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E ora attaccano Bertolaso

Antonio Palmieri

Scritto da Antonio Palmieri | 12 febbraio 2010 | Prima Pagina

Il tassista che ieri mi ha portato a Fiumicino parlando bene del governo (spontaneamente e senza sapere chi fossi) mi ha citato tra le prime due cose fatte i rifiuti di Napoli e l’intervento in Abruzzo. Due successi riconosciuti da tutti, incontestabili, targati Berlusconi-Bertolaso. 
Al via della campagna elettorale delle regionali, nella quale Berlusconi ha annunciato che è sua intenzione far conoscere in dettaglio tutte le cose fatte dal suo governo (“Il governo del fare”) arriva l’attacco a Bertolaso e di conseguenza alle realizzazioni che l’hanno visto protagonista.
Ovviamente il metodo è sempre lo stesso: avviso di garanzia sui giornali, perquisizione spettacolare e raccontata dai media, pubblicazione di intercettazioni che non potrebbero essere rese pubbliche, contestualizzazione delle intercettazioni in modo ambiguo, per forzarne l’interpretazione contro Bertolaso, accostamento nei titoli e nei sommari di giornali e Tg delle intercettazioni dei due sciacalli che ridono dopo il terremoto pregustando una possiblità di business con il nome di Bertolaso, per suggerire un accostamento a lui.

Come non pensare di essere davanti al solito copione: colpire Bertolaso per colpire Berlusconi durante una importante campagna elettorale?
Vedremo gli sviluppi della vicenda Ecco qui la risposta di Bertolaso

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Commenti

Commenti Commenti (5) |

5 Commenti »

  1. orazio scrive

    Egregio on la gente forse ha gia dimenticato la spazzatura in campania il terremoto a l’aquila…..i cadidati del pd sono sempre gli stessi basta in campania non se ne puo piu’, criticano berlusconi bertolaso etc …..ma bassolino come mai non è stato mai indagato.

    22 febbraio 2010 | #

  2. Marco scrive

    Bisognerebbe capire se c’è una regia….
    ___
    Grecia, Goldman e… Prodi. Le domande che nessuno pone
    http://blog.ilgiornale.it/foa/2010/02/15/grecia-goldman-e-prodi-le-domande-che-nessuno-pone/

    16 febbraio 2010 | #

  3. aurim scrive

    Come anche Lei ha più volte citato la parola “sembra” che sia questo “sembra” che ci sia quello, non fa presagire niente di buono, perchè la parola sembra può essere vista come voce di corridoio e/o si dice, ma questo non è un condominio ma è una Nazione e non si può andare avanti distruggendo ora la vita di quello o di quell’altro e poi dopo dire – è innocente – chi paga? NESSUNO. Sarei d’accordo sulle indagini se fossero avvenute e avvenissero nel più assoluto silenzio stampa a e non con le continue “fughe di notizie” messe ad arte tra i piedi dei mezzi di informazione, certo precedute dai soliti rumors….

    15 febbraio 2010 | #

  4. Leogan scrive

    SCusate, ma delle indagini su Bertolaso (forse non queste) gia’ si parlava l’autunno scorso.
    E comunque l’arresto di 4 persone (che possono essere arrestate solo se: A) rischio di reiterare il reato; B) rischio di inquinare le prove; C) rischio di fuga all’estero) ) per di piu’ con una indagine iniziata indagando su presunte corruzioni in ambienti toscani del centrosinistra non mi sembra deponga a favore di nessun complotto.
    Mi sembra invece sospetto non poco il fatto che si volesse fare Bertolaso MInistro (da quando i civil servant vengono fatti Ministro perche’ hanno fatto bene il proprio lavoro? E Ministro di che poi?) proprio quando si discute la legge sul legittimo impedimento per PdC e per i Ministri…..
    A pensare male si fa peccato diceva Andreotti….

    Comunque ribadisco, che esere indagato non signifca essere penalmente colpevole. Va visto tutto con calma e pazienza. Bene ha fatto Bertolaso a rassegnare le dimissioni e bene ha fatto il Governo a respingerle.
    Pero’ adesso bisogna aspettare che il procedimento giudiziario e le indagini facciano il loro corso.
    Senza gridare al complotto che se no si perde di credibilita’. In questo caso pare che ci siano intercettazioni molto esplicite e compromettenti.
    Non si parla della protezione civile e di quelli che hanno lavorato notte e giorno.
    Si parla di qualcuno che ha fatto i soldi con gli appalti fatti dalla protezione civile.
    Se per costruire le case in Abruzzo (in misura insufficiente per i 55.000 sfollati, come dovremnmo saper riconoscere) si e’ speso il doppio del costo normale, forse allora si poteva comprare il doppio delle case…. Solo un pensiero dovuto alle difficolta’ che stanno patendo gli sfollati abruzzesi, che non hanno ancora visto un soldo di contributo per la ricostruzione leggera e che non hanno certezza sul pagamento delle tasse, che ogni qualche mese deve essere affrontato dal Governo perche’ non ci si decide a fare quello che e’ fatto in passato per altre calamita’ naturali (alluvione di Alessandria per esempio…) alimentando il sospetto che ci siano disgraziati di serie A e di serie B…..

    12 febbraio 2010 | #

  5. aurim scrive

    A questo punto mi starebbe anche bene che il Capo della Protezione Civile potesse essere coinvolto in qualche scandalo, ma siccome per l’ennesima volta questa cosa accade strettamente a ridosso di una importante elezione, sono portato subito a non credere alla sua evntuale colpevolezza; questo a prescindere dalle prove e quant’altro. Basta con queste indagini “sotto” le elezioni – il Giudice poteva tenerle anche nel cassetto in attesa di ulteriori accertamenti e, dopo le elezioni, tirarle fuori – perchè non l’ha fatto? che poteva scappare all’estero qualcuno?Chi poteva farlo se la ormai “solita fuga” di notizie non fosse avvenuta? Dobbiamo dire basta alla Giustizia ad orologeria anche se poi i colpevoli fossero davvero i colpevoli.

    12 febbraio 2010 | #

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