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Santoro fiancheggiatore di Bin Laden?

Antonio Palmieri

Scritto da Antonio Palmieri | 12 ottobre 2001 | Attività 2001

Lettera al presidente della Commissione di vigilanza RAI
del 12 ottobre 2001

“Riteniamo doveroso iniziare ad interrogarsi, come gia’ avviene in America, su come conciliare il diritto d’informazione e gli ascolti televisivi e il dovere morale di emarginare le idee e le parole di quanti teorizzano un qualsiasi appoggio al terrorismo. Questa posizione non ha un colore politico ma deve essere patrimonio di tutti”.
Sono stato uno dei trenta deputati della Casa delle Liberta’ che hanno scritto una lettera al presidente della commissione di Vigilanza Rai Claudio Petruccioli, per chiedere ”quali iniziative intende adottare per impedire l’utilizzo strumentale della televisione pubblica e perché sia ripristinata una informazione autenticamente pluralista in un clima di salvaguardia degli interessi generali e soprattutto perché sia evitato un uso distorto dei mezzi di comunicazione pubblica che finisce per favorire forme di fanatismo e terrorismo destabilizzanti e ontani da qualsiasi idea di pace, di tolleranza e di convivenza civile”.
La televisione pubblica non può essere utilizzata per distorcere la verità e la realtà. Per questo sono intervenuto, assieme agli altri deputati firmatari della lettera per chiedere quali sono le “possibili conseguenze sull’etica dell’informazione alla base delle trasmissioni televisive del giornalista Michele Santoro, che appare estraneo alle responsabilità ed alle necessità di rendere l’informazione televisiva la più oggettiva possibile e appare accanirsi in una posizione assolutamente di parte”.
In particolare abbiamo voluto reagire all’offerta di ampi spazi a quanti rappresentano le idee di chi ispira e guida una drammatica e spaventosa cellula di terrorismo internazionale fanatica e mortale. Il riferimento e’ alla partecipazione dello sceicco Omar Bakri, ospite su Rai Due nel programma di Santoro, dove, purtroppo, lo stesso Bakri si e’ esibito addirittura come opinion leader e difensore di Bin Laden”.
La nostra lettera sarà servita a qualcosa?

Sinceramente non lo so ma di una cosa sono sicuro: è finito il momento di subire in silenzio.

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