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Riflessione di inizio anno

Antonio Palmieri

Scritto da Antonio Palmieri | 2 gennaio 2011 | Prima Pagina

Ho trovato molto interessante e utile “Buon anno con Frodo”, la riflessione proposta da Franscesco Agnoli su Il Foglio del 30 dicembre. La faccio mia e te la ripropongo come spunto per l’inizio del 2011.

Buona lettura: http://www.libertaepersona.org/dblog/articolo.asp?articolo=2216

Commenti

Commenti Commenti (3) |

3 Commenti »

  1. aurim scrive

    L’al di là e la fede
    Questa mattina, mentre passeggiavo a passo svelto lungo la via principale del quartiere in cui abito da oltre quarant’anni, mi sono imbattuto in un funerale e al momento che la bara stava uscendo dalla Chiesa, sostenuta dalle persone dell’Impresa Funebre, per essere infilata nel carro che avrebbe accompagnato la salma all’ultima dimora. Non so se a voi quando vi imbattete, anche se solo per caso, in un funerale, vi passano in mente cose che ci fanno pensare alla dipartita da questo mondo e se c’è o non c’è un poi un al di là. Pensare a questo non è che debba indurci a pessimismi o a pensieri avvilenti, ma soltanto a focalizzare che non possiamo vivere su questa terra in eterno. Quindi c’è o non c’è un poi? Se non ci crediamo il “non c’è niente poi” non ci comporta che pochi patemi d’animo. Se invece crediamo che ci sia “il poi” allora mi viene da pensare che, ammesso che crediamo nella Religione Cristiana e nell’esistenza di Dio, come saremo fisicamente, saremo puro spirito? Avremo le stesse sembianze che abbiamo ora? Ci riconosceremo? Si ricostituiranno le famiglie? Gli amici ci riconosceranno? Oppure tutto ciò che abbiamo lasciato sulla terra rimarrà li, comprese le nostre identità, le nostre mogli o i nostri mariti, i nostri figli, i nipoti e tutti i nostri cari? Può darsi che una volta diventati anime e basta non ci sarà data, o mantenuta, nessuna identità e diventeremo tutti uguali senza faccia ne lineamenti identificatori, e allora saremo soli come quando siamo venuti al mondo, soli senza sapere niente di quanto ci potrà accadere, perché nessuno è mai tornato indietro, una volta passato di là, per raccontarci cosa c’è dopo e chi c’è dopo. Pensare a ciò mentre siamo vivi lo vedo incomprensibile e tutto sommato anche inammissibile. Non ci resta allora che cercare di stare più vicini tra di noi, sopratutto con chi ci ama e con chi amiamo guardandoci in faccia e fissando nei nostri occhi e nelle nostra mente le sembianze che man mano cambiano col passare degli anni, ma che rappresentano noi stessi, al netto di compensazioni o modificazioni chirurgiche che utilizziamo per cercare, senza riuscirci, di allontanare il più possibile l’ineluttabile inarrestabile trascorrere del tempo, per poi trovarci in fondo a decidere in cosa credere. In parole più povere vogliamoci bene ora che sappiamo chi siamo e che sentiamo palpitare il nostro cuore quando incontriamo o stiamo insieme ai nostri cari ai nostri amori di un giorno di un anno di una vita. Il poi rimarrà un mistero, a meno di avere la fede in Dio e in tutto quello che credere comporta, ossia speranze, certezze, futuro oltre il momento terreno, perché la nostra vita su questa terra non è altro che, comunque, solo un momento.
    Maurizio Nardi
    15.01.’11

    16 gennaio 2011 | #

  2. anna maria baldocchi scrive

    Stasera ho appena sentito l’intervento telefonico del Premier in una trasmissione di Canale 5. Nel suo breve, gradevole ma sopratutto veritiero intervento ha detto, fra l’altro, che i comunisti esistono ancora, usano i magistrati a loro vicini perchè vogliono eliminarlo. Gli italiani non si riconoscono più in questa sinistra. Il mio augurio che, con l’amore di Dio, riesca ad arrivare fino in fondo sempre con successo alla strada che ha intrapreso.

    5 gennaio 2011 | #

  3. anna maria baldocchi scrive

    Ringrazio, anch’io la trovo molto interessante e utile questa riflessione e la faccio mia.

    2 gennaio 2011 | #

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