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Buona scuola…ma anche paritaria

Scritto da Antonio Palmieri | 28 febbraio 2015 | Prima Pagina

Lettera pubblicata su Il Foglio….
Dopo mesi di attesa, ci siamo. Il decreto legge sulla “buona scuola” è alle porte.
Come intergruppo Sussidiarietà stiamo in queste ore rivolgendo al premier e alla ministra Giannini un appello: non c’è buona scuola senza scuola paritaria.

Siamo preoccupati perché di parità non si è mai parlato in tutti questi mesi. Eppure i dati del ministero non lasciano dubbi: se domani chiudessero tutte le scuole paritarie lo Stato dovrebbe spendere 6,3 miliardi in più all’anno. Nel 2015 i contributi statali ammonteranno a 472 milioni (erano 535 nel 2004!), continuando un trend di diminuzione che ha già provocato la chiusura di numerosissime scuole.

Ciò non rende buona la scuola. Come dice la nostra “ragione sociale”, noi parlamentari sussidiari affermiamo il principio che pubblico è il servizio, non chi lo eroga. In forza di questo principio e di quanto previsto dalla legge voluta nel 2000 dal ministro Luigi Berlinguer (governo D’Alema), chiedamo al governo di dare finalmente piena attuazione alla parità scolastica.

Come? Noi proponiamo uno strumento di democrazia fiscale, la detrazione dalla dichiarazione dei redditi della somma spesa per la scuola che i genitori scelgono per i propri figli.
Questo è il modo migliore per riconoscere la ricchezza del contributo prodotta dal pluralismo educativo (adeguatamente verificato secondo gli standard previsti dalla legge Berlinguer) e che ciò sia realizzato con lo strumento fiscale più democratico e sussidiario che c’è.

Di questo e di molto altro ancora ragioneremo in modo approfondito mercoledì 4 marzo, dalle 13.30, alla Camera, alla Sala della Regina, con il convegno “Scuola pubblica statale e scuola pubblica paritaria: passi condivisi per un cambiamento“.

Il titolo dice tutto. Lo svolgimento chiarirà che non siamo contro nessuno ma a favore di un riconoscimento della passione educativa di tutti coloro amano non la scuola, ma gli studenti, il singolo ragazzo o ragazza e il suo futuro.
Il tempo è maturo: la parità non è più il terreno di uno scontro ideologico o politico, ma di incontro, per contribuire a formare quel capitale che chiamiamo “umano” perché è una unione tra esseri umani, adulti e ragazzi, che insieme cercano il meglio per la propria vita.
Non è una visione astratta. E’ la condizione senza la quale la scuola non sarà mai davvero buona!

Antonio Palmieri, Guglielmo Vaccaro, Raffaello Vignali, coordinatori Intergruppo Sussidiarietà

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Libia: confusione e retorica

Scritto da Antonio Palmieri | 18 febbraio 2015 | Prima Pagina
Nella sua informativa alla Camera sulla situazione in Libia, purtroppo il ministro Gentiloni non ha detto niente di incisivo. Ha fatto un retorico appello all’ONU, per puntare a una riconciliazione impossibile tra le fazioni in Libia. (continua…)

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“I trenta minuti che hanno cambiato la Repubblica digitale” di Giorgio Sebastiano

Scritto da Antonio Palmieri | 13 febbraio 2015 | EDITORIALE, Prima Pagina

10 febbraio 2015. Segnatevi questa data, uno di quei giorni che andrebbero scolpiti su una stele commemorativa perché quello che è successo ha dell’eccezionale anche per chi vive il Palazzo. Per l’esattezza tutto è durato una trentina di minuti, intorno a un emendamento presentato da Stefano Quintarelli, deputato di Scelta civica, disegnato per modificare l’articolo 177 comma r) del Titolo V della Costituzione con poche ma indispensabili parole utili per consentire al Paese di dotarsi finalmente di quella infrastruttura telematica e informatica da sempre osteggiata dalle mille parrocchie con i mille backyard da costudire gelosamente, forti e vincenti grazie a una interpretazione “talebana” del Titolo V della Costituzione.

Ad oggi l’art. 117  del Titolo V recita “Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie:” il comma r) specifica :“pesi, misure e determinazione del tempo; coordinamento informativo statistico e informatico dei dati dell’amministrazione statale, regionale e locale; opere dell’ingegno;“.

L’emendamento proposto da Quintarelli lo trasforma così: “pesi, misure e determinazione del tempo; coordinamento informativo statistico e informatico dei dati, dei processi e delle relative infrastrutture e piattaforme informatiche dell’amministrazione statale, regionale e locale; opere dell’ingegno;“.

Un emendamento che arriva in Aula già sconfitto, visto il parere negativo del Governo, della Commissione e del relatore di minoranza, con Sel che lascia libertà di voto ai suoi deputati. Tanto che il deputato, per evitare strascichi, decide per un doloroso ritiro e prende la parola. Sono le 22:07:
«Signor Presidente (Sereni ndr), membri del Governo, colleghi, per la prima volta prendo la parola in quest’Aula per fare un gesto che dimostra concretamente il mio sostegno al Governo ritirando il mio emendamento. Purtroppo, non sono stato capace, nelle ultime settimane, di spiegarne l’utilità e di convincere dell’importanza, sia di questo, tanto della sua riformulazione semplificata, ovvero l’emendamento 31.708, già ritirato dal collega Coppola. La lettera r) del secondo comma dell’articolo 117 della Costituzione, che prevede una competenza centrale dello Stato nel coordinamento informatico solamente dei dati, nasce in un’epoca di fatto pre-Internet, quando ci si scambiava i dati con stampe, nastri e dischi. Oggi, nel secolo della rete, limitare il coordinamento informatico ai soli dati è come accordarsi su dimensione del pallone e del campo, ma non su come funzionano rimessa laterale e fuorigioco.
 Sono convinto che, in un’epoca in cui Internet rende il mondo un punto, rinunciare al coordinamento informatico equivalga a rinunciare a una leva importante per l’efficacia della macchina amministrativa, anche in termini di riduzione di duplicazioni, sprechi e inefficienze, a beneficio di cittadini e imprese. Non sono riuscito a convincere il Governo di questo indirizzo, dell’opportunità di entrare nel merito dell’articolo 117, almeno in questo comma, ma sono fiducioso che vi possano essere nel prossimo futuro altre occasioni per provvedimenti che vadano nella stessa direzione. Con questo spirito di sostegno concreto all’azione del Governo, ritiro il mio emendamento 31.26»

Fine dei giochi. Né Coppola né Quintarelli riescono a scalfire il muro che si frappone tra l’Italia dei 1000 campanili e il nuovo millennio. Alle 22:09 però la farfalla ha cominciato a sbattere le ali, sotto forma del deputato Antonio Palmieri di Forza italia.

«Signora Presidente, vorrei appunto annunciare all’Aula che io personalmente apprezzo l’intervento del collega Quintarelli che ha dimostrato la sua sensibilità personale e anche politica nel suo primo intervento in quest’Aula e di questo gli va reso atto, perché – lo voglio dire a tutti i colleghi che magari non lo conoscono – Stefano Quintarelli è uno dei padri di Internet nel nostro Paese. Per questo motivo ho chiesto al presidente Brunetta che il mio gruppo facesse proprio questo emendamento, perché, come l’onorevole Quintarelli testé ha detto, è un emendamento che serve, che è veramente utile, perché ci consente di superare quella drammatica frammentazione che impedisce che, nel nostro Paese, finalmente, la tanto auspicata da tutti noi digitalizzazione possa effettivamente avere atto e prendere piede. Da questo punto di vista, noi crediamo che sarebbe importante, e mi rivolgo in questo momento al Governo, accogliere questo emendamento.
  Lo dico al Ministro Boschi e ai sottosegretari presenti; accogliere questo emendamento non modifica l’impianto di riforma della Costituzione, non modifica i contenuti della riforma, non modifica come è fatto il Senato, non modifica i poteri del Premier, è semplicemente una modifica necessaria per il nostro Paese e il funzionamento della pubblica amministrazione, che è uno degli obiettivi che questo Governo – così come anche i nostri governi – ha messo come caposaldo della propria iniziativa e per la quale ci siamo spesi noi con il Ministro Stanca e il Ministro Brunetta, con due codici della pubblica amministrazione digitale, proprio per tentare di superare questi ritardi che ancora ci angustiano. Allora, io veramente mi rivolgo al Governo, perché cambi il proprio parere, accolga l’invito che viene da un deputato della sua maggioranza, accolga l’invito che viene anche da altri parlamentari che fanno parte di Intergruppo Innovazione e che condividono il merito di questo emendamento, che fanno parte di questa maggioranza. È veramente un emendamento di totale sostanza, serve al Paese, serve a tutti. Lo dico per l’ennesima volta, non modifica l’impianto della riforma che state portando avanti, che stiamo portando avanti, nella fatica di questa serata e veramente sarebbe un gesto da parte vostra, non solo di attenzione rispetto ai parlamentari della vostra maggioranza, ma anche di rispetto nei confronti di quello stesso programma che voi dite di voler attuare.
  Quindi, veramente, lo dico per l’ultima volta, mettetevi una mano sulla coscienza digitale, se ce l’avete, perché se realmente volete far fare al nostro Paese quel salto in avanti che da tanti anni, in tanti, stiamo cercando di fargli fare, questa è una gigantesca occasione. Lo avete già fatto accogliendo l’emendamento del collega Coppola sull’inserimento in Costituzione della trasparenza negli atti della pubblica amministrazione, fate anche questo secondo passo. È un passo piccolo, ma veramente importante e decisivo. Fatelo, veramente, è una cosa che serve davvero a tutti. Vi ringrazio – non lo farete e perderete un’occasione – ma vi ringrazio però, perché vedo che mi avete ascoltato in modo compunto e mi avete dato una soddisfazione che condivido con il collega Quintarelli che meritava una migliore sorte per il suo emendamento»

Non sapremo mai cosa sia effettivamente successo, quali siano le frasi o i toni che hanno bucato la sensibilità di un Parlamento che sul digitale non ha mai dimostrato particolare attenzione, al di la di convegni e chiacchiere, ma è certo che d’improvviso si alza il vento, grazie all’intervento degli altri membri dell’intergruppo, anche se non sapremo mai se la cosa sia stata spontanea o abilmente preparata:

Rocco Buttiglione (NCD-UDC): «...È invece un emendamento fortemente migliorativo perché porta la Costituzione su un terreno che è decisivo per il futuro del Paese: ci aiuta ad entrare in quella economia della conoscenza…». Emanuele Cozzolino (M5S) «Sono due anni che siamo in Parlamento e si parla di agenda digitale: inseriamola in Costituzione se non siamo in grado di realizzarla per le vie normali, così avendo un principio in Costituzione, forse riusciremo ad attuarla quanto prima...».

E alle 22:17 il vento comincia davvero a soffiare forte, perché il relatore di minoranza Matteo Bragantini (LNA) cambia il parere «intervengo come relatore per cambiare il parere sull’emendamento Quintarelli 31.26 e invitare il relatore per la maggioranza e il Governo a valutare davvero questo emendamento. Anch’io avevo espresso un parere contrario ma le motivazioni mi hanno convinto che potrebbe essere un buon elemento per la riforma della Costituzione. Quindi chiedo veramente al relatore per la maggioranza e anche al Governo di rivalutare il parere: non cambia la vostra riforma, è una cosa di buon senso.»

Il vento diventa fortissimo, tutti si iscrivono a parlare per dare il loro appoggio, fino all’atteso intervento di  Maria Elena Boschi, ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, che decide per il cambio di parere «Intervengo per motivare l’iniziale parere contrario del Governo, condiviso anche inizialmente con i relatori e, quindi, poi anche la maturazione di un diverso orientamento alla luce del dibattito in Aula. (…) nell’esprimere il parere favorevole del Governo sull’emendamento, vorrei ringraziare sinceramente l’onorevole Quintarelli (…) poiché è il primo firmatario, fermo restando che ovviamente l’apprezzamento va al lavoro di tutti i colleghi che operano in questo settore e che si sono impegnati per questo emendamento e che lo hanno sottoscritto anche in questa sede».

Da qui in poi è uno tsunami di dichiarazioni. Il tifone prende la forma dei deputati del Movimento 5 stelle che chiedono a gran forza di poter firmare l’emendamento al punto che la Sereni, che apre le operazioni di voto, ha non pochi problemi a gestire il tutto. E alle 22:40 il provvedimento passa…. all’unanimità.  Sono passati esattamente 33 minuti. 33 minuti di pura democrazia i cui ingredienti sono stati: una giusta causa, impegno sincero, intelligenza tattica, capacità di ascolto, pragmatismo, una discreta dose di “foolish”.

Al di la del merito infatti, questi trenta minuti hanno restituito fiducia nella macchina parlamentare, il fatto che la discussione non sia stata una sterile liturgia avvallante decisioni prese in altre sedi, che il Governo abbia avuto la capacità di maturare “un diverso orientamento alla luce del dibattito in Aula” fa capire che sì, si può fare, si può lavorare meglio, basta volerlo. L’unanimità del voto su un emendamento costituzionale è la rara ciliegina su una torta ben farcita.

Dispiace solo il sapere che questa, presumibilmente, sarà una eccezione e non la regola, ma sarebbe bello poter vedere in futuro un numero maggiore di questi episodi, vedere la democrazia al meglio delle sue possibilità.

Per oggi, ai protagonisti di  questi trenta minuti di vera democrazia, da Coppola e Quintarelli che hanno lavorato sul merito, a Palmieri e la sua retorica vincente, ai deputati dell’intergruppo che hanno saputo amplificare a dovere (Buttiglione, Cozzolini etc), fino a Bragantini e al ministro Boschi che hanno saputo ritornare sui loro passi (cosa determinante, assolutamente non scontata e cui va dato il giusto merito), e ai deputati M5S il cui entusiasmo ha letteralmente travolto la presidenza, ai 364 votanti che hanno permesso una inaspettata unanimità, il mio grazie più sincero.

P.S.: Perché la cosa non sembri solo una retorica un po’ entusiasta di chi per anni si è speso (inutilmente) per l’innovazione, vorrei far notare che se questo emendamento troverà poi una applicazione completa nella Pubblica Amministrazione, si realizzeranno più risparmi che in un paio di manovre correttive.
Per una volta possiamo dire che quelli per i parlamentari sono stati soldi ben spesi.

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Mattarella: osservare lealmente la Costituzione

Scritto da Antonio Palmieri | 3 febbraio 2015 | Prima Pagina

In questi giorni i principali media hanno fatto a gara a “santificare” il presidente Mattarella, a volte sfiorando il ridicolo.
In realtà, come è ovvio, potremo valutare davvero la presidenza di Sergio Mattarella solo nei mesi e negli anni a venire.

Certamente Renzi ha imposto un metodo dirompente, che ha compattato la sinistra ed evidenziato i limiti attuali del centrodestra.
Tuttavia, per me la questione di sostanza è che nessuno al momento può davvero prevedere come si comporterà il nuovo Presidente della Repubblica.
Per il bene del nostro Paese, ci dobbiamo augurare che sia davvero un arbitro imparziale, garantista, aperto alle riforme, rispettoso della Costituzione ma anche della volontà dei cittadini, come si è impegnato a essere nel suo discorso di oggi alla Camera.

“Giuro di osservare lealmente la Costituzione”. In questo avverbio, lealmente, sta il punto.

Cosa ne pensi?

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Mattarella presidente

Scritto da Antonio Palmieri | 31 gennaio 2015 | Prima Pagina

La vera questione è che il Presidente della Repubblica dovrebbero votarlo i cittadini.
Ciò premesso e detto che mi sono astenuto, auguri di buon lavoro davvero per il bene comune al presidente Mattarella.

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Scheda bianca

Scritto da Antonio Palmieri | 29 gennaio 2015 | Prima Pagina

Noi di Forza Italia voteremo scheda bianca anche alla quarta votazione, cioè sabato mattina. Lo faremo per rispetto nei confronti di Sergio Mattarella ma contro Renzi, che ha scelto di non rispettare l’accordo e di indicare come candidato alla presidenza della Repubblica una persona rispettabile ma non “condivisa” con noi.

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Verybello. Storia (e interrogazione) di un portale per Expo

Scritto da Antonio Palmieri | 27 gennaio 2015 | Prima Pagina

Ecco il testo della interrogazione che ho presentato circa la contestata iniziativa del portale degli eventi culturali italiani “Verybello”.

Al Ministro dei Beni Culturali

Per sapere –

premesso che:

il 24 gennaio scorso il ministero dei Beni Culturali ha lanciato il portale www.verybello.it, con lo scopo di valorizzare, soprattutto all’estero, il patrimonio artistico e culturale italiano, in occasione di Expo 2015.

Sono emerse sin da subito molteplici criticità a livello di progettazione: assenza della versione inglese, “rimandata” assieme a quelle nelle altre principali lingue;

assenza della privacy policy circa la gestione dei dati degli utenti;

il sito non è accessibile, nonostante gli obblighi di legge;

il dominio non è intestato al ministero, bensì a chi ha fatto il sito;

assenza di una app, fondamentale per l’accesso alle informazioni in mobilità, da smartphone o tablet;

Verybello “è ottimizzato per browser di ultima generazione”, tagliando fuori chi usa browser non aggiornati;

Non sono chiare le modalità con la quale l’agenzia Lolaetlabora è stata incaricata di realizzare il portale, né gli effettivi costi del progetto.

 

- quanto sia stata effettivamente pagata la realizzazione del portale e quali costi ulteriori sono previsti per la gestione del medesimo;

di quale natura contrattuale siano i rapporti con la società realizzatrice del sito;

a cosa servono i 5 milioni di euro messi a disposizione dal ministero.  Non è chiaro se servano unicamente per la realizzazione del sito o per la promozione del patrimonio culturale italiano nel periodo dell’Expo;

in che tempi si intende procedere per risolvere i gravi errori di progettazione del sito;

chi ha proposto “l’accattivante” nome del portale.

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Combattere e battere il terrorismo islamico

Scritto da Antonio Palmieri | 9 gennaio 2015 | Prima Pagina

Il terrorismo islamico si batte:
1. Sul piano militare agendo nei Paesi dove combattono e si addestrano i terroristi.
2. In Italia e in Europa con attività di intelligence, di prevenzione e di repressione mirata; 
3. Sul piano culturale essendo orgogliosi delle nostre radici culturali e religiose; 
rinunciando al politicamente corretto; 
essendo consapevoli che questi terroristi non sono l’Islam ma sono un pezzo dell’Islam.

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Auguri, ringraziamenti e scuse…

Scritto da user_IC | 22 dicembre 2014 | Archivio Newsletter, Prima Pagina

Disturbo solo per gli auguri per l’imminente Santo Natale e inizio 2015.

Grazie a tutti coloro che hanno commentato nel blog e che mi hanno scritto. Sto leggendo ogni risposta e, dove posso, risponderò direttamente, come ho già fatto con parecchie persone.
Natale e Capodanno sono occasione di bilanci personali e di impegni per il futuro.

Il mio è quello di continuare il dialogo tra noi, ovviamente assieme al lavoro di deputato (commissione cultura e aula) e in Forza Italia.

Grazie per l’attenzione. Buone cose,
Antonio Palmieri

P.s. Mi scuso con chi mi segnala dolorose situazioni personali. Non sono in grado di aiutare, direttamente o indirettamente. Lo dico seccamente e con dispiacere, però non voglio creare inutili illusioni.

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Come ripartire a Natale. Tra politica e antipolitica.

Scritto da Antonio Palmieri | 11 dicembre 2014 | Archivio Newsletter, Prima Pagina

Innanzi tutto grazie a chi ha letto il mio precedente messaggio e un super ringraziamento alle oltre cinquecento persone che mi hanno risposto. Ad alcuni ho mandato una risposta diretta, altre seguiranno non appena avrò finito di leggerle tutte.

In queste settimane sono successe cose importanti, ne segnalo alcune.

  1. Con Berlusconi e Forza Italia abbiamo finalmente messo in campo nuove proposte concrete, a partire dalla Flat Tax, la “tassa piatta” al 20%, integrata da una no tax area fino a 13.000 euro di reddito.
  2. Sono ripartito, per l’ottavo anno consecutivo, con www.natalesiamonoi.it dove spiego perché fare il presepe a scuola sia un gesto che accoglie e unisce tutti.
  3. Il nuovo scandalo politico/criminale che ha colpito Roma colpisce la credibilità di tutti noi impegnati in politica. La giustizia farà spero presto e bene il suo corso.

Viste le polemiche di questi giorni, credo che politica e antipolitica siano alla fine due facce della stessa medaglia. Ciò che conta è la qualità delle persone e avere un sistema di regole fatte bene e fatte rispettare.

Grazie per la tua attenzione.

Siamo vicini al Santo Natale e all’inizio di un nuovo anno. Due grandi occasioni per fare un punto della situazione e, nonostante tutto e nonostante tutti, ripartire.

Cordiali auguri!
Antonio Palmieri

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