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No all’accanimento terapeutico

Antonio Palmieri

Scritto da Antonio Palmieri | 6 aprile 2017 | Prima Pagina, VIDEO

Questo è l’emendamento ex Bazoli, che ieri il collega ha ritirato e che noi abbiamo ritenuto di fare nostro, perché è esattamente complementare al nostro emendamento sul quale prima ci siamo lungamente intrattenuti, ed è proprio l’altra faccia della luna rispetto a quella preoccupazione che io adesso ripeto, per l’ennesima volta, perché ostinatamente sono convinto che dobbiamo continuare ad ascoltarci, e quindi il punto è, rispetto ad alimentazione e idratazione, certamente, come è stato detto – io ascolto tutti gli interventi -, ogni terapia è uno strumento. Certo che alimentazione e idratazione somministrata con quella strumentazione è un elemento di quel tipo lì. E, appunto, ogni terapia è uno strumento, ma il fine è la vita e la salute del paziente, così come, in questo caso, il fine dell’uso di quegli strumenti è tenere in vita un paziente, ripeto, non in fin di vita, ma che non può alimentarsi e nutrirsi da solo.

E l’ho detto ancora prima e lo ripeto: tutti gli alimenti che noi gustiamo, compresi quelli che gusteremo, speriamo, tra poco, alla fine di questa seduta mattutina, hanno un gusto e un sapore, ma poi diventano un’altra cosa, perché vengono trattati chimicamente dal nostro corpo, scissi e scomposti in elementi che ci aiutano a essere idratati o a essere alimentati. Questa è una evidenza; a me non interessa, quindi, a noi non interessa il dibattito che anche per noi è stucchevole: sono cure, non sono cure. Non è questo il punto; il punto è la finalità alla quale servono per un paziente con un quadro clinico stabile e non in fin di vita, oltre e contro ogni accanimento terapeutico, oltre e contro ogni limitazione della libertà della persona di scegliere per sé quale tipo di cura avere o non avere. Non è questo. Oltre e contro ogni sofferenza, come ho già detto e continuerò a ripetere fino alla fine, perché non è questo il punto, non c’è il derby tra chi è per la sofferenza e chi vuole imporre, in nome di un catechismo arcaico che non esiste più, la sofferenza come espiazione dei peccati.

Non è questo il punto. Il punto è, e l’ho detto prima, non giudichiamo le fedi, giudichiamo la ragionevolezza degli argomenti, giudichiamo il testo. E veniamo al testo dell’ex Bazoli, che dice di sostituire le parole: “incluse la nutrizione e l’idratazione artificiali con le seguenti” – vi invito a prestare attenzione -: “Gli atti finalizzati a garantire l’assunzione di cibo o bevande al paziente che non li possa assumere in modo autonomo possono essere interrotti quando non risultino più in grado di procurare l’idratazione e il nutrimento del paziente o risultino comunque non più proporzionati”.

Per questo dicevo che è esattamente l’altra faccia della medaglia, perché dice “no” all’accanimento – “no” all’accanimento! “no” all’accanimento! -: questo è il contenuto dell’emendamento Bazoli, sul quale noi vi invitiamo a votare e usiamo lo strumento del voto segreto come un aiuto e un invito a uscire da una timidezza per la quale io ieri sera ho rimproverato le colleghe e i colleghi del Partito Democratico. Di questo voglio chiedere scusa a loro, perché l’ho fatto vittima di stanchezza e di troppa adrenalina, perché vanno rispettate tutte le posizioni e questa è stata certamente una forzatura, tant’è che poi, quando sono uscito dall’Aula, una, per me, stimata collega della sinistra mi ha detto: “non sei credibile”. Allora io ho riflettuto nel mio esame di coscienza serale su questa affermazione – “non sei credibile, Antonio” mi ha detto – e io dico: può anche essere, il mio sforzo è semplicemente quello di essere autentico. Quindi sono autentiche le mie scuse, ma altrettanto autentico è l’invito a guardare il testo dell’ex emendamento Bazoli. Leggete il testo, è corto, ci mettiamo quindici secondi, il tempo di aprire la votazione, e vedete di cosa si tratta. Si tratta esattamente di quello che la collega Gregori, il collega Sannicandro, il collega Melilla col suo poetico intervento, hanno chiesto, quello di cui parla Burtone, quello di cui parlava anche Corsaro, quindi è veramente un invito alla logica quello che vi faccio e a usare il metodo di guardare la realtà in tutti i suoi fattori, spostando il punto di vista rispetto alla posizione che occupiamo in Aula, ma essendo aderenti al testo. Grazie.

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