletata, lavori assegnati, tumulti delle regioni che si ritenevano espropriate di alcune facoltà loro spettanti in virtù del famigerato Titolo V). Ritengo rappresenti – al di là di tutto – l’occasione di un marchio nazionale nel mondo, un’opportunità per far conoscere a costo zero la nostra bella Italia. Nella passata legislatura il progetto era in avanzata fase di realizzazione: le chiedo se può darci notizie del punto in cui siamo.
La seconda questione riguarda il diritto d’autore e la pirateria. Nella scorsa legislatura, in Commissione, abbiamo svolto un’indagine approfondita. Vale la pena sicuramente di tornarci, perché, evidentemente, la tecnologia non aspetta la politica. È un tema quanto mai caldo, in tutti i sensi e per tutti gli ambiti di protezione delle vecchie e nuove forme di sapere e di comunicazione culturale. Occorre tornare sul tema del diritto d’autore nell’era digitale e sulla conseguente lotta alla pirateria; si dovrà rivedere il famoso decreto Urbani (il presidente lo definirebbe forse «famigerato»), verificare a che punto siamo in Italia, in Europa e oserei dire nel mondo. È un messaggio importante, anche con riferimento a una vasta platea di giovani che usano le nuove tecnologie per fruire dei beni culturali.
Infine, vorrei riprendere alcune riflessioni dell’onorevole Garagnani, con riferimento alla verifica del funzionamento, non sempre efficace, delle antiche leggi di spesa a pioggia. Se si potesse finalmente e effettivamente attuare un sistema di verifica preventivo, non a cose fatte, credo che gioverebbe all’interesse di tutti.
La precisazione che intendo fare si riferisce a quanto risportato dal resoconto stenografico della seduta del 15 giugno, nella parte in cui l’onorevole Guadagno ricordava l’uccisione, a Como, di un giovane cingalese di 18 anni, che avrebbe potuto essere un grande artista. Volevo consolare lui e noi tutti: non è morto, è vivo, sta meglio, e si sta riprendendo dal gravissimo fatto che gli è capitato. È chiaro che il vigile ha sbagliato, ma il ragazzo, adesso, sta molto meglio e soprattutto è vivo. Una buona notizia per la Commissione: è giusto lasciare agli atti informazioni precise e non errate.
Rivolgo infine al ministro un augurio sincero di lavorare veramente al servizio di tutti. Nello spirito che caratterizza la VII Commissione, confermiamo la disponibilità a un lavoro comune su temi che stanno a cuore a tutti. Accordi bipartisan dovrebbero essere più facilmente raggiungibili in materie come la cultura, lo spettacolo, il turismo; forse più che per la scuola (anche se non dovrebbe essere così).
Concludo il mio intervento, con l’augurio sincero di buon lavoro, caro ministro, o più probabilmente di un lavoro buono, perché è ciò di cui abbiamo bisogno.

MINISTRO FRANCESCO RUTELLI – Onorevole Palmieri, i grandi scultori del medioevo avevano l’horror vacui, che li portava a riempire gli spazi con bassorilievi, e anche noi abbiamo analogo atteggiamento, rispetto ad un’opposizione che denuncia i vuoti delle politiche della maggioranza. Come ho già chiarito, vi assicuro che non è nostra intenzione cancellare in modo ideologico, tantomeno in modo ostile.
A proposito di ARCUS, credo che dovremo occuparcene molto seriamente. Raccolgo il richiamo ad occuparci del diritto d’autore, insieme agli altri ministri che ne hanno competenza.
Quanto al portale nazionale del turismo, su cui l’onorevole Palmieri mi interpellava, siamo in serio ritardo. Si è tenuta, dopo la nostra precedente audizione, una riunione del Comitato nazionale del turismo. In verità, si è tenuta in clandestinità, perché il Comitato nazionale del turismo è stato dichiarato dissolto dalla Corte costituzionale a seguito di alcuni ricorsi delle regioni. Tuttavia, a dimostrazione di una buona volontà di costruire rapporti fra Stato, regioni e categorie produttive, ci siamo riuniti ugualmente e abbiamo individuato dei compiti di lavoro. Tra questi, abbiamo chiesto a un rappresentante delle regioni e al rappresentante del ministro Nicolais, che ne ha la competenza, di preparare, per la prossima riunione che si terrà fra meno di un mese, un rapporto molto preciso sullo stato di attuazione del portale Italia.it.
Non sfugge all’onorevole Palmieri – come a tutti i colleghi, ad esempio vedo l’onorevole Li Causi molto attento al tema del turismo – il problema serio dell’omogeneità dei dati. Personalmente, un paio di settimane fa ho inaugurato il portale turistico della provincia di Firenze, all’interno del Museo degli Uffizi. Una bellissima iniziativa della provincia, che ha messo in rete tutte le strutture ricettive del territorio. In quell’occasione, ho fatto in diretta la prenotazione per un bed & breakfast nella zona del Chianti, naturalmente simbolica.
Voi stessi vi rendete conto come un portale nazionale debba omogeneizzare i dati delle oltre cento province italiane e le diversità di classificazione nelle diverse regioni italiane. Purtroppo, uno degli elementi di disomogeneità del nostro sistema deriva dal fatto che non sempre un albergo a tre stelle che si trova in una determinata regione ha le stesse caratteristiche di un albergo a tre stelle di un’altra regione. Lo stesso discorso vale per le modalità di informazione. È un tema molto importante, poiché senza portale nazionale del turismo l’Italia è azzoppata nella competizione. Conto, al riguardo, di poter riferire alla Commissione in modo completo al più presto.



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