Adesioni PDL
In anteprima, la nuova campagna adesioni al PDL. Domani on line nei nostri siti e nei prossimi giorni negli impianti 6×3 delle città.
In anteprima, la nuova campagna adesioni al PDL. Domani on line nei nostri siti e nei prossimi giorni negli impianti 6×3 delle città.
Venerdì 30 ottobre sarò presente al convegno organizzato dal CO RE COM dal titolo ” Web reputation, come i nuovi media ridisegnano i confini della privacy” presso la Sala Pirelli -Via Fabio Filzi 22, Milano
Ecco il programma:
10.30 apertura lavori: Fabio Minoli, Presidente Corecom
Davide Boni, Presidente del Consiglio regionale della Lombardia
Intervengono
Alessandro Giovannini, Amministratore Delegato Phinet
Nicola Piepoli, Presidente dell’Istituto Piepoli
Michelangelo Tagliaferri, Presidente dell’Accademia Comunicazione
Paolo Tacconi, Executive Producer MSN Western Europe (Microsoft)
Luigi Pecora, Authority della Privacy - Unità Affari Legali e di Giustizia
Guido Scorza, Presidente Istituto per le politiche dell’ innovazione; Docente Diritto delle nuove tecnologie, Università “La Sapienza”, Roma
Antonio Martusciello, Commissario Agcom
Conclusioni, Roberto Formigoni, Presidente Giunta regionale della Lombardia
Sabato 1 ottobre parteciperò alla tavola rotonda della scuola di formazione Web e comunicazione organizzata dalla Fondazione Craxi presso l’Auditorium comunale – Piazza Giovanni Paolo II- Orbetello.
Ecco il programma:
Venerdì 30 settembre
ore 15 Saluti istituzionali:
Sen. Maurizio Sacconi, Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali
On. Stefania Craxi, Presidente Onorario Fondazione Craxi
On. Beatrice Lorenzin
“I GRANDI SOCIALNETWORK E LA COMUNICAZIONE NEL SECOLO DEL MILLENNIO”
Relazione di: Mario Sechi (Il Tempo)
ore 16 Coffe Break
16.30 “WEB E CONSENSO”
Interventi:
Vittorio Veltroni (Direttore Generale Digital Mondadori)
Paolo Ainio (Banzai)
Simone Bressan (Tocqueville)
Giandomenico Celata (Direttore Multimedia Lab-CATTID, Sapienza Università di Roma)
Vincenzo Cosenza (Responsabile Digital PR-Roma)
Andrea Salvati (Industry leader – Finance, Business and Industrial Market Google Italy)
Michele Lembo (Responsabile organizzativo Radio radicale.it)
Sabato 1 ottobre
11.00 “STORIA DELLA COMUNICAZIONE”
Roberto Chiarini (Docente di Storia contemporanea Università degli Sutdi di Milano)
12.00 TAVOLA ROTONDA
Claudio Velardi (Reti)
Antonio Palmieri (Responsabile Internet PDL)
Francesco Nardi (Esperto di comunicazione e web 2.0)
Modera: Marcello Sorgi
Risposta all’editoriale di Mario Calabresi “L’Italia merita qualcosa di meglio” su La Stampa.
Caro Calabresi,
vorrei aiutarla a “vedere meglio”, vale a dire da un altro punto di vista ciò che lei evidenzia nel suo editoriale odierno.
Che nella vicenda libica Sarkozy (soprattutto) e Cameron abbiano fatto e stiano facendo di tutto per tagliare fuori l’Italia (l’Italia, non Berlusconi) è una evidenza. E’ anche una realtà che abbiamo aderito obtorto collo alla guerra contro Gheddafi. Tuttavia siamo così “assenti dalla politica internazionale che conta”, come lei dice, che il capo del governo provvisorio libico è venuto in Italia a trovare Berlusconi il 25 agosto, vale a dire ben venti giorni fa. In quella data è stata ribadita la scelta della nuova Libia di continuare il rapporto privilegiato con l’Italia. Il lunedì successivo l’amministratore delegato dell’Eni Scaroni ha firmato a Tripoli un accordo per sostenere la popolazione libica, ed è attivo un comitato italo-libico presieduto dal ministro Frattini per pianificare le azioni comuni per la ricostruzione. Tutto questo settimane prima della passerella di ieri dei leader francese e inglese.
Lei ha ragione: Berlusconi vive una vita spericolata. Però è la sua vita privata, che tale sarebbe rimasta se i pm non avessero deciso di scandagliarla cercando ipotesi di reato e se i giornali (d’intesa con loro) non l’avessero messa in piazza. L’accanimento dei magistrati contro il premier, che lei in qualche modo ammette, è dunque colpa di Berlusconi? E’ colpa sua se per mesi (e in assenza di reati) i magistrati decidono di mettere sotto controllo la sua abitazione e di intercettare chiunque entri lì, passando poi ai giornali le intercettazioni? Non le sembra curioso che tutti i giornali pubblichino intercettazioni di cui per legge non potrebbero disporre e solo l’editore de Il Giornale viene rimandato a giudizio per aver pubblicato l’intercettazione della famosa telefonata tra Fassino e Consorte?
Berlusconi ha sicuramente il torto di non accettare di essere spazzato via dalla scena politica dalla magistratura e dai media, come avvenne ai partiti del pentapartito. Per questo deve dedicare tempo ed energia alla sua difesa: è colpa sua o di un sistema giudiziario-mediatico in servizio permanente effettivo contro di lui? In una democrazia decidono chi governa gli elettori o questo potere spetta a giudici, editori e direttori di giornali?
Siccome lei è persona onesta, non ha il coraggio di dire che “la profonda crisi economica sia conseguenza diretta dei processi berlusconiani”, perchè sa che non è così e sa che Berlusconi la sua parte l’ha fatta, faticosamente e non come avrebbe forse pienamente voluto, nelle due manovre di luglio e di agosto. La fuga degli investitori stranieri dai titoli di Stato italiani in parte perchè siamo considerati un anello debole nell’euro e in parte è una profezia che si autoavvera, grazie alla ripresa universale di quanto magistrati e media italiani fanno contro il premier.
Infine, a proposito della sua visita alla Camera, lei certo ha colto un aspetto vero: colleghi preoccupati per le cose che i giornali scrivono, per le voci che i giornalisti in Transatlantico alimentano, per il proprio futuro personale. Sono, siamo esseri umani, con i nostri limiti. Se al suo giornale ogni giorno girassero voci sulla imminente chiusura da parte della proprietà, forse anche voi sareste preoccupati, no? Tuttavia, se avesse parlato con altri colleghi, avrebbe però anche sentito preoccupazione per le sorti del nostro Paese, senso di impotenza e di delusione perchè la direzione che Berlusconi e il governo hanno indicato per il fine legislatura – tenuta in ordine dei conti pubblici, avvio processo di dismissione dei beni pubblici per ridurre il debito e dunque tranquillizzare i mercati definitivamente, approvazione delle riforme costituzionali, del fisco e della giustizia – rischia di naufragare sotto i vostri colpi mediatici-giudiziari. Anche così si uccide la speranza. Lei ha ragione: gli italiani non meritano di vivere in quest’angoscia. Mettiamoci tutti una mano sulla coscienza e lavoriamo per il bene comune, ciascuno nel posto dove si trova.
Cordialmente,
on. Antonio Palmieri
Dieci anni fa, dopo la terribile giornata dell’11 settembre 2001, tutti ci siamo sentiti americani. Tutti eravamo solidali e uniti con quel popolo che era stato così duramente colpito da un attacco senza precedenti. Dieci anni dopo il nostro atteggiamento non è mutato, perchè non era solamente il frutto della spinta emotiva per quello che era accaduto sotto i nostri occhi in diretta televisiva, ma la manifestazione di un profondo convincimento: noi, cioè l’Italia e l’Europa, e gli Stati Uniti siamo parte di un solo occidente, di quell’unico grande occidente in cui le libertà e le democrazie si fondano sulla centralità della persona umana.
Occidente americano e occidente europeo fondano l’ordine naturale della vita sulla persona e sulla sua libertà. Questo valore fondante, la libertà, si declina nella democrazia, nel libero mercato, nella libertà di espressione e di culto, in tutti quei valori che sono occidentali perchè qui hanno visto la luce ma sono universali perchè sono scritti nel cuore di ogni essere umano e ben descritti nella Carta dei diritti dell’uomo.
Per noi l’uomo, la persona, è il cuore della società, l’inizio e il fine di ogni azione politica. Contro questa centralità dell’uomo e della sua libertà si è scagliato il nuovo nemico che dieci anni attaccò al cuore la più grande democrazia del pianeta, aprendo di fatto una nuova guerra mondiale. Dopo aver affrontato e sconfitto l’ideologia della razza, della classe e dello Stato, dopo che il nazismo e il marxismo hanno cercato invano di stradicare quell’umanesimo laico e cristiano fondamento della democrazia, oggi siamo costretti a batterci per difendere la libertà e la democrazia, in tutto il mondo, contro il nuovo nemico. Non si tratta di una guerra di religione ma della lotta contro coloro che strumentalizzano una religione per farne un movimento di conquista, di sottomissione, di potere dispotico, usando l’arma della violenza contro popoli indifesi o contro civili innocenti.
Per questo motivo da dieci anni l’Italia e i suoi militari sono impegnati in molte aree del pianeta in missioni di difesa della pace, perchè non c’è pace senza giustizia e senza libertà. Senza libertà non vi può essere autentico sviluppo, perchè chi comprime la libertà schiaccia l’umanità e di conseguenza scaccia anche ogni possibile reale progresso. I nostri militari difendono i popoli che sono minacciati dal fondamentalismo terrorista islamico e contemporaneamente difendono anche la nostra nazione. Le nostre donne e i nostri uomini in divisa sono apprezzati, ascoltati e richiesti per le loro capacità, per i risultati ottenuti sul campo, per il loro coraggio, per la loro umanità e bravura nell’entrare in relazione con le popolazioni che sono chiamati a difendere. A tutti loro, in particolare a quanti sono caduti nell’adempimento del servizio alla patria e alla sicurezza del mondo, va la stima, la solidarietà e l’affetto di tutti noi del PDL e di tutti gli italiani.
Nonostante gli importanti successi ottenuti finora, sappiamo bene che ci aspetta ancora un lungo percorso per sconfiggere definitivamente il terrorismo fondamentalista. Siamo determinati a percorrerlo fino in fondo, convinti che tutte le democrazie devono restare unite in questa impresa. Per questo motivo tutti noi del Popolo della Libertà continueremo come abbiamo sempre fatto a promuovere, sostenere e diffondere il bene supremo della libertà per tutti i popoli del mondo e l’impegno che il governo Berlusconi ha costantemente dedicato a questa causa, dal 2001 a oggi.
ANTEFATTO: Il 13 agosto, dopo la presentazione della nuova manovra, Massimo Gramellini ha scritto su La Stampa un editoriale dal titolo “Il lamento del Medio Alto“. Di seguito puoi leggere la lettera che gli ho inviato e che pubblico con il suo consenso
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Caro Gramellini,
sono un deputato, dunque uno della “accozzaglia di affaristi senza ideali”, che lei ha messo all’indice nel suo “Lamento del Medio Alto” di sabato 13 agosto.
Eppure, quante cose abbiamo in comune. Anch’io sono un medio alto e anche il mio reddito (da quando sono parlamentare ho scelto di rinunciare a possibili altri introiti) non sfugge al fisco.
Pagherò il contributo di solidarietà per tre anni: lo pagherò doppio e senza possibilità di dedurlo dalle tasse – è il minimo per un affarista senza ideali – e me lo voterò.
Come lei non ho fatto il debito pubblico che mi trovo sul groppone (sono deputato dal 2001), quel debito gonfiato da partiti irresponsabili, con l’aiuto determinante di milioni di italiani che hanno scelto di approfittare di norme stolte, tipo la possibilità di andare in pensione nel pubblico impiego dopo 14 anni, 6 mesi e un giorno di lavoro e poi magari fare uno o più lavori in nero.
Anch’io sono preoccupato per la situazione del nostro Paese. Non credo però che si risolva continuando a demotivare i cittadini che fanno il loro dovere. Pagano i soliti ben noti al fisco? Sì. Sono contenti? No. Però perchè non ricordare loro che la lotta all’evasione fiscale, con le nuove misure messe in atto in questi tre anni ha portato nel 2009-2010 alla cifra record di 33,6 miliardi di evasione riscossa? Perchè tacere del piano straordinario 2009-2012 di verifica di 800.000 pensioni di invalidità, che ha portato nel 2010 alla revoca del 23% delle 200.000 pensioni controllate? Soldi risparmiati e furbi smascherati.
Perchè continuare la solfa delle riforme strutturali mai fatte se in questi tre anni sono state approvate l e riforme d i pubblico impiego, scuola, università, federalismo fiscale, giustizia civile, pensioni, codice antimafia, codice del turismo, apprendistato?
Insomma, perchè non dire ai cittadini ai quali è chiesto un sacrific io, che ci sono segnali di cambiamento positivo da cogliere e da sostenere col proprio comportamento? Solo perchè queste cose le sta facendo il governo Berlusconi? Sì. Tuttavia c’è dell’altro. Il suo direttore ha scritto due libri raccontando di persone che negli Stati Uniti e in Italia non si sono arrese di fronte a circostanze negative ma le hanno trasformate in occasioni positive per sé e per gli altri. Questo è il punto: di fronte a qualsiasi situazione, entra in campo la responsabilità personale, la scelta che ciascuno di noi può fare tra bene e male, tra crederci o arrendersi. Per questo editoriali come il suo (e molti altri, per la verità) sono un segnale di resa, servono solo a far sentire dei cretini noi che stiamo alle regole perchè siamo per la comunità. Involontariamente lei finisce per incentivare proprio quei comportamenti deprecabili che la portano a scrivere che ora “non avrà più pietà” e chiederà “scontrini su tutto”. Normalmente chiedo scontrini e fatture. Non lo faccio solo per semplice coerenza ma per quel senso di responsabilità per il bene comune che è da consolidare, non da deprimere seminando risentimento cieco e impotente, contro gli evasori piuttosto che contro i politici (più che una casta oramai siamo dei paria).
E’ una questione di metodo: bisogna guardare alla realtà in tutti i suoi aspetti, compresi quelli positivi e di speranza, perchè il grano e la zizzania, cioè il bene e il male, continueranno a crescere insieme fino alla fine. Perchè continuare a fare pubblicità solo alla zizzania, invece di esaltare le qualità del buon grano? Di fronte al male non serve scandalizzarsi ma porvi rimedio, in primo luogo a partire da se stessi, cioè dai propri convincimenti e comportamenti.
In definitiva, questo non è il tempo dei lamenti: questo è il tempo dei costruttori, ciascuno dove si trova a operare. Per costruire ho voluto condividere con lei un ragionamento tra due italiani che, nella diversità delle proprie responsabilità e posizioni politiche, hanno a cuore le sorti del loro Paese. Anche questo abbiamo in comune, spero. Se così è, mi consento un consiglio: non chieda gli scontrini per disprezzo contro chi evade: li chieda per amore del nostro Paese.
Cordialmente,
Antonio Palmieri, deputato PDL
Dal 13 agosto, giorno in cui è stata approvata la prima versione della nuova manovra, ho ripreso a lavorare alla nostra presenza on line. Da oggi riattivo anche la mia personale. Ben ritrovato a te e a tutti…
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