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Il governo usa la riforma del terzo settore per fare campagna elettorale

Scritto da Antonio Palmieri | 26 maggio 2016 | Prima Pagina

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Il metodo di governo Renzi è mettere nelle tasche degli italiani un po’ di soldi in contanti

Scritto da Antonio Palmieri | 25 maggio 2016 | Prima Pagina

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Scuola: pubblico è il servizio, non chi lo eroga

Scritto da Antonio Palmieri | 25 maggio 2016 | Prima Pagina

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Il terzo settore ha bisogno di una nuova visione

Scritto da Antonio Palmieri | 24 maggio 2016 | Prima Pagina

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Il cyberbullismo è segno di emergenza educativa e digitale

Scritto da Antonio Palmieri | 19 maggio 2016 | Prima Pagina, RASSEGNA STAMPA

Il fenomeno del cyberbullismo “è il segno di una doppia emergenza. Emergenza educativa, frutto bacato di 60 anni di delegittimazione dell’autorità, della famiglia e della scuola. Emergenza digitale, legata al fatto che adulti e ragazzi non sono spesso consapevoli del male che possono fare digitando parole cattive sulla tastiera”.

A dirlo a Cyber Affairs è Antonio Palmieri, deputato di Forza Italia, componente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione e della Commissione di studio per la redazione di principi e linee guida in tema di garanzie, diritti e doveri per l’uso di internet.

Il tema del bullismo sul web sarà affrontato il 19 maggio presso la Camera dei deputati durante l’evento “Tutti insieme contro il cyberbullismo”. Cosa fare per contrastare questo fenomeno? Per Palmieri “bisogna continuare una potente azione educativa digitale e non solo, tutti insieme, come dice il titolo del convegno. Scuola, famiglie, imprese della rete, associazioni, ragazzi stessi. In definitiva, bisogna essere assolutamente fermi nel far capire ai ragazzi che sbagliano che stanno facendo del male. Con le parole e con adeguate sanzioni che aiutino a capire. Nella nuova legge sul cyberbullismo, che speriamo finalmente la Camera possa approvare entro fine giugno, non serve introdurre nuovi reati. I reati ci sono già tutti. Serve potenziare le possibilità di azione comune per proteggere le vittime, abbattere il fenomeno, perseguire chi sbaglia in un modo che sia realmente efficace”.

Nonostante ci sia ancora molto da fare in questo frangente, spiega il deputato, “non siamo all’anno zero. Da quasi dieci anni scuola, associazioni, imprese operano insieme per arginare questo fenomeno. Un esempio. È già possibile per i presidi disporre – al posto della sospensione dalla scuola per chi compie atti di bullismo, cyber o fisici non importa – che gli alunni bulli siano impegnati in attività sociali o di recupero di strutture scolastiche per un periodo di tempo utile a comprendere di aver sbagliato”.

La politica intesa come istituzioni nazionali, regionali e comunali – conclude Palmieri – ha avviato a questo proposito “plurime iniziative di diffusione di una cultura della prevenzione e attività di supporto per le vittime, in collaborazione con la polizia postale, con le associazioni, con i grandi attori della rete, come racconteremo domani al convegno”.

[Askanews]

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Unioni civili: perché ho votato contro

Scritto da Antonio Palmieri | 12 maggio 2016 | Prima Pagina

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Unioni civili. Perchè ho votato contro

Scritto da Antonio Palmieri | 12 maggio 2016 | Prima Pagina

Ho votato contro la legge sulle unioni civili perché è una legge che sancisce il diritto del più forte ai danni del più debole.
Per riconoscere i legittimi diritti delle coppie omosessuali sarebbe bastato prendere il meglio della proposta di legge di Mara Carfagna, prendere il meglio della proposta di legge di Alessandro Pagano, prendere la seconda parte della legge, che riguarda le coppie di fatto eterosessuali.

Invece, per motivi ideologici e politici, governo e maggioranza hanno scelto di predisporre un matrimonio sotto falso nome. Infatti le unioni civili  tra persone omosessuali si celebrano come un matrimonio, hanno gli stessi diritti e doveri del matrimonio si sciolgono come un matrimonio.

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Unioni civili. Il diritto del più forte contro quelli dei più deboli: bambini e donne

Scritto da Antonio Palmieri | 9 maggio 2016 | Prima Pagina

Presidente, noi in quest’Aula oggi e nei prossimi giorni, dove in realtà parleremo ben poco, non stiamo parlando di diritti civili: noi qui oggi – anzi, voi qui oggi – celebrate la forza degli adulti che con la forza del denaro possono comprare e produrre un figlio che realizzi un loro presunto diritto, appunto diventare genitori. Voi qui celebrate – e lo vedremo con la questione di fiducia – l’affermazione del diritto del più forte ai danni del più debole; e infine con la questione di fiducia voi celebrate l’arroganza di un Governo che qui alla Camera ha una straordinaria forza parlamentare, e che non fidandosi dei propri parlamentari utilizza la questione di fiducia, che in realtà è una mozione di sfiducia in primis contro i deputati e le deputate del Partito Democratico.

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Fiducia legge unioni civili? No, grazie. #RenziRipensaci

Scritto da Antonio Palmieri | 4 maggio 2016 | Prima Pagina

‪#‎unioncivili‬ Ho annunciato in commissione giustizia – assieme al collega Carlo Sarro – che Forza Italia voterà contro il provvedimento e non parteciperà al voto del mandato al relatore, per protesta contro l’imposizione della fiducia alla legge sulle unioni civili.

Questo è il primo governo che mette la fiducia sui temi etici, espropriando la Camera della possibilità di discutere e votare liberamente e i cittadini di rendersi conto di quanto sta avvenendo.
Renzi scardina l’assetto millenario della società senza colpo ferire.

Renzi inoltre insulta la propria maggioranza, perché la questione di fiducia è in realtà una mozione di sfiducia nei confronti dei parlamentari che sostengono il governo.

Il premier ha ancora tempo per ripensarci: ‪#‎RenziRipensaci‬.

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Se il centrodestra (unito) vuole vincere deve fare i conti con la mossa geniale del Cav. a Roma

Scritto da Antonio Palmieri | 29 aprile 2016 | Prima Pagina

“Non credo che Alfio Marchini sia un candidato nazarenico, l’unico ad esserlo è Roberto Giachetti”, ma Nazareno o meno, è dalla soluzione romana che il centrodestra deve trarre lezione “per essere competitivi alle prossime politiche”. Antonio Palmieri, deputato di Forza Italia, commenta al Foglio la svolta odierna nella Capitale, con il passo indietro di Guido Bertolaso dalla competizione elettorale e la convergenza del partito di Silvio Berlusconi sul nome di Marchini.

“La svolta è il frutto della particolare situazione che si è verificata a Roma negli ultimi due mesi e del balletto di nomi in cui, nostro malgrado, siamo stati coinvolti – spiega Palmieri –. E’ l’esito finale di un tentativo volto a dare alla città un’alternativa possibilmente competitiva, e che tra l’altro era stata la prima scelta indicata da Berlusconi”. Altra cosa è “interpretare la legge elettorale nazionale, l’Italicum, che impone l’unità del centrodestra”.

E’ questo infatti, spiega il deputato forzista, “l’unico modo per sbarrare la strada del ballottaggio a Beppe Grillo, e ovviamente competere con la sinistra. Siccome Berlusconi dal 1994 è sempre stato lucido nell’interpretare le regole del gioco, sa benissimo, come tutti i sondaggi confermano, che l’unico modo per essere competitivi è stare insieme con Lega e Fratelli d’Italia”.

Matteo Salvini e Giorgia Meloni, però, nonostante la conversione marchiniana, oggi hanno ribadito le loro critiche alla gestione delle candidature da parte di Berlusconi, con toni molto duri (il primo ha parlato di inciucio, mentre la seconda ha detto ironicamente di aspettarsi presto una “convergenza di Fi sul candidato del Pd”). “Fossi un ortopedico – dichiara con ottimismo Palmieri – direi che si tratta di una frattura composta, che può essere risanata e rimanere circoscritta all’episodio di Roma”.

A condurre ad una ragionevole capacità di giudizio dovrebbe essere proprio la legge elettorale: “Se l’Italicum rimane così com’è, soprattutto dopo il referendum costituzionale in ottobre, chiunque voglia competere per vincere deve interpretare il sistema elettorale, che, come ho detto, richiede l’unità dello schieramento di centrodestra” spiega Palmieri. “Confido che il desiderio di vincere di Salvini sia pari al nostro”.

[Il Foglio]

 

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