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Antonio Palmieri

Scritto da Antonio Palmieri | 29 novembre 2001 | Attività 2001

Interrogazione al ministro dell’università in merito alla situazione dell’università di Como
del 29 novembre 2001

Giovedì 29 novembre in Commissione cultura abbiamo discusso la seguente interrogazione urgente al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca, in merito alla situazione dell’Università di Como.
Io ho firmato questa interrogazione assieme ai colleghi Butti (primo firmatario) e Taborelli.

Testo dell’interrogazione

Premesso che:

dopo lo svolgimento di 3 anni accademici le decisioni assunte dagli organi di Governo dell’Università degli Studi dell’Insubria hanno comportato uno sviluppo significativo del Polo di Varese a cui non si è accompagnato un corrispondente sviluppo del Polo di Como;

la valutazione della situazione attuale può essere fatta con riferimento ai corsi di laurea presenti nell’anno accademico 1998-1999 rispetto a quelli attualmente attivati e con riferimento alle matricole che si iscrivono al primo anno dei corsi delle due sedi, al personale docente e dedicato alla ricerca ed al numero dei dipendenti tecnico-amministrativi;

i dati disponibili evidenziano il fatto che la sede di Varese ha attivato un significativo numero di corsi, mentre presso la sede di Como il numero dei nuovi corsi attivati è di gran lunga inferiore. Tra l’altro, numerosi corsi sono stati attivati dalla Facoltà di Scienze, che il rapporto predisposto dal nucleo di valutazione indicava come facoltà che avrebbe dovuto essere trasferita al Polo di Como “dato il maggior numero di corsi di laurea lì attivati”;

i dati mostrano inoltre come il maggior numero di corsi presenti presso il Polo di Varese abbia comportato una caduta delle matricole dell’anno accademico 2001-2001 che si sono iscritte a Como (alla data del 30 settembre scorso). Nell’anno accademico 1998-1999 la percentuale delle matricole di Como sul totale dell’Insubria era del 42%; per il 2001-2002 la percentuale scende al 26%. La flessione delle iscrizioni appare costante nel tempo. Per quanto riguarda il personale docente e ricercatori ed il personale tecnico-amministrativo, si mette in evidenza il fatto che lo squilibrio iniziale non è stato colmato nel corso dei tre anni monitorati (un quarto a Como e tre quarti a Varese);

per quanto attiene il tema delle risorse finanziarie, si rileva che contrariamente a quanto suggerito nel rapporto dell’Osservatorio, non risulta essere stato definito “un bilancio per le singole sedi”. I finanziamenti erogati dagli enti locali vengono accreditati ai Poli di pertinenza, ma le risorse comuni vengono assegnate in funzione del numero dei corsi e degli studenti, parametri che non contribuiscono a mantenere equilibrate le risorse fra le due realtà, perpetuando lo squilibrio attuale;

anche per quanto attiene i finanziamenti di carattere straordinario, previsti dalla legge 3 agosto 1998, n.315, non risulta una equa ripartizione dei 75 miliardi di lire resi disponibili dall’articolo 3. Si ha notizia dell’assegnazione di 25 miliardi alla sede di Como, di cui 5 miliardi per la ristrutturazione del chiostro di S.Abbondio, di 11 miliardi per il completamento della sede di di via Valleggio (anello interessato e piazzale d’ingresso) e di 9 miliardi per il miglioramento della viabilità fra Como e Varese;

quale sia in ordine a quanto in premessa il futuro della sede di Como eccessivamente penalizzata dalla fusione con la sede di Varese, e quale sia l’opinione del Governo in relazione a quanto in premessa e quali provvedimenti intenda assumere, per colmare il divario sviluppatosi tra il Polo di Varese e quello di Como.

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