I due assi di una campagna elettorale
In estrema sintesi, per la mia esperienza di quasi 18 anni di campagne elettorali, una campagna oggi ruota attorno a due assi: il fattore “tempo” e i contenuti (compresi i toni e i modi) della comunicazione.
Il tempo: per chi è già elettore fedele di uno schieramento il tempo ha poca rilevanza: l’elettore di appartenenza usa la prima fase della campagna per documentarsi e per mobilitarsi, se è un attivista.
Per gli elettori indecisi, che non seguono né amano particolarmente la politica e per coloro (sempre più in crescita e determinanti per gli esiti delle elezioni) che decidono all’ultimo se votare (e per chi) il fattore tempo è invece determinante, in quanto sono decisivi i messaggi da cui sono raggiunti negli ultimi giorni.
La comunicazione comprende: a) i materiali “statici” o che comunque gestisci tu (manifesti, volantini, pubblicazioni, lettere, internet, ecc.) b) quella del “giorno per giorno”, fatta di dichiarazioni, convention, battute…. Questa comunicazione la gestiscono i media, che decontestualizzano e ricontestualizzano il tuo messaggio, scegliendo ed enfatizzando pezzi di quello che dici a prescindere dalle tue intenzioni, in base alla situazione, allo schieramento e alla convenienza.
La comunicazione del primo tipo è utile a posizionarti, a dare argomenti ai tuoi sostenitori, a fornire elementi per il passaparola, a offrire agli elettori non schierati o “agnostici” la possibilità di informarsi ed è importante nella prima parte della campagna…ma è la seconda comunicazione quella decisiva, nei contenuti e nei toni, perché colpisce tutti, ed è assolutamente decisiva per gli elettori “dell’ultima ora”.
Ovviamente il discorso è più complesso, le variabili in gioco sono anche altri (la personalità reale e percepita dei candidati, la qualità delle liste, la situazione generale, il clima antipolitico, ecc.): però i due assi a mio avviso sono ciò attorno a cui il resto si dispone.
Ora basta riflessioni e pancia a terra per vincere il ballottaggio a Milano.
Scritto da Antonio Palmieri |
18 maggio 2011 |
Commenti (3)












Completamente d’accordo, eggiungerei due elementi evidenti nelle ultime tornate elettorali:
1) la maggior “volatilità” dei voti che, per fortuna, ha contagiato anche il sinistra centro. A Torino hanno vinto i nostri avversari al primo turno (presentandolo coma grande successo) dimenticano che con Chiamparino la scorsa tornata avevano vino con il 67% dei voti per il sindaco con il 63,60% alle liste, in questa rispettivamente con il 56,7% e il 56,5% (-11,3% sindaco e -7,10% per le liste e a Bologna (dove sino a fineanni 80 vincevano a man bassa.
2) il fatto che gli spostamenti di voti tra i due schieramenti maggiori cominciano ad essere abbastanza importanti (tra il 3 e 8-9%).
e adesso pensiamo al 29 maggio: non praevalebunt!
Ma, se anche fosse e parafrasando Borrelli: resisteremo!
18 maggio 2011 | #
In queste due settimane dobbiamo lavorare per vincere il ballottaggio, possiamo sempre farcela. Non dobbiamo consegnare Milano alla estrema sinistra.
18 maggio 2011 | #
Finchè la campagna elettorale è rappresentata da elementi estremisti come Berlusconi e La Russa (tanto per fare 2 nomi…), che farciscono ogni intervento di insulti verso chiunque non sia d’accordo con loro è chiaro che sarà difficile far notare all’elettorato l’estremismo degli altri…
L’Italia è e rimane un Paese sostanzialmente di centro (moderato), da cui l’ala del partito (quella principale poi) rappresentato dagli elementi di cui sopra (estrema destra, altro che forza liberale!) è ormai lontanissima.
22 maggio 2011 | #