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Per una scuola libera e forte

Scritto da Antonio Palmieri | 9 luglio 2015 | Prima Pagina

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Perché ero in Piazza San Giovanni

Scritto da Antonio Palmieri | 24 giugno 2015 | Prima Pagina

Sabato scorso, 20 giugno, ero in Piazza San Giovanni a Roma, alla manifestazione convocata per difendere la famiglia naturale. E’ stata una festa di popolo: un popolo sereno, gioioso, ma forte e convinto delle proprie idee.

E’ stata una manifestazione “anomala”. Infatti chi ha partecipato ha pagato le spese di tasca propria, è stata una mobilitazione dal basso e la maggioranza degli interventi dal palco non erano dei comizi, ma spiegazioni dei contenuti della manifestazione: i pericoli insiti nel disegno di legge sulle unioni civili e nell’azione di “sperimentazione culturale” sui bambini che le iniziative pro gender stanno producendo, a partire dagli asili.

Intendiamoci. Nessun intento omofobo da parte di nessuno. Sono convinto che sia legittimo riconoscere i diritti individuali di ciascuno e che non ci debba essere discriminazione di alcun tipo.

Però sono andato in piazza (e alla Camera mi opporrò a queste iniziative) perché le unioni civili proposte dalla senatrice Cirinnà sono né più né meno che un matrimonio sotto falso nome, in quanto applicano a questo tipo di unioni tutte le disposizioni che il codice civile e le norme in vigore attribuiscono alla famiglia.

E allora? Che male c’è se due persone dello stesso sesso si vogliono sposare? Il fatto è che se c’è un “matrimonio”, di conseguenza ne deriva il diritto al figlio. Infatti alla prima contestazione, al primo ricorso, la Corte europea piuttosto che la nostra Cassazione o la Corte Costituzionale deciderebbero sicuramente che anche questo tipo di matrimonio ha diritto ad avere figli. E poiché nessuna coppia omosessuale può generare un figlio direttamente, si apre la via delle adozioni oppure quella della fecondazione eterologa e dell’utero in affitto.

E dunque? Non hanno diritto anche loro a essere genitori? Il fatto è che non esiste il diritto ad avere un figlio, omosessuale o meno non conta. Conta che nessun essere umano può “avere” un altro essere umano. Un bimbo non è un oggetto da avere a ogni costo. Nessun essere umano può avere questo “diritto”. Con il matrimonio gay, dati i limiti imposti dalla natura, il bambino diventa inevitabilmente un oggetto, un prodotto.

Seconda questione. Sempre perché un bimbo è un soggetto di diritti e non un oggetto manipolabile, nessuno può usare i bambini come cavie per propagare una ideologia che va contro la natura, l’evidenza, la realtà. E’ evidente che nasciamo maschi e femmine e che questo incide su tutto il nostro essere. Far vestire i maschi da femmine e viceversa, invitare i bambini a toccarsi tra loro e a toccare se stessi, o altri esperimenti di questo tipo effettivamente avvenuti nelle scuole italiane nulla ha a che fare con una educazione al rispetto degli altri e delle differenze.

Ecco perché sabato scorso ero in piazza. Per manifestare a favore della famiglia come è stata da sempre, perché siamo fatti così. Per ribadire che i bambini sono un soggetto portatore di diritti non un oggetto del quale gli adulti possono disporre a proprio piacimento.

 

 

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Fondazione ASPHI: così i disabili entrano in azienda

Scritto da Antonio Palmieri | 19 giugno 2015 | Prima Pagina, Tecnologia Solidale

Grazie alle nuove possibilità offerte dagli strumenti touch e mobile, dalle reti e dal cloud, la onlus da 35 anni promuove l’integrazione delle persone disabili nella scuola, nel lavoro e nella società. E oggi si occupa anche degli anziani

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InnovAgeingSolutions: la tecnologia a servizio del settore socio-sanitario

Scritto da Antonio Palmieri | 12 giugno 2015 | Prima Pagina, Tecnologia Solidale

Badaplus, azienda attiva nelle soluzioni di planning interattivo per assistenti familiari, e Holey, dispositivo ortopedico stampato in 3D che sostituisce il gesso, sono i vincitori della competizione organizzata da Fondazione Filarete e Punto Service

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Dichiarazione di voto finale sulla riforma della scuola

Scritto da Antonio Palmieri | 20 maggio 2015 | Prima Pagina

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Difendere la famiglia non è una questione di fede, ma di convenienza per la comunità

Scritto da Antonio Palmieri | 23 aprile 2015 | Prima Pagina

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Renzi non faccia lo spaccone con la riforma del Terzo Settore

Scritto da Antonio Palmieri | 14 aprile 2015 | Prima Pagina

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Terzo settore, luogo della sussidiarietà

Scritto da Antonio Palmieri | 2 aprile 2015 | EDITORIALE, Prima Pagina

Terzo Settore, luogo della sussidiarietà

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Agenzia per l’Italia Digitale: è ora di cambiare passo

Scritto da Antonio Palmieri | 1 aprile 2015 | Prima Pagina, RASSEGNA STAMPA

“Costanza, competenza e supporto politico”. Sono queste le tre parole d’ordine per far finalmente funzionare l’Agenzia per l’Italia, a detta di Antonio Palmieri, deputato di Forza Italia e responsabile Innovazione del partito.

Dopo le dimissioni di Alessandra Poggiani da direttore generale per Agid si apre un nuovo capitolo per l’Agenda digitale. Cosa dobbiamo aspettarci?

Le dimissioni della Poggiani sono l’ennesima dimostrazione che, purtroppo, l’Agenzia  nata sotto una cattiva stella. Rispetto alle novità che possiamo aspettarci, posso solo auspicare che l’ente sia messo nelle condizioni di operare, anche perché è in gioco il futuro del Paese. (continua…)

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Isis continua la sua guerra all’Europa. Sveglia!

Scritto da Antonio Palmieri | 20 marzo 2015 | Archivio Newsletter, Prima Pagina

Non è colpa nostra, cioè dell’Occidente, se i terroristi islamici dell’Isis ci fanno la guerra ma una loro scelta deliberata di portare la “guerra santa” contro noi “crociati”, vale a dire contro la nostra cultura, la nostra democrazia, la nostra libertà.

Certamente occorre distinguere i Paesi islamici moderati da quelli che appoggiano il terrorismo islamista. Tuttavia deve essere chiaro che l’Europa è sotto attacco per una scelta degli islamici violenti: non rendersene conto è puro autolesionismo.

Al di là della politica alla caccia di voti, qui serve che i governi europei se ne rendano conto e decidano di agire di conseguenza.

Grazie per l’attenzione.
Antonio Palmieri

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